Le PAGELLE di Guido De Angelis – Anche il derby di ritorno finisce 1-1, una Lazio spenta ottiene il pari con un grande Acerbi

Al termine del derby della Capitale terminato 1-1 ecco le consuete pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

 

STRAKOSHA 5 – Le caratteristiche di questo ragazzo le conosciamo bene, tra i pali è reattivo e d’istinto a volte formidabile, quando esce la musica cambia. Commette un pasticcio regalando il vantaggio a Dzeko sbagliando completamente il tempo dell’intervento, per fortuna il collega di reparto Pau Lopez fa se possibile peggio e ci rimette in carreggiata. Nella ripresa è protagonista di un’altra ingenuità quando invece di bloccare la sfera alza un campanile rimettendo al centro dell’area piccola il pallone. Prima col viso e poi coi guantoni para in qualche modo su Dzeko a inizio ripresa ed è prodigioso poco dopo da distanza ravvicinata con la gamba destra sempre sul bosniaco. Peccato per il primo errore marchiano in stagione, pesante e inatteso, che non può farlo arrivare alla sufficienza.

LUIZ FELIPE RAMOS 7 – Dopo l’errore di Napoli viene schierato alla destra di Acerbi nel terzetto difensivo. Concentrato e determinato sin dall’inizio, ci salva per ben due volte subito dopo la mezz’ora, compiendo due favolosi interventi difensivi. Diagonali preziose, freddezza e tanto agonismo. Viene sostituito come spesso accade perché su di lui pende un pericoloso giallo. Una scelta curiosa dato l’ottimo primo tempo del brasiliano.

ACERBI 8 – Per continuità, spirito, scaltrezza, senso della posizione, chiusure da fantascienza e leadership è il migliore in campo. Gioca da gladiatore (e forse è tra i pochi), chiude tutto ciò che c’è da chiudere, invita i compagni alla maggiore attenzione quanto necessario, dà l’esempio in campo. Chiude uncinando un pallone pericolosissimo in area di rigore laziale nel primo tempo salvando la squadra, vince parecchi duelli sui palloni alti e non va mai in affanno. Segna la sua prima rete nei derby: è al posto giusto nel momento giusto, l’occasione da gol è casuale, ma non è casuale che abbia segnato lui, che incarna il nostro spirito indomito e il nostro ardore. Monumentale.

RADU 7 – La squadra soffre, in avanti non riesce a tenere un pallone, le punte riescono ad aiutare poco e a centrocampo il filtro è scarso. C’è dunque grande lavoro per la difesa, e Stefan se la cava bene con l’esperienza, di stracittadine d’altronde ne ha giocate 18. Sarebbe da sufficienza, ma un minuto dopo il vantaggio giallorosso è strepitoso a salvare sulla linea di porta il potenziale 2-0 di Dzeko che probabilmente avrebbe chiuso i conti già a metà della prima frazione. E’ stato un intervento provvidenziale ai fini del risultato finale.

PATRIC 6 – Tremiamo nell’episodio del rigore prima assegnato poi tolto, per fortuna non commette alcun fallo. Entra in campo cena paura per sostituire Ramos al break, tutto sommato non demerita e non mostra alcun timore, dalle sue parti Kluivert e Perotti incidono poco. Nella seconda parte della ripresa si fa prendere il tempo da Dzeko (fisicamente il confronto è impari) ma è bravo a non permettere al 9 avversario di colpire di testa in modo pulito dal centro dell’area piccola. 

LAZZARI 5 – E’ servito praticamente mai, la Roma pressa altissimo ed in modo asfissiante, dialogo poco o mai con Milinkovic e non riesce a vincere il duello con un ottimo Spinazzola. Fonseca temeva il mismatch di velocità con Kolarov, lasciato dunque in panchina. Si gioca praticamente solo in una metà campo e così Manuel deve dedicarsi solamente alla fase difensiva, cosa mai accadutagli in stagione. Non riesce a fornire il solito contributo.

MILINKOVIC 5 – L’inerzia della partita e l’andamento generale lo costringe a giocare di fatto da mediano puro, i palloni puliti giocati si contano su due mani, il duello in elevazione con Smalling è in questa partita proibitivo per il serbo, che riesce raramente a trovare la spizzata giusta sulla rimessa dal fondo di Strakosha. Macchinoso e appesantito. Poco cattivo e forse troppo superficiale quando va a calciare con l’esterno del piede a pochi minuti dal termine. Era l’unica occasione buona, da uno come lui al netto dei chilometri percorsi mi aspetto che prenda la porta anche da quella distanza.

LEIVA 5,5 – Partita difficilissima per Lucas, che si sbraccia per tutto il primo tempo richiamando la panchina: è tutto solo a fare da schermo davanti alla retroguardia, l’impresa sarebbe impossibile per chiunque. Arriva spesso in ritardo sulla sfera, fa quel che può ma spesso non trova alcun compagno libero da servire. Non sfigura, ma non è nemmeno la sua miglior partita.

LUIS ALBERTO 5,5 – Non si accende quasi mai, Fonseca gli piazza Veretout a uomo e ne limita tutta la libertà d’azione. Troppo lungo un suggerimento per Immobile nella prima frazione, è suo il calcio d’angolo da cui scaturisce il gol dell’1-1. Qualche buono strappo e poco più. Col pallone tra i piedi guadagna due o tre falli preziosi che fanno (almeno nelle intenzioni) salire la squadra. Non è al meglio e si vede, Inzaghi lo toglie dal campo per inserire Parolo quando la squadra non riesce più ad uscire e c’è da conservare il pari per provare a pungere in una delle rarissime ripartenze. Ci auguriamo di rimirare il Mago già dalla prossima sfida, è troppo importante per noi.

LULIC 5 – Mi dispiace sempre mettere l’insufficienza ad uno come Senad, che però oggi sbaglia tutto. Perennemente in difficoltà sulla corsia sinistra, a volte alza il pallone e spazza via senza mezze misure, altre volte sbaglia la misura di appoggi elementari, si fa saltare con disarmante facilità da Under in più di una circostanza. Non accompagna quasi mai in avanti, dietro è un disastro. Strano che proprio lui sia completamente fuori partita, l’ho visto veramente in difficoltà.

PAROLO 6 – Entra in campo al posto di Luis Alberto col compito di fare legna e mettere la sua esperienza a sostegno della squadra. Dal suo ingresso la Roma appare meno pericolosa e trova meno varchi. Con Berisha ancora oggetto misterioso e Cataldi che dovrà riprendersi dall’infortunio, Marco servirà e non poco anche nelle prossime sfide, da qui alla fine ci auguriamo possa dare un contributo importante in mezzo al campo.

CORREA 5 – Col senno di poi avrebbe potuto essere schierato a gara in corso, sfruttando sin dall’inizio la fisicità di Caicedo. Non è brillante, non potrebbe essere altrimenti, rientra da uno stop non breve. Non riesce a tenere la palla né a imbeccare Immobile, non salta mai il diretto avversario. C’è da dire che la squadra è troppo bassa e involarsi partendo dalla propria area di rigore non è certo facile. Esce visibilmente sconfortato, le notizie non sembrano confortanti. Speriamo di averlo a disposizione il prima possibile, qualora dovesse saltare le prossime ravvicinate gare Inzaghi non avrebbe più cambi offensivi.

IMMOBILE 5 – Sotto tono come rarissimamente lo abbiamo visto. Riceve pochissimi palloni, non tira mai in porta in 94 minuti, è un unicum in stagione per il capocannoniere del campionato. E’ lasciato troppo solo ma non riesce mai a far salire la squadra o a prendersi un fallo o ad abbassarsi per aiutare i compagni. Corre molto con la solita generosità ma a vuoto. Una giornata no per lui e per la squadra, che non è riuscita a trovare contromisure degne di nota. Non è serata.

INZAGHI 5,5 – Oggi la squadra vede le fonti di gioco del tutto disinnescate, il rivale gioca con la difesa a centrocampo e reparti molto stretti, la Lazio non riesce ad affacciarsi nella metà campo avversaria. Non siamo riusciti a prendere le misure al rivale. Nei derby giocare bene o male conta poco, pensiamo all’andata, tutto sommato la peggior Lazio delle prime venti partite di campionato porta a casa un punto contro un avversario ispirato. Per il momento di forma ci attendevamo qualcosa in più, le prossime due sfide casalinghe saranno insidiose e la soglia dell’attenzione non va abbassata. Mancano solo finali.

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