Le PAGELLE di Lazialit√† – Papera Strakosha, i turchi ringraziano. Ma continua a salvarsi solo Pedro…

 

Al termine di Galatasaray-Lazio arrivano le pagelle della nostra redazione alla prima performance della nuova Lazio in Europa. I capitolini sono usciti sconfitti dalla trasferta di Istanbul in virt√Ļ di un autogol di Strakosha. Il gruppo E di UEL √® subito in salita. Di seguito voti e giudizi della redazione di Lazialit√†.

STRAKOSHA 4¬†– Rientro tra i pali da incubo. Era finito ai margini, gli era stato sempre preferito Reina per personalit√† e gestione del pallone con i piedi. Nel primo tempo va in tackle in area di rigore rischiando il penalty, invece di andare a bloccare con le mani il pallone. Nella ripresa √® protagonista di una papera colossale¬†che, oltre a costituire un errore tecnico brutalmente evidente, √® intrisa di un atteggiamento di inspiegabile sufficienza. Ancora pi√Ļ grave dell’autorete √® il fatto che, pur non essendoci alcun attaccante giallorosso in area di rigore, l’albanese non chiami il pallone a Lazzari: era una situazione di assoluta tranquillit√†, trasformatasi in fatale harakiri.¬†Si tratta di¬†un episodio clamoroso e tragicomico che costa due punti. Possiamo soltanto sostenere il ragazzo, come ha fatto Milinkovic andandolo ad abbracciare prontamente al momento del vantaggio turco.

LAZZARI 4,5¬†– Con la prima accelerazione del match procurerebbe anche un cartellino rosso di Muslera, che per il direttore di gara √® una semplice ammonizione. E’ la prima e ultima cosa buona di una partita piena¬†di errori: sbaglia la misura degli appoggi pi√Ļ banali, √® brutto da vedere anche sul maldestro rinvio che si trasforma in un campanile sbilenco e cagiona la frittata di Strakosha.¬†Nell’ultimo quarto di match prova a mettersi in proprio prima cadendo in area e poi calciando debolmente, sono iniziative sporadiche di una partita confusionaria e negativa. Nel finale¬†non indovina un passaggio. Serataccia.

LUIZ FELIPE 5¬†– La fase difensiva¬†√® ancora un cantiere aperto e rende prematuro associare le lacune del collettivo ai singoli interpreti: i meccanismi vanno ancora assorbiti, la linea prova a giocare alta solo a tratti e le misure tra i reparti sono ancora tutte da decifrare. A livello individuale, per√≤, il brasiliano commette delle sciocchezze evitabili. Come era accaduto nella prima amichevole in Germania, per ben due volte mette l’avversario in porta perdendo palla da ultimo uomo. Come a San Siro, prova a incaricarsi dell’impostazione da dietro,¬†senza palesare alcun miglioramento. Impreciso e poco pulito.

ACERBI 5¬†– Continua a fare fatica ad adattarsi alle nuove richieste. Non incide negativamente sul risultato, ma appare in visibile difficolt√† nel trovare la posizione,¬†disordinato in fase di appoggio. La sua prestazione non ancora convincente verrebbe riscattata da un lancio millimetrico per Milinkovic dalle retrovie:¬†il cioccolatino col mancino andrebbe solo scartato dal Sergente, che da solo davanti a Muslera e con la porta sguarnita si divora un gol quasi fatto. Continua a fare passi indietro, sbaglia troppo in uscita e, in generale, √® poco lucido: l’emblema della partita √® un suo mancino¬†di¬†frustrazione dai quaranta metri scagliato¬†a quindici minuti dalla fischio finale, che si spegne in curva.

HYSAJ 6¬†– Continua ad essere il pi√Ļ costante della retroguardia: disputa una gara senza infamia e senza lode, ma senza sfigurare. Spinge poco, in fase difensiva √® poco aiutato dai compagni: basta un cambio di gioco rapido dei rivali a trovare scoperta la retroguardia biancoceleste. Cos√¨, anche l’albanese √® colpevolmente assente nel frangente della traversa clamorosa di Morutan nella prima frazione. Tutto sommato, nella mediocrit√† della performance della Lazio, √® il pi√Ļ regolare del pacchetto arretrato.

AKPA AKPRO 5 – Schierato per permettere a Milinkovic di rifiatare¬†e garantire maggiore equilibrio, continua a mettere in mostra un discreto cambio di passo, ma anche un tasso tecnico che non √® adeguato al palcoscenico europeo. Ricorre sistematicamente al fallo, anche per rimediare ad errori non suoi, e si becca un giallo sacrosanto. Non contento, rientra nella ripresa e morde le caviglie dell’avversario. Sarri lo toglie dal campo prima che possa lasciare in dieci la squadra. Fa quel che pu√≤, con limiti lampanti.

LEIVA 5,5 – Manovra lenta e compassata, Lucas si limita a cucire il gioco a ritmi comunque decisamente estivi. E’ apprezzabile che giochi la quarta partita consecutiva, lui che lo scorso anno veniva¬†spesso sostituito attorno all’ora di gioco. Questa sera gioca ottanta minuti prima di lasciare spazio a Cataldi. Tra i pi√Ļ penalizzati dallo spaesamento generale della squadra.

CATALDI NG –¬†Entra al posto di Leiva.¬†La speranza √® che possa essergli concesso di crescere da vertice basso del centrocampo.¬†L’acquisto di Escalante, ogni giorno che passa, risulta sempre pi√Ļ misterioso.

LUIS ALBERTO 4,5 – Nell’ambito di un centrocampo sterile e poco cattivo, prosegue la partita incolore di Milano. La differenza vera √® che questa sera il Galatasaray lo pressa poco, e lo spagnolo avrebbe tutta la qualit√† per servire Immobile e metterlo a tu per tu con Muslera con le sue proverbiali verticalizzazioni. Invece, sbaglia sempre l’ultimo passaggio, vanificando le praterie che verrebbero concesse agli attaccanti della Lazio da una difesa, quella turca, apparsa tutt’altro che impeccabile. In alcuni tratti, si limita a passeggiare in mezzo al campo. Avrebbe una chance al tiro nel primo tempo, fa il solletico a Muslera. Sostituito a met√† ripresa¬†a seguito di una performance indolente.

BASIC NG 

MILINKOVIC 5 – Ha un’abbondante mezzora per incidere,¬†non ci riesce. Non solo, ha la grave colpa di non approfittare di un lancio perfetto di Acerbi un minuto dopo lo svantaggio: solo davanti a Muslera, in uscita disperata, tenta un debole¬†pallonetto mancino, passando la sfera all’ex portiere biancoceleste. Deve essere meno lezioso in zona gol.

ZACCAGNI 5¬†– Tenta pi√Ļ volte la giocata provando a predicare nel deserto, ma troppo spesso si porta il pallone sul fondo o sbaglia passaggi estremamente semplici per uno come lui. Non riesce mai a tentare il tiro, n√© a saltare il diretto avversario sulla corsia sinistra. Era alla prima da titolare con la Lazio ed ha enormi margini di miglioramento, ma non √® riuscito a mettere in campo spunti degni di nota, prendendosi anche un giallo per fallo di frustrazione nel finale di gara. Da rivedere.

FELIPE ANDERSON 5 – Comincia bene la partita, con due tunnel al terzino destro del Galatasaray nel giro di qualche secondo. Nella ripresa si mette in proprio e con uno dei suoi strappi crea un’occasione per Muriqi che, prontamente, la cestina fallendo lo stop. Due accelerazioni in settanta minuti da fantasma sembrano essere decisamente troppo poco per l’ala titolare del tridente offensivo della Lazio. Calciatore che pu√≤ e deve dare molto di pi√Ļ e trovare una continuit√† che, se non ha mai avuto in carriera, deve trovare almeno nell’ambito della¬†singola partita.

IMMOBILE 4,5 – Serataccia a San Siro col Milan, serataccia ad Istanbul. Parte titolare in attacco, ma √® lasciato completamente solo. Ha soltanto due occasioni potenziali: in una circostanza¬†si fa trovare banalmente in fuorigioco, in un’altra cade a terra e chiede un rigore che non c’√® invece di inquadrare la porta. Ha un ulteriore demerito: quando non gli arriva un pallone, non fa nulla per arretrare e aiutare i compagni, n√© tiene un pallone che sia uno per far salire la squadra. Nella ripresa √® staffetta con Muriqi.

MURIQI 4,5 –¬†Non ha colpe specifiche sul risultato di Istanbul, ma la sua mezzora √® la fotografia del giocatore che abbiamo visto fino ad oggi.¬†Sbaglia la sponda in area di rigore per Basic, √® troppo statico e macchinoso quando stoppa il pallone, sciupa un assist di Felipe Anderson impiegando troppo tempo a girarsi verso la porta. Nel finale di partita riceve palla spalle alla porta, non la protegge col corpo, se la fa soffiare ingenuamente e travolge l’avversario prendendosi un giallo e facendo respirare i turchi. Tecnicamente sembra anni luce indietro ai colleghi della manifestazione, del resto per l’ex Fenerbahce √® soltanto la prima apparizione in carriera in Europa League. Se non si fa valere neppure col fisico, diventa dura. Possiamo solo sperare che cresca, ma ad oggi si fa fatica a capire come possa farlo. Anche perch√© la Lazio non crossa.

PEDRO 6+¬†– Da calciatore di status superiore, entra in campo e tenta da solo a dare uno scossone alla squadra. Salta l’uomo, elude la marcatura del rivale con una finta di corpo, tira in porta. Prova a svegliare la squadra e in una manciata di minuti fa pi√Ļ di tutti i compagni in un’intera partita. E’ il pi√Ļ brillante anche a livello fisico, per questo viene gestito e col Cagliari torner√† titolare per poi puntare il derby.

SARRI NG – La squadra sta provando a ragionare in una maniera diametralmente opposta a quella del passato. “Abbiamo un problema di tempi e un problema di distanze“, ha detto il mister. La Lazio non riesce a pressare alto in modo corale, non riesce a difendere in avanti, viene trovata scoperta al primo¬†cambio di gioco degli avversari, ma soprattutto non si muove mai senza palla. La sensazione nitida √® che la squadra, per pensare ai nuovi automatismi, risulti scolastica, poco intensa e poco spensierata. E’ normale che il nuovo tipo di calcio non possa essere acquisito in poco tempo, e per le prossime tre settimane la rosa si allener√† giocando, perch√© sar√† in campo ogni tre giorni. Il fatto che l’11 sceso in campo non sia ancora una squadra con un’anima rende difficile giudicare le prestazioni dei singoli. Alcuni errori individuali, per√≤,¬†non possono essere ascritti al trapianto della nuova mentalit√†: Luiz Felipe, Acerbi e Lazzari collezionano errori in uscita, a centrocampo anche gli appoggi pi√Ļ semplici diventano un problema, gli attaccanti rimangono sovente avulsi dal gioco e il portiere commette uno svarione da censurare. Al netto delle fisiologiche difficolt√† dal punto di vista tattico, la Lazio ha disputato una gara povera a livello tecnico. E contro il Cagliari √® chiamata al riscatto.

 

 

 

 

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