ACCADDE OGGI – 12 maggio 1974, il primo storico scudetto. Ed oggi Simone sogna

Marcello Baldi – @baldimarce

 

12 maggio 1974. Chi visse quel giorno nelle vesti di un bambino oggi è un uomo e, come vuole la tradizione “di padre in figlio”, ha la fortuna di poter raccontare ai propri le gesta di quella grande Lazio, autrice di un’impresa impensabile all’epoca. Un po’ come la Lazio di Simone Inzaghi d’altronde. In un Olimpico strapieno, la Lazio batteva il Foggia per 1-0, con gol su calcio di rigore di Giorgio “Long John” Chinaglia, al minuto 15’ della ripresa. Pulici, Petrelli, Martini. Wilson, Oddi, Nanni. Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia. Frustalupi, D’Amico. Cosi si soleva recitare la formazione, di 3 in 3, ad eccezione degli ultimi due attaccanti. In panchina colui che, ancora oggi, rappresenta uno dei modelli più esemplari di Lazialità. Tommaso Maestrelli, o “Il Maestro”, il cui nome riecheggia ancora in maniera roboante durante l’inno pre-partita delle gare casalinghe dei biancocelesti di Simone Inzaghi. Una Lazio, quella di oggi, che incarna quello spirito guerriero, caratteristico della Lazio del ’74.
Due Lazio in cui parallelismi, paragoni e quant’altro si sprecano, ma il più grande termine di paragone non può che essere rappresentato dai due tecnici. Anche Simone Inzaghi infatti è diventato, nonostante lo scetticismo iniziale, un emblema di Lazialità.
Lo si evince dalle sue esultanze, dal suo voler sempre difendere i suoi ragazzi ad ogni costo. Dalla decisione di essere voluto rimanere piĂą volte.
Oggi Simone sogna quella Lazio, quella gloria. Nonostante, per molti, e dati i numeri, la sua squadra sia giĂ , prepotentemente, entrata nella storia.

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