SPECIALE: LAZIALITA’ PRESENTA “LA CASA DI SIMONE” – Focus sull’allenatore che ha portato la Lazio in Paradiso

 

E’ un mese di aprile particolare per motivi a tutti palesi. La redazione di Lazialità.it, nell’ambito di quella che è stata più volte definita “la cosa più importante tra le meno importanti”, è abituata a narrare le gesta calcistiche ed extracalcistiche della Lazio, e per celebrare il suo condottiero Simone Inzaghi ha voluto approfittare di due ricorrenze importanti nella vita del tecnico biancoceleste, quali i 4 anni esatti “compiuti” sulla panchina della prima squadra nella giornata di ieri e i 44 anni da compiersi nella giornata di domani. Se quello dell’aprile 2017 fu per sua stessa ammissione il compleanno più bello di sempre, giacchè coincise con la vittoria sulla Roma nelle semifinali di Coppa Italia, per il tecnico piacentino ma ormai laziale acquisito saranno probabilmente le candeline più inverosimili di sempre, da spegnersi tra le braccia della famiglia.

L’intento del lungo focus pubblicato sul nostro sito è quello di ricordare le tappe di luce della straordinaria stagione sportiva ancora in corso sebbene in stand-by, ma di farlo in modo speciale, senza isolare le singole prodezze riuscite, ma legandole al filo rosso che unisce le origini del piccolo Inzaghi a San Nicolò ai rigori di Immobile, l’angelo Mirko Fersini ai trofei alzati al cielo con l’aquila sul petto, l’universo valoriale della famiglia con le emozioni del tifo laziale, le dichiarazioni più importanti di Simone con la drammatica situazione che avvolge e attanaglia il nostro paese. L’idea di fondo è quella di consentire ad ogni tifoso che sia rintanato in casa di ritagliare qualche frammento di tempo per soffermarsi sulla splendida cavalcata di una squadra da record ma soprattutto sul valore sentimentale e relazionale della piccola grande impresa di una compagine che non ha mai goduto dei favori dei pronostici. La tesi da dimostrare è semplice: comunque vada a finire la stagione calcistica, quanto costruito da Simone Inzaghi non ha precedenti nella gloriosa storia di questo club e rimarrà indelebile negli annali. La presunzione, più che mai attuale, è ancor più rilevante: quella di avere la certezza che non vi sia atto di amore più grande del rimanere a casa. La storia che leggerete ha infatti un unico e fondamentale presupposto, vale a dire la scelta consapevole di Inzaghi di rimanere in quella stessa casa che egli stesso imbandisce dall’inizio del nuovo millennio. Fare come nel suo piccolo ha fatto il tecnico della Lazio è assolutamente necessario per poter uscire al più presto da una situazione dolorosa che ci chiama tutti per nome.

Niccolò Faccini

 

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