Le PAGELLE di Guido De Angelis – Le vittorie consecutive sono 10, Ciro aggancia Giordano proprio col Napoli: sfatato anche l’ultimo tabù

 

La Lazio batte anche il Napoli e vola: all’Olimpico è 1-0 biancoceleste sui partenopei. Ecco le consuete pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

 

STRAKOSHA 7 – Oggi, come più volte accaduto, se la Lazio porta a casa punti d’oro il merito è anche del nostro portiere. Sempre reattivo tra i pali, nel primo tempo è spettatore non pagante ma nella ripresa sale in cattedra salvando tutto su Insigne. Dopo il vantaggio di Immobile non è posizionato benissimo ma riesce comunque a sventare miracolosamente su Milik. In pieno recupero salva anche su una conclusione al volo a botta sicura di Insigne. Sicurezza.

LUIZ FELIPE RAMOS 6 – Non perde la lucidità per l’intero arco del match. Non sempre ha la personalità di avviare l’azione e spesso si rifugia all’indietro su Acerbi e Strakosha. In chiusura sbaglia poco o nulla, e riscatta la brutta prova di Brescia. Puntuale anche nel finale con un ottimo tackle su Insigne lanciato in campo aperto. In crescita, non gli do un voto più alto perché adesso serve continuità di rendimento.

ACERBI 6,5 – Comanda il reparto con agilità e furbizia, cerca spesso la via dell’anticipo e vi riesce quasi sempre. Nel primo tempo è sempre preciso contro un Napoli poco pericoloso, nella ripresa è autore di due o tre uscite importanti che salvano la Lazio. Gioca con un giallo pesante sulle spalle, ci auguriamo possa gestire con la sua enorme intelligenza la diffida in vista dei prossimi impegni.

RADU 6 РHa davanti un cliente scomodo come Callejon, che ha sempre sofferto. Non commette sbavature ed ̬ sempre attento a seguire la linea. Veterano, mette la sua esperienza al servizio della squadra, che nel secondo tempo arretra troppo ma non perde mai la bussola. La difesa della Lazio nella ripresa non subisce mai gol, molto dipende anche da Stefan. Una certezza.

LAZZARI 6,5 – E’ un motorino perpetuo sulla corsia destra. E’ una delle partite più ostiche della stagione perché è chiamato a continui ripiegamenti in fase difensiva, ad inizio gara commette un fallo su Insigne che gli costa l’ammonizione. E’ sempre più coinvolto nella manovra della squadra, e quando mette il turbo va sempre via all’avversario, a volte è persino troppo veloce per i compagni che faticano ad accompagnare. Deve migliorare nell’ultima scelta, ma la timidezza di inizio stagione è definitivamente alle spalle. Nel finale di gara recupera due o tre volte la sfera, non perdendo mai la concentrazione. Acquisto im-por-tan-tis-si-mo.

MILINKOVIC 6 – Corre tantissimo e si muove in continuazione, parte da dietro ma quando serve alleggerire la pressione si propone in avanti e col fisico tiene il pallone. Si è calato tutto sommato bene nella partita, ma nelle due circostanze in cui è arrivato al tiro nel primo tempo ha concluso in modo flebile e senza grossa convinzione, una volta dal limite dell’area ed una volta dall’area piccola sulla respinta corta della difesa del Napoli. Nel secondo tempo regge l’urto dei partenopei dando una grande mano in fase difensiva, ma in una delle pochissime ripartenze della Lazio cestina una potenziale occasione toccando di fino per Lazzari invece di servirlo in profondità. E’ comunque positivo, e nel finale è un difensore aggiunto. Il Sergente in estate sembrava un possibile partente di fronte ad un’offerta shock, oggi ha la testa solo ed esclusivamente sulla Lazio. Pilastro.

LEIVA 6,5 – Non giocava dal 22 dicembre, poteva essere poco continuo e aver perso i ritmi. Nulla di tutto questo. E’ una diga insormontabile, ma soprattutto è perennemente alla ricerca dell’anticipo, morde le caviglie di chiunque passi per la sua zona di competenza. Nella conduzione di un contropiede non serve coi giri giusti Luis Alberto che sarebbe stato tutto solo davanti ad Ospina, poco male. A metà della ripresa ha finito la benzina e lascia il posto a Berisha.

LUIS ALBERTO 6,5 – Primo tempo spento, il Napoli si chiude bene e il nostro numero 10 si prende meno responsabilità del solito, limitandosi ad essere pericoloso nella battuta dei calci d’angolo. Nella ripresa sale di tono ed è molto prezioso nella gestione del pallone e nelle ripartenze, forse poco freddo nell’ultimo passaggio e nel tiro in porta: in un’occasione colpisce il difensore del Napoli, nell’altra fornisce un pallone leggermente troppo lungo a Immobile. Non una delle sue migliori partite, perché deve sacrificarsi più del solito in copertura. Il motivo è che ci ha abituato troppo bene. Resta il fatto che nella ripresa, palla al piede, non lo ferma nessuno. Esce stremato uno dei giocatori più importanti del nostro 11, genio di questo sport.

LULIC 7 – Tra i migliori in assoluto sul rettangolo verde. Sciorina una prima frazione impressionante, coronata da un doppio dribbling in corsa in mezzo al campo. Ara la fascia sinistra con imponente continuità, mettendo al centro diversi cross. Nel secondo tempo prosegue imperterrito a fare la guerra in campo, terminando il carburante a dieci minuti dalla fine. Agli sgoccioli del match perde qualche pallone di troppo, gli è concesso dopo una partita fatta di un’applicazione e una ferocia agonistica monumentale. È gladiatorio a spazzare ogni pallone che capiti in area di rigore negli ultimi minuti. Salva con la faccia il colpo di testa a botta sicura di Llorente a pochi secondi dal gong. Partita da capitano, la Supercoppa lo ha rigenerato.

CAICEDO 6 – Più statico di Correa, ha caratteristiche inevitabilmente diverse dall’argentino. La qualità negli scambi per vie centrali con Immobile è comunque alta, l’intesa tra i due buona. Tenta spesso il pressing sul primo portatore di palla avversario cercando di sporcare le traiettorie dei difensori partenopei. Nella prima frazione su un rinvio errato di Ospina non è sufficientemente rapido nel concludere verso la rete. Nel secondo tempo cala alla distanza, ha anche meno palloni giocabili del solito. Al suo posto subentra Cataldi.

IMMOBILE 7 – Anche oggi si danna l’anima su ogni pallone, pur toccandone pochissimi nella prima frazione e non sempre in modo preciso. Di conclusioni verso la porta neanche l’ombra, ma Ciro non dispera e continua a navigare sulla linea del fuorigioco e ad arretrare cucendo il gioco. Applica in modo magistrale il motto storico della Lazio, quel non mollare mai che gli permette di andare a pressare Ospina e di sradicare il pallone all’esperto estremo difensore del Napoli. La porta quest’anno la trova ad occhi chiusi, così Di Lorenzo può solo tentare in extremis di spazzare, ma deve arrendersi. Aggancia Giordano nella classifica di tutti i tempi dei marcatori della Lazio e raggiunge quota 20 in sole 17 partite da titolare in Serie A. Non serve aggiungere altro.

CATALDI 6 – Subentra in una fase cruciale della partita, quando la Lazio è tutta dietro la linea della palla e soffre tremendamente il possesso palla dell’avversario. Non incide particolarmente sull’andamento del match come invece accaduto più volte in questa stagione, ma è attentissimo sulle respinte e sbroglia più di una situazione potenzialmente pericolosa davanti all’area di rigore biancoceleste.

BERISHA NG – Impiega un’eternità a mettere la maglietta, mandando su tutte le furie Inzaghi. Entra in campo al posto di Leiva, permettendo a Cataldi di spostarsi nel ruolo di play e ricoprendo la posizione di mezz’ala. Con la squalifica di Parolo, il suo ingresso in campo era quasi obbligato, speriamo che questi ultimi minuti siano un’iniezione di fiducia per il kosovaro.

JONY NG – Entra a match praticamente concluso, limitandosi a tenere la posizione sulla sinistra. Data la squalifica di Lulic (che, ammonito, salterà la Sampdoria) avrà la chance di giocare da titolare nella prossima di campionato. Possibile anche che ne giochi due di fila qualora Inzaghi decidesse di far rifiatare Lulic con la Cremonese.

INZAGHI 7 – Sfata anche l’ultimo tabù, mai da allenatore era riuscito a battere il Napoli. Nonostante alcune defezioni continua a tenere in considerazione l’intera rosa, tutti remano dalla stessa parte, la squadra non molla mai. Ora altre 5 gare in casa nella speranza che l’Olimpico diventi un fortino inespugnabile. Cade il record di Eriksson: 10 vittorie di fila in campionato, da tra qualche anno la Lazio del futuro farà la corsa sulle imprese di Simone. Condottiero.

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