Correa e Caicedo: attaccanti a confronto – SCHERMATA

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di Marcello Baldi – @baldimarce


Da una parte l’estro e il talento cristallino del Tucu. Dall’altra il grande cinismo del Panterone.
Quello tra Correa e Caicedo è un “duello” casalingo che può creare ampio dibattito in casa Lazio. Chi è la spalla migliore per Ciro Immobile? Il numero di gol messo a segno da entrambi, 7 per l’argentino ed 8 per l’ecuadoreño, non possono far altro in effetti che alimentare maggiori dubbi.
Correa, partito come titolare inamovibile, ben aveva figurato nei primi mesi. Poi, quando i problemi fisici hanno cominciato a farsi sentire, Caicedo ha saputo rispondere presente: con quasi la metà dei minuti giocati ha infatti superato il numero di reti del compagno di reparto, tornato a sbloccarsi soltanto sabato scorso contro il Bologna.

È facile capire anche dai numeri quanto il Tucu sia meno propenso alla fase realizzativa, nonostante si ritrovi a calciare in media 3 volte a partita. Il gol divorato contro il Bologna in apertura di match è l’emblema della sua stagione: manca quel killer instinct che in estate sembrava essere finalmente arrivato. Dalla sua, il numero di falli conquistati sono un dato importante, che evidenziano le grandi doti tecniche di Correa, in questo (e per quanto riguarda i passaggi chiave) molto più decisivo.
Dalla sua, Caicedo può contare su un cinismo maggiore: con la media di 1,2 tiri a partita è riuscito infatti a segnare ben 8 reti (in soli 869 minuti). Oltre a questo, il numero 20 ha evidenziato un’ottima capacità nel gioco di sponda, qualità che è sempre stata propria del suo modo di giocare, già dai tempi del Basilea.

La loro diversità è un’arma in più per Simone Inzaghi: che sia uno o l’altro a giocare con Immobile poco cambia. L’attacco della Lazio è un cocktail perfetto di qualità e cinismo.

 

M.B.

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