Le PAGELLE di Guido De Angelis – Centrocampo di stelle, Luis Alberto la piĂą luminosa. Bravissimi dietro, contro un ottimo Bologna serve anche un super-Strakosha!

 

Lazio batte Bologna 2-0 allo stadio Olimpico nell’anticipo di una giornata di campionato che vedrĂ  5 o 6 gare rinviate. Al termine del match del sabato ecco come di consueto le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis per LazialitĂ .

 

STRAKOSHA 7,5 – Oggi è decisivo e dĂ  continuitĂ  alle ottime prestazioni che hanno contraddistinto la sua stagione. Nel primo tempo risponde presente da un metro su Soriano tenendoci in partita, ad inizio ripresa è prodigioso con la mano destra su Orsolini al 48’. Respinge anche il tentativo di Denswil al 52’ sul corner da cui scaturisce il gol annullato dello stesso centrale, non può nulla sul tap-in di Tomiyasu che per fortuna viene reso vano dal check del VAR. Al 72’ chiude coi piedi su Palacio solo con tutta la porta a disposizione. Reattivo e preciso, rinvia lungo poche volte e cerca su indicazione del mister di giocare sempre da dietro, non senza farci venire un brivido nel finale su pressione di Santander. Una grande partita.

PATRIC 7 – La sua gara comincia con un disimpegno esplosivo in rovesciata. Un’altra prestazione di sostanza e qualitĂ , abbina con continuitĂ  una buona tecnica ad un ottimo senso della posizione e sbroglia situazioni pericolosissime nella nostra area di rigore con grande efficacia (ricordo il salvataggio in extremis a fine primo tempo sul cross basso di Orsolini). Il Bologna non ha clienti comodi, eppure lo spagnolo chiude le diagonali, ci aiuta ad uscire con ordine e guarda sempre la sfera quando Barrow punta la porta. Nei momenti difficili spazza come può senza badare troppo allo stile, corre tanto e quando si viene a prendere il pallone dal portiere non si fa mai intimorire dalla pressione dei felsinei. Nel finale, sfinito, si getta a terra ed esulta come un pazzo. Bravo. 

LUIZ FELIPE 6,5 – Doveva prendere il posto di Acerbi da centrale difensivo, un’impresa ardua, ma se la cava bene secondo le sue caratteristiche: ruvido, alla costante ricerca dell’anticipo, bravo nei duelli aerei. Qualche piccola sbavatura in una gara arcigna che si presentava come piena di insidie. E’ giovanissimo ma ha personalitĂ  da veterano e si vede. Nel gioco da dietro con Strakosha rischia tantissimo in diverse circostanze, a volte troppo. Al 65’ un brivido quando invece di appoggiare di testa a Strakosha cicca il pallone da ultimo uomo e Santander interviene col braccio. Ma è sempre concentrato e al sessantesimo di gioco ci delizia con una delle sue chiusure in velocitĂ  con annessa ripartenza rapida palla al piede fino a centrocampo. In grande crescita.

RADU 7 – Leggenda del club, disputa la trecentesima gara in biancoceleste nella massima serie, confermandosi un punto di riferimento importante per i compagni e per una retroguardia di cui è l’uomo piĂą esperto in assenza di Acerbi. Tante chiusure importanti, rapiditĂ  nelle uscite, grinta da vendere. Feroce nell’aiutare Jony a raddoppiare Orsolini, è autore di interventi di capitale importanza nella nostra area di rigore e di diversi tackle precisi sul 7 bolognese. Nella ripresa subisce diversi colpi ma stringe i denti e da tifoso vero tiene botta anche nel finale. Una sola sbavatura, quella che poteva costare il gol di Tomiyasu, per fortuna Palacio è in millimetrico fuorigioco. Come il vino buono, invecchiando migliora. Solo applausi.

LAZZARI 7 – Torna a far da padrone sulla corsia destra. La sua partita può essere sintetizzata da un episodio in avvio di secondo tempo: chiude di testa una diagonale, abbassa la testa e dopo una frazione di secondo ha giĂ  superato la metĂ  campo imbeccato dal solito Milinkovic. Ha messo una toppa dove poteva metterla, ha aiutato tanto in fase di ripiegamento, ha corso come un dannato, e se qualche volte pecca in luciditĂ  possiamo solo battere le mani. Non sa cosa sia la stanchezza fisica nĂ© cosa significhi decelerare, così decide di superare i limiti di velocitĂ  e rischiando la multa trascorre a mille all’ora i cinque minuti di recupero, guadagnandosi con intelligenza due falli che mettono il ghiaccio il match. Non fermarti mai, Manuel!

MILINKOVIC 7 – Mi è piaciuto perchĂ© ha macinato chilometri e ha saputo soffrire con i compagni, giocando per la squadra e facendoci vedere anche oggi qualche giocata sontuosa in mezzo a tante gambe. Spallate, tecnica, coperture, tanto lavoro sporco. Forse meno appariscente del solito, ma tremendamente pratico e dominante. Nei minuti finali gestisce il pallone alla bandierina e prende per mano la squadra. Da bravo Sergente.

LEIVA 7,5 – Un primo tempo commovente, fatto di quattro o cinque anticipi e palloni sradicati agli avversari nel giro di tre o quattro minuti. Le linee di passaggio del Bologna sembra conoscerle a menadito, in campo è una diga insormontabile. Ancora una volta dimostra di essere fondamentale per la Lazio. A un quarto d’ora dalla fine sembra non farcela piĂą, ma resiste fino al fischio finale con caparbietĂ  e luciditĂ . Non si limita a difendere: quando ha campo serve in profonditĂ  Immobile e Correa spianandogli la strada verso Skorupski. E’ un monumento. 

LUIS ALBERTO 9 – Mostruoso. All’Olimpico, quando esce lo spagnolo c’era il sole, un minuto dopo la sostituzione (con annessa standing ovation e coro dello stadio) fa buio e cala la notte per una Lazio che con le unghie e con i denti nell’ultima mezz’ora pensa a difendere. E’ delizioso in ogni tocco del pallone, giganteggia in mezzo al campo con l’interno, con l’esterno, con i cambi di campo. GiĂ  dal quarto d’ora sente qualche fastidio e si avvicina dolorante alla panchina, ma non molla un centimetro, serve in modo meraviglioso Immobile che col destro sfiora il palo, segna il gol che sblocca la partita e non contento assiste Correa per il 2-0. Mette paura agli avversari: nella ripresa scodella il pallone in area e Bani per poco non fa autogol, al 50’ fa quaranta metri di campo per strappare il pallone a Orsolini che sta per incunearsi in area laziale. Non fa mai una cosa banale e si conferma in questo momento il nostro calciatore piĂą forte per distacco. Esce a metĂ  ripresa, speriamo che non si sia fatto male, per noi è troppo importante. Continuando così raggiungerĂ  il grande Veron. 

JONY 6,5 – Aveva accusato qualche problemino fisico in settimana, ma riesce a giocare dal primo minuto. Confermo gli ultimi giudizi: si applica tantissimo da quinto di sinistra e ara la fascia con buona personalitĂ . Una o due imprecisioni difensive consentono ad Orsolini di involarsi in area nel primo tempo, ma gioca sempre di prima ed è un riferimento costante a sinistra per l’intera partita. E’ sempre dentro al match con la testa, tutti noi che siamo tifosi della Lazio dobbiamo aiutarlo ancora, Lulic ne avrĂ  credo per parecchio tempo. Continuiamo a sostenerlo, Jony per noi deve essere il giocatore piĂą forte del mondo. 

CORREA 6,5 – Quando accelera è un pericolo pubblico, sotto porta si divora nei primi minuti un gol clamoroso, per fortuna rimedia con l’aiuto di una deviazione. Nel complesso non mi è piaciuto, oggi deve migliorare sotto il profilo dell’atteggiamento perchĂ© a volte si estrania dalla partita quasi fosse un corpo estraneo e ci aiuta poco in fase difensiva. Deve “trottare” di piĂą anche quando gli arrivano pochi palloni. Rimane la grande tecnica in velocitĂ , quella che nei primi venti minuti fa impazzire la retroguardia bolognese e che nella ripresa fa ammonire un Danilo col mal di testa. 

IMMOBILE 6,5 – Oggi era la partita della sofferenza, si è impegnato fino a spazzare un pallone nella nostra area di rigore a metĂ  ripresa. Serve Luis Alberto per il gol dell’1-0, non riesce a trovare la porta una volta per tempo a tu per tu contro Skorupski da posizione defilata. Se per una volta deve rimanere a bocca asciutta è bene che lo faccia quando segnano i compagni di reparto. Fino a quando svarierĂ , correrĂ  e si dannerĂ  l’anima in questo modo per la Lazio per me sarĂ  sempre sopra la sufficienza. 

CAICEDO NG – Si scaldava Adekanye, ma per come si è messa la gara la squadra ha assoluto bisogno di un gigante che faccia a sportellate e possa smistare palloni preziosi con qualitĂ  per far salire e respirare la Lazio. Entra nei dieci minuti finali e li interpreta al meglio, dando il lĂ  a diverse sgroppate di Lazzari e Milinkovic. Non è giudicabile in virtĂą dei pochissimi minuti a disposizione, ma le situazioni che ha le interpreta al meglio, con la consueta intelligenza e abilitĂ .

CATALDI 6,5 – Entra in campo nella ripresa al posto di Correa per aiutare la mediana, ha come sempre gran voglia di fare e fa su e giĂą per il campo, perdendo a ridosso dell’area avversaria un contrasto su cui forse poteva far di piĂą, per il resto fa tutto benissimo, capisce le difficoltĂ  di gestione della squadra e arretra a farsi dare il pallone ed avviare la manovra. Cuce due reparti strettissimi, tocca la sfera con qualitĂ , corre tantissimo e, consapevole dell’importanza del momento, fa le cose semplici e in un paio di situazioni ci fa uscire in modo pulito. Finisce la gara nella metĂ  campo del Bologna per ricevere un lungo lancio di Parolo. Ancora importante, Danilo.

PAROLO 6 – Sostituisce Luis Alberto ad inizio ripresa, del resto il Mago aveva accusato qualche problemino giĂ  nel corso del primo tempo. E’ inevitabilmente diverso dal numero 10, chiunque rischierebbe nel confronto di sfigurare. Il Bologna dopo i cambi è sbilanciato in avanti alla ricerca del gol che dimezzi lo svantaggio, Marco è bravo a sbrogliare qualche circostanza pericolosa e a riproporsi in avanti facendo scorrere il cronometro e cercando l’assist per Lazzari che viene murato in corner. Uomo d’ordine e di sostanza, gioca una buona mezz’ora senza demeritare. Comincia ad avere la sue etĂ , ma ha fatto tutto ciò che poteva.

INZAGHI 9 – Ancora una volta scelte giuste, gara preparata al meglio e vinta. Imbattuta in casa, imbattuta dalla sesta giornata di Serie A, cosa può fare di piĂą? Segue la partita dalla panchina con commovente passione, quando c’è da cambiare vorrebbe entrare lui. Onore a Simone. 

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