FOCUS SUPERCOPPA – Dal 3-1 del 7 dicembre ad oggi è cambiata la corazzata di Sarri: ecco l’affamata Juventus di Riyad

 

di Niccolò Faccini

Poco più di 60 ore e per Lazio e Juventus sarà tempo di una nuova sfida, in palio questa volta non i tre punti ma la gloria insita nel sollevare un trofeo che a dispetto della denominazione (Coca-Cola SuperCup) è dotato di prestigio e valore nazionale e internazionale. Arricchire la bacheca il sogno, sovvertire i pronostici l’obiettivo dichiarato, giacché Luis Alberto e colleghi hanno già sconfitto la Vecchia Signora appena tredici giorni fa e togliere lo scettro per due volte consecutive in due settimane ad una squadra di tale caratura costituirebbe impresa ai limiti del titanico. “Vae victis” è il motto, la possibile celebrazione finale il “non plus ultra”. Ma procediamo con ordine. Alle dieci (ore italiane) di giovedì 19 dicembre la Lazio ha raggiunto l’Arabia Saudita, dove a Riyad si giocherà la finalissima di Supercoppa domenica alle ore 17.45. La foto di squadra direttamente dall’aereo ha fatto il giro dei social in pochissimi minuti, l’ostentazione e la carica di Milinkovic hanno portato a parlare di “attacco aereo”, gli altri componenti della rosa sono più cauti e si limitano a palesare un’atmosfera gioiosa e serena, non potrebbe essere altrimenti dato il momento di forma della squadra e le otto vittorie consecutive ottenute in campionato al netto dell’estromissione dal più che abbordabile Gruppo E dell’UEFA Europa League, unica macchia di una prima fase di stagione coi fiocchi. I punti in cascina avrebbero potuto essere ancora di più dei 36 attuali, Inzaghi lo sa bene e recrimina per gli errori di Ferrara, il rigore di Bologna e le dozzine di occasioni sprecate (legni compresi) nella stracittadina di andata. Poco male per una compagine che sta trovando col passare del tempo quel quid pluris in termini di maturazione psicologica e consapevolezze che può far tirare un sospiro di sollievo anche ai sostenitori biancocelesti meno ottimisti. Guai a cullarsi su questa più che apparente armonia: l’avversario domenicale sarà dei più agguerriti e vanterà una squadra (forse due) di tutto rispetto, andando alla ricerca dell’ennesima coppa da portare a Torino. Sono otto le super coppe già conquistate dai bianconeri, esattamente il doppio di quelle alzate al cielo in trionfo dagli aquilotti. Il precedente è dei più freschi e riporta alla mente una gara equilibrata e decisa da episodi svoltati a favore del club più antico della Capitale, dall’espulsione di Cuadrado al calcio di rigore poi fallito da Immobile, dal riversarsi in avanti degli ospiti al contropiede perfetto griffato Caicedo per il tris antecedente al delirio. 

DAL 3-1 AD OGGI: COME E’ CAMBIATA LA JUVENTUS – Per stessa ammissione dell’allenatore della Juventus il primo tempo dell’Olimpico del 7 dicembre ha rappresentato forse la massima espressione della Signora “sarriana”, cui è mancato soltanto il gol del raddoppio. Allo stesso modo l’ex tecnico del Napoli aveva evidenziato in sala stampa le difficoltĂ  juventine non tanto nella gestione del possesso della sfera quanto nella costanza e continuitĂ  dei ritmi impressi alla manovra e al match. Dal recente 3-1 firmato Ramos, Milinkovic e Caicedo ad oggi è nuovamente mutato non solo l’umore in casa dei piemontesi ma anche l’assetto tattico, oltre alle prestazioni di qualche individualitĂ . Da Leverkusen all’Udinese fino alla Sampdoria, in difesa Sarri ha provato ad accantonare un affaticato de Ligt per inserire un Demiral autore di due egregie performances e una (l’ultima) partita non eccelsa sotto il profilo tattico e dell’attenzione. A Cuadrado è stato concesso piĂą di un turno di riposo, con Danilo nuovamente in rampa di lancio sulla corsia difensiva destra. Sull’altra fascia alternanza tra De Sciglio e un Alex Sandro precedentemente impiegato senza soluzione di continuitĂ . L’ex terzino del Milan è nato a destra ma ormai può ricoprire stabilmente la posizione di terzino di sinistra, come accaduto anche nell’ultimo scorcio del match di Marassi contro la Sampdoria. Famelica e perennemente affamata, la banda capitanata dalla certezza Leonardo Bonucci (che sta disputando forse la miglior stagione della carriera considerando costanza di rendimento e assenza dello storico collega di reparto Giorgio Chiellini) ha recuperato il terreno perduto, conquistando il primo posto nel girone di Champions League e pescando il Lione agli ottavi (andata in trasferta, ritorno all’Allianz Stadium) e tornando provvisoriamente a +3 sull’Inter e a +6 sulla Lazio nella graduatoria di Serie A. Nerazzurri e biancocelesti hanno però una partita in meno, che nel caso degli uomini di Conte verrĂ  disputata nel weekend pre-natalizio mentre in quello dei ragazzi di Inzaghi bisognerĂ  attendere addirittura le 20.45 del 5 febbraio dell’anno nuovo. A centrocampo spicca la conferma Matuidi, pilastro della squadra di Sarri sulla falsariga di Kante al Chelsea, con Pjanic metronomo e uomo d’ordine e Bentancur tra i piĂą riposati: colui che nella gara di campionato ha fornito l’assist per il momentaneo vantaggio di Ronaldo si è fatto ammonire proprio agli sgoccioli della gara interna con l’Udinese per saltare chirurgicamente l’impegno di mercoledì con la Doria e tornare titolare a Riad. Nel frattempo a centrocampo sono in crescita Ramsey, completamente ristabilito dai problemi che lo avevano tormentato nelle ultime settimane, e soprattutto Rabiot, cui sono stati concessi minuti che hanno evidenziato una nuova confidenza dell’ex Paris Saint Germain nei meccanismi del centrocampo dei campioni d’Italia in carica. Non partirĂ  dall’inizio in Arabia, ma il francese sarĂ  uno degli assi della manica da sganciare a partita in corso in caso di necessitĂ . La piĂą grande novitĂ  degli ultimi dieci giorni riguarda il pacchetto offensivo, non tanto nei nomi quanto nella ritrovata condizione fisica brillante di Cristiano Ronaldo (autore di 4 reti, l’ultima meravigliosa nelle ultime 3 gare e nuovamente in doppia cifra con 10 reti siglate nella massima serie italiana) e in particolare nello scacchiere tattico di partenza della nuova guida tecnica bianconera. Maurizio Sarri ha infatti finalmente provato quello che era stato definito il tridente ipotizzabile solo al bar e che invece è divenuto in qualche partita splendida realtĂ . “Dygualdo” è la formula con cui è stato ribattezzato lo schieramento iper-offensivo (almeno sulla carta) che prevede la presenza di Paulo Dybala a supporto di Higuain e Ronaldo, il trio d’assi bianconero tutto contemporaneamente in campo. 

IL NUOVO TRIDENTE DELLE MERAVIGLIE? – Un’intuizione da bilanciare con equilibri tattici non secondari, da qui la prudenza di Sarri, che in conferenza ha spiegato chiaramente le stringenti condizioni di utilizzo dei 3 attaccanti di livello mondiale. “A mio avviso contro avversari che vanno dritti sugli attaccanti possiamo permetterci il tridente anche dall’inizio, mentre contro compagini che hanno come peculiaritĂ  quella di saper costruire bene dal basso come Sassuolo o Bayer Leverkusen una soluzione simile è ipotizzabile solo quando l’intensitĂ  degli avversari comincia a calare”. Tradotto: tridente sì, ma con cautela. La premessa è che la posizione di Dybala piĂą che un rebus irrisolto è chiaramente variabile a seconda delle fasi del match e la libertĂ  concessa all’ex Palermo gli permette di svariare molto e di venire spesso a prendersi il pallone al centro del campo, con Ronaldo che continua a partire da sinistra per poi convergere di frequente al centro ed Higuain a fare da riferimento offensivo e a sportellate con i difensori avversari. Le condizioni di fattibilitĂ  in Supercoppa sono tutte da verificare, ma la sensazione è che due stagioni dopo proprio a ridosso di una gara con la Lazio l’allenatore della Juventus abbia trovato la veste tattica piĂą opportuna e redditizia per la Vecchia Signora: anche Massimiliano Allegri aveva infatti trovato la chiave di volta per il gioco dei bianconeri “Inventandosi” Mario Mandzukic a sinistra proprio in una partita di campionato alla Stadium contro i biancocelesti.

Mercoledì Ronaldo aveva celebrato le doti di Immobile e compagni, definendo la Lazio una squadra eccellente con le stesse chances di vincere della Juventus. Nella giornata di ieri Gigi Buffon ha incensato i prossimi rivali, riconoscendo i meriti evidenti di Simone Inzaghi: “La Lazio è l’unica squadra ad aver collezionato qualche trofeo in questi anni caratterizzati dal nostro dominio in Italia”. Dopo il record di presenze il campione del mondo classe 1978 potrebbe difendere i pali dei bianconeri anche in Arabia all’etĂ  di 41 anni date le non perfette condizioni di Szczesny, portiere polacco che soffre di un lieve risentimento al muscolo pettorale destro che ne limita la facilitĂ  di movimento. Un problemino risolvibile, ma l’ex estremo difensore della Roma ha lavorato a parte nella giornata di ieri. Alex Sandro invece è uscito anzitempo dal rettangolo verde dello stadio di Marassi (vittoria della Juve per 2-1 con eurogol di Dybala e CR7) e giovedì pomeriggio è stato sottoposto ad una blanda seduta fisioterapica. L’impressione è che – come dichiarato dal manager bianconero – non si tratti di nulla di grave, ma ad oggi De Sciglio è favorito per una maglia da titolare sulla corsia sinistra della retroguardia a 4 che scenderĂ  in campo al King Saud University Stadium alle 19.45 locali di questa domenica. Con Ramsey recuperato e Douglas Costa che ha messo un quarto d’ora nelle gambe, la formazione anti-Lazio è praticamente fatta. Davanti a Szczesny (con Buffon sull’attenti in caso di forfait precauzionale) ci saranno Cuadrado, Bonucci, de Ligt e De Sciglio (favorito su Alex Sandro). A centrocampo la linea a tre sarĂ  composta da Bentancur, Pjanic e Matuidi. Il dubbio di Sarri riguarda soltanto il pacchetto avanzato. Ad oggi il tridente è favorito (anche e soprattutto per trovare impreparata la Lazio e costringerla alla difensiva), l’alternativa è far cominciare dall’inizio Bernardeschi (che nel ruolo di trequartista non ha mai convinto in toto) per tenere fuori uno tra Dybala e Higuain (piĂą il primo del secondo). In questa maniera a gara in corso le armi potenziali risponderebbero ai nomi di Dybala, Douglas Costa e uno tra Ramsey e Rabiot. Decisioni dell’ultimo giorno, probabilmente della rifinitura della vigilia. Domani la Juventus si imbarcherĂ  alla volta di Riyad, dai convocati non si dovrebbero estrapolare indicazioni fondamentali in vista del delicatissimo match del weekend. Probabile infatti che alla spedizione partecipino quasi tutti gli effettivi della rosa, con Khedira comunque certamente ai box. 

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AQUILE E STATISTICHE – La Lazio – possibili stravolgimenti anti-tridente a parte – dovrebbe essere la stessa delle ultime uscite, con Luis Alberto pronto ai provini decisivi per partire dal 1’ (ad oggi la presenza da titolare è praticamente certa) e Luiz Felipe in vantaggio su Patric per la terza maglia in difesa accanto ad Acerbi e Radu. Il talismano Caicedo è come di consueto pronto a subentrare, come Jony e Cataldi che tanto bene hanno fatto nell’ultima trasferta. La Lazio è consapevole di versare in un momento d’oro ma anche di trovar di fronte una corazzata avvelenata che in gara secca (finali di Champions League escluse) ha sempre manifestato un margine di errore ridottissimo e grande cinismo. L’abitudine a giocare queste gare potrebbe fare la differenza, così Inzaghi lavorerĂ  a fondo sulla testa dei calciatori negli allenamenti che precederanno la partitissima. In tre delle ultime cinque edizioni la squadra detentrice del tricolore ha lasciato il trofeo all’avversaria di turno proveniente dalla Coppa Italia, in ben due circostanze si è dovuti arrivare alla lotteria dei rigori, che verranno studiati nei minimi dettagli da Strakosha, decisivo lo scorso anno in Coppa Italia. SarĂ  la quinta sfida in Supercoppa tra le due compagini, che diverranno così le due formazioni ad essersi sfidate piĂą volte nella storia della manifestazione. SarĂ  Dybala contro Immobile (il primo ha segnato 3 reti in Supercoppa nella sua carriera, tutte contro i biancocelesti e vuole raggiungere i migliori marcatori della competizione nella storia Del Piero, Eto’o, Tevez e Shevchenko; il secondo è alla pari con Claudio Lopez il biancoceleste con piĂą reti segnate in Supercoppa, le due che contribuirono ad alzare il trofeo due stagioni or sono), sarĂ  Simone Inzaghi contro la storia. La gestione del tecnico piacentino nei confronti della Juventus può vantare dei record importanti, giacchĂ© considerando tutte le competizioni la Lazio ha inflitto tre sconfitte ai bianconeri nelle ultime sei sfide, e per tornare a pescare tre successi dei capitolini bisogna enumerare ben 35 sfide anteriori ai piemontesi. Inzaghi si augura di continuare su questa lunghezza d’onda, la Lazio spera in quella che sarebbe la ciliegina su un anno spettacolare. PartirĂ  sfavorita, ma i pronostici esistono per essere smentiti, e forse non v’è occasione migliore.

N.F.

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