Le PAGELLE di Guido De Angelis – Una grande Lazio giganteggia a Genova, poker-show!

 

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Al termine di Genoa-Lazio 1-4 arrivano come di consueto le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis. Ecco di seguito voti e giudizi alle aquile scese sul rettangolo verde di Marassi.

STRAKOSHA 7 – Lo abbiamo svezzato, oggi si parla di un possibile rinnovo di contratto, vediamo se sarà vero. Di certo oggi quell’intervento su Ostigard sullo 0-0 ci ha salvato e credo sia stato importante per lo sviluppo della partita. Non può nulla sul gol del Genoa.

LAZZARI 7 – Un solo grande rischio in fase difensiva con un intervento scomposto su Amiri che per fortuna non è da rigore (perché l’ex Bayer Leverkusen era già caduto prima). Per il resto sta crescendo anche in fase difensiva e sta diventando un terzino puro, merito di Sarri e delle sue qualità indiscutibili. Sprinta che è una bellezza, è un tesoretto della Lazio che va protetto, è troppo importante per il nostro gioco. Oggi è decisivo al 46′, quando corre come un treno per poi saltare Vasquez e servire a Immobile l’assist del raddoppio ad un secondo dal fischio finale della prima frazione. Quando attacca gli spazi può nascere sempre qualcosa di importante. 

HYSAJ NG РEntra per gli ultimi 10 minuti per far rifiatare Lazzari, non ̬ giudicabile.

PATRIC 6,5 – Giustamente promosso titolare, disputa un’altra gara di grande sostanza e attenzione, avvia tutte le azioni e ci fa uscire con estrema tranquillità. Peccato per l’autorete, ma non ha colpe: sul gol del Genoa è Cataldi ad essere approssimativo e Marusic ad essere troppo morbido su Amiri. Prestazione onesta.

ACERBI 7 – Disputa un buon primo tempo, macchiato dall’errore su Piccoli che avrebbe potuto costarci caro. Annulla la punta del Genoa con estrema facilità, vince i duelli aerei e per poco non la butta dentro sugli sviluppi di un corner. Mi è molto piaciuto il fatto che abbia passato l’intera ripresa a riprendere i compagni, urlandogli di non abbassare la soglia dell’attenzione. Quando ci prendiamo delle pause, lui si arrabbia con i compagni, anche con lo stesso Milinkovic, dimostrando di essere mentalmente ancora molto focalizzato. Bene!

MARUSIC 7 – Nel secondo tempo sonnecchia, cullandosi sul grandissimo primo tempo: sul gol del Genoa si fa una dormita colossale ed è troppo superficiale. Detto ciò, aveva fatto una prima frazione clamorosa: tre ottime diagonali su Melegoni, duelli vinti con irrisoria facilità, chiusure tempestive, e un’azione personale da paura culminata con un gol-capolavoro. Il campo di Marassi sponda Genoa gli porta bene: il suo sfondamento in occasione dell’1-0 mi ha ricordato la devastante incursione che ci portò avanti nel 2-3 di due anni fa. Due gol che sono uno più bello dell’altro.

MILINKOVIC 7,5 – Parte con qualche imprecisione, si riprende alla grande con l’ennesima partita sontuosa. Quando imbecca in profondità Lazzari e Felipe Anderson, sembra prendere il telecomando: quando il pallone si stacca dai suoi piedi, sai già che cadrà su quelli del compagno. Monumentale in mezzo al campo, è un calciatore straordinario di una caratura semplicemente superiore. Vedergli indossare la nostra maglia è ogni volta un privilegio e un vanto.

LEIVA 6,5 – 50 minuti di grinta e ferocia, pure troppa: prende un giallo che lo condiziona parecchio e che spinge Sarri a cambiarlo a inizio ripresa. Già al quarto d’ora aveva steso Vasquez: quando scende in campo a Marassi si mette in modalità “palla o gamba” e mi esalta. Con tutta la qualità che abbiamo tra le mezzali e gli esterni d’attacco, Lucas deve limitarsi a smistare palloni e contenere il dinamismo di Amiri. Buona prestazione.

CATALDI 5,5 – Entra in campo bene ed è anche protagonista di qualche giocata di personalità, compresa una “ruleta” davanti alla difesa. Approssimativo, però, sul gol del Genoa, quando prima perde il pallone (intercettato, involontariamente, da Luis Alberto) e poi si dimentica di incollarsi ad Amiri, lasciato libero di fare ciò che vuole in area di rigore. Comunque affidabile.

LUIS ALBERTO 6,5 – Tra i meno brillanti nel primo tempo, sappiamo bene che nelle partite in cui serve essere rabbiosi e lottare su tutti i palloni questo calciatore fa un po’ fatica. Nella ripresa sale di tono, ha qualche spazio in più e si conquista mezzo voto in più per l’ottima verticalizzazione a premiare l’inserimento di Immobile per il gol del 3-0 che mette in ghiaccio la partita. Esce a metà ripresa per fare spazio a Basic.

BASIC 6 – Finalmente entra bene in campo, tentando due volte il tiro e palesando la voglia di spaccare il mondo. Timidi segnali di risveglio per un calciatore che il prossimo anno dovrà essere importantissimo per noi.

ZACCAGNI 6 – Sottotono, non mi è piaciuto granché. Nel primo tempo si vede pochissimo, nella ripresa tenta il gol con un bel tiro a giro che chiama Sirigu alla gran parata (l’arbitro non concede inspiegabilmente il corner). Leggermente meglio, comunque, nel secondo tempo, quando si sacrifica di più in fase difensiva e ci fa respirare. Esce dal campo per dare minuti a Pedro.

PEDRO 6,5 – Entra per l’ultimo quarto di gara, in una fase di partita in cui abbiamo quasi smesso di giocare. Eppure, conduce due ripartenze in modo egregio, prima del fischio finale va al tiro col destro chiamando Sirigu alla risposta per evitare la “manita”. La giocata più importante è il pressing feroce su Maksimovic, che induce il difensore all’errore e spiana la strada al terzo gol di Immobile. Sempre importante, perché è un calciatore dall’intelligenza superiore.

IMMOBILE 10 – Due gare senza gol, così si mette a disposizione dei compagni e nei primi 45’ è il nostro regista offensivo. Va su tutti i palloni, scaglia una fuciliata col sinistro che si spegne a fil di palo, poi spacca la porta col destro su assist di Lazzari. Vuole segnare anche di testa, così raggiunge e supera Boniperti, poi c’è un pallone da portare a casa al figlio piccolo, dunque salta secco Vasquez e buca Sirigu per la terza volta. Seconda tripletta stagionale, 24 gol in 27 presenze in campionato, e la risposta a tutti i cantastorie che girano tra redazioni televisive e giornalistiche. Se l’Italia ha un demerito è quello di non essersi messa completamente a disposizione del suo calciatore più decisivo e determinante.

FELIPE ANDERSON 7 – Ennesima prestazione supersonica del brasiliano, che sta diventando continuo e migliora a vista d’occhio sotto la sapiente guida di Sarri. Difensivamente impressionante, ripiega sempre alla grande e fa le due fasi con ottima continuità. Sovrappone con Lazzari, pesca Milinkovic in area piccola con palloni vellutati, tenta il destro e chiama Sirigu alla parata della domenica, l’aveva messa sotto l’incrocio. Mi piace tanto il suo atteggiamento, ha corso come un pazzo e sta capendo che può diventare un pilastro di questo nuovo corso. Peccato soltanto per la misura dell’assist a Lazzari nel finale di gara: eravamo in 6 contro 2, ma Felipe sbaglia l’ultimo passaggio. La sua forma fisica e mentale mi fa comunque ben sperare per il finale di stagione.

SARRI 9 – Vinciamo anche le partite in cui c’è da combattere su tutti i palloni, una volta questo genere di gare rappresentava un rompicapo per noi. Da una settimana aveva caricato la squadra, evidenziando pubblicamente che se fossimo scesi in campo morbidi, saremmo stati travolti. Così entriamo feroci, facciamo quattro gol che avrebbero potuto essere anche di più. Giochiamo un gran calcio, siamo il miglior attacco, cresciamo a vista d’occhio nel fraseggio e diamo la sensazione di divertirci in campo. Questo allenatore è la nostra salvezza e la nostra speranza, sta facendo un lavoro incredibile e va blindato e accontentato in TUTTE le sue richieste.

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