FOCUS – Nell’ottavo anniversario di Klose al 93′ sorgono le prime spine ottobrine. E sabato arriva l’ammirata e (piĂą?) affamata Atalanta

 

di Niccolò Faccini

In un’epoca in cui veder partire i propri calciatori per le rispettive nazionali è sinonimo di una buona dose di preoccupazione relativa a possibili infortuni, Simone Inzaghi può sorridere. La casistica inerente a coloro che sono stati costretti ai box a seguito di traumi patiti con le varie selezioni sparse per il globo è davvero ampia: da Tomiyasu e Medel del Bologna che con Giappone e Cile hanno riportato guai fisici che potrebbero forzarli a dare forfait per un mese, all’intervento di Cuadrado su Alexis Sanchez nella sfida tra Colombia e Cile, da cui è scaturito un infortunio che lascia Conte e l’Inter col fiato sospeso. Il bivio per l’ex Manchester United è optare per la terapia conservativa o procedere con l’ultima ratio dell’operazione curativa della lussazione del tendine perineo lungo della caviglia sinistra, scelta quest’ultima che vorrebbe dire arrivederci al termine della pausa invernale. Ma i turbamenti nerazzurri riguardano anche Danilo D’Ambrosio, che in Italia-Grecia ha riportato una frattura della falange prossimale del quarto dito del piede destro, nonché De Zerbi del Sassuolo, che dovrà rinunciare per qualche giorno al difensore romeno Vlad Chriches, e soprattutto Gasperini e l’Atalanta, che perderanno bomber Duvan Zapata a causa di una lesione di primo grado all’adduttore, fastidio “mai capitato in una intera carriera” per stessa ammissione del colombiano. Ripercussioni sui club notevoli anche nel casi, tra gli altri, di Gareth Bale, Luka Modric e Ngolo Kantè, che non potranno scendere in campo alla ripresa nelle gare di Real Madrid e Chelsea.

belotti-immobile

SOSTA BENEDETTA – La sosta restituisce invece ancora una volta alla Lazio calciatori in forma e che hanno ben figurato. E’ il caso di un ottimo Strakosha (ma non della sua Albania, che ha visto infrangersi le residue speranze di ottenere il pass per i prossimi Europei), di un Valon Berisha che col suo Kosovo continua a sorprendere per intraprendenza e vivacitĂ  in tutte le posizioni del centrocampo e nutre ancora enormi speranze di una storica qualificazione ai campionati europei che dovrĂ  essere ottenuta nella prossima pausa in occasione del cruciale match contro la Repubblica Ceca, di un Ciro Immobile a secco in Italia-Grecia (e lasciato in panchina a vantaggio di Belotti contro il Liechtenstein come era giĂ  successo contro altre squadre modeste e piĂą facilmente perforabili) ma sempre piĂą al centro del progetto tecnico del commissario tecnico Roberto Mancini. “Ciro e il Gallo in questo momento devono giocare entrambi, avremo almeno altri sei test probanti prima dell’Europeo e almeno fino a marzo il loro ballottaggio rimarrĂ  aperto, poi farò una scelta”. Segno che l’avanti di Torre Annunziata è giĂ  nelle grazie dell’ex calciatore laziale, ma dovrĂ  convincere il ct da qui al termine del campionato a suon di prestazioni a preferirlo al compagno e amico di sempre attaccante del Torino, che al termine della partita di Vaduz ha ripetuto di non vedere il numero 17 della Lazio come un rivale ma come un grande compagno di gioco e di vita. “Spero che i nostri attaccanti possano gonfiare la rete come Schillaci e Paolo Rossi”, ha continuato Mancini, un augurio condiviso da Immobile, Belotti e tutti i tifosi italiani. Anche dal ritiro della Spagna arrivano notizie confortanti. Luis Alberto è rimasto spettatore anche della gara delle Furie Rosse pareggiata in Svezia al 93’ grazie alla rete di Rodrigo. Il gol in extremis ha inchiodato il punteggio tra la compagine che estromise l’Italia dagli ultimi Mondiali battendola ai playoff e la nazionale del Mago sull’1-1, dando il via ai festeggiamenti social del numero 10 biancoceleste, che su Instagram ha postato una foto che lo ritrae esultante assieme ai compagni con la scritta “Qualificati per l’Europeo”. Obiettivo raggiunto dunque e morale alle stelle per un calciatore che pur non essendo stato impiegato ha mostrato cose egregie in allenamento (superbo il pallonetto che alla vigilia della sfida in terra scandinava ha scavalcato De Gea tra gli applausi dei colleghi) e soprattutto ha potuto riassaporare il clima della selezione, dimostrando di essere nei pensieri del ct Moreno, che lo osserverĂ  e lo terrĂ  in considerazione per le prossime convocazioni. In patria scrivono che certi di un posto nella rosa dell’Europeo sono Sarabia del PSG, Ceballos dell’Arsenal e Fabian Ruiz del Napoli, mentre Luis Alberto si giocherĂ  il posto con Suso e Isco. Concorrenza fitta e agguerrita, ma che rappresenterĂ  uno sprone in piĂą per l’ex Siviglia. Negativo lo score di Adam Marusic, che a livello personale ha disputato da titolare le due gare del Montenegro, vale a dire il pari acerbo senza reti con la Bulgaria e il naufragio in Kosovo. Poco brillante l’esterno della Lazio, che con la nazionale giocherĂ  le prossime sfide soltanto per evitare l’ultimo posto nel Gruppo A comandato dall’Inghilterra.

Schermata-2019-10-05-alle-09.46.16

ROSA…CON SPINE – Non sono tutte rose quelle che calano sul Fersini di Formello da tutte le parti del mondo in cui i calciatori biancocelesti sono scesi in campo ma anche direttamente dalla UEFA. Il CEDB, organo di controllo, etica e disciplina dell’UEFA ha infatti accusato la Lazio di aver infranto l’Articolo 14 del Regolamento Disciplinare, la disposizione riguardante i comportamenti razzisti tenuti dai sostenitori. Le vicende di Lazio-Rennes costeranno dunque la chiusura parziale dello stadio Olimpico da scontare nella prossima sfida col Celtic Glasgow, e in particolare renderanno invendibili i settori 46, 47, 48 e 49 dell’impianto (quattro settori della Curva Nord, che quindi rimarrĂ  del tutto chiusa). I relativi seggiolini rimarranno quindi coperti da un banner recante la dicitura “#EqualGame”, sulla scia di quanto giĂ  sperimentato in uno spicchio dello stadio in occasione della gara giocata e vinta contro i bretoni. L’ordine invece di giocare una sfida da club ospitante a porte chiude è invece soggetto a sospensiva, motivo per cui contro gli scozzesi i tifosi biancocelesti potranno quantomeno riversarsi nei settori che non rientrano nella sanzione. Una sanzione che la Lazio sul proprio sito ufficiale ha ammesso costituire una pesante penalizzazione ma che la societĂ  capitolina accetta ribadendo “l’intenzione di proseguire sulla linea della cd tolleranza zero e perseguire penalmente e civilmente i responsabili di inaccettabili manifestazioni” che oltre a provocare “gravissimi danni all’immagine e al patrimonio della Lazio”, vanno a “penalizzare pesantemente la stragrande maggioranza di una tifoseria da sempre estranea e contraria alle intemperanze razziste di una sparuta minoranza”.

ROME, ITALY - OCTOBER 03: The players stand line up prior to the UEFA Europa League group E match between SS Lazio and Stade Rennes at Stadio Olimpico on October 3, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

LOTITO E…ATALANTA – A non rasserenare un ambiente che rimane positivo ma che deve fare i conti con una manifesta crisi di risultati hanno pensato anche le dichiarazioni rilasciate al Corriere dello Sport dal presidente Claudio Lotito. “La Lazio in Italia è dopo la Juventus la squadra che ha vinto piĂą di tutte, piĂą di Napoli e Fiorentina ad esempio. Penso che la Lazio possa competere alla pari con tutte, le Supercoppe conquistate contro Inter e Juventus ne sono la dimostrazione”, queste le parole impossibili da smentire del numero uno della Lazio. Che poi ha continuato con alcune frasi non idilliache per le orecchie dell’attuale tecnico. “Se la Lazio avesse avuto il carattere del Triplete guarderebbe tutti dall’alto verso il basso; io il mio lavoro l’ho fatto, piĂą che fare investimenti economici e rinunciare a vendere calciatori pur avendo offerte importanti alle quali nessuno al mondo avrebbe rinunciato non posso fare, poi sul campo non ci vado io”. C’è tempo per tornare sulla ferita piĂą dolorosa, quella qualificazione Champions che sembra ancora chimera e che nelle ultime stagioni è stata anche ad un passo. “Abbiamo perso la Champions con l’Inter (il 20 maggio di due stagioni fa, ndr), ma voi avreste fatto giocare de Vrij? Io ho visto la partita e dico che giĂ  nel primo tempo in un episodio siamo stati fortunati, quello avrebbe dovuto essere un campanello di allarme, bisogna aver buonsenso. Il 90% degli allenatori sceglie il giocatore col nome migliore, ma gli attributi li dimostri se metti uno sconosciuto che poi ti fa vincere. Le responsabilitĂ  in quel caso furono in primis mie, avrei dovuto intervenire, non lo avrei fatto giocare, abbiamo perso la partita per lui. Lo staff medico mi diceva che lui era un grande professionista, io avevo detto che non avrebbe dovuto giocare, ma non ho obbligato nessuno”. Il mercato ha portato in dote giocatori che ancora non stanno rendendo quanto ci si aspettava da loro, ma il presidente non fa drammi: “Alcuni dei nuovi innesti forse avranno bisogno di piĂą tempo, ma le correzioni sono state fatte e son convinto che faranno molto bene, ad ogni modo le scelte del ds sono state fatte di concerto col tecnico”. Infine, ecco Lotito ribadire un concetto giĂ  espresso l’anno scorso ed aggiungere un piccolo sassolino, che somiglia ad un rimpianto. “Ho dato una Ferrari, adesso vanno raggiunti gli obiettivi. Io pago i calciatori per vincere, altrimenti schiererei la Primavera che mi costerebbe molto meno. Ora bisogna portare un risultato da trenta e lode. Ammiro l’Atalanta, loro hanno un’ottima organizzazione e ho grande stima di Percassi, un uomo che sa fare calcio, certamente ha il vantaggio di farlo in una cittĂ  meno oppressiva di Roma, che è la piazza piĂą difficile del calcio italiano. Hanno grandi meriti e hanno portato risultati. Hanno piĂą fame della Lazio e lo si vede in campo e nell’atteggiamento”. Un’ammissione che rispecchia le divergenze di andamento nei rendimenti delle due squadre nelle ultime annate. Una Lazio che parte alla grande contro una Dea inizialmente difficoltĂ , una preparazione che privilegia un’entrata in forma immediata contro una piĂą livellata sul lungo periodo, un finale di stagione in riserva contro un epilogo sprint. L’enorme differenza che si chiama continuitĂ , un termine poco noto dalle parti di Formello e molto conosciuto a Bergamo, con gli orobici in grado di sopportare la pressione e non cadere sul piĂą bello nel rush finale di una stagione, l’ultima, conclusasi con un trionfo fragoroso reso ancora piĂą nobile dalla difficoltĂ  logistica di dover disputare le ultime sfide casalinghe lontano dall’Atleti Azzurri d’Italia. Effettivamente la fame invocata dal patron biancoceleste si è tradotta in un gap di vittorie e sconfitte tra le due formazioni che ha del clamoroso. Basti pensare che nel 2019 (in 26 giornate complessive da gennaio ad oggi) i nerazzurri hanno collezionato ben 19 punti in piĂą degli aquilotti (57 contro 38), frutto di 17 vittorie (contro le sole 11 laziali) e – qui il dato piĂą rilevante – la miseria di 3 sconfitte contro le 10 biancocelesti. Nel computo totale va però inserita anche l’esaltante vittoria della Coppa Italia il 15 maggio scorso. Una stagione dopo, la produzione offensiva del PapĂ  e compagni non è mutata: il miglior attacco dell’ultimo campionato (77 gol) è oggi il miglior attacco della Serie A in corso (18 reti messe a segno), con un Luis Muriel in piĂą. Ma, dopo la sosta, con un Zapata in meno per piĂą di un mese.

NEL SEGNO DI MIRO, IN VISTA DELLA DEA – I DUBBI DI GASPERINI – Nel giorno dell’ottavo anniversario del derby al fotofinish targato Miroslav Klose al 93’ – era il 16 ottobre 2011 quando Reja infrangeva il tabĂą della stracittadina (la Lazio veniva da 5 sconfitte di fila) – la Lazio si ritrova al Fersini per cominciare a preparare l’anticipo del sabato. Alle ore 15 del 19 ottobre nella Capitale è attesa l’Atalanta. A Zingonia Gasperini ritrova i nazionali: nel pomeriggio prenderanno parte all’allenamento a porte chiuse dei lombardi gli ultimi ad essere tornati a Bergamo dopo gli impegni internazionali, ovvero Gianluigi Gollini (che ha assistito dalla panchina a Liechtenstein-Italia), Remo Freuler, Luis Muriel e Simon Kjaer. Unico assente (oltre a Zapata) il giovane Ibanez che – impegnato col Brasile U23 – verrĂ  riaggregato al gruppo soltanto domani mattina per permettergli di smaltire il fuso orario del volo. Barrow, Castagne, de Roon, Ilicic, Djimsiti e Pasalic erano rientrati giĂ  nella giornata di ieri, e Malinovskyi aveva effettuato un lavoro al Centro Bortolotti. Il nuovo innesto sarĂ  a disposizione per la sfida alla Lazio. 

FORMAZIONE: INCOGNITA MALINOVSKYI – Tanti i dubbi di formazione per Gasperini, la maggior parte riguardano il pacchetto arretrato. La logica del turnover sarĂ  necessaria, anche perchĂ© i bergamaschi avranno martedì 22 una gara da dentro o fuori a Manchester col City di Guardiola ed è difficile ipotizzare che il tecnico dell’Atalanta possa optare per schierare le seconde linee in una partita così delicata, proibitiva e affascinante. Nelle ultime uscita Kjaer ha convinto, e con tutta probabilitĂ  l’ex Roma – che ha giĂ  sfidato e battuto la Lazio col Siviglia nei sedicesimi di finale dell’ultima Europa League, e che proprio il 16 ottobre di 8 anni fa venne espulso per fallo in area di rigore su Brocchi dando il via alla rimonta della Lazio targata Hernanes e Klose – sarĂ  titolare e perno centrale della retroguardia all’Olimpico, con Palomino alla sua sinistra e uno tra Toloi e Djimsiti alla sua destra. Masiello dovrebbe essere risparmiato. A centrocampo de Roon è intoccabile, al suo fianco agirĂ  uno tra Freuler e Pasalic, col secondo leggermente favorito. Sulle corsie laterali Hateboer e un Gosens in grande condizione, con Castagne e Arana pronti a dar loro il cambio a gara in corso. La gestione del reparto avanzato è ancora oggetto di dubbi per l’allenatore. Ilicic, Gomez, Muriel, Barrow e Malinovskyi sono in cinque per tre posti, con Muriel unica vera prima punta. Se il colombiano verrĂ  tenuto a riposo in vista del City, con Gomez e Ilicic (da falso nove) ci sarĂ  Malinovskyi, in spaventosa crescita. Altrimenti a rifiatare sarĂ  uno tra lo sloveno e l’ucraino. Quest’ultimo sta trascinando l’Ucraina di Shevchenko nel gruppo B delle qualificazioni ad Euro2020. Doppietta e sontuose giocate con la Lituania, tre centri nelle ultime tre con la nazionale, talento purissimo, spunti confermati anche con la maglia numero 8 nella vittoria contro il Portogallo di CR7. Prelevato in estate dal Genk, Ruslan ha 26 anni ed è nel pieno della maturazione calcistica, le punizioni sono il suo forte. La sfida personale è quella di far scricchiolare l’ultima dichiarazione del Gasp, il messaggio alla stampa prima del 3-1 al Lecce. “Ilicic e Ilicic, Papu è Papu e Zapata è Zapata”, aveva detto il mister di Grugliasco. Qualche giorno dopo le carte in tavola sono cambiate, un po’ per l’infortunio occorso a Zapata e un po’ per l’esponenziale crescita dell’ultimo arrivato. Che per Inzaghi dovrĂ  essere necessariamente un osservato speciale.

ZANIOLO-KJAER

PROBABILE LAZIO – Il tecnico piacentino non dovrebbe discostarsi molto dall’11 tipo. Al netto delle sette partite che attendono i biancocelesti nei prossimi ventiquattro giorni, non dovrebbero esserci numerose rotazioni: il distacco dagli orobici ammonta giĂ  a cinque punti e non sono piĂą ammessi passi falsi. A destra Lazzari dovrebbe riprendersi la fascia, Lulic verrĂ  proposto come di consueto a sinistra. Il terzetto difensivo sarĂ  composto da Acerbi (che ha finalmente fatto panchina riposando con l’Italia a Vaduz martedì sera) e Radu, con Luiz Felipe che beneficerĂ  di un’ulteriore chance nonostante la prova da brividi in quel di Bologna nel turno che ha preceduto la sosta. In mezzo al campo gli imprescindibili Milinkovic e Luis Alberto, con Marco Parolo in regia per sostituire lo squalificato Leiva, espulso da Orsato al Dall’Ara. Il brasiliano si riprenderĂ  il posto col Celtic giovedì sera. In avanti impensabile tener fuori Immobile, protagonista di un inizio anno coi fiocchi. Il ballottaggio è tra Correa e Caicedo. Il Tucu ha recuperato e lo scorso anno ha fatto impazzire la retroguardia atalantina, decidendo la finale di Tim Cup nel finale con una cavalcata da Oscar dopo novanta minuti di corsa, intensitĂ  e sacrificio, ma Inzaghi potrebbe anche partire con Caicedo per sfruttare la velocitĂ  e l’imprevedibilitĂ  dell’argentino a gara in corso. Ad oggi comunque le probabilitĂ  di vedere dal 1’ la stessa coppia d’attacco che ha iniziato l’ultimo atto della Coppa Italia 2018/2019 sono molto alte.

PROBABILI FORMAZIONI 

LAZIO (3-5-1-1) – Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzaro, Milinkovic-Savic, Parolo, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile. All.Inzaghi

ATALANTA (3-4-3) – Gollini; Toloi, Kjaer, Palomino; Hateboer, de Roon, Pasalic, Gosens; Gomez, Malinovskyi (Muriel), Ilicic. All. Gasperini.

N.F.

Follow LAZIALITA on Social
0