RIVIVI IL LIVE – “Dino e la sua Lazio” – La presentazione del volume della carriera in biancoceleste del Mito

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Diretta della presentazione del volume di Lazialità “Dino e la sua Lazio” La carriera in biancoceleste del Mito

ROMA – Oggi, giovedì 5 dicembre 2019, alle ore 18.00, presso il prestigioso Salone d’Onore del CONI (P.za Lauro De Bosis 15, Palazzo H, Roma), si è svolta la presentazione del libro “Dino e la sua Lazio, la carriera in biancoceleste del mito”, opera interamente dedicata al portiere della Nazionale campione del mondo 1982 Dino Zoff e distribuita in tutte le edicole di Roma e provincia. Il libro, curato dallo scrittore Emiliano Foglia, rappresenta un nuovo capitolo della raccolta enciclopedica di “Lazialità”, magazine fondato nel 1985 e diretto da Guido De Angelis.

Alla serata – nel corso della quale Zoff sarà altresì insignito del “Premio Lazialità” – parteciperanno il presidente del CONI Giovanni Malagò, oltre a numerosi e illustri esponenti della stampa specializzata e del mondo del calcio.

E’ arrivato Dino Zoff, visibilmente emozionato per la calorosa accoglienza riservatagli: «Vi ringrazio per L’accoglienza e i video mostrati».Salgono sul palco: Vocalelli, Melli, Pietrangeli e Pennacchia. Zoff prende la parola: «Sono felice di essere qui tra tanti amici».

Iniziamo con Marco Tardelli, Franco Melli e Nicola Pietrangeli. Pietrangeli prende la parolaLa gente dice che Dino non ride, ma questo non è vero, perchè appena mim vede ride. Noi giocavamo a golf insieme». La serata continua, prende il microfono Alessandro Vocalelli: «Noi giornalisti a volte siamo un po’ esagerati, ma io credo che il termine mito nei confronti di Dino Zoff, sia quello appropriato, uno dei pochi che sia da calciatore, che da dirigente, che da allenatore e commissario tecnico, sia arrivato a livelli altissimi. Siamo di fronte al mito assoluto, almeno per me. Forse non ce ne rendiamo conto».

Tardelli parla di Dino Zoff: «Ero un po’ spaesato arrivato alla Juve, un giorno durante un allenamento i miei compagni si divertivano a mettermi in mezzo e io mi arrabbiai. Poi nel pomeriggio mi chiama Zoff, che mi chiede cosa avevo fatto e mi spiegò alcune cose. Ecco, quel giorno nacque l’amicizia tra me e Dino Zoff».

Adesso lil discorso vira sul rapporto con la stampa durante i mondiali in Spagna nel 1982: «Bearzot non fu trattato male, la stampa parlò di tutta la squadra. Fu un po’ troppo quello che successe a Bearzot, che si era inimicato buona parte della stampa, all’epoca.  Noi ci chiudemmo in silenzio stampa, perchè non volevamo litigare o giustificarci con la stampa». Adesso vine mandato in onda il video della parata di Zoff su Socrates, un vero e autentico miracolo. Prende la parola Franco Melli: «Io penso sia davvero una cosa meravigliosa scrivere di un libro si Dino Zoff. Lui insieme a Coppi e Benvenuti credo sia un’icona, un vanto. Per il calcio e lo sport italiano. Passeranno le generazioni ma ci sarà sempre qualcuno che ricorderà Zoff, la sua eleganza, le sue gesta. A nessuno toccherà mai questo privilegio e lui non ha mai fatto pesare la sua figura iconica». Prende la parola Giovanni Malagò, presidente del CONI: «Buonasera a tutti, sono molti contento di essere qui, di ospitare una serata come questa. Che va oltre al campanilismo e le chiacchiere da bar. Con Guido De Angelis ci lega un’amicizia che dura da anni. E poi Dino Zoff a prescindere dalle squadre dove ha militato rappresenta una figura per il tutto il mondo del calcio e anche per il CONI, questa è anche la casa di Dino Zoff, perchè è un personaggio universale. Ribadisco ancora una volta che Dino Zoff è un patrimonio nazionale, per tutto lo sport ».

Salgono sul palco Bruno Giordano, Giancarlo Oddi, Enrico Montesano. Prende la parola un emozionato Giancarlo Oddi: «Che dire di Zoff, oltre il mito. Io lo conosciuto oltre che sul campo da gioco, come avversario. L’ho conosciuto anche alla Lazio, lui si fa faceva capire da tutti, da ogni calciatore. Parliamo di una persona eccezionale». Il microfono viene passato ad Enrico Montesano: «Per Noi che amiamo il calcio Zoff era un idolo, poi una volta alla Lazio è diventato una sorta di Dio dell’Olimpo». Prende la parola Bruno Giordano «A me piaceva soprattuto la sue serietà, io ho avuto anche l’onore di giocare con lui in Nazionale. Parlare con lui, mangiare con lui, allenarsi con lui è stato qualcosa di incredibile. Mi faceva sentire in soggezione». Interviene ancora Enrico Montesano: «La serietà, la pacatezza, la calma oggi soprattutto i giovani dovrebbero prendere spunto da lui, un grande carattere, una grande personalità è giusto che metta soggezione». E’ il momento del ricordo delle sfida con la Lazio negli anni 70. Zoff interviene subito: «Chinaglia era un grande trascinatore, forse un po’ sopra le righe ma in campo si faceva sentire sempre».

Sale sul palco la Lazio con Angelo Peruzzi, Stefano De Martino, Simone Inzaghi e Igli Tare, che prende la parola: «Sono molto emozionato perchè il mio legame con Zoff nasce con i mondiali dell 82, noi in Albania facevamo il tifo per l’Italia. Per me quindi è un grande onore essere qui». Prende la parola Angelo Peruzzi: «Ho due cose da raccontare, avevo 12 o 12 anni è diventò il mio idolo per invidia, perchè quando vedevo le immagini delle partite le prendeva tutte e mi chiedevo come faceva. LA seconda invece è legata agli europei del 2000, mi chiamò per fare il terzo portiere, io risposi grazie ma chiami un altro. Andai alla Lazio e Zoff venne chiamato ad allenare la Lazio, quando mi vide al primo allenamento, mi disse una sola cosa, coglione». Prende il microfono Simone Inzaghi: «Beh io Zoff lo porto nel cuore, perchè fu l’allenatore che mi fece esordire in nazionale. E poi mi rimangono i suoi insegnamenti alla Lazio. La sua pacatezza la sua calma, la capacità di saper gestire uno spogliatoio con tanti campioni e tanti caratteri forti». Zoff inizia a parlare della Lazio di oggi: «Io credo che la grande pecca di questa Lazio è stata non riuscire a vincere quando non c’era partita contro le varie avversarie, comunque credo che i biancocelesti siano attualmente la miglior squadra del campionato». Parla Maurizio Manzini: «Buonasera, volevo solo raccontare un episodio della saga Dino Zoff-Gascoigne. A quel tempo non c’era Formello. La squadra era a cena, una sera, e un cameriere si avvicina a Zoff e gli dice che Gascoigne stava dando il meglio di se in camera. Zoff allora lo chiama e Gascoigne arriva, completamente nudo. Zoff rimase un attimo fermo e poi iniziò a grida a Gascoigne se fosse impazzito. L’inglese rispose che era stato il mister a dire di venire subito giù così com’era vestito».
Prende parola anche Angelo Peruzzi: «La Lazio sta facendo bene, ma a Roma ci vuole poco a cambiare idea in base ai risultati. Vediamo partita dopo partita dove arriveremo».
Igli Tare a seguire: «Serve umiltà, il percorso è lungo e la classifica ancora corta. Per quanto riguarda i risultati valutiamo col prosieguo del campionato. Il lavoro svolto negli anni è mirato alla crescita della società».

In ordine, vengono proiettate le clip di molti ex-calciatori biancocelesti: Karl-Heinz Riedle, Hernan Crespo, Gigi Casiraghi, Beppe Signori, Pippo Pancaro, Cristiano Bergodi.

Arriva il momento della grande consegna; Anna Falchi consegna a Dino Zoff lo storico “Premio Lazialità”, che recita: “Per aver arricchito la nostra storia”. Dopo aver ricevuto il premio, la Falchi chiede al campione del Mondo ’82 se, con Lazio-Juventus in programma sabato allo Stadio Olimpico, se avesse tifato i biancocelesti o i bianconeri: “Oggi c’è tanta gente laziale, ovviamente Lazio” dice sorridendo Zoff.

Prende parola Paolo Negro: «Ho avuto la fortuna di crescere con Zoff, da allenatore e da presidente. Con mister Zoff arrivare a Roma fu fantastico».

Gli fa eco Angelo Gregucci: «Non posso non ringraziare Dino Zoff, la mia Lazio era una Lazio di giocatori normali, destinata a lottare. Con Zoff, un giocatore mediocre diventava un buon giocatore. Lo ringrazio come persona, come allenatore e soprattutto mi ha regalato una lezione fantastica e i valori morali legati al calcio». 

Si conclude la bella serata, di Lazialità, in onore di Dino Zoff.

 

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