Le PAGELLE di Guido De Angelis – Siamo gli unici ad uscire dall’Europa, a Rennes una gara mai iniziata. Ne salvo solo due, atteggiamento ingiustificabile

 

La Lazio perde anche in Francia con il Rennes, è la terza sconfitta consecutiva nel girone E dell’Europa League, la nona sulle ultime undici trasferte europee e l’ottava sconfitta nelle ultime dieci della competizione. Gli uomini di Inzaghi devono salutare l’Europa. Arrivano come di consueto le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis.

 

PROTO 6 – Non gioca praticamente mai, è costretto a fare da guardiano tra i pali soltanto in circostanze in cui l’11 della Lazio è ampiamente rimaneggiato. Subisce due gol, forse nel secondo avrebbe potuto fare qualcosa in piĂą, ma è l’ultimo dei colpevoli, anzi è autore di qualche buona parata nel corso del match. Non mi sento di dargli l’insufficienza.

BASTOS 5,5 – Dei tre dietro è forse quello che fa meglio, ma la partita della squadra è davvero grigia. A volte è sufficiente negli appoggi e commette qualche sbavatura, nel complesso dĂ  la sensazione con qualche folata offensiva di essere uno dei pochi ad essere scesi in campo. Quando è concentrato è un difensore affidabile, il problema è la scarsa continuitĂ  nella partita.

VAVRO 5 – Innumerevoli le letture sbagliate da questo ragazzo, che viene gettato nella mischia soltanto nelle sfide europee (ora che l’avventura si è conclusa, vedremo come si regolerĂ  Inzaghi nelle scelte del pacchetto difensivo) e continua a palesare limiti tecnici e tattici. Avrebbe anche voglia, ma la coniuga molto male, ricevendo da Proto e poi consegnando la sfera all’avversario che non sfrutta a dovere un regalo di Natale in anticipo. Diversi anche gli errori di piazzamento, c’è davvero poco da salvare della sua partita. L’attenuante è che lo slovacco continua a scendere in campo nelle circostanze in cui la squadra è svogliata ed ha poco da chiedere al match.

ACERBI 5 – Se ci si mette anche Francesco è segno che non è proprio serata. Superficiale in tutte le marcature, marca a distanza Gnagnon in occasione del primo gol del Rennes, sciupa il possibile 1-1 da corner nonostante fosse stato lasciato tutto solo al centro dell’area piccola avversaria. Non dĂ  mai la sensazione di sicurezza in una serata in cui tutta la squadra è entrata in campo in modo svagato. Lo rivedremo al centro della retroguardia a Cagliari, nella speranza che non prenda il giallo che gli farebbe saltare la Supercoppa. Questa sera giocava la gara numero 70 su 71 gare disputate dalla Lazio in questo anno e mezzo. Ogni tanto una sbavatura a lui possiamo concederla. Lucide le dichiarazioni del dopogara: “Abbiamo sbagliato l’approccio, loro volevano la vittoria e hanno meritato di vincere”. La Lazio questa voglia questa sera non l’ha mai manifestata.

LAZZARI 5 – Molto male anche Manuel, forse meriterebbe anche mezzo voto in meno. Questa sera non riesce mai a saltare l’avversario di turno, sbaglia degli stop semplici, si allunga palloni non impossibili e quando riesce raramente ad andare sul fondo sbaglia la misura del cross. Anche lui ha l’alibi della stanchezza e del poco supporto dei compagni, del resto Marusic è ancora ai box e l’ex SPAL non sta mai avendo modo di rifiatare. Rialzati e torna a sfrecciare, Manuel!

PAROLO 5 – Alla fine l’unico a scagliare qualche tiraccio comunque lontano dallo specchio della porta dei rivali è proprio il centrocampista di Gallarate, protagonista però di una gara davvero incolore. Lento ed impacciato, si allunga tutti i palloni che gli capitino e viene sempre saltato con estrema facilitĂ  dal centrocampo dei rossoneri. Gara da archiviare al piĂą presto.

CATALDI 5 – Passo indietro anche per Danilo, fino ad oggi mai insufficiente in stagione. Non riesce nĂ© a difendere nĂ© a far ripartire la squadra, è costantemente messo in mezzo dai calciatori del Rennes e da diffidato spende nel finale un giallo inutile che lo costringerĂ  a saltare la prossima gara europea (speriamo almeno sia la prima di un girone del prossimo anno). Nemmeno il numero 32 questa sera è riuscito a salvarsi in una partita da dimenticare per l’intero undici.

JONY 5 – Al solito fatica tantissimo nella fase difensiva, si vede che non è un quinto di ruolo. E’ ancora timido e impaurito, e nei pochissimi casi in cui è libero di scodellare la sfera al centro si limita sempre al cross scolastico. Tantissimi errori di misura e posizione, la sua avventura in biancoceleste è ad oggi ancora caratterizzata da enorme timidezza. 

BERISHA 5 – Non voglio accanirmi con un calciatore di cui ho provato anche ad essere lo sponsor. Ha a disposizione la consueta mezz’ora nel consueto scacchiere inedito della Lazio-B di Europa League, ma non si fa mai vedere ed anzi nell’unico spunto che potrebbe far vedere incespica sul pallone che gli rimbalza addosso e va a finire tra i piedi dell’avversario. Continua ad essere un oggetto misterioso, un corpo estraneo ad una squadra comunque sperimentale. Entra quando la partita non ha giĂ  piĂą nulla da dire e le velleitĂ  di qualificazioni sono ridotte all’osso. Sbaglia quasi tutto.

FALBO 6 – Fa l’esordio con la Lazio dei grandi perchĂ© su quella corsia c’è un Jony fuori ruolo, un Lukaku in infermeria e comunque fuori dalla lista UEFA e un Durmisi giĂ  a Nizza, con capitan Lulic che giustamente beneficia di un turno di riposo. Gli bastano due discese sulla fascia per sciorinare un motore che va al doppio di tutti gli altri compagni. I suoi cross mancini vengono murati e la Lazio subisce la seconda rete dei francesi, ma forse il ragazzo è l’unico componente della rosa per il quale la serata del Roazhon Park sarĂ  una notte da ricordare. Benvenuto tra i grandi, aquilotto!

CAICEDO 5 – Sono anche generoso. Questa sera dall’anonimato piĂą totale non riesce ad emergere nemmeno Felipe. Mai una sponda degna di nota, di tiri verso la porta nemmeno l’ombra, non ricordo uno stop fatto per bene. L’atteggiamento del Panterone e dei colleghi è a tratti inspiegabile, probabilmente la testa è rimasta nella Capitale. Sparisce dal campo prima che inizi il match.

IMMOBILE 5 – Alla fine ha giocato 67 minuti, ce ne accorgiamo solamente leggendo il tabellino. I compagni non lo servono mai, Ciro sembra spento e cerca come sempre con estrema generositĂ  di abbassarsi e cucire un gioco che però non c’è. Dal 45’ si scalda Correa, ma il gol del Cluj modifica le intenzioni di Inzaghi nei cambi, così sul rettangolo verde invece dell’argentino entra Adekanye. Senza rifornimenti e senza una squadra che lo accompagni risulta difficile fare la differenza anche per un bomber di razza come l’attaccante di Torre Annunziata. Speriamo che a Cagliari sia in forma e ritorni a fare quel che sa far meglio, gol.

ADEKANYE 5,5 – Quando entra in campo la partita è praticamente finita, se mai fosse davvero iniziata. Bobby non può certamente essere la prima riserva in attacco, nemmeno la seconda, sappiamo che numericamente e qualitativamente in avanti ci manca qualcosa. L’ex Liverpool non ha comunque colpe e non può certo essergli chiesto di illuminare da solo una formazione piĂą che mai spenta. 

 

INZAGHI 5 – Il cammino in Europa League lo ricordiamo, è vero, per l’occasione clamorosa cestinata da Lazzari in Transilvania che avrebbe potuto farci andare sul 2-0 alla prima del girone, per il palo di Correa a Glasgow che avrebbe potuto portarci sul 2-0 in Scozia, per il mani clamoroso non visto dall’arbitro in Lazio-Celtic che avrebbe portato ad un penalty che se trasformato ci avrebbe fatto probabilmente vincere 2-1 all’Olimpico. Al netto però di questi episodi, le scelte in campo europeo sono state chiare, l’atteggiamento dei calciatori inaccettabile e inqualificabile. La Lazio ha collezionato record negativi, e da due edizioni ormai si è pericolosamente abituata a perdere contro squadre nettamente inferiori sotto il profilo qualitativo ma inspiegabilmente superiori sotto il profilo delle motivazioni. La Lazio viene estromessa dalla competizione giĂ  alla prima fase, dopo due anni di fila in cui aveva ottenuto il pass per i sedicesimi giĂ  alla quarta giornata. Se la rosa è stata costruita per tre competizioni, allora un girone ampiamente alla portata andava superato. Se il campo internazionale doveva essere l’occasione per una prima valutazione delle seconde linee e del mercato, la bocciatura è totale. Il voto necessariamente negativo va condiviso con ds e societĂ . Ora testa al campionato e alla Supercoppa, urge rialzare la testa subito. 

 

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