Le PAGELLE di Guido De Angelis – Con la Juve sconfitta che non cancella la nostra crescita. Ma serve un attaccante…

 

Nella serata di Lazio-Juventus arrivano le pagelle della Lazio del nostro direttore Guido De Angelis. Ecco i voti e i giudizi ai protagonisti biancocelesti.

REINA 5 – Non ha alcuna colpa fino a dieci minuti dal termine, quando commette un errore clamoroso sbagliando totalmente i tempi dell’uscita, venendo saltato da Chiesa e perdendo la testa cercando di intervenire in scivolata sull’esterno bianconero. Provoca il calcio di rigore che chiude la partita. Non può nulla sulle due traiettorie di Bonucci.

LAZZARI 6 – La Lazio fa fatica nella manovra, è abbastanza lenta, e azionare Manuel sulla corsia destra non è facile dati i sistematici raddoppi bianconeri. La Juventus è arroccata in difesa, ma lui riesce comunque a creare scompiglio ed è tra quelli che spingono di più. Bistrattato in modo clamoroso dall’arbitro, che non gli fischia un fallo.

LUIZ FELIPE 6 – Prestazione nel complesso discreta. La Juventus è tutta nella sua metà campo ed esce quasi mai. Poco impensierito, non è sempre pulito in uscita: gli avversari spesso fanno impostare lui, che con i piedi deve migliorare parecchio. Non è andato mai a saltare, non ha tentato mai sortite offensive. Provvidenziale comunque nel respingere, immolandosi, il tiro a botta sicura di Kulusevski destinato in rete.

ACERBI 6,5 – Ha dato tutto quello che aveva, anticipando sistematicamente Morata (che non l’ha mai presa) e andando anche a fare la guerra sulle palle inattive a favore. Ha tenuto bene, con maggiore personalità rispetto al compagno di reparto, vincendo tra l’altro tanti duelli.

HYSAJ 6 – Continua a non dispiacermi: aveva clienti scomodi come Chiesa e Kulusevski, ma è stato abbastanza ordinato e ha accompagnato l’azione con buona continuità. Di terzini sinistri forti, nel nostro campionato, ce ne sono pochi, ed è chiaro che perda qualche tempo di gioco e anche in imprevedibilità quando, arrivando sul fondo, deve spostarsi il pallone sul destro. Mi sembra un calciatore in ottima crescita.

CATALDI 6 – Bistrattato dall’arbitro anche lui, è andato a prendersi il pallone mille volte davanti alla difesa e lo ha smistato bene. Fa il playmaker con discreta qualità e non ha timori reverenziali. Purtroppo non è abituato a giocare questo tipo di partite e commette l’ingenuità del rigore dell’1-0 che cambia completamente il piano partita e permette alla Juventus di fare la partita a lei più consona. Ma non demerita.

LUIS ALBERTO 5 – Grande delusione della serata. Perde tanti palloni, si limita al compitino e non riesce mai a prendersi in mano la squadra. Prestazione piatta, che poteva essere riscattata da un contropiede in cui eravamo in 4 contro 3: un’occasione enorme, cestinata malamente. Sul capovolgimento di fronte, prendiamo gol. E’ stato il momento sliding doors della partita. Deve prendersi maggiori responsabilità.

MILINKOVIC 6 – Una performance fatta di tante cose: senza Immobile, prova ad inserirsi più volte in area di rigore, detta il passaggio ai compagni, si fa dare il pallone, lo protegge e ci fa girare. Pur non facendo la miglior partita stagionale, è sempre l’unico a creare le chance decisive. Perché quando svetta di testa su quel pallone, in condizioni normali ha permesso all’attaccante di fare 1-1 e riacciuffare la partita. Contro il centrocampo muscolare della Juventus si è fatto sentire e ha lottato come poteva.

PEDRO 5,5 – Messo in mezzo da una marea di bianconeri, è difficile agire da prima punta contro una difesa così abile. Ha giocato per vie centrali, poi si è spostato a sinistra e a destra, ma è stata una partita molto difficile anche per lo spagnolo: senza riferimenti in avanti, è stata limitata anche la sua verve.

BASIC SV

FELIPE ANDERSON 5 – Spero non abbia dato tutto ad inizio campionato per poi spegnersi inesorabilmente. In ogni partita perde quota, sta limitando molto le sue giocate e spesso si intestardisce in passaggi troppo complessi, perdendo diversi palloni. Abbiamo due esterni d’attacco atipici, che raramente puntano l’uomo. E se non crei la superiorità numerica, contro queste difese non segni mai.

ZACCAGNI 5,5 – Era al rientro e non gli si poteva chiedere molto di più, viene praticamente da tre mesi di inattività. Continua a darmi l’impressione di essere tutt’altro rispetto ad un’ala pura: per adesso è un ibrido, rientra sempre verso il centro del campo ma non prende mai l’iniziativa. Speriamo aumenti i giri del motore, e soprattutto speriamo che mi sbagli…

RAUL MORO 5 – Non dovrebbe mai essere la prima alternativa in attacco, e non ha colpe. E’ un ragazzo giovanissimo e si farà, ma in queste partite non può che essere ancora un pulcino spaesato.

MURIQI 5 – Francamente, è inutile accanirsi. Non può dare niente a questa Lazio: non corre, non si danna l’anima, non fa a sportellate, non difende il pallone, non calcia in porta, non è pronto per questi palcoscenici né tatticamente né dal punto di vista tecnico. E si divora, su sponda di Milinkovic, un gol che per un attaccante dovrebbe essere pane quotidiano.

SARRI 6 – L’atteggiamento della squadra mi è piaciuto, stiamo migliorando e prima o poi uno stop interno sarebbe dovuto arrivare. Abbiamo giocato a calcio, senza demordere, perdendo per due episodi contro una squadra non scintillante ma purtroppo dotata di interpreti più abituati dei nostri a giocare questo tipo di partite. Si è trattato di due calci di rigore provocati da errori dei singoli, perché per il resto neanche nella prima mezz’ora del secondo tempo avevamo mai sofferto le loro ripartenze. Siamo all’inizio di un percorso di crescita, che però deve essere aiutato con urgenza dalla società, che deve muoversi sul mercato di gennaio. In tal senso, sono un disco rotto da anni, speriamo questo sia quello buono. Del resto, che questa squadra vada in difficoltà appena manca un calciatore titolare, è sotto gli occhi di tutti.

 

 

 

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