FOCUS FORMELLO – Pioggia di assenti al Fersini, ansia per Correa, filtra comunque ottimismo. Inzaghi costretto a cambiare mezza squadra. E una superba Lazio arriva decimata alla sfida da dentro o fuori col Celtic…

 

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di Niccolò Faccini

La gioia memorabile del trionfo inatteso, l’emozione indicibile dell’abbraccio di squadra dopo il gol di Correa, la commovente esultanza di Ciro Immobile che dopo aver segnato la rete numero 100 in biancoceleste invece di celebrarsi va a schiaffeggiare il compagno Lazzari riconoscendogli il merito di aver finalmente fornito un assist con la nuova maglia. La Lazio che esce da San Siro è un gruppo magico, almeno quanto un Luis Alberto straripante. Lo spagnolo ha messo in campo la poesia del gioco del calcio, deliziando gli amanti del calcio con prelibatezze degne delle migliori squadre del mondo, e lo ha fatto al termine di una settimana praticamente perfetta, fatta di tre prestazioni ai limiti dello stratosferico. Trattasi di nuda cronaca, non di opinione. Il numero 10 ha fornito due cioccolatini ad Immobile ed altrettanti a Correa. Sul primo passaggio al Tucu è stato fischiato un inesistente fuorigioco (comunque l’argentino non aveva concretizzato), sul secondo – con annesso no-look – si è consumato il boato del popolo laziale, tornato ad esultare per una vittoria nella casa del Milan che in campionato mancava da 30 lunghi anni, per capirci dalla caduta del Muro di Berlino, tanto per dirne una. L’ultima vittoria in terra lombarda, sponda rossonera, l’aveva firmata proprio il tanto criticato numero 11, talento cristallino della Lazio e trascinatore silenzioso. Da prima punta aveva fatto impazzire giĂ  la difesa del Bologna, per poi fallire clamorosamente il calcio di rigore del Dall’Ara nel finale, ma a San Siro ha deciso di scrivere un’altra pagina di storia. Ecco quindi il terzo gol al Diavolo: se il secondo era valso una qualificazione alla finale di Coppa Italia (poi vinta anche grazie ad un suo indimenticabile gol) e il terzo ha fruttato un tabĂą infranto dopo immemore tempo, il primo aveva scatenato un boato d’altri tempi: era lo scorso novembre quando il Tucu trafiggeva Donnarumma proprio nel recupero e sul gong faceva gioire i laziali portando la squadra sull’1-1 all’Olimpico contro il Milan di Gattuso. Luis Alberto e Correa, dicevamo. Il primo ha raggiunto quota 8 assist in stagione, di cui sette in campionato e uno in Europa League a Milinkovic; il secondo forma con Immobile la migliore coppia gol nei primi cinque campionati europei, roba da guardare dall’alto anche gente del calibro di Gnabry e Lewandowski o Sergio Aguero, tanto per intenderci. Il primo ha giĂ  superato il numero complessivo di passaggi vincenti sfornati nell’ultima annata, il secondo è a quota 4 reti e da solo ha portato quasi la metĂ  dei punti conquistati dalla Lazio dall’ultima sosta ad oggi. Il Mago primeggia alla Scala del calcio in quanto a numero di tocchi del pallone, dribbling portati a termine con successo e occasioni create, ma non servivano i dati ufficiali del match per comprendere il peso specifico rivestito dalla prestazione dell’iberico nella domenica biancoceleste. Il Tucu contribuisce al record detenuto dalla Lazio (condiviso con l’Atalanta) inerente alla percentuale di tiri effettuati direttamente dall’area piccola, un 65% post arrotondamento per eccesso, un dato da capogiro relativo alla nostra Serie A. Un campionato duro ed equilibrato, in cui le concorrenti vanno forte e ad esempio la Roma ha ottenuto nelle ultime otto gare gli stessi risultati della prima squadra della Capitale. Luis e Joaquin insomma, tanto indispensabili quanto diametralmente agli antipodi nella gestione delle prossime partite che attendono la Lazio. Il motivo è semplice. Questa mattina infatti Correa si è fermato al Fersini.

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DECIDE L’INFERMERIA – Nel corso della fase di possesso palla il Tucu si toccava spesso il polpaccio, dunque è stato fatto fermare dallo staff e si è accasciato a terra visibilmente contrariato, per poi ritentare, con esito negativo. Il ghiaccio sul polpaccio non è bastato, non dovrebbe trattarsi di un problema muscolare, sarebbero stati dolori seri per Simone Inzaghi, che lo aveva appena esaltato nella conferenza del dopo-gara di domenica sera. “Joaquin si allena sempre alla grande e mi piace il suo atteggiamento anche quando sa di non partire dall’inizio”. Il mister piacentino incrocia le dita e spera di non dover rinunciare per piĂą di una gara al fantasista della provincia del TucumĂ n, ad oggi – data anche la necessaria cautela – parlare di Celtic sembra utopia. Piove sul bagnato, verrebbe da dire, giacchè l’infortunio dell’ex Siviglia si aggiunge ad una infermeria giĂ  improvvisamente piena. Il reparto offensivo appare falcidiato: nella giornata di ieri si sono visti in Paideia Ciro Immobile e Felipe Caicedo. L’attaccante di Torre Annunziata ha abbandonato il terreno di gioco di Milano a mezz’ora dalla fine, sostituito proprio dal compagno di reparto. La visita al ginocchio di Ciro era giĂ  programmata, del resto il recordman biancoceleste sentiva un accenno di dolore giĂ  nella partita infrasettimanale col Torino. La sensazione è che il bomber della compagine capitolina possa scendere in campo giĂ  giovedì, ma di certo il suo impiego andrĂ  centellinato e andranno fatte delle valutazioni ben precise per evitare rischi. Alle porte, sfortunatamente, c’è però una decisiva sfida da dentro o fuori con gli scozzesi del Celtic. Quanto al centravanti dell’Ecuador, prosegue il dolore alla clavicola accusato dopo uno scontro in area di rigore rossonera con il difensore del Milan Romagnoli, lo stesso che lo aveva costretto a dare forfait dopo nemmeno venti minuti dall’ingresso sul rettangolo verde. Non c’è traccia di fratture o lussazioni, ma con ogni probabilitĂ  l’impegno in Europa League gli verrĂ  risparmiato, l’obiettivo è mettere nel mirino il Lecce, prossimo avversario di campionato prima della nuova sosta per le Nazionali. Correa sarĂ  fuori causa nel giovedì europeo, ma l’infortunio di entitĂ  notevole sembrerebbe scongiurato e così Correa potrebbe essere preservato per la sfida al Lecce. Inzaghi si ritrova un bel rebus di formazione che sarĂ  complicato da sciogliere. Joaquin coinvolge Luis, ma Joaquin, Ciro e Felipe cambiano posizione a Luis. Il Mago biancoceleste dovrebbe essere dirottato nella sua posizione originaria, quella in cui fece innamorare i tifosi della Lazio fornendo ben 18 assist nella strepitosa stagione 2017/2018 sotto la gestione Inzaghi. L’allenatore lo ha rigenerato e lo ha reso un pilastro dell’11 romano, ed è pronto a farlo tornare da dove aveva iniziato, piĂą per necessitĂ  che per altro. Come accaduto negli ultimi dieci minuti piĂą recupero di Milan-Lazio infatti lo spagnolo contro il Celtic dovrebbe forzatamente occupare il ruolo di sottopunta/trequartista alle spalle dell’unico attaccante biancoceleste, che potrebbe essere proprio l’amico Immobile, cui ha fornito 11 assist nell’esperienza capitolina. Si parla di quelli tramutati in rete, poichĂ© se oggetto di discussione fossero passaggi e verticalizzazioni sull’asse Luis-Ciro estremamente facile sarebbe dilungarsi e perdere il conto. Inzaghi potrebbe così tornare all’antico, e per rivedere l’intesa Alberto-Correa potrebbe essere necessario attendere un po’. Allora le rispettivi mogli si consolano su Instagram: il profilo ufficiale della Lazio ha postato la foto dell’esultanza al secondo gol col Milan, coronata dalla frase che suona come esortazione: “Trovate qualcuno che vi abbracci come Luis Alberto abbraccia Correa”, e la moglie del numero 10 ha risposto con sane risate, chiamando in causa la dolce metĂ  dell’argentino, che sembra non essersi ingelosita. Universo social a parte, la seduta mattutina non porta alcuna buona notizia ad Inzaghi, piuttosto enormi grattacapi. Che Lukaku (oggi in permesso) non potesse essere del match di giovedì alle ore 18.55 era assodato giĂ  mesi fa, quando è stata fatta la scelta di non includere il belga nella lista dell’Europa League. Altra certezza veniva da Danilo Cataldi, che dopo le recenti ottime performances è stato squalificato a causa dell’ammonizione inflitta dal signor Bebek a Glasgow e non potrĂ  dare alcun contributo alla causa biancoceleste nella quarta giornata del Gruppo E della seconda manifestazione continentale. Le problematiche derivano dagli altri calciatori. Marusic e Radu hanno accusato problemi muscolari e saranno costretti ai box sia giovedì che domenica. Se lo stop del montenegrino è stato un fulmine a ciel sereno, quello del romeno poteva essere preventivabile, dato che Stefan ha disputato ben tre gare in sette giorni, un unicum in una stagione in cui mai era stato nemmeno convocato per le gare europee. Marusic continuerĂ  così il rapporto non positivo con la vecchia Coppa Uefa: dopo aver saltato le prime tre giornate del girone per il rosso rimediato a Siviglia nei sedicesimi dell’ultima edizione, Adam era pronto a dare nuovamente il cambio a Lazzari sulla corsia destra, invece sarĂ  ancora l’ex SPAL ad essere chiamato agli straordinari tra Celtic e Lecce. Le scelte in difesa sembrano abbastanza chiare. Per quanto infatti possa apparire prematuro azzardare una formazione senza aver consultato l’allenamento della vigilia – in programma nella giornata di domani, prima della conferenza dell’allenatore – si può comunque prendere in considerazione le prove tattiche di questa mattina. A Formello Inzaghi ha infatti alternato due linee difensive a tre, la prima composta da Luiz Felipe, Vavro e Bastos, e la seconda da Patric, Vavro e Acerbi. Proprio quest’ultima dovrebbe essere la prescelta per sfidare i biancoverdi dopodomani. Lo slovacco tornerĂ  inevitabilmente titolare pur non avendo mai convinto nelle precedenti apparizioni, lo stacanovista Acerbi sarĂ  nuovamente spostato a sinistra e lo spagnolo verrĂ  con tutta probabilitĂ  premiato per le due ottime gare sfoderate con Fiorentina e Torino. La concorrenza di Luis Felipe è forte, ma alla fine dovrebbe essere proprio Patric a spuntarla anche per permettere alla squadra che scenderĂ  in campo – comunque e per forza di cose sperimentale – di iniziare la manovra in modo piĂą fluido e pulito. Sulla corsia destra agirĂ  Lazzari, mentre a sinistra dovrebbe tornare Jony (provato negli ultimi giorni anche da mezz’ala), con Lulic relegato in panchina. Attenzione però, perchĂ© le opzioni sono varie. Con Leiva anche oggi a riposo, da play agirĂ  “l’ultimo dei superstiti” Marco Parolo, entrato in campo a San Siro per gli ultimi 35 minuti di gioco. Accanto al centrocampista di Gallarate è sicuro del posto Sergej Milinkovic, mentre Berisha è l’ultimo centrocampista a disposizione e potrebbe così beneficiare di una chance. L’alternativa è finire di spremere Senad Lulic nell’inedito ma giĂ  piĂą volte ricoperto ruolo di centrocampista. Difficile pensare di vedere in avanti il giovane Adekanye, che potrebbe comunque essere pedina utile a gara in corso. Qualora Inzaghi decidesse di schierare Luiz Felipe in difesa, allora Patric potrebbe agire nella posizione di quinto di destra, scalzando Lazzari e permettendogli di prepararsi al meglio per la sfida di campionato. Ad oggi questa eventualitĂ  è comunque remota. La certezza è una sola: giovedì pomeriggio non esistono alternative alla vittoria. Il Cluj infatti ospiterĂ  in Rennes in Transilvania con l’opportunitĂ  di portarsi a quota 9 in graduatoria; gli scozzesi giĂ  vantano un +4 sulla Lazio e sono padroni del destino del gruppo. Non centrare i tre punti vorrebbe dire eliminazione non aritmetica ma quasi certa. Sarebbe una macchia indelebile su un percorso decisamente positivo che con Inzaghi ha sempre visto sorridere la Lazio in Europa, basti pensare che nelle due partecipazioni con l’attuale allenatore alla guida tecnica la squadra ha sempre staccato il pass per la fase ad eliminazione diretta con due turni di anticipo. Il mister consulterĂ  i medici e schiererĂ  la miglior formazione possibile per affrontare e battere un Celtic che negli uomini non sarĂ  per nulla diverso da quello giĂ  sfidato due settimane fa in Scozia. L’interpretazione degli uomini di Lennon sarĂ  invece decisamente diversa e piĂą improntata alla fase difensiva. Urge focalizzarsi sulla partita di giovedì se non si vuole salutare in anticipo la competizione, poi toccherĂ  al Lecce. Non c’è quindi tempo di godersi una storica vittoria a Milano. La stagione va veloce e la Lazio non può fare altro che tenere il forsennato ritmo.

N.F.

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