Il Messaggero – Cena di squadra e dieta a base di integratori: la Lazio tra vecchie e nuove abitudini

 

ROMA – La Fiorentina all’Olimpico e poi anche a tavola. Nuovo format del campionato, abitudini vecchie. I giocatori della Lazio fanno leva sul gruppo. Appuntamento a cena dopo la partita. L’idea dei senatori è nata dopo la trasferta di Bergamo: «Prima pensiamo alla gara con i viola, poi staremo insieme per mangiare. Uniti ripartiamo». Un invito accolto da tutti i membri della rosa. Del resto ritrovarsi a cena per cementare ancora di più lo spirito è uno dei marchi di fabbrica di Simone Inzaghi. Un rituale ripetuto più volte prima del lock-down. «Siamo una famiglia», spiegano dal Training center. Guai a chiamarlo «patto scudetto», preferiscono parlare di sogno. Anche perché l’obiettivo dichiarato ad inizio anno è un posto per la Champions. Insomma, una cena in compagnia per poi rituffarsi nel tour de force.

DIETA
Uno strappo alla regola, senza esagerare. Uno pasto libero, concesso da Iader Fabbri, nutrizionista appena arrivato nello staff medico. Il dietista, che ha già seguito il campione di MotoGp Jorge Lorenzo, ha apportato diverse novità nel regime alimentare dei giocatori. Sì al caffè amaro, no al tè nel giorno del match. Nello spogliatoio, prima del fischio di inizio, è ammessa solo acqua. Niente frutta, crostate o succhi, ma spazio a sali minerali e integratori industriali sotto forma di gel, anche durante l’intervallo. Il dosaggio viene differenziato tra titolari e riserve. Insomma, questa la ricetta per ripartire. In realtà, già sperimentata in occasione dell’incontro con l’Atalanta. Secondo le statistiche della Serie A, la Lazio a Bergamo ha percorso 4 chilometri in più della squadra di Gasperini (113 km per biancocelesti, 109 km per i nerazzurri). Nel calcio però c’è differenza tra correre con il pallone tra i piedi e correre dietro agli avversari. La sensazione è che nella ripresa la formazione di Inzaghi, tra assenze e infortuni, abbia spesso inseguito con la lingua di fuori gli instancabili atalantini.

Valerio Cassetta

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