FOCUS DI VIGILIA – Ace non vuol perdersi ancora la Vecchia Signora, Leiva fa 100, riecco Durmisi, coppia-gol da sballo. Attacco spuntato, mai vincente contro Ciro, ma l’Udinese ha organizzazione e spiccata fisicità. Formazioni e curiosità del match con i friulani

 

di Niccolò Faccini

La partita più scomoda nel momento più bello, la necessità di alzare l’asticella tramite la capacità di stare sempre sul pezzo e l’errore da non commettere, quello della sottovalutazione di un avversario che nelle ultima 4 stagioni è stato battuto tra le mura amiche con un risultato totale di 8-0. La Lazio di Simone Inzaghi è pronta a dar battaglia anche all’Udinese di Gotti, alla ricerca della sesta perla consecutiva in campionato, che farebbe rimembrare l’ottobre 2017, ovvero l’inizio di una stagione da record che non culminò con la qualificazione in Champions League per le consuete disattenzioni di squadra e i pasticci arbitrali. Nelle ultime 8 gare di campionato la squadra ha segnato almeno 2 reti, un dato in netta controtendenza rispetto alla scorsa stagione, quando in Serie A in ben 24 occasioni la Lazio al massimo si era fermata ad “1” alla voce “gol fatti”. Segnano sempre loro, Ciro Immobile e Joaquin Correa, vogliono diventare la coppia-gol più prolifica di 120 anni di storia. L’attaccante di Torre Annunziata è già al primo e al secondo posto in questa speciali graduatoria assieme a Sergej Milinkovic, in quanto nell’annata 2017/2018 i due dissero 41, frutto di 29 segnature di Ciro da record e altre 12 del serbo, che oggi è chiamato a giocare in un ruolo decisamente diverso, dove sacrificio e interdizione contano più della presenza assidua in zona gol. La seconda miglior coppia di sempre è quella composta appunto da Immobile e da Balde Diao Keita, col senegalese che arrivò a quota 16, che sommati ai 23 del compagno di reparto fecero raggiungere al duo la splendida somma di 39 reti nell’annata calcistica 2016/2017. Seguono Signori e Casiraghi (38 reti nel 1995/1996), Piola e Busani (ma quello era un altro calcio, basti pensare che in Serie A le squadre erano soltanto 16, quattro in meno di oggi), ancora Signori e Casiraghi (29 reti nella stagione 1994/1995), prima della “doppietta” dell’orchestra diretta da Rocchi e Pandev, artefici di due super-stagioni sotto la guida di Delio Rossi: il macedone e il veneziano hanno toccato quota 28 nel 2007/2008 e 27 nel 2005/2006. La proiezione per Correa e Immobile farebbe propendere per un bottino stratosferico sconosciuto a chiunque, giacchè continuando con questi ritmi l’italiano e l’argentino supererebbero le 50 segnature. Marco Parolo è stato chiarissimo nell’intervista del post-Cluj nell’incoronare il Tucu come scheggia impazzita della stagione della Lazio: “Ciro è una garanzia, quindi se anche Correa supera la doppia cifra e segna tanti gol può essere il nostro valore aggiunto per la qualificazione in Champions”. Già, il traguardo ormai dichiarato da più stagioni da tecnico e società, e mai raggiunto sotto la gestione Lotito se non nell’annata 2007/2008. L’ex Sampdoria e Siviglia è in un momento di forma ai limiti dello spaventoso e viene da 6 reti e 2 assist nelle ultime 7 partite disputate, niente male per uno come lui che non è abituato a determinati numeri da goleador. “Con la Lazio sto diventando un attaccante, ho sempre giocato da trequartista o da esterno, il mio obiettivo è migliorare per trascinare lontano la Lazio e tornare nella Nazionale argentina che ha tanti giocatori fortissimi”, ha ammesso Joaquin dopo la vittoria di misura ottenuta giovedì grazie ad una sua rete di ottima fattura. Per Inzaghi il margine di scelta dei componenti del pacchetto avanzato è ridottissimo se non nullo, con il numero 11 e il 17 davanti a Caicedo e Adekanye. Domani arriva l’Udinese, e non c’è da scherzare col fuoco, anche perché nel pomeriggio l’Atalanta di Gasperini si è sbarazzata del Brescia nel derby lombardo liquidando Grosso e compagnia con un perentorio 3-0, riportandosi a meno due dai capitolini, chiamati a rispondere e ad infilare il sesto successo di fila.

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CHI GIOCA? – Schierare la formazione, al di là della pretattica inzaghiana in conferenza, sarà più semplice del solito. Tanti big sono stati lasciati chirurgicamente a riposo giovedì sera nel penultimo impegno europeo del Gruppo E, così saranno freschi e riposati e pronti a scendere in campo con il giusto atteggiamento dal primo minuto. Silvio Proto non lo ha fatto rimpiangere, tutt’altro, ma Thomas Strakosha si riprenderà il posto tra i pali della prima squadra della Capitale. Davanti a lui la certezza Acerbi, che è in diffida e dovrà stare particolarmente attento se non vorrà saltare la Juventus per squalifica, come accaduto lo scorso anno in seguito all’espulsione di Napoli inflitta da un troppo severo Rocchi. Francesco tornerà ad occupare la casella centrale dopo aver lasciato il posto a Vavro in Europa. Accanto all’ex Sassuolo giocheranno Stefan Radu, fuori dai convocati in Europa League ma pienamente ristabilito, e Luiz Felipe Ramos. Il brasiliano avrebbe con tutta probabilità perso il ballottaggio con Patric, ma quest’ultimo ha sentito dolore al polpaccio nel finale del match col Cluj e così non sarà a disposizione. Bastos si accomoderà in panchina. A centrocampo Milinkovic ha rifiatato giovedì appositamente per riconquistare la titolarità, sarà il Sergente a soffiare il posto a Marco Parolo, che comunque subentrerà dalla panchina in caso di bisogno: nel 2019/20 il centrocampista di Gallarate è entrato in campo dalla panchina in ben 7 occasioni, una rarità assoluta se si considera che nelle 114 partite precedenti all’inizio della stagione in corso Parolo aveva rifiatato soltanto 6 volte in Serie A con Inzaghi. In cabina di regia fuori un rigenerato Cataldi e dentro Lucas Leiva, alla centesima con l’aquila sul petto. Il numero 6 dovrà fare da diga per contenere le incursioni dei friulani, dato che Luis Alberto sarà in perenne proiezione offensiva. Nella stessa gara il numero 10 ha abbinato il record stagionale di sfere recuperare (13) a quello dei passaggi offensivi completati (38): l’esordio in Europa League col Cluj ha portato bene alla squadra, di cui lo spagnolo è ormai il pittore ufficiale. Sulla corsia destra Marusic è ancora ai box ma Lazzari sta dimostrando grande affidabilità sia quanto alle folate offensive che all’applicazione difensiva – cresciuta notevolmente nelle ultime due gare – e dunque sarà ancora l’ex SPAL a correre sulla fascia di competenza e pennellare cross per gli avanti biancocelesti. Sull’altra corsia Jony non ha convinto, Lukaku ha nuovamente problemi al ginocchio e così se non si è venuto a creare un problema poco ci manca: Senad Lulic – che ha comunque riposato giovedì sera per poi subentrare nella seconda metà della ripresa – sarà chiamato agli straordinari e avrà il compito di sterzare, correre e mettere in mezzo palloni interessanti, avendo di fronte uno tra Larsen e un centrale come Opoku che sarebbe solamente adattato nel ruolo di quinto di destra dello scacchiere tattico dell’Udinese. Data l’assenza di veri quinti di ruolo, possibile che possa tornare tra i convocati Riza Durmisi, che dovrebbe tornare a far compagnia al tecnico della Lazio in panchina.

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BIANCO-NERI – Arrabbiata e delusa, l’Udinese continua a faticare a trovare un allenatore che non sia più di un mero traghettatore. La “rivoluzione” Velazquez della scorsa stagione non è andata a buon fine, con l’allenatore spagnolo esonerato e sostituito da Tudor, confermato alla guida tecnica della rosa soltanto per il primo scorcio di campionato. Poi è stata la volta di Gotti, che al direttore dell’area tecnica friulana Pierpaolo Marino piace e non poco, e che è quindi stato confermato fino alla fine dell’anno, salvo clamorosi ribaltoni dettati anche da una classifica non lusinghiera. Troppe le reti incassate da una squadra che per un periodo ha avuto la miglior difesa della massima serie, per poi subire l’imbarcata di Bergamo e il sonoro ko interno con la Roma. Lontano dalla Dacia Arena i ragazzi di Gotti hanno comunque ottenuto risultati degni di nota, come la vittoria del Ferraris contro il Genoa (1-3), e al Marassi stavano anche vincendo nell’ultimo turno nonostante le numerose assenze, con Nestorovski abile a portare in vantaggio gli ospiti sulla Samp. L’espulsione del centrocampista Mato Jajalo, metronomo del reparto, ha cambiato gli equilibri della partita, consegnando di fatto la vittoria di blucerchiati al cui timone c’è ormai da due mesi Claudio Ranieri. La squalifica dell’ex Palermo sarà compensata all’Olimpico da Walace, che darà fisicità e qualità alla mediana friulana, probabilmente assieme a Seko Fofana, che dopo una serie di partite in panchina potrebbe con la sua stazza possente impensierire i qualitativi equilibristi del centrocampo della Lazio. A quel punto a fare le spese potrebbe essere Rolando Mandragora, che potrebbe partire dalla panchina ed essere impiegato a gara in corso. Nello speculare 3-5-2 bianconero davanti alla sicurezza Musso ci saranno i titolarissimi Becao (che prenderà il posto di De Maio) ed Ekong, il terzo centrale sarà l’esperto Nuytinck. Sulla destra è pronto Larsen (ma attenzione ad Opoku, per un maggiore contenimento), sull’altra corsia probabile che venga adattato Samir, che solitamente gioca come centrale di sinistra nei tre della retroguardia. Mancherà Sema, così è ampiamente probabile che gli ospiti di domenica si schiereranno coi 5 difensori di ruolo. Il titolare indiscusso a centrocampo sarà Rodrigo De Paul, fuori per squalifica nell’avvio di stagione ma sempre il più pericoloso dei bianconeri e dato vicino all’addio già a gennaio. L’argentino pare vicino all’Inter di Conte dove abbraccerebbe l’amico Lautaro Martinez, ma in settimana ha usato parole bellicose e si è detto sicuro che la sua attuale squadra farà una grande partita e uscirà con dei punti dall’Olimpico di Roma, una dichiarazione programmatica emblematica della voglia di riscatto da parte del prossimo avversario di Immobile e colleghi. L’attaccante biancoceleste non ha mai perso in dieci confronti in carriera. Parlando di attacco, quello dell’Udinese va verso la coppia pesante Nestorovski-Okaka, con l’ex Roma che rientra dalla squalifica e sarà l’osservato speciale di Acerbi. Parte dietro nelle gerarchie Kevin Lasagna, veloce e tecnico centravanti che darà battaglia nella seconda fase della gara. “Noi giocheremo con calciatori pensati per far bene come squadra. Lasagna è un giocatore molto bravo in velocità e magari meno nel legare col gioco della squadra. Si tratta di caratteristiche, nella testa dell’allenatore c’è un’idea per rendere la squadra più offensiva, chiaramente dipende dagli elementi a disposizione  e dall’avversario che ci troviamo davanti”, ha rivelato l’allenatore Gotti nella consueta conferenza di vigilia. Quel che è certo è che i nemici sportivi di domenica faranno di tutto per raggiungere la doppia cifra nel dato dei gol segnati, che oggi li vede fermi a 9 reti, un ex aequo con la Sampdoria. Il peggior attacco del campionato tenterà di scardinare una difesa ultimamente ballerina come quella della Lazio, e lo farà sfruttando le ripartenze. “Sicuramente li affronteremo gestendo le due fasi di gioco più di squadra che individualmente, la partita l’abbiamo preparata in modo diverso dall’ultima sfida contro la Sampdoria, poi vedremo come si svilupperà la partita. E’ chiaro comunque che non potremo andare contro la Lazio a pensare solo di difenderci, dovremo cercare di pungere, altrimenti andrà inevitabilmente male”, ha concluso mister Gotti.

Una buccia di banana che non deve far cadere la Lazio, una sfida delicata da non fallire se si vuole rimanere tra le grandi del campionato. Inzaghi ha tutto da perdere ed ha alzato la tensione nell’ultima seduta di allenamento. Questa volta non servono record, bastano (si fa per dire) i punti.

 

PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (3-5-1-1) – Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile. All. Inzaghi

UDINESE (3-5-2) – Musso; Nuytinck, Ekong, Rodrigo Becao; Larsen (Opoku), Fofana (Mandragora), Walace, De Paul, Samir; Nestorovski, Okaka. All. Gotti

N.F.

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