Le PAGELLE di Guido De Angelis – Col Genoa è battaglia, la Lazio espugna Marassi. Protagonisti collaudati e protagonisti insospettabili, gruppo commovente

 

La Lazio espugna il Ferraris di Genova e batte il Grifone, un 3-2 esterno di cruciale importanza. Al termine del match in terra ligure ecco come di consueto le pagelle del match del nostro direttore Guido De Angelis.

 

STRAKOSHA 6,5 – Pur non essendo chiamato a interventi miracolosi è sollecitato da un Genoa mai domo ed è sempre preciso. Un paio di buonissime parate, incassa il secondo gol da fuori area della stagione della Lazio dopo quello di Muriel con l’Atalanta all’Olimpico, il tiro di Cassata è imprendibile. Spiazzato dallo specialista Criscito dal dischetto, questa volta però il gol al 90’ del capitano del Genoa è ininfluente ai fini del risultato finale. Merita un’ampia sufficienza.

PATRIC 6,5 – Non c’è niente da fare, continua a non sbagliare praticamente nulla. Tatticamente impeccabile, ordinato e umile, non si scompone nei momenti piĂą arrembanti dei padroni di casa. Il terzetto difensivo era assolutamente inedito, lo spagnolo se la cava senza affanni e continua a dimostrarsi una risorsa importante per la nostra squadra.

VAVRO 6,5 – Eccola la prima da titolare del gigante ex Copenhagen, che scopre di dover scendere in campo dal primo minuto quando Acerbi (prima volta in stagione) dĂ  forfait nel riscaldamento per una probabile contrattura che cercherĂ  di smaltire entro sabato prossimo. Debutta in un match difficile, in un ambiente ostico, il pallone scottava e la sua gestione della sfera è ottima. Fa tutto bene e non fa sentire la mancanza di Acerbi: all’inizio abbiamo tutti un po’ tremato, la sua prestazione ci rassicura, speriamo sia un inizio di buon auspicio per il difensore piĂą pagato sul mercato. Bravo Denis.

RADU 6,5 – Cerco di trovare qualche sbavatura, non ci riesco nemmeno oggi. Una certezza assoluta, fa sempre la cosa giusta, usa la testa e tatticamente è inappuntabile. Difende bene, riparte bene, si muove bene, avvia le azioni in modo pulito e con grande disciplina. Grande attenzione, enorme carisma, regge anche nel finale, in assenza di Acerbi era la guida di una retroguardia altamente sperimentale. E’ il giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere.

MARUSIC 7,5 – Poco da dire, fa una grande partita. Sembrava azzardata la scelta di confermarlo a destra spedendo ancora in panchina Lazzari, ma Adam è un soldato di Inzaghi, che ripone nel montenegrino enorme fiducia. Ripagata col gol piĂą veloce di questa stagione, una rete strepitosa che ci porta subito in vantaggio mettendo la gara in discesa. Sembrava un gol di Giorgio Chinaglia dei vecchi tempi, inizia l’azione e la chiude dopo uno sfondamento per vie centrali, centrando il sette. Esegue bene il compito anche a sinistra quando sulla corsia destra entra Lazzari. Stramerita questo voto.

MILINKOVIC 6 – Oggi gli do una sufficienza stiracchiata. Fa un buon lavoro in mezzo al campo facendo valere come di consueto lo strapotere fisico, ma sbaglia tanti passaggi non da lui. In queste partite deve essere piĂą preciso e meno lezioso, deve calarsi meglio in un’atmosfera incandescente, lasciando perdere le giocate altisonanti. Secondo me oggi non interpreta al meglio la gara: mi piace da morire quando protegge palla ma poi si perde in appoggi pericolosissimi potenzialmente rischiosi. Meno determinante di altre gare, nonostante tutto serve agli attaccanti alcuni palloni deliziosi non sfruttati a dovere. 

LEIVA 7 – Fa tutto bene interpretando da leone una partita dove c’è evidentemente da battagliare. Serve a Caicedo un pallone eccezionale purtroppo non sfruttato a dovere. Combattente nato, commette il solito “errore” di prendere un’ammonizione che lo condiziona nel prosieguo del match e sollecita Inzaghi alla solita staffetta con Cataldi. Del resto va su centinaia di palloni e consente alla squadra una ingente produzione offensiva con una squadra che nelle ultime sfide aveva sempre mantenuto la porta inviolata. Nervoso, è costretto ad andare a tamponare per rimediare a qualche giocata sbagliata dai compagni, rischia grosso. Ringraziando Dio non era in diffida, ma per non rischiare Simone lo cambia prima del solito. A giudicare da chi entra e come entra, meglio così. Riposa, guerriero.

LUIS ALBERTO 9 – Voglio essere ripetitivo, è ancora una volta il mio migliore in campo, perchĂ© è l’essenza e l’emblema di un calcio totale, elegante e tremendamente efficace. Non perde un pallone, nei momenti di difficoltĂ  esce con classe e ci dĂ  serenitĂ . E’ il giocatore piĂą forte che ha la Lazio in questo momento, ci fa ripartire in fase difensiva e delizia gli occhi degli amanti del football nella metĂ  campo avversaria. Quando la sfera è tra i suoi piedi si ha sempre la sensazione che possa succedere qualcosa di decisivo. Partita da grande protagonista e trascinatore.

JONY 6 – Parte bene e si applica tanto in un ruolo per lui nuovo. Primo tempo positivo, nella ripresa il Genoa ci attacca molto sulle fasce e la sua presenza in campo è meno semplice, perchĂ© quando c’è da fare con costanza la fase difensiva le sue caratteristiche non sono le piĂą adatte. Tiene botta e non commette grossi errori, a me continua a non dispiacere. Non può essere Lulic, ma il suo è un contributo vivace e i suoi piedi educati. Stremato, lascia il posto a Lazzari come accaduto con l’Inter domenica scorsa.

IMMOBILE 8 – Un attaccante che prima della partita conta 26 reti potrebbe limitarsi ad attendere i rifornimenti in area di rigore e giocare per il proprio ego, per se stesso, per numeri eccelsi. Il voto è altissimo per un semplice motivo: oltre al gol – con cui raggiunge Angelillo, 27 reti in 25 giornate, nessuno come loro – fa un lavoro enorme e distruttivo sacrificandosi per la squadra in maniera impressionante. Corre per tre dimostrandosi professionista, atleta e uomo eccezionale. Immenso.

CAICEDO 7 – A differenza delle ultime due prestazioni oggi mi piace molto. Partecipa alla giocata del primo gol servendo un assist a Marusic, eguagliando il bottino finale della stagione scorsa a tredici gare dal termine, spreca davanti a Perin un cioccolatino di Leiva. Mette in grande difficoltĂ  la retroguardia rivale e partecipa anche alla seconda rete. Avrei voluto vederlo in campo anche qualche minuto in piĂą.

LAZZARI 6 – Meno appariscente del solito, subentra a Jony ed entra comunque subito in partita, confermando di non avere il fiuto del gol quando sciupa una grossa occasione nel finale. Ci ha abituato a ripartenze feroci, ma per il tipo di gara venutosi a creare non era facile. Da un suo tocco di mano scaturisce il rigore del definitivo 2-3.

CORREA 6 – Quando accelera non lo prende nessuno, si procura la punizione che Cataldi trasforma in oro colato. Il solito dilemma, una sufficienza forse poco meritata, perchĂ© si mangia un gol clamoroso che avrebbe potuto finalmente chiudere la partita e porre fine alle nostre sofferenze. Fa salire la squadra, ha una qualitĂ  infinita ma sotto porta è nuovamente un disastro. Peccato, speriamo torni al gol il prima possibile, sta rientrando comunque in forma e speriamo che sia piĂą decisivo nel finale di stagione.

CATALDI 7 – Prende il posto di Leiva al 52’ e non entra nel migliore dei modi, perchĂ© nella circostanza del gol che accorcia le distanze sbaglia dimenticandosi l’avversario che era dietro di lui, dall’alto si era visto, avevo fiutato il pericolo, è una distrazione fatale che ha fatto rientrare in gara il Genoa e il Ferraris, altrimenti gli avrei dato un voto ancora piĂą alto. Quando avanzano gli avversari non deve guardare il pallone ma l’avversario che gli sta piĂą vicino, poteva essere piĂą attento. Che dire però, ci delizia con un gol da urlo su punizione, il replay di quello siglato in Supercoppa con la Juventus. Conferma che sui calci di punizione è il miglior tiratore che abbiamo. Alziamoci in piedi, tanto di cappello per la rete del 3-1 che lascia Perin immobile.

INZAGHI 8 – 20 partite consecutive senza sconfitta, 16 sono vittorie e non è un dettaglio. Continua a superare se stesso infrangendo record da lui centrati. DĂ  fiducia a Marusic, Jony, Vavro e Caicedo e ancora una volta ha ragione, ancora una volta i subentrati lo ripagano al meglio. Forse i due cambi sul 2-0 sono un po’ affrettati, abbiamo rischiato soltanto nel periodo in cui abbiamo subìto la rete di Cassata. Ormai lo conosciamo, Simone è Simone.

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