Le PAGELLE di Guido De Angelis – Tra Lazio e Verona è sfida a reti bianche, che sfortuna Luis Alberto! A Parma senza Radu e Milinkovic

 

Lazio-Verona finisce a reti bianche, ecco le consuete pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

 

STRAKOSHA 7 – La Lazio scaglia diverse conclusioni verso la porta avversaria, ma questa è una di quelle partite in cui non possiamo dire di non ricordare parate di Strakosha. Conoscevamo il Verona, che sollecita il nostro portiere costringendolo in almeno due circostanze a interventi importanti. Reattivo su Pessina, bravo e intelligente su Borini, sulla respinta c’erano due giocatori dell’Hellas. Per tante partite ha incassato il gol della bandiera avversario a risultato ampiamente acquisito, quest’oggi che la Lazio non la sblocca tenere la porta inviolata è un segnale molto importante. 

PATRIC 7 – Mi è piaciuto tanto, aveva di fronte avversari antipatici. Nel primo tempo toglie a Veloso uno spiovente che poteva essere pericolosissimo. Diciamo spesso che in fase offensiva aiuta tanto, che pulisce e velocizza la manovra, eppure oggi fa anche due o tre chiusure notevoli in fase difensiva, dimostrando ancora miglioramenti. E’ normale che la speranza sia quella di acquistare un grande difensore di ruolo, ma lo spagnolo anche oggi è la dimostrazione di come con lavoro e professionalitĂ  si possano superare i propri limiti. Anche buona tecnica.

ACERBI 6,5 – La solita sicurezza, un combattente nato che per fortuna ha scelto la casacca della nostra squadra. La sua normalitĂ  è giocare sopra la sufficienza e non farci ricordare sbavature. Non avere un riferimento offensivo chiaro in avanti avrebbe potuto costituire una piccola preoccupazione in piĂą, non per il nostro Leone. Probabile che anche a Parma possa ripetersi una situazione simile data la sicura assenza tra i ducali delle due punte di peso Inglese e Cornelius. Grande affidabilitĂ , e un segnale nel dopo-gara: “Mi sono stufato di pensare ai punti persi, ci sono anche gli avversari, penso positivo”. Noi con lui. 

RADU 6,5 – Si sta rendendo protagonista di un’annata molto costante. Grande tenacia, pressing asfissiante, mai un pallone mollato. Non ha piĂą la fascia da un po’, ma in campo è tra i nostri capitani per ferocia agonistica e grinta, oltre a palesare uno spiccato senso della posizione che se possibile migliora con l’etĂ . Prende un giallo che lo farĂ  rifiatare a Parma. 

LAZZARI 6 – Deve lavorare piĂą del consueto anche in fase difensiva, i suoi attacchi sono piĂą intermittenti del solito, il Verona lavora tantissimo sui raddoppi. E’ il ragazzo che abbiamo imparato a conoscere: a volte è talmente veloce da dimenticarsi quasi la sfera; la sensazione è che quando non riesce a combinare con continuitĂ  e precisione con Milinkovic gli assalti su quella corsia perdano qualcosa. E’ l’ennesimo degli stacanovisti di questa squadra, non aveva riposato un attimo e dunque nella ripresa torniamo a rivedere Marusic per gli ultimi venti minuti.

MARUSIC 5 – Torna in campo dopo una vita, non era facile incidere negli ultimi scampoli di gara, non è certamente colpevole. Lazzari non potrĂ  giocarle tutte, speriamo che questo ragazzo possa entrare con maggiore personalitĂ  e darci una mano con piĂą decisione e vigore.

MILINKOVIC 5,5 – Un avversario che riesce a limitarlo molto, una costante fatica a trovare la posizione. Ci aspettiamo sempre tanto da un colosso come lui, quest’oggi si becca un’ammonizione che lo terrĂ  ai box a Parma, rientrerĂ  con l’Inter. Sergej è sempre sufficiente, ma a tratti gli manca la giocata che potrebbe mandarci in paradiso, come quello stop nel finale che avrebbe potuto essere tramutato in un’occasione preziosa. E’ stato abilmente reinventato dal tecnico in un ruolo diverso, la sua è una stagione fatta anche di tanto sacrificio, avere un po’ di respiro potrĂ  soltanto fargli bene.

LEIVA 7 – Giocatore essenziale, totale, perno del nostro undici. Difende, copre, strappa palloni, e quando si rende conto che tutto ciò non sembra sufficiente per la vittoria della squadra prova anche ad accelerare ed avanzare per aiutare i compagni. Il Verona aveva degli interpreti difficili da contrastare tra le linee, il brasiliano sfodera una prestazione attenta e coraggiosa. Certezza.

LUIS ALBERTO 8 – Il nostro uomo piĂą pericoloso, il piĂą brillante, oggi anche il piĂą sfortunato. I legni ci fermano come accaduto piĂą volte in stagione, è un vero peccato. Ma le reti bianche nulla tolgono ad una performance – non è una novitĂ  – fatta di classe strabiliante e colpi di genio. Un paratone di Silvestri, un palo che grida vendetta, un altro piĂą che scheggiato. Non lo prende nessuno nemmeno quando sciorina 5 palleggi di fila sulla coscia, in queste condizioni è bello da vedere. Dipendiamo tremendamente da questo artista del pallone, non potrebbe essere altrimenti dato il suo grande talento. Speriamo di goderci altri 16 quadri da perdere il fiato.

LULIC 6,5 – Gara rognosa che Senad interpreta bene, sovrapponendosi spesso sui passaggi di Radu e facendo avanti e indietro sulla fascia con regolaritĂ . Quando Simone lo richiama in panchina non è certo per demeriti del bosniaco, che ce l’ha messa tutta senza risparmiarsi.

JONY 6 – Una buona chiusura difensiva, pochi spunti degni di nota, fa il suo ingresso in una fase delicata. Migliora in copertura, sta acquisendo determinazione e capendo i meccanismi, il suo piede elegante potrĂ  esserci utile. Su quella corsia in base alle situazioni Inzaghi si giocherĂ  la carta dello spagnolo o quella di Jordan Lukaku. 

CAICEDO 6 – E’ ingabbiato tra difensori arcigni, giovani e promettenti. Non è Correa, non ha la sua imprevedibilitĂ , prova a duettare come può coi diretti avversari e ad operare il solito lavoro di sponda. Nonostante l’elevata aggressivitĂ  dei centrali scaligeri, gioca diversi palloni con intelligenza, da punto di riferimento offensivo. Esce a pochi minuti dal termine, nella ripresa non la prende quasi mai. In avanti, lo sappiamo, oggi non esistono ricambi. Che il riposo possa restituircelo nelle migliori condizioni fisiche per domenica.

IMMOBILE 6 – Forse la partita in stagione in cui è stato piĂą difficile per la squadra imbeccarlo. Nel primo tempo avrebbe potuto fare qualcosa in piĂą a tu per tu con Silvestri, nella ripresa ci prova da posizione defilata ma riesce a trovare solo l’esterno della rete. Errata la gestione di alcuni palloni, non è sempre lucidissimo, per la troppa voglia di fare a volte si perde un po’. Lui si danna l’anima come sempre, oggi non è la sua serata. Non può essere sempre il salvatore della patria.

PAROLO NG – Entra al posto di Caicedo nell’ultimo arco di gara, i pochi minuti concessi da Inzaghi non possono valergli un voto. In compenso dovrebbe essere titolare domenica in terra emiliana, quando mancherĂ  Sergej Milinkovic. 

INZAGHI 6,5 – Diciassette risultati utili consecutivi per la nostra Lazio, lo 0-0 non si vedeva da una vita. Forse ci siamo abituati a vincerle tutte, questo dice tantissimo sul lavoro di questo fantastico allenatore. Anche oggi un’ottima prestazione contro una squadra ostica, riusciamo a non prendere gol e per una volta non riusciamo a buttarla dentro. Dopo 22 giornate abbiamo 15 punti piĂą dello scorso anno. Arriva il difficile, dovremo fare di necessitĂ  virtĂą, pensare ad una sfida dopo l’altra, ora la testa va al Tardini di Parma. E’ il momento di stringere i denti. 

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