CONFERENZA SARRI – “Stiamo crescendo a livello tattico, i ragazzi si applicano e sono tranquilli”

Dopo le sconfitte contro Milan e Galatasaray, la Lazio cercherà il riscatto nella sfida interna contro il Cagliari. Il tecnico biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la gara con i rossoblu. Ecco le sue parole.

Buongiorno mister, domani il Cagliari. Che gara si aspetta?

La partita è difficile per due motivi. Il primo, il Cagliari è superiore ai risultati conseguiti finora; il secondo, hanno cambiato allenatore. Ci aspettiamo una gara difficile, nulla di facile assolutamente.

A Istanbul parlava di distanze e metri e secondi che possono fare la differenza. Leiva, come senso tattico e intelligenza calcistica non difetta, ma come dinamismo e velocità? Non sono veloci neppure Luis Alberto e Milinkovic…

Noi abbiamo dei quinti a cui stiamo cercando di far fare i quarti, i difensori esterni; abbiamo degli interni con caratteristiche offensive e abituate a giocare con una sola punta. Sono 3 giocatori con grande dinamismo, magari non hanno picchi di accelerazioni elevati, ma penso che questo tipo di gioco è molto più mentale che fisico. Si pensa che pressare alto sia dispendioso, in realtà se sei corto corri di più. A Milano abbiamo corso più del Milan e abbiamo accelerato più del Milan, ma non lo si è visto. Io penso che i calciatori di qualità possano adattarsi a fare tutto.

Nella conferenza di presentazione aveva elogiato il presidente, aggiungendo che alle prime difficoltà bisognasse poi vedere cosa sarebbe successo. Sente la vicinanza del presidente?

Io non mi sento assolutamente in difficoltà, a livello tattico la squadra ha fatto dei passi in avanti giganteschi, noi dobbiamo fare un percorso perché abbiamo cambiato tutto. E’ un nuovo modo di pensare, e quindi abbiamo bisogno di tempo, però i ragazzi si applicano. L’ultima gara mi ha dato dei segnali dal punto di vista tattico, non qualitativo. Quindi non posso sentirmi in difficoltà dopo 2 partite con due squadre che sono minimamente alla pari con noi dal punto di vista tecnico e di forza economica.

Serve tempo per assimilare i dettami tattici, che aria si respira nello spogliatoio?

I ragazzi stanno bene, poi tra la disponibilità e la totale comprensione ci sono dei passi da fare. Fisicamente stiamo cercando dei riscontri oggettivi che in questo momento non siamo in grado di fare; l’obiettivo è avere dopo le partite riscontri oggettivi su dati oggettivi.

Basic?

Basic è un giocatore che nella precedente squadra giocava in maniera molto offensiva, non faceva interdizione, anzi tra i tre del Bordeaux era quello che si inseriva di più a livello offensivo. E’ meno esperto di altri, non conosce il campionato italiano quindi i tempi sono più lunghi; sono percorsi per questi ragazzi che vengono dall’estero leggermente più lunghi. Il campionato italiano sta diventando difficile. San Siro? Ho pochi mezzi per difendermi in via ordinaria, ma li userò tutti.

Come sta vivendo la smania da parte dell’ambiente?

Io non so cosa intendi per ambiente, è molto tranquillo e concentrato. 

Lei ha detto di aver visto dei passi in avanti rispetto a San Siro, in che cosa?

Ho già risposto. Da un punto di vista tattico e non qualitativo. Poi è chiaro che a livello mediatico le gare vengono valutate in base alla qualità e al risultato; non in base alla tattica perché ci sono pochissime persone che possono parlare di tattica. Siamo stati più ordinati e col baricentro più corto.

L’errore di Strakosha e quelli degli attaccanti: legati alla paura o a un discorso di superficialità?

Non è che nei miei dettami c’è che se ti presenti davanti al portiere devi tirare fuori, o che se la palla è a mezzo metro dalla linea di porta devi buttartela dentro. Ha sbagliato il portiere dal punto di vista tecnico, e abbiamo sbagliato alcune conclusioni, ma dettami tattici ed emozionali c’entrano poco. Abbiamo avuto personalità, abbiamo avuto i primi 20 minuti della partita nettamente a nostro favore.

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