14 MAGGIO 2000 – Massimo Cragnotti: “Ricordo quel giorno, ero chiuso in una stanza. I tifosi abbracciano ancora papà per strada”

Marcello Baldi – @baldimarce

20 anni fa, la Lazio di Sven Göran Eriksson si laureava Campione d’Italia per la seconda volta nella sua storia. Una squadra che molti, su tutti Sir Alex Ferguson in una famosa intervista, ricordano come una delle squadre più forti della storia. La Lazio della grinta di Simeone, della fantasia balistica di Veròn, dei colpi di cecchino da Sinisa Mihajlovic, dei gol di Salas, Boksic, dell’attuale tecnico Simone Inzaghi. Del capitano Alessandro Nesta, delle parate di Luca Marchegiani, dello stakanovista Giuseppe Favalli e tanti, troppi, grandissimi campioni per poterli nominare tutti. Soprattutto era la Lazio di Sergio Cragnotti. In ricordo di quella giornata, il figlio dell’ex-presidente biancoceleste, Massimo, è intervenuto ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” su Radiosei, condotta dal nostro direttore Guido De Angelis e Stefano Morelli:

“Ciao Guido, ti ringrazio per la possibilità di ricordare cosa accadde 20 anni fa, quel famoso 14 maggio sembrava quasi un thriller… il ricordo è ancora vivo ed emoziona ancora tantissimo, fu una gioia grandissima per tutti i sacrifici e anche per i precedenti dell’anno prima. Fu un evento irripetibile, solo noi laziali possiamo vivere emozioni del genere. Quel giorno la scaramanzia fece da padrona, tutti vivevano a proprio modo la telecronaca di ciò che accadeva lontano dall’Olimpico. Se ben ricordo io ero chiuso dentro una stanza e non sentii la radiocronaca, attendevo soltanto la fine, culminata in una gioia inesorabile per la sconfitta della Juve. Ringrazio mio padre per avermi fatto vivere un’emozione del genere, se lo merita per tutti gli investimenti fatti nel tempo. Ancora oggi il ricordo dei tifosi laziali è vivo, presente. Quando incontrano mio padre esternano tutto il loro amore per la grande Lazio che fece. Saluto Guido e tutti i tifosi della Lazio!”

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