Le PAGELLE di Guido De Angelis – Ci salva sempre Milinkovic, fase difensiva disastrosa. Bene carattere e produzione offensiva

 

Al termine di Lazio-Empoli 3-3 arrivano come di consueto le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis. Ecco voti e giudizi ai protagonisti biancocelesti del match.

 

STRAKOSHA 4,5 – In tanti anni qui non è mai cresciuto, forse non ha margini di miglioramento. La sua uscita folle – con la complicità del colpo di testa sballato di Hysaj – su Di Francesco causa il rigore del gol che spiana la strada al piano partita dell’Empoli. Inchiodato in porta, e non solo in occasione dei gol subiti. Quando riceve un cross al centro, anche flebile, smanaccia sempre in modo goffo, senza la personalità di bloccare la sfera. Umorale, insicuro. Serve un portiere, perchè ad oggi sarebbe libero di firmare per chiunque.

HYSAJ 5,5 – Il retropassaggio con la testa dopo due minuti è scellerato e complica le cose, ma la sua è una partita poi complessivamente positiva, fatta finalmente di svariate sovrapposizioni e buoni palloni scodellati al centro. Lavora tanto e accompagna sempre la manovra di Felipe Anderson, portandogli via l’uomo. Complessivamente positivo, anche se forse poteva uscire qualche minuto prima per Lazzari.

LAZZARI SV

LUIZ FELIPE 4 – Prima di subire il tunnel da Marchizza da cui scaturisce il terzo gol dell’Empoli nel momento migliore della Lazio, aveva disputato una partita da cinque in pagella. Sì, due o tre buone chiusure di testa, ma poi era perennemente schiacciato sulla porta, come in occasione del secondo gol empolese. Quasi sempre va fuori tempo, sembra che gli giri la testa. Non dà mai sicurezza, sono almeno tre anni che non acquistiamo un centrale degno di questo nome perché aspettiamo una crescita di questo calciatore che non arriva mai. Ricordo poche sufficienze al brasiliano nelle mie pagelle. Si fa saltare come il burro commettendo un’ingenuità paurosa che regala al rivale il tris. In perpetua sofferenza.

ACERBI 5,5 – Soffre nei primi venti minuti, sul secondo gol non è esente da colpe. Dopo 20 minuti deve lasciare il campo per il riacutizzarsi dell’infortunio che lo aveva costretto a stringere i denti nel finale di Venezia-Lazio. Se ha dovuto forzare a tutti i costi per essere in campo, è perché – evidentemente – non abbiamo un altro interprete di ruolo che possa sostituirlo. E in questo tipo di calcio – con gare che si giocano ininterrottamente e tante incognite – è gravissimo. Speriamo di non perderlo per troppe partite.

PATRIC 5 – Non è un difensore ma tutti gli anni deve diventare il salvatore della patria. Commette un intervento da karatè nel primo tempo, nella ripresa difende benino nel complesso, ma puntualmente commette l’errore che compromette la sfida. Sul terzo gol dell’Empoli, infatti, la giocata di Luiz Felipe è imbarazzante, ma la sua marcatura a cinque metri da Di Francesco lo è quasi altrettanto. Aveva anche trovato il gol del 3-3, ma il direttore di gara – dopo averlo convalidato due volte – glielo cancella.

MARUSIC 5,5 – Difensivamente commette tanti errori, peccato perché è anche autore di tanti ottimi spunti, di cambi di passo importanti e sovrapposizioni costanti in fase offensiva. Sono ripetitivo, ma ogni volta in cui lo vedo doversi spostare il pallone sul destro e penso che sulla corsia sinistra non abbiamo un mancino, scuoto la testa.

LUIS ALBERTO 5,5 – Gestione dei corner irritante come al solito, anche se aveva imbeccato Patric che segna col braccio. Nel primo tempo accompagna una ripartenza e potrebbe calciare in porta, ma preferisce servire Anderson. Nella ripresa invece tira da ogni posizione e sciupa qualche occasione di troppo. Nel complesso mi è comunque sembrato in crescita, molto coinvolto nella manovra. L’incognita è sempre quella: difende poco e male. E nel calcio di oggi serve fare le due fasi.

CATALDI 5 – Vogliamo bene a Danilo, ma in queste partite in cui l’avversario è molto abile a giocare tra le linee, fa fatica, e tanta. Non riesce a fare da filtro, non riesce ad essere preciso quando deve imbeccare le punte.

LEIVA 5,5 – Era entrato bene in campo con tanta corsa, agonismo e ferocia, andando anche due volte al tiro senza centrare la porta ma chiudendo comunque l’azione ed evidenziando di tenere molto a dare un contributo importante. Purtroppo, credo che sul gol del 3-2 dell’Empoli abbia delle responsabilità anche lui. Non ripiega come dovrebbe e assiste all’ennesimo gol subito. In cabina di regia, dal mercato, mi aspetto un calciatore importante in estate.

PEDRO 6 – Frizzante e molto mobile, disputa un primo tempo importante duettando bene con Immobile e Luis Alberto e imbeccando Marusic sulla corsia sinistra. Nella ripresa però si innervosisce come accaduto nel finale a Venezia, commette un brutto fallo di frustrazione e quando non ne ha più viene sostituito dal campo.

FELIPE ANDERSON 7 – Tornato ai suoi livelli, dopo due mesi oggi ha deciso di riaccendersi. Che strano questo ragazzo, dal potenziale enorme, immenso, smisurato. Così potenzialmente straripante, così mentalmente fragile. Fa tutto bene, scarta sempre il diretto avversario facendo ammonire sia Parisi che Marchizza; premia le percussioni di Hysaj e quando va al cross è decisivo, pescando Milinkovic per la rete del pareggio. Nel primo tempo coglie la traversa, nella ripresa sfiora la rete. Si è acceso e speriamo che non sia un fuoco di paglia, e che duri.

ZACCAGNI 7 – Entra e trascina il pubblico dell’Olimpico, lo invita a urlare sempre più forte e lo esalta con qualche buona giocata in fase difensiva. Prima Stojanovic gli prende le misure, poi Mattia lo supera e confeziona l’assist del 3-3 di Milinkovic. Non aveva tanti minuti nelle gambe, ma ci sarà utilissimo e sulle sue giocate dobbiamo essere bravi a costruire la nostra manovra offensiva.

IMMOBILE 6 – Da rapace d’area di rigore fa subito 1-2 accorciando le distanze su assist di Milinkovic. Poi però spreca due o tre chance ghiotte nella ripresa. Quando va sul dischetto (per un rigore comunque sempre guadagnato da lui) si fa ipnotizzare da Vicario. Negli ultimi due anni di rigori ne ha sbagliati diversi: quando è nervoso, prova sempre quel tipo di conclusione, quando forse ogni tanto potrebbe optare per la soluzione centrale. Dai seggiolini dello stadio – certo – è più semplice, ma qualche neo va trovato anche ad un calciatore come lui, che ormai è un pezzo importante della nostra storia e ha le spalle larghissime.

MILINKOVIC-SAVIC 8,5 – Si abbassa in difesa a dare un’opzione ai centrali per avviare la manovra, contrasta a centrocampo, fa la lotta sulle palle alte, si inserisce sistematicamente in area avversaria per giocare di sponda. Fornisce l’assist a Immobile che vale l’immediato 1-2, poi cerca due volte la conclusione e trova l’attenta risposta di Vicario. Quando la Lazio è in difficoltà è ormai abituato a prendersela sulle spalle, specie quando si gioca in casa: così, come con l’Udinese, guida da solo la rimonta. Guarda Anderson, come nel derby gli detta il passaggio e segna al volo il gol del pareggio. Poi la Lazio va ancora sotto, quindi si riaffaccia in area e con la testa la butta ancora dentro per la doppietta personale. Vorrei vederlo a vita con noi, ma forse merita palcoscenici ancor più consoni al suo valore.

SARRI 6,5 – Fa bene a cercare lo spartito: sta cercando di portare idee e deve provare a farlo con un materiale che, quanto agli interpreti della fase difensiva, sarebbe scadente per chiunque. Il lavoro che si fa adesso ce lo ritroveremo, ma già oggi disputiamo una gara fatta di coraggio, intensità e grande spirito di squadra: dopo la mazzata iniziale a freddo, dopo la doccia gelida del raddoppio, dopo la traversa di Anderson, dopo il gol annullato, dopo il rigore sbagliato, non abbiamo mai mollato e abbiamo continuato sullo stesso spartito come se nulla fosse. E’ chiaro che una squadra come la nostra non può prendere tre gol a partita: paghiamo lacune individuali e di reparto gigantesche, di cui parliamo da anni. Il mercato è aperto, spero che la società possa intervenire.

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