Le PAGELLE di Guido De Angelis – La partita perfetta di Luiz Felipe, la consueta zampata nella zona Caicedo!

 

Al termine di Lazio-Juventus 1-1 ecco come al solito le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

REINA 7 – Sicuro con i piedi, eccellente nel chiudere la porta alla punizione di Ronaldo, leader carismatico unico nel guidare i movimenti della difesa e nell’applaudire le giocate del centrocampo.  Fa tre parate forse passate inosservate, due a terra che danno sicurezza, ed imposta da dietro come nessuno: a volte invece di fare un giro palla difficoltoso sarebbe utile consegnare la sfera a Pepe. Mi è piaciuto tantissimo. Un acquisto meraviglioso per la nostra Lazio, gli farei battere anche le punizioni.

LUIZ FELIPE 7,5 – Partita strepitosa. Nel primo tempo anticipa sistematicamente il diretto avversario, si concede un numero su Ronaldo e non disdegna neppure qualche avanzata in avanti. Difensivamente perfetto, nella ripresa salva la Lazio da un quattro contro due con un intervento miracoloso su Ronaldo, per poi murare un tiro a botta sicura di Kulusevski. Prestazione da incorniciare, comanda la difesa senza sbagliare nulla. Mi è piaciuto, sono anni che gli dico di ricordarsi di fare tutto bene, e oggi fa davvero una partita perfetta. Complimenti.

ACERBI 6,5 – Parte da perno della retroguardia, finalmente, è la posizione in cui lo preferisco in assoluto. Nella ripresa torna ancora a sinistra. Fa bene in tutte le posizioni, perchĂ© è tra i nostri calciatori piĂą intelligenti e usa la testa in ogni circostanza. Finisce la gara sulla fascia sinistra, guadagnando da Cuadrado falli preziosi e mettendo al centro qualche cross.

RADU 6 – Ritorna in campo dopo un mese, ci era mancato tantissimo. E’ ordinato, pulito nelle uscite, e complice la timidezza di Fares mette al centro diversi traversoni nel primo tempo. Dai suoi piedi parte il cross che Milinkovic mette sul piede di Muriqi, che spreca. Bentornato, Stefan.

MARUSIC 6,5 – A destra fa fatica a difendere, e in fase offensiva è arginato da Danilo senza alcun patema d’animo. Si limita sempre al compitino, senza strafare. Nella ripresa si sposta sulla corsia opposta e tende a rientrare sul destro, mangiandosi però un gol di testa su assist di Milinkovic. Nel finale per fortuna Simone Inzaghi gli urla di gestire i falli laterali in avanti. Timido in alcune circostanze, ma nella ripresa sfiora un grande gol col tiro a giro che va a fil di palo. Non una grande partita, ma fa sempre il suo e voglio elogiarlo.

MILINKOVIC 7 – Gioca a tutto campo, con eleganza inaudita. Nella prima frazione prima viene a difendere facendo rimbalzare la sfera su Bentancur e guadagnandosi la rimessa dal fondo, poi si butta in area bianconera servendo a Muriqi di testa una sfera che sarebbe solo da spingere in porta. Nella ripresa fa la guerra in mezzo al campo, non perde un contrasto e scodella al centro un pallone che Marusic di testa non impatta bene. Dai suoi piedi il calcio di punizione che potrebbe portare ad un rigore poi non assegnato dal direttore di gara. E’ il faro di questa squadra.

CATALDI 6 – Occasione dal primo minuto, qualcosa di inedito per la carriera di questo ragazzo spesso relegato in panchina e sempre prezioso subentrante. Dinamico, ma ha sofferto molto in fase difensiva, con Morata che lo disturbava sistematicamente. Si prende il giallo per un fallo al limite dell’area nel recupero della prima frazione. Ha personalitĂ  da vendere e si fa vedere molto anche sulla trequarti, ma talvolta va a vuoto nel pressing offensivo. Non può essere una colpa, quella di non chiamarsi Lucas Leiva. Anche quest’oggi ha messo in campo tutto ciò che aveva, ci sarĂ  molto utile.

LUIS ALBERTO 6,5 – Quando ha il pallone tra i piedi non c’è niente da fare, gli affideremmo anche le chiavi di casa. Danza sulla sfera divinamente, dipingendo traiettorie sconosciute agli umani, oggi gli manca soltanto l’ultimo passaggio. La compattezza difensiva della Juventus gli impedisce di arrivare al tiro. Tutte le azioni biancocelesti passano per i piedi dello spagnolo, che viene sostituito a quindici dal termine. Fosse per me, non lo farei rientrare negli spogliatoi nemmeno nell’intervallo.

FARES 5 – Non supera mai Cuadrado, è molto leggero nel fare andare via il colombiano nell’azione da cui nasce il gol della Juventus. Non riesce mai a indovinare un cross, sbagliando sempre la misura in maniera macroscopica. Gioca con timore reverenziale incredibile, riuscendo solo nell’appoggiare all’indietro il pallone. Tanti errori e tanta confusione, purtroppo continua a far vedere di essere molto indietro rispetto ai compagni.

CORREA 6,5 – Nel primo tempo sguscia via che è una bellezza ai centrali della Juventus ma conclude debolmente, chiamando Szczesny a parate comode. Costantemente richiamato da Inzaghi, che cerca di destarlo dal torpore in cui si assopisce in alcuni frangenti di gara. Nella ripresa va via alla grande a Demiral per due volte, e quando si incunea in area avversaria è imprendibile. E’ il nostro unico calciatore in grado di creare la superioritĂ  numerica, non ha paura a puntare l’uomo e quando lo fa nel recupero, serve a Caicedo il pallone del pareggio.

MURIQI 5 – Lento nei movimenti, pessimo negli stop, deve ancora abituarsi al nostro calcio, è in fase di rodaggio e va sostenuto. Conclude alla destra di Szczesny col sinistro, ma qualche minuto prima si era mangiato un gol fatto su sponda aerea di Milinkovic. E’ stato il fiore all’occhiello del calciomercato, dobbiamo solo aspettarlo.

I CAMBI

HOEDT 6 – Entra in campo al posto di Radu per l’ultima mezz’ora, relegando Acerbi sul centro-sinistra, e il suo compito è facilitato da una Juve che si compatta in difesa e prova a pungere solo in ripartenza. Tiene bene senza essere troppo sollecitato.

LAZZARI 6 – Al rientro dopo il Covid-19, subentra a Fares è porta brio, vivacitĂ  sulla fascia. Si mette in mostra per le sue qualitĂ  di velocista, ma i compagni riempiono poco l’area di rigore e faticano ad accompagnarlo. Guadagna diversi palloni, dando una grande mano in fase difensiva nei minuti finali. Aspettiamo il nostro treno sulla corsia destra, ci era mancato tanto.

AKPA AKPRO 6,5 – Ha giocato dieci minuti, ma anche oggi è stato capace di conquistarmi. Nemmeno entra in campo e giĂ  ha preso un giallo, ma non demorde e sradica due o tre palloni importantissimi e in grande stile mette al centro due volte la sfera sciorinando doti tecniche non indifferenti. E’ stato un acquisto inaspettato ma davvero sorprendente.

ANDREAS PEREIRA 5,5 – Entra in campo trasformando di fatto il modulo in un 3-4-3, spinge sulla fascia sinistra con Acerbi. Effervescente e con tanta voglia di fare, ma per due volte di fila sbaglia completamente la misura del cross su calcio da fermo, sono particolari non trascurabili contro una squadra così chiusa.

CAICEDO 8 – Il replay di Torino: entra in campo e sembra quasi fastidioso: non gli riesce il lavoro di sponda, sembra non incidere come potrebbe. Pensi: è giĂ  stato decisivo nel recupero col Torino e nel finale di San Pietroburgo, non può succedere di nuovo. E invece, dopo aver cancellato la “zona Cesarini”, prende il pennarello indelebile e comincia a scrivere il suo nome sull’extra-time, oltre che sul tabellina dei marcatori, proteggendo alla grande il pallone e scagliandolo alle spalle di Szczesny. Tre indizi così belli fanno una prova ancor piĂą bella. E’ il nostro amuleto, all’ultimo respiro.

SIMONE INZAGHI 6,5 – In campo non c’era la Lazio che conosciamo: squadra a tratti molle, lunga, che si prestava facilmente a ripartenze fulminee ma costanti. Deve preparare le partite senza quasi conoscere gli interpreti che avrĂ  a disposizione, sta collezionando miracoli. Ha il coraggio di cambiare, persino di togliere Luis Alberto, ma alla fine ha sempre ragione: avrebbe potuto concedere una chance dal 1’ a Caicedo, ma sa bene quanto possa essere decisivo al fotofinish. E ancora una volta, la riprende col cuore. Il cuore della Lazio.

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