Col Sassuolo gara chiave per testare l’imperitura tendenza ad abbassare la tensione ad un passo dal Paradiso: ecco le scelte di formazione della Lazio e dell’ostico giocattolo di De Zerbi…

 

di Niccolò Faccini

La versione ormai consolidata di Re Mida Immobile e l’estro fantascientifico del Tucu Correa, il magic-moment dell’uomo e del calciatore Francesco Acerbi e le deliziose geometrie del Mago Alberto, la verve di Speedy-Lazzari e l’importanza del lavoro sporco di Lucas Leiva e Sergej Milinkovic. Simone Inzaghi si gode la sua ritrovata Lazio nella consapevolezza che nel prossimo mese si decideranno le sorti della compagine biancoceleste. In palio l’onore, punti cruciali per la classifica e un trofeo che darà visibilità internazionale e prestigio, conteso ai campioni della Juventus, già battuti in Supercoppa nel segno di Alessandro Murgia. Un calendario fitto e casalingo, con tante sfide consecutive da affrontare all’Olimpico all’inizio del nuovo anno, prima un tour de force che i sostenitori della Lazio si augurano possa assumere contorni più simili all’ultimo (13 punti su 15 tra Atalanta, Milan, Torino, Fiorentina e Lecce) che al penultimo, che aveva fatto registrare fermate brusche e inattese. La stagione dei biancocelesti si è evoluta così, in costante oscillazione tra la fatica suprema delle tre partite a settimana e la brusca sosta delle nazionali. Che questa volta hanno riconsegnato al tecnico piacentino giocatori ancor più motivati (leggasi i record-men Acerbi e Immobile), appannati (pessimo il rendimento di Vavro con la Slovacchia e di Bastos con l’Angola) o ricaricati in vista dei prossimi impegni: Correa e Luis Alberto sono stati a sorpresa estromessi dalle rispettive selezioni e hanno così avuto modo di recuperare energie e mettere benzina nelle gambe che sarà linfa vitale per guidare la Lazio alla conquista delle prossime vette. La quasi illusoria permanenza in Europa League è questione di tempo, forse di ore: nelle ultime due gare del Gruppo E la squadra non è più padrona di un destino che i capitolini hanno contribuito a rendere inviso, collezionando figure non eccelse contro rivali non insuperabili, e trattasi di due giganteschi eufemismi. La corsa in campionato è stata rinvigorita dall’ultima striscia di risultati positivi, che l’ha resa se non marcia trionfale quantomeno avvincente lotta alle posizioni più lussuose della graduatoria. Il primo ostacolo degli uomini di Inzaghi risponde al nome del Sassuolo, club che la scorsa stagione le aquile non sono riuscite a battere, regalando ai neroverdi due pareggi e lasciando per strada ben quattro punti. A Reggio Emilia furono i pali e le chances sprecate a determinare l’1-1 finale contro la banda di Roberto De Zerbi, brava a pareggiare subito i conti dopo il vantaggio ospite firmato Marco Parolo. L’ex allenatore del Palermo è forse tra i tecnici di Serie A più sofferti dai romani, che soffrirono e non poco anche contro il Benevento nella pirotecnica stagione 2017/2018. Nelle streghe in quella circostanza giocava stabilmente titolare uno dei calciatori che ha maggiormente sorpreso in positivo nell’ultimo ciclo di partite, vale a dire Danilo Cataldi. Romano e laziale, il numero 32 verrà tenuto in grande considerazione da Simone Inzaghi nelle rotazioni che si prospettano ampie da qui a fine anno. La sfida del Mapei Stadium in programma domenica ha i crismi della trappola perfetta, motivo per cui Inzaghi ha accelerato la preparazione e incrementato i carichi di lavoro al rientro dei nazionali. Per fortuna i nemici calcistici del weekend non potranno contare su una delle bestie nere dei biancocelesti, quel Domenico Berardi che con chirurgica costanza ha scritto il proprio nome sul tabellino dei marcatori nelle sfide contro Immobile e compagni. L’avanti azzurro è ancora ai box a causa della lesione al comparto adduttori della coscia sinistra, ne avrà presumibilmente ancora per qualche settimana e sarà il grande assente di una partita comunque ostica e tremendamente insidiosa sulla carta. Simone Inzaghi ne è perfettamente conscio e lo scorso pomeriggio ha strigliato la squadra, richiamando all’ordine e alla massima attenzione tutti i componenti della rosa. Da ottimo “psicologo” e ormai anche “mental coach” della Lazio, il tecnico ha invitato i calciatori a non farsi attrarre da una delle storiche trappole che affliggono gli aquilotti, quella consistente nell’abbassamento della guardia nei momenti positivi. Era accaduto, tra le altre volte, anche lo scorso anno nella settimana prima del Chievo Verona, nel corso della quale l’allenatore aveva fiutato un clima di eccessiva tranquillità e una conseguente minore intensità negli allenamenti, tristemente confermati dall’1-2 clivense in terra capitolina. 

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SASSUOLO UMORALE, BELLO E FRAGILE – SarĂ  cruciale continuare ad approcciare bene sfide che – come anticipato – saranno giĂ  complesse in partenza. Il Sassuolo è squadra che gioca bene al calcio, con spirito propositivo e linee di gioco provate e riprovate, squadra da far sfogare per poi aggredirla e toglierle il respiro. Quinto miglior attacco del campionato, ma anche difesa decisamente allegra, con le grandi ha faticato in maniera inesorabile, subendo tantissimo giĂ  nelle fasi iniziali degli incontri: all’intervallo al Mapei era giĂ  sotto 3-0 con l’Inter e 4-0 con l’Atalanta e con la Roma, tutte gare praticamente terminate giĂ  al break in cui l’obiettivo dei secondi tempi è stato quello di limitare i danni e cercare le reti della bandiera. Ottime invece le prestazioni con SPAL, Verona e Bologna, squadre dominate sotto il profilo del gioco per lunghi tratti delle rispettive partite. Recuperati l’autore del gol dell’ultimo Sassuolo-Lazio Ferrari e l’ex Genoa Mazzitelli, oltre a Berardi saranno in tre a dare certamente forfait contro i biancocelesti: Traorè è impegnato nella Coppa d’Africa Under 23, mentre Gregoire Defrel ha riportato in settimana una distorsione con lesione capsulo-legamentosa alla caviglia della gamba sinistra, infine Chiriches è ancora fuori causa per una lesione muscolare al bicipite. Ha speranze di recupero il terzino sinistro – impiegabile anche da centrale – Rogerio, ultimamente infastidito da un problema al menisco che lo ha condizionato nelle ultime sedute, mentre Muldur è rientrato solo oggi dall’impegno con le nazionali e verrĂ  comunque convocato. Date le numerose assenze nel pacchetto offensivo, De Zerbi dovrebbe spostare il pupillo e talismano Djuricic dal centrocampo all’attacco, dove cercherĂ  di scardinare la retroguardia ospite assieme a Ciccio Caputo e Jeremie Boga, straripante ala sinistra in condizioni psico-fisiche sensazionali. SarĂ  l’ex Granada e Birmingham lo spauracchio di Acerbi e compagni di reparto. Anche il centrocampo sembra fatto: capitan Manganelli è sicuro del posto, in regia tornerĂ  il ristabilito Pedro Obiang, con Locatelli che dovrebbe vincere il ballottaggio con Duncan per l’ultima maglia. In porta Consigli non ha rivali – Pegolo è ai box da fine settembre per una frattura alla falange del mignolo della mano sinistra – mentre la difesa è la vera incognita. Toljan e Romagna dovrebbero partire dal primo minuto, a completare la coppia centrale del 4-3-3 neroverdi sarĂ  uno tra Marlon e Ferrari, con Kyriakopoulos in netto vantaggio su Peluso sulla corsia sinistra. Chi potrebbe scalare le gerarchie è Alessandro Tripaldelli, 20enne in grande crescita che sta soddisfacendo in toto l’allenatore negli ultimi allenamenti.

FORMAZIONE LAZIO – Smaltita la lesione, Stefan Radu ha svolto l’odierno allenamento in gruppo, giĂ  lo aveva fatto da inizio settimana, dunque non ci sono dubbi sulla titolaritĂ  dell’ex capitano della Lazio in terra emiliana. La colonna portante Acerbi sarĂ  rigorosamente in campo dal 1’ nonostante la diffida, maggiori dubbi sul ruolo di centrale difensivo di destra. Fuori causa Vavro (lo slovacco si rivedrĂ  soltanto in Europa League), Luiz Felipe rischia la panchina a vantaggio di Bastos, che potrebbe essere preferito al brasiliano in virtĂą della presenza del pericolo numero uno dell’attacco del Sassuolo Boga. Non è da escludere completamente l’impiego di Patric per impostare da dietro con maggiore qualitĂ . A centrocampo Lucas Leiva agirĂ  indiscutibilmente da play, con Luis Alberto e Milinkovic a completare la mediana e lo spagnolo che avrĂ  ancora una volta incombenze piĂą offensive del serbo. Sulle fasce Lulic e Lazzari, con Lukaku che troverĂ  sempre piĂą minuti nelle prossime gare da subentrante. L’altra pedina Jony sarĂ  utile nel giovedì europeo: l’ex Alavès è stato provato da mezz’ala nel corso della sosta, relegando Valon Berisha davvero ai margini. Dalla panchina pronto Parolo per la ripresa, il centrocampista di Gallarate dovrebbe giocare da titolare in Europa. In attacco spazio alla coppia piĂą forte d’Europa almeno quanto a reti realizzate, composta da Correa e Immobile. Ciro ha smaltito la botta rimediata con l’Italia, mentre Caicedo è rimasto a riposo nella giornata di oggi. I tifosi biancocelesti hanno negli occhi le ultime giocate del Tucu e del capocannoniere di Serie A; l’auspicio è che i due possano nuovamente trovare la via della rete, magari senza trovarsi davanti portieri in formato “saracinesca”. A tal proposito l’estremo difensore del Celtic Forster ha ammesso ai media scozzesi che il suo prodigioso intervento su Cataldi al Celtic Park ha segnato “il piĂą bel momento dell’intera carriera, il motivo per cui vale la pena giocare a calcio, la parata piĂą importante della vita da calciatore”. L’augurio è che il conto con la dea bendata sia stato giĂ  profumatamente saldato.

N.F.

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