Le PAGELLE di Guido De Angelis – Ottima difesa, con lo Spezia la risolve il solito, gigantesco, Caicedo

 

Al termine di Lazio-Spezia arrivano come di consueto le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis. Ecco voti e giudizi ai protagonisti biancocelesti del match dell’Olimpico valevole per la ventinovesima giornata della Serie A 2020/2021.

REINA 6 – Custode inamovibile della nostra porta, dal suo arrivo in estate ha scalzato Strakosha relegandolo in panchina. Inoperoso nel primo tempo, ma soltanto perchĂ© i liguri sbagliano la mira. Nella ripresa non può nulla sulla rovesciata-capolavoro di Verde.

MARUSIC 6,5 – Come a Torino con la Juventus e a Monaco col Bayern viene testato da centrale di destra della nostra retroguardia. Il mal di schiena di Patric lo fa preferire sia a Musacchio che a Hoedt. Tiene bene su Farias, commette un’ingenuitĂ  clamorosa al 46’ perdendo palla da penultimo uomo, ma rimedia. Nella ripresa si applica alla grande da centrale e chiude conservando tra i piedi il pallone. Tra le piĂą belle sorprese di questa stagione.

ACERBI 6,5 – Dopo aver ben figurato in nazionale, torna a fare il perno della nostra difesa. Manovra compassata, tanti retropassaggi a Reina e qualche ruvido duello con Piccoli, che gli sfugge in qualche circostanza. Ripresa da vero leader: vince quasi tutti i duelli aerei, compie un salvataggio d’altri tempi in “estirada” da ultimo uomo, facendo anche ripartire l’azione. Sicurezza.

RADU 7 – Fa 402 in biancoceleste, superando Favalli e diventando il recordman di presenze in assoluto nella nostra gloriosa storia. In difesa è protagonista di diversi ottimi recuperi. Nel primo tempo è quasi impeccabile, nella ripresa tiene botta e dimostra di essere ancora – quando ha la chance di giocare una volta a settimana – un signor difensore. Esperienza e senso della posizione.

LAZZARI 5 – Convocato e spedito per tre volte consecutive in tribuna da Roberto Mancini durante la sosta, il nostro frecciarossa sulla fascia destra torna dal 1’. Peccato che in quarantacinque minuti non scenda mai. Sistematicamente raddoppiato, è troppo timido e si limita al compitino, senza mai creare pericoli a Bastoni. Nella ripresa continua ad essere insufficiente, ma finalmente si sgancia sulla destra, entra in area e trova la rete. Cresce nel finale, quando però si rende protagonista di una sciocchezza che gli costerĂ , credo, una squalifica non da poco, cadendo in una provocazione e lasciandoci in dieci.

MILINKOVIC 6,5 – Reduce da due prove eccelse con la maglia della Serbia, è chiamato a stringere i denti senza fermarsi mai. E’ piĂą bloccato del solito, deve badare soprattutto a fare densitĂ  e a vincere duelli in fase difensiva, perchĂ© lo Spezia gioca nella nostra metĂ  campo. Sopperisce alla mancanza di brillantezza con quantitĂ , fisico e un’intelligenza tattica rara. Aveva faticato con la nazionale, ma il suo cambio è francamente inspiegabile, non a caso venti secondi dopo prendiamo il gol. Io il Sergente non lo farei uscire dal campo neppure al fischio finale.

LEIVA 6 – Partito malissimo, carbura col passare dei minuti: corre come un pazzo dentro e fuori dalla sua zona di competenza, a volte l’eccessiva frenesia gli fa perdere un pizzico di luciditĂ . Pur in un periodo di condizioni non perfette, è tremendamente importante per il nostro centrocampo. Esce nella ripresa ad un quarto d’ora dalla fine, entra Cataldi.

ANDREAS PEREIRA 5,5 – Ha trovato pochissimo spazio in stagione, all’andata era stato titolare da seconda punta, oggi è provato da sostituto di Luis Alberto nella posizione di mezzala con facoltĂ  di avanzare e accentrarsi. In estate pensavamo potesse essere acquistato esattamente per far rifiatare, ogni tanto, lo spagnolo. Nel primo tempo fatica a trovare la posizione, e per mettersi in mostra corre tanto, prova ad abbassarsi, commette qualche fallo generoso. Una sola giocata di grande qualitĂ  nei primi 45’: slalom tra i difensori dello Spezia e scarico dietro a Correa alla mezzora. Ammonito, viene tolto dal campo dopo qualche minuto della ripresa, che aveva cominciato sulla falsariga del primo tempo. Ci aspettavamo qualcosa in piĂą.

LULIC 5,5 – Di nuovo titolare sulla corsia sinistra, dato l’arretramento di Marusic nei tre di difesa. Si limita a tenere la posizione, a volte sembra giocare da fermo, commette errori sia in appoggio che nel verticalizzare. Arruffone, ma anche efficace nel spazzar via qualche pericolo. Senad sta facendo fatica, piĂą gioca piĂą riprenderĂ  la condizione e la verve. Oggi, purtroppo, prova a contenere come può, ma non sale davvero mai.

CORREA 5 – E’ il piĂą riposato di tutti, si è allenato a Roma per l’intera sosta. Nei primi venti minuti serve Immobile sul filo del fuorigioco e si butta in area, ma si divora un calcio di rigore in movimento che avrebbe potuto sbloccare subito il match. Sparisce dal campo nella seconda fase del primo tempo, si risveglia in occasione del gol del vantaggio, quando manda in porta Lazzari. Senza l’assist gli avrei messo 4,5, perchĂ© anche nella ripresa si mangia due gol giĂ  fatti, tardando sempre il tempo dell’ultima giocata. Nel finale subisce un’espulsione un po’ severa, che gli costerĂ  la squalifica. 

IMMOBILE 6,5 – Nonostante le due reti siglate con l’Italia, mercoledì era uscito dal campo scuotendo la testa. Un mese senza segnare con la nostra maglia è una raritĂ  per Ciro, che ha attraversato un periodo di appannamento nelle ultime cinque settimane. Oggi è il piĂą pericoloso in avanti: corre tanto, svaria su tutto il fronte offensivo ma è sempre ingabbiato tra le maglie spezzine. Nel primo tempo, quando si decentra è sempre lasciato troppo solo e non è mai accompagnato dalla squadra, che non riesce a riempire l’area. Anche nella ripresa combatte come può. A me oggi è piaciuto, e al netto delle fatiche in nazionali, lo avrei tenuto in campo ancora un po’.

CAICEDO 7 – Entra, la risolve calciando un penalty perfetto, esulta. Non abbraccia Simone, e lo possiamo capire, è sempre stato determinante per noi e spesso ha avuto meno spazio di quello che avrebbe meritato. E’ decisivo anche nel recupero, quando fa da sponda, si prende due falli, porta la squadra alla bandierina. Da oggi partirĂ  una petizione: un giocatore così deve restare alla Lazio. La Lazio societĂ  deve trattare l’argomento Caicedo seriamente. Vero che il calciatore vorrebbe piĂą spazio e non ha ancora una carriera lunghissima, ma se esiste la meritocrazia, Felipe deve restare. Porca di una puttana!

AKPA AKPRO 5 – Entra al posto di Milinkovic, una buona sventagliata per Lazzari e un buon recupero del pallone sulla fascia sinistra, dove sradica un pallone importante con buona determinazione. Sinceramente, però, mi pare un calciatore ordinario, un buon giocatore, ma nulla di trascendentale.

LUIS ALBERTO 6,5 – Senza lo spagnolo siamo persi, la manovra è lenta e prevedibile, la qualitĂ  scarsa. Come entra lui, costruiamo diverse occasioni da gol e migliora la nostra abilitĂ  nel fraseggiare. Quando subentra quasi non ci crediamo; ha fatto di tutto per rientrare pur avendo ieri la caviglia gonfia. Che il 10 debba giocare per forza e poi debba far svoltare il match, fa capire quanto sul mercato si debba intervenire anche in mezzo al campo. Cambia la partita, ma questo deve anche farci riflettere, perchĂ© ha bisogno di un sostituto importante.

CATALDI NG – Calcia il corner da cui nasce il rigore, nel finale tenta di “vendicare” Lazzari commettendo un intervento ruvido e coraggioso su Agudelo, su cui l’arbitro fischia la fine. Entrato bene in campo, come al solito.

FARES 6- – Entra in campo con decisione, è autore di due buone folate. Pronti, via, fa il copia-incolla delle due conclusioni di Torino con la Juve, senza centrare la porta. E’ ancora davvero impacciato, lo si capisce quando per tre volte di fila in dieci minuti sbaglia un passaggio a due metri e fa ripartire lo Spezia in campo aperto. Da questo ragazzo continuo ad aspettarmi di piĂą, fino ad oggi è stato un acquisto che ha inciso poco o nulla.

SIMONE INZAGHI 6 – Ieri in conferenza era stato piĂą esplicito del solito in relazione alla questione rinnovo e aveva allertato la squadra sulla pericolositĂ  del rivale odierno. Nel primo tempo lo Spezia domina e a livello tattico sembriamo inermi. Nella ripresa alziamo i ritmi, ci mangiamo tre o quattro occasioni giganti, andiamo in vantaggio e subiamo il gol dell’anno. Nel finale, da vero condottiero, salta in panchina, sgomita, urla come un pazzo per richiamare l’attenzione dell’arbitro accorgendosi della mano da cui nasce il calcio di rigore. Vittoria importantissima in una stagione piena di difficoltĂ .

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