SPECIALE – Tra Firenze e Torino, alla ricerca di una costanza spesso vaneggiata e mai raggiunta. Inzaghi sfida Mazzarri nel turno infrasettimanale – NUMERI E GRAFICHE

 

di Niccolò Faccini

“Ma io sono costante come la stella polare, che per il suo esser fedele, fissa e inamovibile non ha pari nel firmamento”, scriveva Shakespeare alla fine del sedicesimo secolo. La sfida della Lazio di Inzaghi è proprio quella di trovare la continuità che le permetta di essere stella fissa del firmamento, astro perennemente lucente e non intermittente. La vittoria di Firenze è una boccata d’ossigeno non indifferente per una squadra che veniva dal clamoroso ko di Glasgow, per nulla rispondente alla mole di gioco espressa in campo dai capitolini nel giovedì europeo.

topflop

topflop2

Schermata 10-2458785 alle 16.18.25

Schermata 2019-10-28 alle 19.55.42

 

Il successo sull’11 di Montella è stato raggiunto per mezzo di una prestazione molto simile a quella andata in scena in terra scozzese, fatta delle medesime lacune e dei medesimi punti di luce. Ogni rara occasione concessa all’avversario si tramuta puntualmente in rete, ogni distrazione viene pagata a caro prezzo dai biancocelesti, che costruiscono occasioni da rete a grappoli senza riuscire ad essere cinici. E’ ancora una volta il caso di Correa, che dopo una magnifica rete inizialmente giudicata irregolare ma convalidata con l’aiuto del VAR ha fallito a tu per tu con il portiere gigliato Dragowski una nitida chance da gol. Il Tucu ha comunque raggiunto quota 3 reti in stagione e con Immobile (10) costituisce una coppia gol che a livello europeo ha pochi eguali ed è superata in termini di bottino di reti soltanto dalle punte del City e del Bayern Monaco (Aguero-Sterling, Gnabry-Lewandowski, 15 in due). Le 13 reti portano per la stragrande maggioranza la firma dell’avanti di Torre Annunziata, ma questa non è una novitĂ . Così come non è una novitĂ  la presenza del bomber col numero 17 nella graduatoria della corsa alla Scarpa d’Oro, cui Immobile ha giĂ  partecipato due anni fa nella meravigliosa stagione calcistica 2017/2018. L’argentino non ha mai avuto una media gol altissima, e del resto il numero 11 in carriera non ha mai giocato così vicino alla porta. E’ proprio questo che Correa rivendica in zona mista ai microfoni della radio ufficiale del club: “Nell’ultimo periodo si era parlato di me perchĂ© avevo sbagliato un paio di gol, io continuerò a fare qualche errore ma cercherò sempre di migliorare, questo posso affermarlo. Visto che gioco con Ciro davanti dicono che io sia un attaccante, ma io tutta la mia vita ho giocato in mezzo al campo come trequartista, è qui a Roma che sto imparando a giocare piĂą vicino all’area avversaria. A volte ci sono periodi in cui non trovi la porta, non sei lucido, è difficile da spiegare. Da quando sono arrivato ho cambiato un po’ posizione ma parto sempre da dietro perchĂ© è la mia caratteristica, sono piĂą centrocampista che centravanti. A Roma sto imparando a giocare piĂą vicino la porta, sempre per il bene della squadra”. Joaquin indica la via e giĂ  pensa alle prossime partite, prima di tutto c’è il Torino nel turno infrasettimanale. “Ora dobbiamo subito concentrarci sull’avversario di mercoledì, perchĂ© altrimenti vanificheremmo la vittoria di Firenze”. Il calendario prima della sosta prevede ancora la sfida ai granata, quella di San Siro col nuovo Milan di Pioli e poi il ritorno col Celtic per la quarta gara di Europa League, infine la partita interna col Lecce di Liverani. Dopo la sosta tre sfide in casa su quattro: dopo la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo ecco Cluj, Udinese e Juventus tra le mura amiche. Sei gare da affrontare all’Olimpico nelle prossime otto, l’impianto della Capitale dovrĂ  essere un fortino inespugnabile.

Schermata 10-2458785 alle 17.56.21

Schermata 10-2458785 alle 15.53.55

Schermata 10-2458785 alle 15.50.27

Schermata 10-2458785 alle 15.52.54

 

BUONE NUOVE DA FIRENZE – Ma andiamo con ordine. Il match del Franchi ha riconsegnato a Inzaghi un calciatore accantonato a causa di un lungo calvario, quel Jordan Lukaku che l’ultima presenza con la Lazio l’aveva collezionata nel gennaio scorso e che nove mesi dopo torna a fornire assist per il gol decisivo di Ciro Immobile nel finale. Ha confermato che Manuel Lazzari è in grande crescita: l’ex esterno della SPAL al minuto numero tredici della gara domenicale è stato protagonista di una sgroppata incredibile sulla corsia destra, circostanza nella quale ha saltato come birilli prima Dalbert e poi Caceres, con quest’ultimo costretto a stenderlo in area di rigore. Un intervento senza conseguenze, a causa di un doppio errore del direttore di gara Guida di Torre Annunziata e del VAR, rimasto silente. Il match toscano ha restituito alla Lazio un Leiva ritrovato, dopo la faticosa sfida di Bologna e la squalifica. Prima una prestazione in crescendo in Europa, poi una super-performance con la Fiorentina, gara in cui il brasiliano con la maglia numero 6 è risultato il “man of the match” per duelli e tackle vinti (rispettivamente 9 e 5). Leiva ha accusato qualche noia fisica, una forte contusione alla gamba provocata non certamente soltanto dall’intervento costato il giallo al viola Castrovilli quanto invece specialmente dall’enorme agonismo messo in campo nelle ultime due sfide ravvicinate. Da luglio ad oggi il 32enne si è giĂ  fermato due volte, prima la lesione alla coscia destra che lo ha costretto ai box per la seconda fase della preparazione estiva, poi la ricaduta di fine agosto che gli ha fatto saltare l’esordio stagionale al Marassi contro la Sampdoria. Col Milan alle porte (da troppi anni i biancocelesti non trovano la vittoria a Milano sponda rossonera) è probabile che Inzaghi possa concedere all’ex Liverpool un po’ di riposo nel turno infrasettimanale. Da playmaker potrebbe quindi toccare ad uno tra Parolo (comunque “spremuto” nelle ultime partite: un tempo con la Dea, uno a Firenze, due in Scozia) e Cataldi, che quando chiamato in causa ha sempre dato ottime risposte. Ma dalla cittĂ  del Sommo Poeta Dante Alighieri, Simone Inzaghi porta con sĂ© alcune delle consuete sicurezze. La prima si chiama Francesco Acerbi, autore di una partita eccelsa sotto il profilo tecnico-tattico e dell’attenzione difensiva; la seconda è Luis Alberto. Se il difensore ha recuperato 14 palloni continuando così a frantumare record in stagione, l’iberico ha primeggiato in diverse statistiche, dai dribbling riusciti ai chilometri percorsi, dai tiri completati al numero di tocchi della sfera. Quanto a quest’ultimo particolare, il numero di sfide chiuse dal “Mago” avendo toccato il pallone piĂą di ogni altro calciatore della Lazio ammonta oggi a sei su nove gare di campionato. Ciro Immobile rischia seriamente di non fare piĂą notizia. Il gol numero 77 in Serie A con la Lazio permette all’attaccante di agguantare Giorgio Chinaglia e di aumentare il distacco sul secondo attaccante in classifica nella speciale graduatoria relativa ai marcatori italiani dalla stagione 2016/2017 ad oggi: Mertens rimane dietro, e di ben undici lunghezze (66). Ma il posticipo della nona giornata di Serie A è foriero di ottime nuove anche nelle proporzioni della vittoria. Per la prima volta in campionato infatti la Lazio vince con un solo gol di scarto, mai era accaduto fino ad oggi infatti di aver portato a casa tre punti avendo fatto un solo gol piĂą dell’avversario. Dopo il 2-0 al Parma, il 3-0 alla Samp e il 4-0 al Genoa ecco il 2-1 dell’altra sera, grazie al primo gol di testa della stagione. Soltanto un’altra delle segnature da fine agosto ad oggi era stata siglata usando la testa, trattasi della rete del solito Immobile contro il Rennes nel secondo turno del Gruppo E di Europa League. Ha commesso un errore in occasione del momentaneo 1-1 targato Chiesa su assist di Ribery, ma ha sfoderato una prestazione comunque importante Stefan Radu, che alla voce “recuperi” (comprendente i palloni spazzati, i duelli aerei e a terra da cui è uscito vittorioso, i tackles riusciti) ha potuto dire “19”. I palloni giocati dal romeno sono 73, solamente Luis Alberto e Acerbi ne hanno toccati di piĂą nei 22 in campo. L’ex capitano della squadra riposerĂ  col Torino continuando a disputare una sfida a settimana, al suo posto dovrebbe scendere in campo dal primo minuto Quissanga Bastos. Non potrĂ  farlo Denis Vavro, cui è stata inflitta una squalifica di un turno e comminata una multa di cinquemila euro “per avere, a fine gara, prima di entrare nel tunnel che adduce agli spogliatoi, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, provocando un ulteriore clima di tensione; frazione rilevata dal quarto ufficiale”. TornerĂ  così nell’11 titolare Luis Felipe Ramos, a meno che Inzaghi non decida di dare la seconda chance consecutiva ad un buonissimo Patric, che al Franchi non ha demeritato ed ha tenuto la posizione senza strafare ma senza sbagliare quasi nulla.

cale

toro 1

toro 2

 

TORO FERITO – Il prossimo avversario andrĂ  preso con le molle, perchĂ© la banda di Walter Mazzarri è reduce da due pareggi e altrettante sconfitte nelle ultime quattro giornate. Il punto di forza dei piemontesi nella versione 2018/2019 era la retroguardia, ma quest’anno il caso N’Koulou prima e alcune prestazioni incolori di squadra hanno relegato il Toro tra le difese piĂą perforate della metĂ  sinistra della classifica. 12 i gol subìti da Izzo e compagni, contro gli 11 segnati. Lo spauracchio in avanti è il solito “Gallo” Belotti: passano gli anni e cambiano i suoi partners d’attacco (da Zaza e Iago Falque, da Berenguer a Verdi), ma il numero 9 è sempre l’anima e il capocannoniere del Torino, nonchĂ© colui che si giocherĂ  il posto con l’amico di sempre Ciro Immobile nel reparto avanzato dell’Italia al prossimo Europeo. Diverse le scelte che Mazzarri dovrĂ  prendere per la sfida dell’Olimpico. In porta giocherĂ  Sirigu, in difesa agiranno Izzo, N’Koulou e uno tra Lyanco e Djidji (l’ex SPAL Bonifazi non rientra nei piani del tecnico dei granata). A centrocampo tanti dubbi. Rincon e Ansaldi dovrebbero essere confermati, assieme a loro ci sarĂ  uno tra Baselli, Meitè e Lukic. Sulle fasce probabile conferma per De Silvestri a destra e ballottaggio apertissimo a sinistra tra il vecchio obiettivo della Lazio Diego Laxalt e il nigeriano Ola Aina. In attacco Belotti e uno tra Iago Falque, Verdi e Simone Zaza. L’ex Napoli è favorito per partire dall’inizio, mentre lo spagnolo dovrebbe subentrare a gara in corso. Attenzione però a possibili sorprese di formazione: Mazzarri (che sembra in bilico) si è detto deluso dalle ultime uscite e potrebbe optare per una piccola rivoluzione dello scacchiere tattico. Nelle ultime ore infatti si parla di un possibile rientro di Bremer che prenderebbe – sarebbe una grossa sorpresa – il posto dello stacanovista Izzo. Anche in attacco Zaza si candida prepotentemente per una maglia dopo le insipide prestazioni degli avanti torinesi. Negli ultimi due anni Simone Inzaghi ha faticato oltremodo contro il Toro, che all’Olimpico ha strappato quattro punti sui sei disponibili. Lo scorso anno Belotti e compagni avevano incassato una sola sconfitta in trasferta, quest’anno i ko esterni sono giĂ  tre, con Sampdoria (1-0 blucerchiato), Udinese (1-0 friulano) e Parma (3-2 ducale). Va anche citata però l’impresa del Tardini contro l’Atalanta di Gasperini che segnò un inizio di campionato col botto. La sensazione è che la compagine non si sia ancora ripresa dall’estromissione dall’Europa League per mano del Wolverhampton e che la stagione non sia iniziata sotto i migliori auspici. All’ombra della Mole giĂ  si parla di un possibile successore di Mazzarri, che viene individuato in Gennaro Gattuso. L’undicesimo posto in classifica non può soddisfare il presidente Urbano Cairo nè i sostenitori granata, così la squadra è chiamata a dare una sterzata alla stagione, ad una vera prova di forza in terra romana. Intanto ad ogni modo l’allenatore cinquantottenne di San Vincenzo non potrĂ  guidare da vicino i suoi ragazzi a causa della quinta ammonizione rimediata domenica pomeriggio che gli varrĂ  la squalifica. Mazzarri ha di recente ammesso le difficoltĂ  del Torino ed è consapevole della valenza dell’incontro di mercoledì sera: “Siamo in un momento particolare, ora c’è da limitare i danni, abbiamo un po’ di paura e sentiamo la pressione del risultato, bisogna recuperare brillantezza, è necessaria una reazione. Partiremo per Roma per sfidare la Lazio senza avere praticamente tempo per lavorare con calma e tranquillitĂ  su ciò che non ha funzionato contro il Cagliari. Dobbiamo stringere i denti e raccogliere quel che si può”. La Lazio, dal canto suo, ha il compito di non rimettere in carreggiata un Toro ferito e amareggiato, di non rinfocolare una squadra ultimamente spenta e soprattutto di non cadere nella trappola: servirĂ  una partita quasi perfetta per tornare ad ottenere bottino pieno contro i granata, e bisognerĂ  farla con qualche interprete diverso. Ad oggi si va verso cinque cambi rispetto alla formazione che ha battuto la Fiorentina domenica. In difesa dovrebbero rivedersi Ramos e Bastos, a centrocampo Cataldi o Parolo, a destra Marusic e in avanti Caicedo. Immobile è affaticato, Correa ha giocato senza sosta nelle ultime settimane. Uno dei due sarĂ  comunque chiamato agli straordinari. Inzaghi lo sa bene: questo è il momento di essere costanti “come la stella polare, che per il suo esser fedele, fissa e inamovibile non ha pari nel firmamento”.

N.F.

 

21309dd4d325972ade7c72250fc0dbeb

Follow LAZIALITA on Social
0