LE GRAFICHE DI LAZIALITA’ – Onore a Simone l’ingordo e alla sua macchina da gol. Che nemmeno con una super Dea può avere paura… – SCHERMATE

 

di Niccolò Faccini

Una vittoria importantissima frutto di 25 minuti da capogiro, un avvio di grande bellezza che ha schiantato un ottimo Bologna guidato dal mai domo Sinisa Mihajlovic, esaltato e salutato nel pre-partita. Il sabato della Lazio ha avuto i contorni della meraviglia, e ha trascinato le aquile in vetta alla classifica del massimo campionato italiano. Una squadra guidata dal faro Luis Alberto, ormai uomo ovunque e capace di attaccare e difendere: del numero 10 mostriamo le mappe di calore, solo una delle tantissime conferme e fotografie di un calciatore totale. Il rinnovo con la Lazio dovrebbe essere cosa praticamente fatta, le cure in Spagna un modo per tornare al meglio per la prossima sfida, che potrebbe giocarsi con una settimana di ritardo a causa del probabile scivolamento della Serie A, coi recuperi della ventiseiesima che probabilmente si disputeranno tra domenica e lunedì prossimo. Non solo 10. Perché il Sergente col numero 21 è divenuto l’ottavo giocatore di A per recuperi, perno di una graduatoria speciale composta nelle prime 25 posizioni di soli difensori più il serbo e un brasiliano che risponde al nome di Lucas Leiva e alla maglia numero 6. Savic nelle 18 gare giocate per intero soltanto due volte ha lasciato lo scettro di “maggior corridore” ai compagni, poi ha sempre corso più degli altri, interpretando al meglio un ruolo nuovo, quello che Inzaghi ha saputo brillantemente dedicargli. Meno decisivo sotto porta forse, ma lì ci pensa Ciro Immobile. Se il bomber di Torre Annunziata non ha trovato la via della rete (così come i suoi inseguitori nella lotta alla Scarpa d’Oro nel weekend, da Haaland a Messi, da Werner all’infortunato Lewandowski), gli 86 tiri totali gli valgono il primo posto nel podio dei tiratori più costanti, podio diviso con CR7 e Dzeko. 56 tiri in porta, 26 reti, quando prende la porta Ciro segna una volta sì e una no, e questo è forse quasi tutto. La banda di Palacio e compagni non è poi stata avversario facile, del resto le prime avvisaglie erano già state palesate all’andata: se nel 2-2 del Dall’Ara i felsinei avevano imposto ai biancocelesti il record negativo di sfere conquistate nella trequarti dei padroni di casa, avevano doppiato i romani nei dribbling riusciti e avevano costretto gli uomini di Inzaghi alla più bassa percentuale di passaggi riusciti in stagione, nella gara di sabato un ottimo secondo tempo è valso un piccolo record negativo per la Lazio, quello di supremazia territoriale ridotta al minimo sindacale, il 39%, poco per una squadra abituata a dominare. Del resto quando si parla di record non si può non parlare di Simone. Già, perché il tecnico piacentino è a 8 punti da quelli collezionati in totale da Zoff in panchina nella Capitale, è la guida tecnica della squadra con la più lunga striscia di imbattibilità in Europa (21 gare senza sconfitte), ed è riuscito anche a battere il Bologna all’Olimpico dopo 3 pareggi consecutivi (vero è che la scorsa stagione la gara si disputò al termine di una stagione resa celebre dal successo contro l’Atalanta in Coppa Italia). Dopo Milan, Juventus, Genoa, Napoli, è caduto un altro piccolo tabù, la squadra ha collezionato il nono clean sheet stagionale agganciando Hellas Verona e Milan e continua a non cadere tra le mura amiche: 39 reti in 14 match interni, una roba mai vista nel nuovo millennio. Se torna al gol il Tucu Correa il più è fatto: l’argentino deve ritrovare il ritmo partita ma è tornato tra i marcatori a tre mesi e mezzo di distanza dalla doppietta al Lecce. Le sue reti saranno decisive per la qualificazione Champions, che occhio e croce potrebbe distare tra i 10 e i 12 punti. Negli ultimi anni infatti con 72 punti si è sempre raggiunto il quarto posto valido per l’Europa che conta di più, con rispetto per un’Europa League quasi raggiunta. Per la vetta c’è da compiere un piccolo miracolo, ma la proiezione sfiora i 90 punti, che in tal caso farebbero una bellissima paura. La media punti a gara della Lazio è spaventosa: 2,38, inferiore solo ai 2,4 della Juventus, continuando su questa scia Immobile e compagni guarderebbero tutti dall’alto anche a fine stagione. 7 trasferte e 5 gare a Roma, la Lazio dovrà convincere anche fuori casa, compito fin qui pienamente riuscito dato che nessuna squadra di A ha fatto meglio nelle ultime 9 trasferte. 19 punti nel 2020, a +4 sul Napoli (seconda migliore del nuovo anno), ora c’è l’Atalanta delle meraviglie, la giostra di Gasperini che da 4 anni vola su livelli un giorno insperati. Nelle 146 partite dall’arrivo di Inzaghi ad oggi le due compagini hanno cammini davvero simili in quanto a punti complessivi (258 gli orobici, 272 i capitolini), gol fatti (277 vs 292), gol subìto (171 nerazzurri vs 177 biancocelesti). Gasperini è un rullo compressore: 70 gol fatti in 25 turni di A, negli ultimi 70 anni nessuno aveva fatto meglio in A. Il 2-7 di Lecce è la sfida degli ultimi 3 anni di A è la gara del campionato italiano con più reti dopo il 7-3 inflitto dalla Lazio alla Sampdoria due anni fa. Cinque gare con almeno5 gol fatti, tre gare vinte con il 7 alla voce “gol segnati” come mai era accaduto in A in 25 giornate in era moderna. Tre giocatori in doppia cifra come Psg e City, primato nei tiri totali in A, primato in quanto a gol segnati da fuori area (13 come il Bordeaux nei primi 5 campionati europei per importanza), il portiere con meno parate effettuate in Serie A. Il neo è una difesa che concede qualcosina, ma se la proiezione della fase offensiva rischia di sfiorare la terza cifra, allora qualche lacuna è anche concessa. Il prossimo turno vedrà sfidarsi la Dea e l’aquila. Ci sarà da divertirsi, intanto i tifosi sorridono: i numeri delle grafiche di cui sotto (andate in onda nella puntata di Lazialità in tv) dicono molto di una Lazio straripante che sta polverizzando ogni record.

 

01 04 05 06 07 08 09 11 12 15 16 20

13 14

 

 

N.F

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