Le PAGELLE di Guido De Angelis – Manu-Sergente-Mago da fenomeni, Leiva sontuoso, Inzaghi da record: 7 di fila e tabù infranto dopo 16 anni

 

Lazio-Juventus è il big match dell’anticipo della quindicesima giornata di Serie A. I capitolini si presentano all’appuntamento con la Vecchia Signora, unica squadra imbattuta del campionato, in un momento di strabiliante forma, avendo ottenuto 6 successi consecutivi. Al termine della partita arrivano come di consueto le pagelle del nostro direttore Guido De Angelis, che ha voluto commentare per Lazialità il match del sabato sera, giudicando le prestazioni individuali dei calciatori biancocelesti. Ecco l’analisi dettagliata.

STRAKOSHA 6,5 – Nella circostanza del vantaggio ospite non rischia l’uscita bassa e si fa bucare dal CR7, su cui però compie un prodigio una ventina di minuti dopo, salvando la Lazio. Compie delle parate importanti ed è sicuro in presa in occasione di numerosi cross, ma il tutto è alternato con errori clamorosi con i piedi, come quello che manda di fatto Dybala al tiro da pochi passi, per fortuna ipnotizzato dall’albanese. Errori gratuiti del genere non sono ammessi a certi livelli, ma tutto sommato la vittoria è anche merito suo.

LUIZ FELIPE RAMOS 6,5 – Preferito a Bastos nel ruolo di centrale di sinistra, da quel lato ha gli avversari peggiori del campionato. Se la cava e segna nel recupero il secondo gol da quando è alla Lazio dopo quello al Dall’Ara di Bologna, ma con un peso specifico diametralmente opposto. Gli avrei dato mezzo voto in più, ma in occasione della rete di Ronaldo è lento a leggere l’azione ed arriva in ritardo, non è la prima volta. Bravissimo comunque.

ACERBI 6 – Nella prima frazione tocca un’infinità di palloni, ma in occasione dell’1-0 bianconero si perde Bentancur che poi regala a Ronaldo un pallone soltanto da spingere in porta. Governa la retroguardia con la solita personalità, e di fatto fa partire tutte le azioni della Lazio, ricevendo questa incombenza da Strakosha. Non è sempre preciso nell’impostazione, ma cosa vogliamo dirgli? Leone.

RADU 6 – Non ha commesso errori, non ricordo sbavature. Molto preciso, dopo Acerbi è la sicurezza della nostra linea difensiva. Anche Stefan sta dimostrando grande affidabilità e continuità.

LAZZARI 7 – E’ un motorino che quasi fa impressione sulla destra, nel primo tempo ara la corsia come un ghepardo ma ha il demerito di sbagliare in due o tre circostanze la scelta finale. Nel secondo tempo pensi possa calare e invece continua come una freccia impazzita. E’ vero che si divora un gol già fatto nel finale, ma voglio premiare le clamorose sgroppate sulla fascia, con Alex Sandro che non lo prende mai e Cuadrado che è costretto a stenderlo da ultimo uomo e a lasciare la Juventus in dieci. Migliora partita dopo partita, semplicemente strepitoso.

MILINKOVIC-SAVIC 8 – Una sontuosa partita coronata da un gol che rimarrà per sempre nella storia della nostra squadra. Ha corso come un dannato, ha sciorinato giocate d’alta scuola in mezzo al campo, da vero professore e Sergente. La migliore performance della stagione, nella partita più importante. Era già successo, Gasperini lo ricorda bene. 

LEIVA 7 – Prova come può a contenere il fraseggio della Juventus, l’impresa nel primo tempo è ardua ma Lucas non fa una piega. È protagonista di una partita monumentale, intervenendo su tutti i palloni sporchi, sradicandone a decine e facendo ripartire la squadra da veterano. Ha lavorato tantissimo, lo ha fatto a ritmi da Anfield Road, sono le sue partite. Semplicemente Lucas, un giocatore straordinario.

LUIS ALBERTO 8 – Prende un giallo inutile per proteste in avvio di gara, con i ritmi più alti sembra faticare a districarsi tra i palleggiatori del centrocampo bianconero, ma quando ha il pallone tra i piedi dà sempre la sensazione di pericolosità. È il termometro della squadra: nella prima mezz’ora è marcato a uomo e sempre alla ricerca affannosa della posizione, ma come sale in cattedra la Lazio va che è una bellezza. Cestina una punizione da un centimetro dall’area di rigore avversaria calciando senza mordente. Poi chiude la prima frazione pennellando il decimo assist della sua stagione, ma non contento nella ripresa decide di fare 11 con un capolavoro di rara bellezza che premia l’inserimento di Milinkovic. I compagni nell’esultare gli Luciano gli scarpini. Non era nemmeno al meglio dopo aver accusato qualche problema in settimana. Fenomenale.

LULIC 6 – Da capitano macina chilometri per l’intero arco della gara. Il solito lavoro sporco e la solita tenacia, tenta sempre di sporcare le traiettorie dei passaggi dei rivali. Sotto questo profilo è una garanzia.

CORREA 7 – Almeno nel primo tempo il piano-partita della Lazio, vuoi per scelta, vuoi per la bravura di un avversario di caratura mondiale, è chiarissimo: cercare di difendere con ordine e ripartire portando tanti calciatori nella metà campo della Juventus. Quando la sfera arriva all’argentino lo stadio è sempre prossimo al sussulto, quando punta il diretto avversario non lo prendono quasi mai. Guadagna una punizione interessante in un primo tempo complessivamente ben giocato. Nella ripresa svaria ancora di più, è ovunque nell’arco offensivo biancoceleste e guadagna ancora una volta un rigore poi sciupato da Immobile. Giocatore internazionale, chapeau.

IMMOBILE 6 – Nei primi quarantacinque non ha grandi occasioni da gol ma effettua un lavoro importante per i compagni, ha il veleno in corpo e ogni volta in cui l’arbitro assegna la rimessa dal fondo alla Juve va a restituire personalmente la sfera a Szczesny. Corre molto ma è poco servito, in avanti non la vede quasi mai. Serve a Correa uno splendido assist che porta al fallo da penalty. Va sul dischetto con un’espressione che non promette nulla di buono, si fa ipnotizzare da Szczesny e interrompe la striscia di gare consecutive in cui era andato a segno. È una notizia. Col senno di poi si sarà tenuto la cartuccia per rigori ancora più importanti. Forza Ciro!

PAROLO 6 Entra per amministrare il vantaggio al posto di uno sfinito e ammonito Luis Alberto. Lo fa bene, senza troppi grattacapi.

CAICEDO 6,5 – Pronti, partenza, gol che chiude la partita contro la Juventus. “Se mi avessero chiesto di fare un nome avrei voluto che la gara la decidesse Caicedo”, ha dichiarato Inzaghi in conferenza. Un premio meritato per un ragazzo importantissimo nello spogliatoio e una grande risorsa in campo. Panterone.

INZAGHI 8 – Conferma la Lazio dei titolarissimi che ha infilato 6 vittorie consecutive anche contro la squadra più forte del campionato. Indovina le mosse e porta la Lazio alla settima vittoria consecutiva, battendo per la terza volta sotto la sua gestione la Juventus e spianandosi la strada verso una classifica dolcissima. Nel finale i cambi sono conservativi ma si rivelano ancora una volta giusti. Una notte magica, l’artefice è ancora Simone. 

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