Liverani ha la peggior difesa d’Europa, ma al Via del Mare ha fermato prima e terza della classe. Lazio, è giunta l’ora di blindare la porta…

 

di Niccolò Faccini

L’urgenza di rialzarsi, la necessità di dare un segnale forte al campionato e a se stessa. La Lazio riparte dal Via del Mare di Lecce per la partita che segnerà in un modo o nell’altro la svolta definitiva del campionato biancoceleste. Dimostrare che quello col Milan è stato soltanto un passo falso e che la mentalità della squadra sarà quella di ritenere ogni sconfitta un disastro e ogni vittoria la normalità, fare l’ultimo step nella sontuosa crescita sotto la gestione Inzaghi, quello di non sciogliersi come neve al sole alle prime enormi difficoltà. Dettate da un fatto semplice: nessuna squadra di A è stata più penalizzata della Lazio dalle strambe modalità della ripresa. Cambio delle regole in corso, sfiancante tour de force che prevede una gara ogni tre giorni: condizione che riguarda tutte le 20 compagini, ma che non avrebbe riguardato Immobile e compagni, che tra le prime sei del campionato sarebbero stati gli unici a poter preparare ogni gara in sette giorni. Oggi però, non c’è tempo di recriminare. Vincere contro il Lecce vorrebbe dire confermare il trend che vuole i capitolini sempre nuovamente vincenti dopo ogni brusco stop stagionale, ma soprattutto dare un segnale forte allo spogliatoio, al contrario ogni risultato diverso dai tre punti equivarrebbe ad una resa. Quel che è certo è che se la stagione in corso rischia di essere quella dei rimpianti è perché neanche il più ottimista degli sportivi avrebbe mai potuto pensare ad inizio annata di potersi rammaricare per aver centrato con largo anticipo un piazzamento Champions per cui manca solo l’aritmetica.

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SCELTE – Inzaghi riparte dalle certezze: il rientro della coppia d’attacco che dovrĂ  stringere i denti e trascinare da sola il reparto avanzato del club. Caicedo e Immobile sono gli unici centravanti rimasti, complici l’infortunio di Correa e le precarie condizioni di Adekanye. Dovranno stringere i denti come Manuel Lazzari, che in Salento continuerĂ  a correre sulla corsia destra insidiato da Djavan Anderson, subentrato negli ultimi tre match. Difficilmente sarebbe stato protagonista nello scorso campionato, ma anche lui avrĂ  una chance, probabilmente ancora a gara in corso. Si rinnova il duello tra Jony e Lukaku: il fratello dell’avanti dell’Inter Romelu è sempre partito dalla panchina, ma lo spagnolo questa volta potrebbe lasciargli il posto in anticipo. Uscito anzitempo col Milan, Sergej Milinkovic è pronto a riprendersi il centrocampo assieme a Luis Alberto, che tornerĂ  a giocare mezzala, con Leiva e Cataldi pronti a una nuova staffetta. Il 6 e il 32 saranno ancora una volta chiamati a dare tutto, in condizioni normali difficilmente – come ammesso dal tecnico – rientrerebbero nell’elenco dei convocati. Ma lo snodo del Via del Mare diventa cruciale. L’avversario è col Werder Brema la peggior difesa d’Europa (considerati, si intende, i primi 6 campionati del ranking UEFA), incassa in media oltre due reti a gara e nelle ultime sei ne ha subìti addirittura 25. Gabriel, l’estremo difensore, è il portiere col maggior numero di parate in A, e in casa dopo i 7 gol dell’Atalanta sono arrivati i 4 del Milan e il k.o. durissimo con la Sampdoria. Attenzione però a fidarsi dell’11 di Liverani. All’andata i salentini sono stati la squadra di A ad aver tirato piĂą in porta contro la Lazio (18 volte all’Olimpico): la Lazio venne assediata nell’ultimo quarto di gara e senza la parata di Strakosha sul rigore di Babacar la partita avrebbe potuto prendere una piega ben diversa da quella raccontata dal 4-2 finale. “Il Lecce è una squadra che gioca bene e che ha un allenatore bravo”, l’ammissione di Inzaghi: perchĂ© se i giallorossi concedono tantissimo alle squadre di pari livello, l’atteggiamento tattico con le big muta drasticamente. Domani sarĂ  l’ennesimo 5-3-2 con gli unici tre difensori rimasti a disposizione (Rossettini out per febbre), Rispoli e Calderoni sulle fasce e il play Petriccione a sostituire lo squalificato Tachtsidis. Il rigenerato Saponara duetterĂ  con il capocannoniere leccese Mancosu (rigorista impeccabile e calciatore di grande qualitĂ ) e con Barak si opporrĂ  alla forza d’urto del centrocampo laziale. La tattica attendista e il giocare di rimessa ha pagato giĂ  con le primissime della classe: Juventus e Inter si sono fermate sul campo dei pugliesi, il Napoli ha pagato dazio (sconfitta 3-2) addirittura tra le mura amiche, segno che sottovalutare l’avversario non sarĂ  ammesso. FluiditĂ  di manovra e baricentro basso delle punte: Farias e Falco daranno fastidio ad Acerbi e compagni, con Babacar a dare fisicitĂ . Sbloccare la partita è l’imperativo di Inzaghi, che ha visto nelle ultime tre sfide andare sotto i suoi. Non sempre la squadra che rimonta di piĂą in Europa può ribaltare il risultato, così nel canovaccio del match sarĂ  essenziale cercare di avere un buon impatto sulla sfida. E dunque fare scelte migliori dalle corsie: col Milan su 22 cross solo due sono arrivati a destinazione, con Jony e Lazzari spesso frettolosi o imprecisi nell’ultima scelta. Al contrario, nessuna compagine della massima serie vanta piĂą cross utili del Lecce (214). MancherĂ  Lapadula, ma le combinazioni strette dei padroni di casa sono temibili e possono risultare fatali. Per una Lazio che dietro sta paurosamente ballando: 8 gol subìti nelle ultime 4 partite, un dato preoccupante per quella che era la miglior retroguardia d’Italia prima del lockdown. Mantenere la porta inviolata sarĂ  la chiave delle prossime partite.

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Il calendario non è benevolo: sabato ci sarà il Sassuolo, squadra che come il Lecce difende spesso in modo approssimativo ma vanta tanta qualità dalla cintola in su. Il dato è lampante: negli ultimi 30 anni soltanto in due circostanze in Serie A ha trionfato la seconda miglior difesa, in tutti gli altri 28 casi la retroguardia meno perforata si è laureata campione. Così servirà essere più decisi e furbi: nelle ultime uscite i due calci di rigore a sfavore gridano vendetta. Le sei sconfitte consecutive del Lecce e la grinta di un rivale ferito deve spaventare la Lazio, che dovrà essere attenta e concentrata in fase difensiva sin dal primo minuto. Del resto la media di reti incassate delle prime della classe non è mai arrivata ai 30 gol subìti nell’ultimo ventennio: c’è urgenza di blindare la porta, giacchè segnare due gol a partita non sarà sempre possibile dati i forsennati ritmi di questa anomala seconda fase di campionato. Ecco che il dato per cui la Lazio ha incassato nei primi 25 minuti delle ultime 3 partite gli stessi gol subìti nei primi 25 minuti delle precedenti venti va immediatamente sconfessato. E guai ad abbassare la soglia dell’attenzione: lo spogliatoio è deciso a riprendere la strada maestra e non lasciare nulla al caso. Alle 19.30 una grossa fetta della stagione passa per Lecce. E non è più tempo di decelerare.

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N.F.

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