Quindici anni fa se ne andava il “Presidente” Alfredo Ricci; il ricordo del nipote Cochi: “Sei stato un grande”

 

Marcello Baldi – @baldimarce

 

“La squadra dei nostri padri è quella dei nostri figli”. Cosi recitava uno striscione in Tribuna Tevere, sottolineandolo in un’intervista risalente al 2013, Alessandro Cochi.
Nato e cresciuto in una realtà notoriamente romanista, quella del quartiere di Testaccio, Cochi deve alla tradizione “Di padre in figlio” il suo credo biancoceleste, ereditato dal padre e soprattutto dal nonno, un’istituzione del tifo biancoceleste: Alfredo Ricci.
Presidente onorario degli Irriducibili, nel cuore del tifo giallorosso testaccino la sua personalità ha sempre saputo emergere a difesa dei colori biancocelesti, trasmessi con grande passione ai propri cari.
Oggi, 27 giugno 2020, sono esattamente quindici anni da quando Alfredo ci ha lasciato e suo nipote, Alessandro, ha voluto ricordarlo con queste parole:

“Alfredo Ricci, il Presidente. Chi c’era lo sa. Il “meno giovane” tra i giovani. Ma pimpante, allegro, goliardico e pronto. Aneddoti, scherzi, e ricordi, lazialita’ e romanita’ messa insieme. Guai se gli toccavano i suoi ragazzi. Oggi sono 15 anni che e’ andato oltre ma sta sicuramente in Curva Paradiso con dirigenti, atleti e tifosi della sua e nostra Lazio, da lui rappresentati per anni, talvolta con tanto di divisa ufficiale fatta avere per lui dal direttivo dei tempi. Salutaceli tutti Pres
Ci congediamo con una frase a pennello per te:

“Non si cessa di ridere diventando vecchi,
si diventa vecchi quando si cessa di ridere”

Sei stato un grande”.

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