Le PAGELLE di Guido De Angelis – La Lazio ne fa 5 alla Samp, gara chiusa già al ventesimo. Prestazione corale sensazionale

 

STRAKOSHA 6 – Inoperoso per tutto il match, si deve sporcare i guanti solo sul tiro da fuori di Caprari deviato da Lazzari nel primo tempo. Per il resto è una gara di ordinaria amministrazione, l’ennesima. Respinge centralmente in occasione del gol della Sampdoria, per Linetty è un gioco da ragazzi inquadrare la porta e impedirgli di mantenere la porta inviolata.

PATRIC 6,5 – Continua a dimostrare di essere all’altezza quando chiamato in causa. Quest’oggi è preferito a Luiz Felipe in virtù di una migliore capacità di impostazione, si fa valere anche in fase difensiva e dà sicurezza al reparto, permettendo alla squadra di uscire con qualità. Mai in difficoltà, gestisce con pazienza e lucidità il pressing avversario. Si sta confermando una risorsa per questa squadra.

ACERBI 7 – Anche oggi inappuntabile, non c’è nulla da dire. Non sa cosa significhi il termine errore, gestisce alla grande ogni situazione, quando ha il pallone ci sentiamo sereni. Quando Inzaghi all’intervallo lo guarda, Francesco lo rassicura, fosse per lui non salterebbe un minuto nonostante la diffida pendente. Quando esce dal campo di fatto prendiamo gol, è la nostra certezza assoluta della retroguardia. Ormai però non si limita solo a difendere, perché dai suoi lanci millimetrici nascono sovente anche i gol della Lazio, vedasi quello con cui Immobile mette in cassaforte il match. E’ anche assistman. Esce dal campo come non gli capita praticamente mai. E’ dotato di un equilibrio, di un’intelligenza e di una professionalità da applausi. Pilastro.

RADU 6,5 – Fa molto bene. La Sampdoria in fase offensiva appare evanescente, lui è concentratissimo e non commette alcuna imprecisione. Ad inizio ripresa si accascia a terra, è anche diffidato, dunque chiede il cambio e Inzaghi getta subito nella mischia Bastos. Stefan è uno dei nostri leader e servirà come il pane sia col Napoli che nel derby. 

LAZZARI 8 – Una furia, devastante. L’intesa con Milinkovic ci crea il dubbio che gli scambi tra i due siano telecomandati. Viaggia sulla corsia destra che è una bellezza, spedisce in mezzo decine e decine di palloni ma soprattutto sprinta come raramente avevamo visto negli ultimi decenni. La squadra sa esattamente cosa fare, ogni volta in cui lo servono Manuel mette in scena stop deliziosi già orientati ad offendere. Qualità e velocità, avrà effettuato cento scatti. In uno di questi si guadagna il calcio di rigore che mette in discesa il match. Sembrava che avesse un binario tutto per lui, non riesce proprio a calmarsi. Imprendibile.

MILINKOVIC 6,5 – E’ sempre nel vivo del gioco, a centrocampo fa da padrone e smista innumerevoli palloni, innescando Lazzari con grande continuità. Nonostante Chabot e Colley siano due giganti Sergej calamita ogni pallone, la sfera quasi gli rimbalza addosso, sembra cercarlo. Forse è meno sotto i riflettori di Luis Alberto, ma è tremendamente importante nell’economia della squadra. Fisicamente dominante, la tecnica è innata. Per altri gol pesanti ci sarà tempo.

LEIVA 7,5 – Detta legge in mezzo al campo, nel primo tempo è sontuoso. Prosegue a stupire per continuità, le trentatré primavere a tratti sembrano più di qualcuna in meno. Per la Sampdoria è quasi impossibile affacciarsi in avanti per vie centrali, le due punte non riescono a ricevere un pallone perché davanti alla difesa della Lazio c’è una diga. Non perde una sola volta la sfera e ne distribuisce tantissime. Brillantezza e intelligenza, nella ripresa vede e serve Bastos tutto solo spianandogli la strada per la rete. Gigante.

LUIS ALBERTO 8 – Wow! Delicato, elegante, aggressivo, tempista. Una prova fenomenale, una giornata da incorniciare, una prestazione da spalancare gli occhi e vivere la meraviglia. Sta alla grande, dispensa palloni con ritmi elevatissimi e una rapidità di pensiero sbalorditiva. Dirige la nostra orchestra con una qualità sopraffina, ma abbina una quantità impressionante: vince tutti i contrasti, va persino a sradicare palloni agli avversari, verticalizza che è uno spettacolo. A fine primo tempo testa con una prodezza di esterno i riflessi di Audero, nella ripresa guadagna il rigore del momentaneo 5-0. Mago.

JONY 7 – Non sarà Lulic per costanza di rendimento ed affidabilità, ma non lo fa rimpiangere ed anzi sfodera una prestazione davvero ottima. Approccio perfetto alla partita, la voglia di incidere è lampante, era già stato protagonista in settimana, oggi gli tocca un test più probante. Lo avevamo notato soprattutto per il mancino educatissimo sui traversoni in mezzo all’area, oggi è protagonista di una performance completa, fatta di sacrificio, ripiegamenti, corsa ed eleganza. Ha qualità e dunque si trova benissimo a dialogare coi compagni in entrambe le fasi. Una piacevole conferma, si propone con costanza anche in avanti e potrebbe anche timbrare il cartellino nel primo tempo, invece spedisce alto. Aveva fatto vedere spunti interessanti già altre volte, oggi – comunque contro un avversario quasi inesistente in fase offensiva – ci dà forse per la prima volta l’impressione di potere rendere anche in quel ruolo. Se la Lazio non interverrà sul mercato, auguriamoci che questa sia soltanto una delle tante prestazioni incoraggianti e positive. Bravo.

CAICEDO 7 – Si fa trovare pronto, anticipa Colley e conferma che la Sampdoria gli porta bene, a nessuna squadra ha segnato di più in Italia (quattro reti con quella di oggi). Fa la cosa più importante di tutte in un match del genere, cioè sbloccarlo. Non sempre preciso negli appoggi, combina però alla perfezione col compagno di reparto. Viene giustamente tolto dal campo ad inizio ripresa perché con l’infortunio di Correa giocherà con tutta probabilità dall’inizio anche in settimana in Coppa Italia. Riceve la meritata standing ovation.

IMMOBILE 9 – Aveva iniziato il girone di andata con una doppietta alla Sampdoria, sua vittima preferita in Serie A. Per mantenere e migliorare lo score decide di mettere a segno una tripletta e sfiora anche il quarto gol. Strepitoso e decisivo a reggere botta con Chabot e propiziare il gol di Caicedo (suo almeno per metà), si presenta con la solita freddezza dal dischetto battendo due volte Audero dagli undici metri. Glaciale e perfetto ad agganciare il lancio di Acerbi, scartare il portiere e battere a rete. Punta Chinaglia nella classifica dei migliori marcatori di sempre con l’aquila sul petto e continua a scrivere la storia. Paurosa l’interpretazione della partita: combatte come un leone anche sul 4-0 e nell’ultima mezz’ora invece di cercare l’ennesima gioia personale fa  sempre la scelta giusta, servendo due volte il meglio piazzato Luis Alberto. La squadra gioca per lui, lui gioca per la squadra. Non ho più parole per Ciro, a dire la verità è da un po’ di tempo che le ho perse. Il record di 36 gol di Higuain è sì ancora lontano, ma ormai non più così tanto. 

BASTOS 6,5 – Titolare in settimana con la Cremonese, oggi parte dalla panchina e subentra a Radu a inizio ripresa. L’ingresso in campo avviene con la testa giusta, realizza un gol da attaccante navigato su assist di Leiva, bissando la segnatura in Tim Cup. Speriamo che prenda coraggio e che possa tornare quello di qualche tempo fa, decisivo in marcatura e roccioso da centrale. Bravo, è uno dei titolari aggiunti della Lazio.

ADEKANYE 6,5 – Entra in campo al posto di Caicedo quando la sfida è praticamente chiusa, Inzaghi gli concede una buona parte del secondo tempo. Comincia a correre come un pazzo per tutto il campo, ha una voglia di mettersi in mostra incredibile. Con un’accelerazione fa espellere il difensore della Samp Chabot. Se la società non acquisterà una nuova pedina in attacco, sarà questo giovanissimo ragazzo a doverci dare una grande mano e a far rifiatare Immobile, Caicedo e Correa. Speriamo possa crescere rapidamente.

VAVRO 6 – Entra in campo al posto di Acerbi tornando ad assaggiare il rettangolo verde dopo i problemi fisici. Sono minuti buoni per ricominciare ad acquisire il ritmo partita e per far prendere confidenza ad un ragazzo che fino adesso ha reso decisamente meno di quanto ci si aspettasse. Sarà utile anche lui, lo aspettiamo.

INZAGHI 8 – E sono undici vittorie consecutive, Simone ci sta regalando soddisfazioni clamorose da allenatore della Lazio. Eguagliato il record di gol fatti in 19 gare (46, gli stessi della sua Lazio targata 2017/2018), oggi dà fiducia a Patric e Jony che non sbagliano. La squadra la chiude nei primi venti minuti, Simone è bravo nei cambi a far rifiatare Radu, Caicedo e Acerbi. 183 panchine con la Lazio come Maestrelli, cento vittorie. Solo in Serie A sono 14 su 19 in questa stagione, con sole due sconfitte. Fantastico.

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