Lazio-nale: la settimana perfetta di Acerbi e Immobile. Ora l’azzurro deve essere una tradizione

di Marcello Baldi

Tre reti alla Bosnia, altre nove all’Armenia. Una goleada storica quella dell’Italia di Mancini, a poco pi√Ļ di due anni dalla tragica doppia sfida contro la Svezia che cost√≤, agli Azzurri di Ventura, il posto ai Mondiali francesi del 2018. Questa volta √® voce grossa nel girone, vinto¬†a punteggio pieno (10 vittorie, 37 gol fatti e 4 subiti), in cui si qualifica anche la Finlandia, al secondo posto.

Una squadra, quella che prender√† parte all’Europeo itinerante 2020 ( di cui la partita inaugurale, altre due gare del girone ed un Quarto di Finale verranno disputate allo Stadio Olimpico di Roma), che vedr√† con ogni probabilit√† due biancocelesti che in questa sosta hanno saputo¬†rendersi assoluti protagonisti, vale a dire Francesco Acerbi e Ciro Immobile.

La storia di Acerbi sarebbe da raccontare in tutti i libri di sport. Nel 2013 la brutta malattia. Una notizia che ti cambia tutto, ti cambia dentro. Il calcio, lo sport, il lavoro: tutto passa in secondo piano. Non l’affetto dei propri cari, quello √® essenziale per trarre la forza di lottare. Francesco allora inizia la sua lotta contro il cancro. Vince.
Poi torna in campo nel 2014: con il Sassuolo realizza il suo primo gol il 25 ottobre 2014. In Emilia rimane fino al 2018, quando arriva la chiamata della Lazio, orfana di de Vrij, passato all’inter. Con i biancocelesti firma un quinquennale, dimostrandosi fin da subito leader per distacco¬†nella retroguardia capitolina. Il 20 gennaio 2019 viene espulso contro il Napoli: la sua assenza nella sfida successiva segna la fine del suo record di 149 partite di fila giocate con¬†Lazio e Sassuolo tra¬†campionato e coppe.
Le ottime prestazioni, accompagnate talvolta da reti, valgono la chiamata di Roberto Mancini, che lo riporta in Nazionale (la sua ultima apparizione risaliva al 2016, in amichevole contro la Germania a Monaco di Baviera), schierandolo nell’amichevole contro l’Albania di novembre 2018. ¬†L’8 settembre 2019, dopo un anno convincente di Lazio alle spalle, Mancini lo schiera nel match contro la Finlandia dell’8 settembre 2019: per Acerbi √® la prima volta in competizioni ufficiali con la maglia Azzurra.
Il 15 novembre, contro la Bosnia, la sua prima rete con la Nazionale: una marcatura fantastica, da attaccante di razza, con tanto di dribbling di suola e tiro piazzato con il piede debole. Gol che chiude un ciclo, un’incredibile escalation, quella di un uomo, prima che calciatore, al quale una devastante malattia come¬†il cancro ha provato a stroncare le ali. Ali forti, che oggi √® difficile spezzare.

Un riscatto, quantomeno in Azzurro, anche per Ciro Immobile,¬†che con il club ormai da anni √® invece un’assoluta certezza.¬†Tra il¬†2016 e il 2017, con l’Italia di Ventura, era stato capocannoniere del Girone G di Qualificazione ai Mondiali 2018 (6 reti tra Albania, Liechtenstein, e le due sfide con Israele). Poi il fallimento che tutti ricordano amaramente: l’eliminazione per mano della Svezia nel doppio confronto che port√≤ alle dimissioni¬†del CT sono una delle pagine pi√Ļ nere della Nazionale italiana negli ultimi 40 anni, se non oltre. Poi la¬†fase di transizione con Di Biagio, tecnico dal febbraio 2018 al maggio dello stesso anno.
Arriva quindi, sulla panchina azzurra, il CT Mancini. Nasce una nuova Italia, quella che avrà il compito di conquistarsi la qualificazione ad EURO 2020. Le fasi di rodaggio son tuttavia essenziali e, in zona gol, le prime uscite del nuovo gruppo evidenziano alcuni problemi legati al gol, in particolare da parte degli attaccanti. Cosi, a fronte dei vari compagni di reparto tra cui Kevin Lasagna e Leonardo Pavoletti, è il centravanti della Lazio a fare da capro espiatorio di stampa e tifosi dopo il match pareggiato 0-0 contro il Portogallo in Nations League. Nel 2019, Ciro torna in campo a marzo, mettendo a segno un assist contro la Finlandia nel 2-0 valevole per le Qualificazioni degli Europei. Poi 3 panchine e una non convocazione. Il centravanti torna cosi a giocare soltanto a settembre scorso, proprio contro la Finlandia, tornando finalmente al gol. Quello del vantaggio, con la sfida che termina 1-2 per gli Azzurri a Tampere.
A Roma, il 12 ottobre, è titolare contro la Grecia, venendo risparmiato poi contro il Liechtenstein.
Le prestazioni sono comunque molto pi√Ļ convincenti, sia a livello individuale che dal punto di vista collettivo. Per questo il CT si sente libero di sperimentare, evitando minuti di troppo a molti elementi, tra cui Ciro.
Contro l’Armenia, in questa ultima storica goleada che chiude a punteggio pieno il girone italiano, due reti e un assist a Zaniolo, il tutto con al braccio la fascia da capitano. Da agosto ad oggi, tra Lazio e Italia, sono 18 i¬†centri stagionali.
Se quello di Acerbi pu√≤ considerarsi un cerchio che si chiude, quello di Immobile √® sicuramente l’inizio di una risalita: quella che (tifosi della Lazio in primis, ma non solo), si augurano porti non solo a grandi traguardi con il club, ma sia anche l’inizio di una nuova tradizione azzurra in casa Lazio.

M.B.

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