Il Messaggero – Scintille post gara a Bergamo: dalle provocazioni di Gollini agli insulti ad Immobile

ROMA Non sono riusciti a dormire. Tanta era la rabbia per la sconfitta di Bergamo. I giocatori della Lazio non hanno chiuso occhio nell’hotel di Grassobbio, poco distante dall’aeroporto di Orio al Serio. Stremati dalla fatica e toccati nell’orgoglio. Non ci stanno perdere, ma soprattutto non ci stanno a mollare un sogno. Subire una rimonta con il vantaggio di due gol e perdere per la prima volta dopo quasi nove mesi fa male. «Siamo molto incazzati, veramente tanto. Non molliamo, testa giĂ  a sabato». Il messaggio di Sergej Milinkovic su Instagram è forte e chiaro. La Fiorentina, prossima avversaria domani all’Olimpico, è avvisata. Il “Sergente”, uscito con i segni sul volto, come un pugile, dal Gewiss Stadium non vede l’ora di riprendere il cammino interrotto. «Siamo arrabbiati, ma c’è ancora molta strada da fare e dobbiamo restare uniti». L’appello di Luis Alberto sui social viene applaudito dai followers. Lo spagnolo, che ha giocato con un affaticamento muscolare, contro i viola ci sarĂ . «Delusi dal risultato, ma giĂ  pronti per la prossima battaglia. Mai mollare!». LITE NEL FINALE
Ciro Immobile, rimasto a secco durante il match con l’Atalanta, vuole farsi perdonare al più presto. Encomiabile l’atteggiamento maturo del bomber mostrato a fine partita, bersagliato da insulti. Al triplice fischio dell’arbitro Orsato i giocatori nerazzurri hanno esultato in maniera plateale davanti alla panchina della Lazio. E’ volata qualche parola di troppo, in particolare da parte del portiere Gollini, tra i titolari della Dea nella finale di Coppa Italia dello scorso anno persa contro la Lazio. I biancocelesti hanno accennato ad una reazione, sopita sul nascere grazie all’intervento dello staff tecnico.

Valerio Cassetta

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