Lazio, da Marusic a Vavro e Cataldi: quando le seconde linee diventano risorse

di Marcello Baldi

 

All’uscita delle formazioni ufficiali, molti tifosi avranno storto il naso nel leggere di Denis Vavro al posto di Francesco Acerbi, fermatosi precauzionalmente nel pregara dopo i problemi fisici avuti in settimana.
Allo stesso modo, per la presenza forzata di Jony sulla sinistra e quella, a sorpresa, di Marusic (seconda da titolare di fila dopo la sfida con l’Inter) sugli esterni. Obbligato anche lo schieramento di Patric, vista la squalifica di Luiz Felipe.

Eppure, quella che potremmo chiamare la “Lazio B” contribuisce in maniera non indifferente alla conquista di 3 punti fondamentali sul campo di Marassi.
Che Felipe Caicedo sia ormai una pedina importante dello scacchiere tattico di Inzaghi è cosa nota: il Panterone è ufficialmente in costante ballottaggio con Correa, che può diventare una preziosa arma a partita in corso. L’attaccante ha il merito di servire Marusic nell’azione che, dopo soli due minuti di gioco, porta in vantaggio i biancocelesti: il montenegrino fa valere il suo strapotere fisico, infilandosi in mezzo a Masiello e Soumaoro e depositando la sfera sotto la traversa.

Bene Patric, che rischia tuttavia con una strattonata in area di rigore su Sanabria nella ripresa. Qualche volta in difficoltà Jony, che però dimostra di essere un giocatore che può ancora crescere. Tecnicamente ha qualità, tatticamente deve ancora imparare alcuni movimenti legati soprattutto alla fase difensiva, fase dove non ha invece sfigurato per niente Vavro.
Lo slovacco è uno dei migliori, non sbaglia mai una giocata ed è sempre in anticipo, leggendo bene le situazioni e, in un paio di circostanze, lanciandosi in avanti palla al piede e mettendo in evidenza una tecnica che, tenendo conto dei soldi spesi dalla Lazio in estate, potrebbe finalmente essere messa in luce.

Dulcis in fundo, Danilo Cataldi. Entrato per sostituire l’ammonito Lucas Leiva, il romano classe ’94 delizia gli oltre 3500 tifosi accorsi a Genova con una perla delle sue. Perchè ormai il calcio di punizione è una specialità di casa Cataldi (chiedere a Szczesny). Perin non può fare altro che guardare.
A fine partita le parole del centrocampista ai microfoni di DAZN fanno eco a quella che ormai è la cantilena in casa Lazio: “Pensiamo e ragioniamo partita dopo partita. Siamo un grande gruppo, una famiglia”.
Ed è proprio per via di questa grande famiglia che anche le seconde linee, in questo club, iniziano a diventare risorse. Forse “Sir” Claudio Ranieri ne sa qualcosa.

Marcello Baldi 

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