Milan-Lazio, è la notte del mago e dei 100 di Ciro: il tabù è sfatato dopo 30 anni

di Marcello Baldi

Una vittoria che mancava da 30 anni. Più precisamente dal 3 settembre 1989. Fu un’autorete di Maldini, al minuto 41′ del primo tempo, a regalare alla Lazio di Materazzi la vittoria contro il Milan di Sacchi. Da quel giorno, in Serie A, il campo di San Siro per i biancocelesti non è mai stato sinonimo di vittoria, arrivata invece più volte in Coppa Italia. Ultima, in ordine di tempo, la sfida di semifinale di ritorno della passata edizione di Coppa Italia, decisa da Joaquín Correa, nella stessa porta dove l’argentino, all’83esimo di un match molto equilibrato, ha regalato questa sera il quarto posto al gruppo allenato da Simone Inzaghi.
Tre punti che danno seguito alle vittorie contro Fiorentina e Torino, portando quella continuità di risultati che molti rimproveravano al tecnico piacentino.

CIRO 100, LAZZARI PRIMO ASSIST – Il gol che sblocca la sfida, approcciata in maniera positiva dagli avversari rossoneri di Stefano Pioli, è il 100esimo in Serie A di Ciro Immobile. Un traguardo importantissimo per il “Re Mida” biancoceleste, a segno da 6 gare consecutive in Serie A e a -5 da Tommaso Rocchi nella classifica di tutti i tempi dei marcatori biancocelesti. Un gol che coincide con il primo assist in biancoceleste di Manuel Lazzari, protagonista di un duello sulla fascia tutt’altro che agevole con il rossonero Hernandez. Il cross dell’ex-Spal è una pennellata per la testa del numero 17, che batte Donnarumma e si porta a +4 da Romelu Lukaku, secondo nella classifica marcatori dopo la doppietta rifilata al Bologna, e a -1 da Robert Lewandowski in ottica Scarpa D’oro.

TUCU IMPRECISO, MA SEMPRE DECISIVO – Una prestazione, quella del “Tucu” Correa, che potrebbe essere considerata “nella norma”. I gol sbagliati in area di rigore (almeno uno a partita) rischiano di essere una costante negativa. Poi la rete, quella pesante, che decide una gara che sembrava incanalata su un binario dal sapore di beffa. C’è da dire che le reti dell’argentino, cosi come era stato decisivo l’anno scorso nella semifinale di Coppa, hanno sempre un determinato peso sul match. Dopo il gol contro l’Atalanta all’Olimpico, decisivo ai fini della rimonta, e quello del vantaggio segnato a Firenze, questo di Milano potrebbe essere il più “pesante” in Serie A da quando veste la maglia della Lazio.
Quando il cosiddetto “Killer instinct” non sarà più un problema, allora l’argentino sarà davvero un giocatore completo.

LA NOTTE DEL MAGO – È la sua notte. Una serata in cui sembra potergli riuscire praticamente tutto, dove soltanto un gol avrebbe potuto renderla davvero incredibile.
Tutto ciò che Luis Alberto riesce a produrre nella notte di San Siro ha un che di magico. Nel primo tempo molti tocchi di pregevole fattura, su tutti il colpo di tacco in area di rigore, con annesso tunnel al malcapitato Duarte, e un pallone filtrante con l’esterno da far vedere nelle scuole calcio, stampato da Immobile sulla traversa.
Come ormai di consueto, risulta il giocatore con il maggior numero di “passaggi offensivi” dell’undici biancoceleste. Al minuto 83′, la consacrazione di una serata sopra le righe: controllo del pallone poco prima della trequarti, sfera servita a Correa con una sensibilità fuori dall’ordinario che il Tucu, questa volta con freddezza, trasforma nel sesto assist stagionale dello spagnolo e, soprattutto, nel vantaggio biancoceleste. Quello definitivo, che dopo 30 anni espugna San Siro.

M.B.

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