Il PAGELLONE di Guido De Angelis – Simone supera Zoff, Ciro Giorgio, noi torniamo in Champions. I voti alla stagione della nostra Lazio

 

Al termine dell’annata calcistica 2019/2020, la più lunga di sempre in Serie A, arrivano le pagelle definitive del nostro direttore Guido De Angelis, che ha voluto dare voti e giudizi a tutti i componenti della rosa della Lazio. Eccoli di seguito.

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Portieri

STRAKOSHA 6+ – Alti e bassi, alterna prodigi ad incertezze, ma non possiamo farci condizionare solo da queste ultime e non guardare al girone di andata. Migliora ma non esponenzialmente. Rimangono i problemi di sempre: le uscite, praticamente nulle e spesso sbagliate, e il gioco da dietro col pallone, d’altronde se si opta per la costruzione dal basso bisogna che il portiere sia in grado di sostenerla. La mia è una media tra il 7 che meriterebbe per la reattivitĂ  tra i pali, il 6 striminzito nel gioco coi piedi e il 5 nelle uscite, la sintesi è che questo ragazzo non ha mai avuto un competitor, un portiere che potesse rubargli il posto – e forse questo è stato un atto di presunzione da parte della societĂ , che non lo ha mai sollecitato abbastanza. Non è tra i primi cinque estremi difensori d’Italia, ma tra i primi dieci ci può stare.

PROTO NG – Non lo abbiamo praticamente mai visto in campo, fatta eccezione per la consueta esultanza sfrenata con la panchina in occasione dei gol messi a segno nelle partite importanti. Rispetto alla scorsa stagione, in cui aveva disputato quantomeno le gare del girone di Europa League, quest’anno colleziona la miseria di due apparizioni nella fase a gruppi. E’ stato acquistato per far crescere Strakosha, oggi serve un portiere che a Strakosha contenda il posto da titolare, di sicura affidabilitĂ  tra i pali e in uscita. Mette in bacheca un altro trofeo, la Supercoppa italiana, diventando il calciatore della nostra rosa ad aver vinto di piĂą in carriera.

GUERRIERI NG – Aveva giocato dal 1’ col Bologna nell’ultima in casa del campionato 2018/2019, quest’anno non viene mai chiamato in causa. Forse per l’ex portiere della Primavera è arrivata l’ora di fare un’esperienza lontano dalla Capitale che gli faccia incrementare i minuti.

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Difensori

PATRIC 6 – Una sufficienza meritata per un calciatore che nonostante evidenti limiti non si è mai perso per strada, ha dato ad Inzaghi una scelta in piĂą e in fase di impostazione è sempre stato prezioso, verticalizzando con precisione da regista della difesa, e rivelandosi un titolare aggiunto. Salva la sciocchezza di Lecce, come atleta e professionista si è comportato davvero egregiamente. Certo è che in quel ruolo delicatissimo la Lazio deve acquistare calciatori piĂą prestigiosi e di ruolo.

BASTOS 5,5 – Doveva essere la sua stagione, quella buona per confermarsi e prendersi definitivamente il posto da titolare nella nostra retroguardia. Sembrava pronto e invece si è perso anche lui, purtroppo non è cresciuto e ha continuato a palesare lacune e difficoltĂ  di concentrazione, un vero peccato perchĂ© trattasi di un difensore fisicamente fortissimo e dotato di una qualitĂ  palla al piede davvero atipica per uno del suo ruolo. La concentrazione non è il suo pezzo forte, ha fatto un passettino indietro ed è stato schierato veramente col contagocce, ricevendo scarsa fiducia dal mister nell’arco dell’intera stagione. Peccato

LUIZ FELIPE 6 – Decisivo con salvataggi disperati nel derby di ritorno, a Parma, ha disputato alcune partite di ottima fattura, alternandole però a svarioni clamorosi come quello dell’Allianz Stadium. Discorso simile a quello fatto per Strakosha: cresce ma lo fa lentamente e con diversi passi falsi. Prima parte di stagione buona, poi un infortunio – l’ennesimo – a condizionarlo, il post lockdown è stato un disastro. Buona personalitĂ , anticipi spesso scomposti e fuori tempo, ci hanno creato problemi sia a livello di calci da fermo concessi agli avversari che a livello di cartellini (se Inzaghi lo ha tolto sempre quando era ammonito, significa che la fiducia non è totale). La sua è una crescita che è sufficiente per due competizioni, non so quanto possa essere all’altezza della Champions League. Mettersi a confronto con calciatori di altissima qualitĂ  farĂ  sì che il giocatore possa forse migliorare piĂą rapidamente, ma ad ogni modo ci farĂ  capire il vero valore di questo difensore ancora a metĂ  tra la scommessa e il punto fermo. Sufficienza non ampia ma comunque meritata.

ACERBI 7 – PiĂą invecchia, piĂą migliora. Grande esperienza, acume tattico, ha resistito a tutte le intemperie dando anche quest’anno un apporto essenziale alla nostra squadra, risultando il perno della retroguardia e giocando persino le gare di Europa League in cui il mister schierava sovente le seconde linee. Leader indiscusso da centrale dei tre di difesa, giocatore intelligente e di spessore, con l’augurio che anche a livello internazionale possa confermarsi.

VAVRO NG – Non ha praticamente mai giocato, è un vero mistero. Acquistato per una cifra importante, non è mai apparso all’altezza ed è stato schierato da titolare soltanto a Genova e nelle partite di Europa League, senza mai dare la sensazione di aver superato paura e timidezza. Di lui ricordiamo un buon ingresso in campo a Verona, ma il fatto che si tratti di una sola circostanza appare indicativo.

RADU 6,5 – Aveva iniziato la stagione con lo spettro dell’addio alla Lazio, invece è rimasto e lo ha fatto con testa, cuore e tanta generositĂ  per la maglia. Il prossimo anno potrebbe diventare il calciatore della nostra storia col maggior numero di presenze, superando Favalli. Disputa una stagione importante, ha il limite di non poter fare tre partite alla settimana ma fisicamente ha sempre retto bene, dimostrando il solito senso tattico e la solita grinta e applicazione, coronando il tutto con un gol al Genoa, ciliegina di un’annata di conferme. Quando la Lazio si giocava il playoff Champions con la Dinamo Bucarest tredici anni fa lui era tra gli avversari romeni, oggi è una nostra colonna. E’ chiaro che l’etĂ  avanzi e che il prossimo anno potrĂ  esserci utilissimo per il campionato ma dovrĂ  avere davanti un grande centrale per la Champions League.

ARMINI NG – In campo qualche minuto nelle fasi conclusive della stagione, anche la crescita di questo ragazzo, ormai stabilmente aggregato in prima squadra, sarĂ  tutta da verificare. Rimangono le belle speranze, ma in difesa servono due acquisti da squadra top per poter costruire una squadra competitiva.

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Quinti

LUKAKU 5 – Un altro giocatore che ha deluso tanto, pieno di problemi fisici che ne condizionano il rendimento. Tanta buona volontĂ  di Inzaghi nel cercare di recuperarlo, ma il ragazzo non ha contribuito. Lo ricordiamo per quello scatto sul gol di Murgia, per l’accelerazione di Firenze che ci ha fatto battere la viola in trasferta e per lo spunto a Torino nel superare Ansaldi da cui è scaturito il gol di Parolo, il resto è buio o tribuna. Nel post-Covid ha retto per spezzoni di gara ma è chiaramente un calciatore su cui non si può fare affidamento per il futuro.

JONY 5 – Ho sempre evidenziato la sua applicazione nelle mie pagelle, invitando a sostenere questo ragazzo che ha dovuto giocare in un ruolo – quello di quinto di sinistra – in cui non aveva quasi mai giocato in carriera e solitamente ricoperto da Lulic. Raramente gli ho dato l’insufficienza nonostante le prestazioni non altisonanti, credo che la Lazio abbia sbagliato del tutto questo acquisto perchĂ© su quella fascia sarebbe servito ben altro, lo spagnolo in quella zona di campo c’entrava poco. Serve un profilo piĂą forte fisicamente, di gamba, con maggiore scaltrezza. E’ stato un piccolo fallimento, ma il ragazzo si è impegnato molto e va comunque ringraziato.

LULIC 7 – Il nostro capitano riveste un’importanza incredibile nel nostro undici tipo: non sarĂ  meraviglioso da vedere, non sarĂ  esteticamente un calciatore internazionale, ma senza di lui la Lazio ha perso tantissimo: la sua assenza dopo la sosta ci ha condannato. Finche è stato in campo la Lazio ha spinto tantissimo a sinistra, nonostante le sue primavere è riuscito ancora ad avere una forza devastante sulle gambe, allenandosi bene e dimostrando un’etĂ  anche inferiore a quella anagrafica. Un solo gol in stagione, ma decisivo, al minuto 72’ del match di Riyad: dopo la Coppa Italia del 2013, ci ha regalato la Supercoppa italiana. Senad.

LAZZARI 7 – Ha confermato la bontĂ  dell’acquisto richiesto esplicitamente da Simone Inzaghi. Spina nel fianco delle difese avversarie, ha corso come un matto sulla corsia destra per tutta la stagione, e finchĂ© c’è stato Lulic a sinistra la Lazio è andata fortissima sulle fasce. E’ partito come un diesel, in sordina, poi ha accelerato per non fermarsi piĂą. Dopo il lockdown è stato per distacco il calciatore piĂą in forma dell’intera rosa, a volte è andato così veloce da non avere compagni da servire al centro dell’area di rigore avversaria. Deve migliorare parecchio sui cross e nell’ultima scelta, ma quanta spinta ragazzi, quanto ha fatto respirare la difesa quest’anno! Quando parte in progressione è impressionante e merita un voto alto.

MARUSIC NG (5,5) – L’arrivo di Lazzari lo ha rinvigorito. E’ migliorato in fase difensiva, è arrivato con maggiore costanza sulla fascia e al tiro, segnando un bel gol al Parma e un gol portentoso a Marassi, per poi calare di rendimento nelle ultime partite. Tuttavia è troppo condizionato dagli infortuni, non è quasi mai a disposizione del tecnico, ha giocato una dozzina di partite e neppure tutte da titolare. Se queste sono le sue condizioni è meglio cederlo e andare a prendere un altro giocatore che duelli con Lazzari sulla corsia destra.

DJAVAN ANDERSON NG – Due buone apparizioni sulla corsia sinistra con Juventus e Verona, emblematiche di come l’emergenza in quella fascia non sia stata gestita al meglio.

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Centrocampisti

LEIVA 6,5 – Si presentava ai nastri di partenza da “miglior giocatore dell’anno” votato dai tifosi della Lazio sui profili social del club sia nella stagione 2017/2018 che nella stagione 2018/2019. Leggermente sottotono in virtĂą degli infortuni: quando c’è stato ha eretto la solita diga davanti alla difesa rivelandosi ancora una volta imprescindibile per lo scacchiere tattico di Simone, non a caso dopo la sosta la miglior difesa del campionato ha incassato in media piĂą di due reti a partita. Il problema è che lo abbiamo visto poco, soprattuto nella seconda parte di stagione, perchĂ© le primavere passano per tutti ed anche per lui. SarĂ  fondamentale anche il prossimo anno, ma per reggere il confronto a livello internazionale bisogna trovargli non solo un sostituto, ma un altro titolare.

LUIS ALBERTO 8 – Con Milinkovic e Immobile è stato il gioiello della stagione della Lazio. Giocatore migliorato, cresciuto in maniera evidente e clamorosa. Quando prende palla si illumina il gioco della Lazio, senza di lui la nostra squadra perde moltissimo, questo deve fare riflettere. Inzaghi ormai gli ha ritagliato questo ruolo che richiede allo spagnolo anche grandi sacrifici, ma il 10 è migliorato anche fisicamente. Autore della miglior stagione da quando è a Roma, impreziosita da un gol decisivo in Supercoppa italiana, da un gol nel derby di andata e da alcune giocate strabilianti che da sole sarebbero valse il prezzo del biglietto. Chiude la Serie A con il biglietto da visita che recita “miglior assistman d’Italia”: alcune sono prodezze assolute, vedasi quello a Milinkovic nel 3-1 interno con la Juventus. Alla ripresa ha sofferto l’emergenza infortuni giocandole praticamente tutte, battendosi per la causa. Solo applausi, annata da incorniciare e far vedere e rivedere nelle scuole calcio.

MILINKOVIC 7,5 – Campionato importante, da sergente vero. Si è dovuto sacrificare in un ruolo – quello di mezz’ala con grandi compiti difensivi – davvero faticoso e quando ha giocato novanta minuti è sempre stato (in tutte le partite!) il calciatore della Lazio ad aver corso il maggior numero di chilometri tra gli 11 in campo. Ha imparato a soffrire, lavorando tantissimo. Non solo un contributo enorme all’attacco e una tendenza a uscire fuori nelle occasioni importanti, essenza del grande giocatore (assist in Supercoppa, gol alla Juventus, gol all’Inter, gol Champions col Cagliari e non solo), ma anche grandissimo sacrificio nel dare sostanza al centrocampo. Se ci siamo ripresentati con la miglior difesa del campionato dopo il Covid grande parte del merito va alla fase di interdizione di Sergej, cui quindi attribuisco mezzo voto in piĂą.

PAROLO 6 – Si è dimostrato un vero professionista nell’affrontare la prima stagione da riserva da quando è alla Lazio: con Leiva in cabina di regia e Milinkovic-Luis Alberto in mezzo al campo è costretto ad accomodarsi sempre in panchina nei primi due terzi di campionato, a tratti appare un ex giocatore. Quasi eroico nell’affrontare fisicamente undici gare di fila nel dopo-lockdown, arricchite da un gol a Torino e diverse prestazioni con carburazione lenta ma importante. E’ giunto il momento di cambiamenti radicali a centrocampo, perchĂ© l’asticella si alzerĂ  molto e servirĂ  gente di gamba e di grande spessore. Gli vogliamo bene, è stato un protagonista grandioso della nostra squadra, ma il prossimo anno può rimanere a patto di essere il ventesimo, ventunesimo giocatore della nostra squadra e fare da chioccia ai piĂą giovani.

CATALDI 6,5 – Due capolavori su punizione a Riyad e poi nella Genova rossoblu, ma al di lĂ  delle segnature mi è piaciuto per applicazione, impegno e qualitĂ  in mezzo al campo. Ha fatto una bella stagione, peccato per l’infortunio finale perchĂ© a mio avviso Danilo avrebbe potuto darci una grande mano. Ha saputo da solo riconquistarsi il posto, giocando tra l’altro spesso da play data la presenza di due pilastri come Milinkovic e Luis Alberto. Bravo!

ANDRE ANDERSON NG – Qualche spezzone di gara, una buona personalitĂ  nell’esordio a Brescia per poi essere accantonato da Inzaghi nelle ultime dodici gare, quando è stato gettato nella mischia soltanto a Torino con la Juventus. Penso possa essere una pedina di scambio utile sul mercato per arrivare magari a qualche giocatore piĂą prezioso.

BERISHA 4,5 – Era sbarcato nella Capitale con l’etichetta di giocatore internazionale, lo avevamo ammirato al Salisburgo, a Roma ha giocato la brutta copia di quel centrocampista. Mai una chance, quando è stato chiamato in causa in Europa League ha sempre fallito, pur con l’attenuante di essere spesso schierato in una formazione alquanto sperimentale. Se devo fare uno sforzo di memoria lo ricordo per un buon pressing col Napoli che forse ha contribuito a fare attendere al portiere Ospina quella frazione di secondo in piĂą che ha portato al gol vittoria di Immobile all’Olimpico, ma lo ricordo bene anche per l’orribile passaggio che ha spalancato al Celtic Glasgow la qualificazione ai sedicesimi di finale, di fatto condannandoci all’eliminazione dalla competizione europea. Da gennaio gioca col Fortuna Dusseldorf in Germania, per poi essere ceduto definitivamente in Francia.

Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse 18 Gennaio 2020 Roma, Italia sport calcio Lazio vs Sampdoria - Campionato di calcio Serie A TIM 2019/2020 - Stadio Olimpico.  Nella foto: esultanza di Ciro Immobile dopo gol 2-0 Photo Fabrizio Corradetti / LaPresse January 18st, 2020 Rome, Italy sport soccer Lazio vs Sampdoria - Italian Football Championship League A TIM 2019/2020 - Olimpico stadium. In the pic: Ciro Immobil celebrates

Attaccanti

CAICEDO 6,5 – Ad un certo punto della stagione è diventato il nostro talismano, entrava in campo e risolveva tutte le partite, dalla Juventus al Cagliari, iniziando a Reggio Emilia col Sassuolo. Egregio lavoro di sponda e buonissima qualitĂ , alcune giocate non verranno ricordate ma sono state tremendamente importanti, penso all’assist ad Immobile a Brescia o ad alcuni calci di rigore guadagnati dal Panterone. Meno bene nella seconda parte, quando è stato sempre abulico e non ha mai calciato in porta, risultando costantemente insufficiente. Il prossimo anno serve un centravanti che abbia nel curriculum tanti gol, senza dover necessariamente subentrare a gara in corso. Stagione comunque nel complesso positiva, condita da 9 reti.

CORREA 7 – Partito benissimo con tanti gol e assist, la sua è stata una stagione altalenante e forse nella seconda parte avremmo potuto aspettarci di piĂą da un giocatore come lui, talento innato. Per le qualitĂ  che ha deve ancora dare molto e deve imparare ad essere piĂą freddo a tu per tu col portiere avversario, entrando nel tabellino dei marcatori anche nelle partite decisive, come aveva giĂ  fatto in finale di Coppa Italia e come quest’anno ha fatto a San Siro col Milan facendoci sfatare un tabĂą diventato una vera e propria agonia. In alcuni momenti di stagione è apparso imprendibile, in altri si è perso. Non gli do un voto piĂą alto perchĂ© quando vedo un calciatore dalle doti strepitose è normale che mi aspetti cose ancora piĂą maestose: quando gli vedo saltare avversari come birilli deliziando i palati dei laziali per poi sciupare tutto in fase realizzativa ho sempre un senso di incompiutezza che spero possa svanire il prossimo anno. E’ tra i calciatori piĂą internazionali della nostra rosa, mi aspetto grandi cose da questo ragazzo nell’anno della Champions.

ADEKANYE 5 – Non aveva una partita tra i professionisti, è un ragazzo di buona volontĂ  ma da dare in provincia, calciatore non pronto per questi palcoscenici, di fatto la Lazio ha avuto solo 3 attaccanti in organico. Qualche buono spunto in velocitĂ  e una rete nel rotondo successo interno con la SPAL, ma è ancora visibilmente acerbo e gli mancano anche i movimenti da punta. Abbiamo bisogno di attaccanti veri, Bobby potrebbe farsi le ossa in provincia per poi tornare un giorno quando sarĂ  maturato.

RAUL MORO NG – Anche questo ragazzo è stato fatto esordire da Simone Inzaghi nel finale di stagione, data la carenza di giocatori offensivi in rosa. Con la Primavera ha fatto ottime cose, l’augurio è che possa fare ancora meglio tra i giovani.

IMMOBILE 9 – Dirò qualcosa di Ciro, ma la realtĂ  è che non ho piĂą parole per descriverlo. 36 reti in campionato, primo italiano a riuscire in un’impresa simile, calciatore con piĂą reti di tutti i tempi in Serie A in una sola stagione, raggiunto Higuain, capocannoniere in Italia per la seconda volta con la maglia della Lazio (nel 2017/18 chiuse a 29 alla pari con Mauro Icardi), capocannoniere in Europa sopra gente del calibro di Lewandowski, Messi e Ronaldo, prima Scarpa d’Oro di sempre di un calciatore della Lazio, meritatissima. Ha colpito dieci/undici volte il palo, avrebbe potuto segnare ancora piĂą reti, ha continuato a essere generoso per energie spese in campo e calci di rigore lasciati battere ai compagni. Ha giocato per la squadra e non per se stesso, ha dimostrato esperienza e maturitĂ , riprendendo il cammino interrotto dopo essersi un po’ perso per strada nelle prime quattro partite dopo il rientro in campo. Ce lo coccoliamo perchĂ© è solo nostro, anche se vorrei tirargli un po’ le orecchie perchĂ© come noto ha superato il mio idolo Giorgio Chinaglia quanto a gol segnati con la nostra divisa. Ha segnato rigori sempre pesanti, forse è un dettaglio che non abbiamo mai sottolineato a sufficienza. Che altro dire di questo campione?

LazioÂ’s head coach Simone Inzaghi  celebrates after winning at the end of the Italian Serie A soccer match between SS Lazio vs Bologna FC at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 29 February 2020. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Allenatore

SIMONE INZAGHI 8,5 – Record di vittorie consecutive, record di vittorie in Serie A, striscia senza sconfitte di 21 risultati utili prima del Covid, record di punti nella storia della Lazio, un trofeo conquistato a Riyad contro la squadra che in Italia vince sempre, battute tutte le grandi del campionato, sfatato il tabĂą Napoli in casa, vittoria con la Juve all’Olimpico dopo 16 anni, San Siro rossonero espugnato dopo 30, squadra con piĂą rimonte in Europa, da Brescia a Torino, da Cagliari alla sfida al cardiopalma con l’Atalanta, dall’Inter al Verona, emblema di un’anima battagliera e mai doma. Simone ha voluto strafare e ci ha riportato in Champions League dopo 13 lunghi anni di astinenza, questa volta non serviranno turni preliminari per accedere alla fase a gironi. Lo ha fatto lasciandosi alle spalle una corazzata come il Napoli o squadre che avevano beneficiato di campagne acquisti faraoniche come Roma e Milan. Mezzo voto in meno soltanto per il vistoso calo di rendimento nel finale, che non toglie nulla ai suoi enormi meriti ma ci preclude di finire sul podio e leva la ciliegina da una torta che stava riuscendo perfettamente.

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