Le PAGELLE di Guido De Angelis – Lazio, sono 9 di fila! Meno bella, più cinica e spietata: due gol tra i più pesanti dell’anno di Immobile espugnano anche Brescia

 

La Lazio vince anche a Brescia imponendosi 2-1 in terra lombarda  al rientro dalla sosta. Ecco le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

STRAKOSHA 6 – Il tiro di Balotelli nasce più da un errore marchiano di Ramos che da un’incomprensione tra l’albanese e il brasiliano. Il mancino è velenoso e angolato seppur non fortissimo, ma il nostro portiere è incolpevole. Non è mai impegnato, se non da Romulo con una “telefonata” nella ripresa. L’unica parata vera è quella su Bisoli, assistito al meglio da Tonali. Pallone insidioso ma centrale, Thomas la fa sua. Ordinaria amministrazione. 

LUIZ FELIPE RAMOS 5 – Purtroppo oggi è un vero disastro. Gli vanno via tutti, chiunque passi dalle parti del brasiliano gli scappa via con facilità, da Tonali a Balotelli. Commette un errore molto grave sul gol del vantaggio delle Rondinelle, regalando di fatto il gol al Brescia. Enorme passo indietro rispetto a Riyad, oggi non è mai stato concentrato. Nel finale invece di gestire un pallone prezioso al limite dell’area di rigore del Brescia, spreca tutto mandando in curva un tiro senza alcuna velleità, è lo specchio della sua gara. E’ un ragazzo che avrebbe avuto grandi demeriti in caso di pareggio, non riesce a trovare continuità nonostante Inzaghi gli stia dando grande fiducia schierandolo praticamente sempre dal 1’.

ACERBI 6,5 – Mi è piaciuto, non è una novità, è una garanzia. Non perde mai la bussola e guida la difesa con la consueta leadership. Quando c’è da consigliare i compagni è sempre presente, come quando invita Cataldi, autore di un fallo al limite dell’area biancoceleste, a ragionare di più nelle ultime concitate fasi del match. A causa dell’inferiorità numerica dei padroni di casa di fatto disputa l’intera ripresa nella metà campo avversaria, e da un suo lancio lungo nasce il gol del definitivo vantaggio di Immobile. Sempre affidabile.

RADU 6 – Primo tempo da ampia sufficienza, interventi puliti e precisi abbinati a due traversoni messi nel mezzo sganciandosi in avanti. Nella seconda frazione prende una botta che ne condiziona il rendimento, e commette un fallo ingenuo che gli costa il giallo e il conseguente cambio. Inzaghi lo richiama in panchina per non rischiare di pareggiare il conto degli uomini e per inserire forze fresche e più offensive. 

LAZZARI 7,5 – A livello di continuità è oggi il migliore in campo della Lazio, semplicemente perché è sempre un riferimento costante sulla corsia destra. Ha corso come un dannato, un furetto instancabile. Deve faticare poco in fase difensiva avendo di fatto il Brescia un solo attaccante, dunque decide di essere sempre pericoloso e scodella in mezzo diversi palloni pericolosi. Nella ripresa effettua diversi retropassaggi perché il Brescia è arroccato in difesa e la Lazio fa pochissimo movimento senza palla. Complessivamente gioca una gara tambureggiante, peccato solamente che a volte vada talmente veloce da dimenticarsi il perfetto controllo del pallone, come quando nella ripresa sciupa una potenziale occasione da rete a tu per tu con Joronen. Alta velocità.

MILINKOVIC 6,5 – A mio avviso non è stato il miglior Milinkovic, il serbo ha fatto un po’ di fatica ad agire alla Luis Alberto e non è stato preciso e fluido nella manovra. Alla fine però col fisico sbroglia diverse situazioni e permette ad una squadra oggi con poca lucidità e scarse geometrie di avere l’opzione del lancio lungo. Da uno di questi scaturisce l’assist di Caicedo per il gol vittoria di Immobile. Quando manca brillantezza in avanti, sui palloni alti è un fattore imprescindibile.

PAROLO 5,5 – Fa fatica in quel ruolo, è inutile nascondersi, è inevitabile che non sia Leiva e non abbia le sue caratteristiche. A tratti un po’ impacciato, del resto le due mezze ali sono offensive e Marco è l’unico dei sette calciatori dalla mediana in su ad essere dotato di doti più difensive che offensive, dunque si abbassa spesso tra i centrali e deve necessariamente rinunciare alla sua dote migliore cioè quella delle incursioni. Commette un fallo sciocco (forse nemmeno così evidente) e viene severamente ammonito dal direttore di gara Manganiello. Diffidato, non ci sarà col Napoli. Esce dal campo nella ripresa, quando Inzaghi getta nella mischia Cataldi.

CORREA 6 – Viene schierato in un ruolo non suo, lontano dalla porta è più prevedibile per gli avversari, specialmente per una squadra che difende molto bassa come il Brescia. Nonostante ciò nelle prime due accelerazioni dà la sensazione di poter essere un fattore importante. Peccato che poi si “intristisca” e opti spesso per giocate di fino e scambi stretti che però non vanno a buon fine. Suo il pallone perso da cui sgorga il gol del Brescia. Non più della sufficienza. E deve tornare a far gol, speriamo lo faccia alla prossima.

LULIC 6,5 – Mi è piaciuto, si vede che Senad è in fiducia. Nel primo tempo è stato tra i pochi a spingere con convinzione. Vince un rimpallo e fa partire un destro che sibila vicino al palo, sarebbe stato un altro gol, ma il bosniaco li conserva per le finali di Coppa, e forse è meglio così. Sempre presente in entrambe le fasi, anche nella ripresa sfiora la rete con un altro tiro che rimbalza davanti a Joronen, bravo nella circostanza a non farsi sorprendere. Quando entra Jony si sposta per pochi minuti in mezzo al campo, per poi lasciare il rettangolo verde al momento dell’ingresso di Andre Anderson. Convincente.

CATALDI 6 – Se fosse stato in perfette condizioni avrebbe giocato dall’inizio, invece Inzaghi lo lascia in panchina e prova Correa da mezz’ala. E’ entrato un po’ nervoso ed ha causato un fallo che avrebbe potuto evitare, ma ha anche gestito tutti i palloni in mezzo al campo smistandoli tutto sommato bene e provando a verticalizzare. I compagni non fanno grande movimento (per usare un eufemismo) e dunque pescare i riferimenti offensivi non è semplice. E’ diventato ad ogni modo un titolare aggiunto.

JONY 5 – Mi dispiace dirlo, ma è stato quasi irritante. Sarà il ruolo, sarà il tempo che gli va concesso, ma sbaglia tanti palloni e commette troppi falli sciocchi, prende anche un giallo. Prova a correre sulla fascia come può e mette al centro qualche buon cross, comunque è troppo poco per strappare la sufficienza. Se non prende fiducia nemmeno in queste gare in cui deve fare soltanto la fase offensiva, è difficile ipotizzare un Jony affidabile nel difendere quando Lulic prenderà il prossimo giallo e sarà costretto a saltare una partita. Un cambio che ha dato poco.

ANDERSON NG – E’ entrato in campo con la voglia di strafare, lo ha fatto in un momento in cui la squadra faceva enorme fatica, è sembrato capire poco il momento del match. Commette troppi falli, ma non è questa la gara per poterlo giudicare. Nel finale sfiora la rete del 3-1 ma ha poca luce e non riesce a superare Joronen.

CAICEDO 7,5 – Che cosa dire di questo giocatore forse poco appariscente ma incredibilmente utile. Si procura il calcio di rigore vitale e fa espellere Cistana con una giocata decisiva ai fini del risultato. Così come è decisivo l’assist ad Immobile nel finale. Più statico del solito, ma tremendamente efficace. Il Panterone ci ha preso gusto ed è in fiducia.

IMMOBILE 8 – Non era tornato il solito Ciro. Grandissima fatica, pochi spunti degni di nota, poco movimento rispetto a quello a cui ci aveva abituati. Nonostante tutto questo realizza un calcio di rigore pesantissimo (nato da un egregio colpo di tacco smarcante per Caicedo) e con la zampata finale mette a segno una doppietta che forse è la più importante dell’intero campionato perché ci consente di espugnare il Rigamonti e di conquistare tre punti in una partita dif-fi-ci-lis-si-ma per tanti e tanti motivi. 19 gol in 16 partite da titolare, aveva finito l’anno solare risultando l’attaccante più prolifico della Serie A, inizia il 2020 a suo modo, cioè gonfiando la rete. Essenziale.

INZAGHI 8 – Ha tentato di mettere in campo i migliori, il suo tentativo sembrava riuscito perché fino al gol di Balotelli la Lazio aveva dato la sensazione di poter mettere in grande difficoltà il Brescia specialmente con le accelerazioni di Correa tra le linee. La sfera scorreva bene e la squadra appariva sciolta, ma dopo l’1-0 la Lazio si è fermata, ed è riuscita per fortuna a trovare l’episodio del calcio di rigore. Nella ripresa tanta fatica, forse la squadra si è cullata troppo sugli allori, sui tanti complimenti. Meritatissimi, perché oggi la squadra centra le nove vittorie di fila, era il record di Eriksson che viene raggiunto da una squadra completamente diversa. Oggi abbiamo sudato la vittoria forse ancor più di altre volte, ma onore a Simone che ha ottenuto questo bottino incredibile coinvolgendo quasi l’intera rosa.

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