Le PAGELLE di Guido De Angelis – La quinta Supercoppa un capolavoro del gruppo guidato da Inzaghi. Capitan Lulic segna e alza al cielo il trofeo

 

La Lazio trionfa con la Juventus a Riyad. Ecco le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

STRAKOSHA 6,5 – Fa tutto bene, è stato freddo, si è lamentato di alcune imprecisioni, acquisisce ogni gara che passa sempre maggior personalità. Para su Ronaldo ma non può nulla sul tap-in del solito Dybala. Grande sicurezza anche nelle uscite e nel gioco con i piedi (eccettuate due circostanze in cui spedisce in laterale, poco male), si conferma una sicurezza.

LUIZ FELIPE RAMOS 7 – Se la cava molto molto bene sull’uno contro uno con Ronaldo, è l’episodio emblematico della sua partita meravigliosa. È cresciuto in maniera esponenziale, anche in questa circostanza dimostra il motivo per cui Inzaghi lo schiera con continuità nella retroguardia biancoceleste. Nelle ultime settimane è stato importante, ora l’augurio è che rimanga a questi livelli. Arriveranno momenti duri, adesso gli altri lo conoscono. Davvero bravo.

ACERBI 6,5 – È un voto secondo me giusto per un calciatore che non manca mai, ci mette sempre corpo e anima. In area sono tutte sue, spazza via tutti i pericoli, ha una concentrazione impressionante. Leader assoluto.

RADU 6,5 – Discorso molto simile a quello fatto per Acerbi. È un laziale vero, ha retto alla grande contro avversari durissimi come Dybala e Ronaldo, dalle sue parti c’erano calciatori del calibro di Cuadrado e Douglas Costa pensando a coloro che sono subentrati. Va in tackle, combatte sportivamente con tutti i diretti avversari. Tiene in gioco Dybala sul gol della Juve. Non fa una piega, difende e fa ripartire l’azione, conquista il suo sesto trofeo con la Lazio. Veterano, non molla un centimetro per questa maglia.

LAZZARI 7 – Sembra che questo ragazzo non senta la fatica. Le gioca tutte da due mesi ma il fiato non gli manca mai. Su e giù sulla corsia destra, corre all’impazzata, e chi lo ferma? Fa un lavoro di contenimento strepitoso, se la cava bene anche sui cross. Regge il confronto su tutti i duelli, raddoppia, gioca una partita “operaia”. Dalla sua discesa nasce il gol del vantaggio di Lulic. È diventato un fattore importantissimo per la nostra squadra.

MILINKOVIC 6,5 – Contenimento, dominio sui palloni alti e un assist importante per Luis Alberto. E’ autore di una buona gara, come spesso accade non ruba l’occhio ma risulta fondamentale. Ci fa tremare quando nel finale causa una punizione per la Juventus. Si è messo da mesi a disposizione del gruppo in un ruolo nuovo, lo sta interpretando al meglio. 

LEIVA 7 – Chiusure costanti, lavoro sporco enorme, intercetta ogni traiettoria, esce a meraviglia dal pressing avversario. Ripiega anche in area di rigore sventando potenziali pericoli, è un tuttofare, la nostra diga ineguagliabile. Nel primo tempo fa una partita paurosa, poi ad inizio secondo tempo cala, era anche condizionato dall’ammonizione che lo costringerà a dare forfait per squalifica a Brescia nella prossima gara di campionato. Tre finali con la Lazio, tre vittorie. Serve dire di più?

LUIS ALBERTO 8 – Delizia il palato del pubblico di Riyad. Gli arabi acclamavano Cristiano Ronaldo, il nostro numero 10 decide di strappare elogi e applausi anche lontano dall’Italia. Un’ora di gioco da stropicciarsi gli occhi, poesia in movimento. Avvia tutte le ripartenze, ma stupisce vedergli far bene anche la fase difensiva. Ci ha ormai abituato su questi standard, è il nostro valore aggiunto, vederlo giocare è una gioia per gli occhi. Spende un giallo che ci impedirà di vederlo a Brescia, è forse l’unico vero peccato di una serata in cui però vogliamo solo fare festa. Eccezionale.

LULIC 8,5 – Da questa sera non sarà più solo Lulic71 ma anche Lulic73. Essenziale in occasione del primo gol della Lazio, è scatenato sulla sua corsia di competenza e decide di togliersi lo sfizio del gol in un’altra finale, dopo quella del 26 maggio. Il pareggio bianconero nasce purtroppo da una sua imprecisione, ma questa sera Senad merita un voto altissimo perché il suo gol vale oro e rimarrà anche questo nella storia. Alza al cielo di Riyad la quinta Supercoppa della nostra gloriosa storia.

IMMOBILE 6,5 – Questa sera ha fatto tanta fatica, non vede la porta come sempre ma merita anche Ciro un’ampia sufficienza. Anche sfortunato perché almeno nella prima parte di gara Demiral si rivela un brutto cliente. Rabbia in corpo, tanta corsa, generosità infinita. Viene a prendersi il pallone nell’area biancoceleste, a volte è un difensore aggiunto e guadagna falli che fanno salire la squadra. E’ uno dei simboli di questa Lazio e anche oggi si mette completamente a disposizione della squadra. E’ maturato anche sotto quest’ultimo profilo. 

CORREA 7 – Gli viene annullata giustamente una rete per fuorigioco, ne fallisce un’altra, va a centimetri dal gol. E’ uno di quei calciatori che ha la capacità di determinare, di fare la differenza. Quando parte è letteralmente devastante, imprendibile. E’ stato un acquisto veramente essenziale per la Lazio, in sette mesi ha vinto due trofei con la Lazio. Se siamo arrivati a Riyad è per la cavalcata sontuosa propiziata soprattutto da lui nell’ultima edizione della Coppa Italia. Pericolo pubblico. 

CAICEDO 6,5 – Come al solito, quando entra fa il suo riuscendo a fornire un ottimo contributo. Mette una palla d’oro per Correa, lavora con la grande intelligenza che lo contraddistingue, è il suo marchio di fabbrica. Avvia l’azione che fa rimanere la Juventus in inferiorità numerica, in nove minuti si guadagna il solito bel voto. Calciatori e uomini come lui in una squadra servono come il pane. Bravo Panterone. 

CATALDI 7,5 – E’ il premio alla stagione superlativa di questo ragazzo, che ha ribaltato le gerarchie con lavoro, sacrificio, quantità e qualità. Entra al posto di Leiva e – come già accaduto praticamente ogni volta in cui è subentrato in questa stagione – non si limita al compitino, tutt’altro. Non fa rimpiangere Lucas, si cala in un ruolo cruciale con immensa umiltà. Segna un gol capolavoro su punizione, il sigillo finale su un perfetto ingresso in campo. Aveva segnato il gol del 3-0 al derby, questa volta fa il terzo alla Vecchia Signora. Quando è in campo deve sempre battere lui le punizioni, perché a mio parere è il più bravo della squadra. Complimenti.

PAROLO 7 – Entra e fa legna, poi accomoda con la testa il pallone sul piede di Lulic e fa espellere Bentancur. Per alcune cose serve Luis Alberto, per altre incombenze Marco è ancora non utile, utilissimo. Questa partita dimostra che la Lazio non ha soltanto undici titolari ma almeno quattordici, un’altra delle tantissime belle notizie di questo magico mese di dicembre. 

INZAGHI 10 – Le indovina tutte. Narcotizza la Juventus, incarta nuovamente la partita ad un allenatore – Sarri – che in passato lo aveva sempre messo in difficoltà. Effettua due cambi coraggiosi che come sempre lo ripagano alla grande. La vince dalla panchina, pur giocando contro una squadra con una panchina straordinaria. Fa credere di difendersi, ma così diventa letale. La Lazio è così, ti fa credere di poterla attaccare con pericolosità per poi colpirti. Alza il terzo trofeo da allenatore dei big. Solo applausi. 

 

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