UN OCCHIO AL CAMPIONATO – Il segno X fa da padrone, ma vincono le romane. Atalanta forza 7, il Cagliari prosegue la marcia. Samp ultima

di Marcello Baldi

 

Il match del Franchi tra Fiorentina e Lazio chiude la nona giornata di questa eccessivamente equilibrata Serie A 2019-2020. L’1-2 ottenuto in extremis grazie al colpo di testa di Ciro Immobile riporta i biancocelesti alla vittoria, proiettandoli al match contro il Torino di mercoledì prossimo nel migliore dei modi.
Un campionato, invero, dove nessuna delle contendenti al titolo, o un posto in Europa, sembra voler lasciare indietro le proprie avversarie. Lo sa bene la Juventus di Maurizio Sarri, fermata in trasferta da un mai arrendevole Lecce, ma ancor più l’Inter, che spreca il sorpasso sugli eterni rivali con il 2-2 casalingo contro il Parma.
Il Napoli, chiamato ad approfittare dei passi falsi delle squadre del nord, non riesce ad andare oltre l’1-1 sul campo della SPAL. Ad avvicinarsi invece, con fare prepotente, è l’Atalanta di Gasperini, che dopo il brutto stop in Champions League con il Manchester City (5-1), si sbarazza letteralmente dell’Udinese con il punteggio record di 7-1. Riviviamo quello che è stato questo nono turno del massimo campionato italiano:

 

SABATO A “RILENTO”: JUVE E INTER 

Nel match delle 15:00 sono i campioni in carica a scendere in campo. Sarri decide di fare a meno di Cristiano Ronaldo, non convocato in virtù del turno infrasettimanale, e schiera il duo Dybala-Higuain, sostenuto sulla trequarti da Bernardeschi. I bianconeri la sbloccano con il Pipita, ma la Var annulla la terza rete in campionato del Pipita ad inizio match. Il vantaggio arriva in apertura di ripresa su calcio di rigore: intervento al limite dell’area di Petriccione su Pjanic e Valeri, dopo un consulto Var, concede il penalty.
Dagli undici metri Dybala è forte e preciso, firmando lo 0-1. Il pareggio, a sorpresa, arriva 6 minuti più tardi. Pallone crossato in area e deviazione rocambolesca che finisce sul braccio di De Ligt (non nuovo a situazioni del genere nel corso della stagione). Dagli undici metri questa volta va Mancosu che, impeccabile come sempre, sigla la quinta rete stagionale.

Al Via del Mare si conclude 1-1 e alle 18:00 l’Inter di Antonio Conte ha un solo compito: battere il Parma a San Siro e riprendersi la vetta. Il match parte nel migliore dei modi: bastano 23′ minuti e Antonio Candreva, schierato quasi a sorpresa dal tecnico, firma il vantaggio nerazzurro con un tiro al volo sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Secondo gol consecutivo dopo la rete in Champions contro il Borussia Dortmund per l’ex-Lazio.
Gara che sembra in discesa per i padroni di casa, ma il Parma dimostra subito di essere in partita e non essere arrivato al Meazza per stare a guardare. Passano solo 3 minuti e i ducali trovano il pari con il gol dell’ex di Karamoh, schierato dopo i malumori di inizio stagione a causa degli infortuni di Inglese e Cornelius. Il francese riceve palla e dal limite dell’area lascia partire un missile indirizzato sotto al sette, battendo un incolpevole Handanovic. Un gol che taglia le gambe all’Inter, come si vedrà 4 minuti più tardi. Ancora Karamoh protagonista, che entra in area dopo una fuga solitaria e serve Gervinho solo davanti la porta: l’ivoriano è cinico, batte con il piattone e non sbaglia, firmando il vantaggio degli uomini di D’Aversa. Negli spogliatoi Conte striglia i suoi e si vede subito dal rientro in campo dei nerazzurri: bastano solo 6′ a Romelu Lukaku per ristabilire subito la parità, servito in area da Candreva. Padroni di casa che provano a sfondare per i restanti 40′ minuti, ma il Parma è solido e con Kulusevski in ripartenza prova addirittura a vincere la partita. Sul finale, il giovane Esposito, subentrato a Lautaro, sfiora l’eurogol tirando al volo un cross da calcio d’angolo.

NAPOLI BLOCCATO, ATALANTA FORZA 7 – Fallisce cosi il sorpasso dei nerazzurri: un risultato che, a sua volta, diventa una ghiotta occasione per il Napoli di Ancelotti, impegnato domenica ore 15:00 contro la SPAL. Il Paolo Mazza, come speso accaduto negli ultimi anni, si rivela un campo-trappola, ma Ancelotti decide lo stesso di tenere fuori pedine importanti come Callejon e Fabian Ruiz. Il campo sembra dargli ragione quando, già al ‘9, Arkadiusz Milik esplode il sinistro dal limite dell’area, servito da Allan dopo una bella incursione, firmando il terzo gol stagionale e nelle ultime due gare. Alla prima offensiva però, la SPAL risponde presente: numero di Strefezza sulla sinistra, che entra in area e serve Kurtic. Lo sloveno batte forte con il piattone e ristabilisce la parità, infilando il pallone all’angolino dove Ospina, preferito a Meret, non può arrivare. Nella ripresa il portiere colombiano, nonostante non avesse grandi colpe, si fa sicuramente perdonare, salvando con un incredibile colpo di reni la possibile rimonta spallina. Nel finale, Berisha ed il palo colpito da Ruiz decretano l’1-1 finale. Un’occasione fallita anche per i partenopei.

Se c’è una squadra che non rimane a guardare, questa è l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. La Dea, dopo le fatiche di Champions in cui aveva subito la goleada del City di Guardiola, umilia letteralmente l’Udinese con il roboante punteggio di 7-1. Un vero e proprio show dei bergamaschi, che tuttavia partono con l”handicap”. A portarsi in vantaggio per primi sono infatti i friulani grazie ad Okaka, che sfrutta uno svarione di Kjaer per battere Gollini in apertura. La Dea non ci sta assolutamente e, per la gioia di chi li aveva contro al Fantacalcio, si sveglia Josip Ilicic. Lo sloveno trova prima il gol dell’1-1, poi si procura il rigore del raddoppio degli orobici, siglato da Muriel. Giornata da protagonista per il colombiano, che al termine dei 90 minuti troverà anche il secondo (su assist di Gomez) e terzo (ancora dagli undici metri) centro, per un totale di 8 in campionato (a -2 da Ciro Immobile). Le altre reti portano la firma ancora di Ilicic, di Pasalic e del classe 2002 Traorè. Una lezione di calcio totale, impreziosita dall’esclusione di Zapata, Gosens, Malinovsky (subentrato) e Masiello. Per la squadra di Gasperini 20 punti, a -3 dalla Juventus.

VINCONO LE ROMANE, MILAN INGUAIATO – Non esce dalla crisi il Milan di Stefano Pioli, che all’Olimpico trova una Roma ancor più affamata, nonostante la rosa dilaniata dagli infortuni. Nuova esclusione dall’inizio per Piãtek dopo quella contro il Lecce dove però il polacco era subentrato a partita in corso e aveva firmato il gol del momentaneo 2-1 rossonero. All’Olimpico non basterà questa volta il suo ingresso da subentrato. Il vantaggio della Roma è firmato Edin Dzeko, che sfrutta al meglio la sponda aerea di Gianluca Mancini e di testa batte Donnarumma sul finale di primo tempo. In apertura di ripresa i rossoneri riescono però a trovare il pari: Theo Hernandez, complice una deviazione di Smalling, trova il sinistro vincente che batte Pau Lopez. La Roma trova il match point solo 3 minuti più tardi: Calabria interviene in modo maldestro su un passaggio filtrante di Dzeko, la palla arriva a Zaniolo che dal limite calcia all’angolino, spiazzando completamente Donnarumma.

Non rimane a guardare la Lazio che, al fotofinish, riesce ad espugnare il Franchi di Firenze con lo stesso risultato dei rivali giallorossi. Al 22′ Il vantaggio dei biancocelesti è uno spettacolo per gli occhi. Immobile porta palla e riesce ad imbeccare Joaquín Correa sul filo del fuorigioco, il Tucu riceve la sfera e affronta Dragowski nell’1vs1: dribbling secco e sinistro a porta sguarnita. Una bellezza per il vantaggio degli uomini di Inzaghi. Come spesso però accade nel calcio e, ultimamente, alla Lazio, entra in vigore la regola del “Gol mangiato gol subito”: Luis Alberto e Correa duettano in area, ma l’argentino sbaglia il gol a pochi metri dalla porta. Pochissimi minuti dopo, dall’altra parte, Ribery entra in area e serve perfettamente Chiesa, il quale non deve far altro che battere di potenza con il mancino e battere Strakosha. La sfida rimane aperta e combattuta fino al minuto 89′. Luis Alberto serve il redivivo Jordan Lukaku, che si porta sul fondo e lascia partire il traversone. La sfera giunge in area e Ciro Immobile, prendendo controtempo il portiere viola, incrocia di testa e manda in estasi il settore ospiti biancocelesti. Sul finale rosso per Ranieri, che di mano impedisce a Luis Alberto di realizzare la terza marcatura nel pieno dell’area di rigore. Dal dischetto va Felipe Caicedo, che però si lascia ipnotizzare. Errore comunque che non condiziona la partita dei capitolini, che escono vittoriosi da Firenze.

LE ALTRE – Nell’anticipo del venerdì, il Sassuolo batte di misura il Verona in terra veneta. Decisiva la splendida rete di Filip Djuricic. Vince anche contro il Brescia il primo Genoa di Thiago Motta che di fatto, con i 3 cambi, decide il match. Il vantaggio delle rondinelle è di Sandro Tonali, alla prima marcatura in Serie A. Nella ripresa, la rimonta firmata da Agudelo, Kouamè e Pandev, tutti e 3 entrati a partita in corso. Vince il Bologna di Mihajlovic contro la Samp di Claudio Ranieri: di Palacio e Bani le reti dei felsineri, intervallate dal gol della bandiera di Manolo Gabbiadini, ex di giornata. Blucerchiati che chiudono ora la classifica con soli 4 punti. Infine, pareggio per 1-1 tra Cagliari, rivelazione di questo inizio di campionato, e Torino, rivelazione ma in negativo.
Di Naithan Nandez (primo gol in Serie A) e Zaza le reti.

TOP E FLOP

Tra i top di giornata impossibile non citare l’intera formazione scesa in campo dell’Atalanta contro l’Udinese. Muriel e Ilicic, su tutti, sono quelli che hanno fatto le fortune dei fantallenatori che hanno deciso di schierarli. 5 gol in campionato per il capitano del Lecce Mancosu: la sua tecnica di calciare i rigori è infallibile e anche contro la Juventus l’ha dimostrato. Il Genoa vince e i cambi del suo allenatore sono decisivi: Thiago Motta comincia al meglio la sua avventura sulla panchina rossoblu. Tra i liguri spicca Paolo Ghiglione che, con il suo assist, diventa il difensore ad averne forniti di più in Europa fino a questo momento (4), superando tra gli altri Robertson del Liverpool. Da cineteca il gol di Sandro Tonali, nonostante egli stesso abbia ammesso che la sua punizione fosse in realtà un cross. Prestazione da ex, quella di Karamoh, sicuramente da incorniciare: un gol e un assist a San Siro he potrebbero rilanciarlo nel prosieguo del campionato. 10 gol in 9 partite: Ciro Immobile lancia un segnale a chi l’ha finora duramente criticato. Quando conta, il 17 ci mette la testa…

FLOP

Se l’Atalanta ne fa 7, non tutte le colpe sono del povero Musso: la prestazione dell’Udinese, miglior difesa fino ad oggi del campionato, è da incubo.
Falliscono delle clamorose occasioni per scavalcare o e riavvicinarsi alla Juventus rispettivamente Inter e Napoli, che pareggiano due partite che potevano si nascondere delle insidie, ma dovevano essere necessariamente portate a casa. Il Milan esce sconfitto dall’Olimpico: decisivo in tale ottica l’errore di Calabria, ma nei rossoneri è ormai da tempo preoccupante la condizione di Suso, nettamente al di sotto dei propri standard.

M.B.

 

Follow LAZIALITA on Social
0