FOCUS – ANTIVIGILIA DI BOLOGNA-LAZIO – Avversario, curiosità e probabili formazioni della sfida del Dall’Ara: l’aquila di nuovo in Emilia, terra che porta fortuna…solo a Lulic!

 

di Niccolò Faccini

FORMELLO – Luis Alberto riabbraccia la Spagna, Inzaghi riabbraccia Correa. Le notizie di giornata in casa Lazio sono il premio ricevuto con la convocazione della nazionale dal Mago, autore fin qui di un avvio di stagione con i fiocchi, e il rientro in gruppo dell’argentino, che scalpita per riprendersi un posto da titolare al Dall’Ara di Bologna dopo la mancata convocazione per la seconda gara del girone di Europa League causa affaticamento. Il numero 11 aveva iniziato la stagione al meglio realizzando una rete nello stadio che lo ha visto per la prima volta protagonista in Italia, il Luigi Ferraris di Genova. Domenica pomeriggio la formazione capitolina disputerà la seconda gara consecutiva di campionato alle ore 15.00 di questa stagione, e lo farà con tutta probabilità cambiando ben cinque interpreti rispetto all’11 che ha affrontato e sconfitto il Rennes nel giovedì di coppa. Tra i pali Strakosha giocherà dal primo minuto la nona gara su nove, stesso discorso per Acerbi al centro della retroguardia, mentre Radu e Luiz Felipe si confermeranno i “difensori della Serie A”, con Bastos che dovrebbe ancora partire dalla panchina dopo aver comunque ben figurato contro i bretoni. Al centro del campo i due giocolieri che hanno risolto la sfida infrasettimanale, ribaltandone l’andamento e l’esito: Luis Alberto e Sergej Milinkovic saranno i direttori d’orchestra della Lazio in trasferta, su un campo sul quale lo spagnolo ha sempre dipinto calcio. Lo scorso anno nelle vesti di assistman (tra l’altro per il primo gol laziale di Luiz Felipe), la stagione precedente con una serie interminabile di passaggi-gioiello al compagno d’attacco Ciro Immobile. L’avanti di Torre Annunziata è la certezza del reparto avanzato: Ciro ha toccato quota 91 con l’aquila sul petto e punta la settima gemma su sette partite da titolare. Il compagno del numero 17 potrebbe essere ancora una volta Felipe Caicedo, a meno che Correa non garantisca alla vigilia una condizione fisica che gli permetta di tenere i ritmi alti per oltre un’ora di gioco. Sulle corsie laterali Lulic e Lazzari sono reduci dalle fatiche del giovedì ma è anche vero che l’ex esterno della SPAL aveva rifiatato in campionato lasciando spazio a Marusic. Il montenegrino dovrebbe partire ancora dalla panchina, ma il ballottaggio con Manuel sarà il vero dubbio della vigilia per l’allenatore biancoceleste. La rifinitura di domani darà indicazioni più precise in merito.

L’AVVERSARIO – Le indicazioni di formazione in casa degli emiliani provenienti da Bologna parlano di un cambio di uomini ma non di modulo. Si ripartirà dal consolidato 4-2-3-1 di marca felsinea, che sarà tuttavia privo di uno dei maggiori interpreti, Roberto Soriano, squalificato dal Giudice Sportivo. Il vice di Mihajlovic Miroslav Tanjga e De Leo parleranno domani nella consueta conferenza stampa di vigilia, ma la difesa dei padroni di casa è già fatta. La sorpresa Tomiyasu sarà il terzino destro della difesa a 4. Il ventenne giapponese in estate era stato accostato alla Lazio ed ha destato una buonissima impressione soprattutto nelle prime uscite. Sull’altra corsia Dijks è ancora ai box per infortunio e dunque a correre sulla sinistra sarà Ladislav Krejci, che ha già affrontato e sonoramente battuto la Lazio ai tempi di Pioli, quando con lo Sparta Praga trafisse i capitolini infliggendo all’Olimpico un rotondo 3-0 che ne mortificò le speranze e valse la qualificazione dei cechi al turno successivo di UEFA Europa League. Nulla da fare quindi per Mbaye, che partirà dalla panchina. Al centro della retroguardia c’è un rientro importante: dopo due settimane di stop si rivede l’esperto ex Udinese Danilo, che guiderà la difesa apparsa ultimamente più traballante del solito anche a causa di prestazioni non eccelse di Denswil, altro acquisto della sessione estiva proveniente dal Bruges, che comunque godrà di nuova fiducia. Il numero 4 si è perso Dzeko in occasione dell’ultimo gol incassato dai bolognesi tra le mura amiche, al minuto 94’ di una sconfitta – quella patita due settimane fa – che fa ancora male per le modalità in cui è avvenuta. Passando al centrocampo, insostituibile Gary Medel, che con Poli costituirà una diga in mediana caratterizzata da muscoli, polmoni ed esperienza internazionale. Una diga per permettere ai fantasisti di godere di maggiore libertà nelle folate offensive. Il gioiello di casa Saputo è infatti Orsolini, quel numero 7 che in queste prime gare sta corroborando l’ottimo percorso di crescita evidenziato già nell’ultima annata. Il promesso sposo della Juventus sarà l’ala destra, poiché per le vie centrali dovrebbe agire Svanberg. Lo spauracchio Palacio partirebbe così dalla fascia sinistra, lasciando a Mattia Destro il ruolo di punta centrale dello scacchiere. L’ex Siena e Roma (che ha segnato l’ultima rete in A proprio alla Lazio) è in vantaggio su Santander, che comunque proverà a contendergli una maglia da titolare fino a domenica mattina. L’escluso eccellente potrebbe così essere Nicola Sansone, sempre che Mihajlovic non decida di optare per la soluzione iper-offensiva che prevedrebbe l’accantonamento di uno tra Svanberg e Destro. Dalla panchina pronti Bani, Dzemaili e il giovane talentino Skov Olsen. I padroni di casa – che soltanto una volta nella loro storia avevano collezionato 7 punti sui primi 9 disponibili in Serie A – vogliono riscattare l’opaca prova di Udine che è costata il primo ko esterno stagionale: il gol di Okaka su assist di Stryger Larsen ha complicato i piani del Bologna, che ha raccolto la miseria di un punto nelle ultime tre sfide. Un motivo di preoccupazione in più per una Lazio fiaccata dalle fatiche europee ma che dovrà cercare di non entrare in riserva proprio per l’ultimo atto del primo tour de force dell’anno.

NUMERI – Le statistiche contro gli avversari del weekend sorridono a Inzaghi: i biancocelesti non perdono contro il Bologna dal marzo 2012. Da quella data sono arrivati sei pareggi e sei trionfi capitolini. L’ultima sconfitta al fotofinish contro la Roma non inganni: i felsinei venivano da 8 vittorie casalinghe consecutive contando anche la seconda parte del campionato 2018/2019, nel quale Mihajlovic era stato artefice di un vero e proprio miracolo sportivo. Da temere c’è la cabala: in 5 delle ultime 7 sfide in terra emiliana con la Lazio avversaria il Bologna non ha trovato la via della rete, ma d’altra parte l’Emilia Romagna è senza dubbio la Regione italiana che ha metaforicamente inflitto ai romani le maggiori delusioni in campionato degli ultimi mesi. Il deludente 2-2 col Sassuolo e specialmente i due inaspettati e brutali stop subìti al Paolo Mazza di Ferrara sono freschi nella memoria dei tifosi biancocelesti. Immobile e compagni, dopo averne realizzata una di ottima fattura contro in Rennes, andranno alla ricerca della prima marcatura di testa del campionato, mentre Senad Lulic si augura che il Dall’Ara possa continuare a portargli fortuna. Nessuna squadra ha infatti raccolto più volte la sfera dalla rete gonfiata dal bosniaco nella massima categoria italiana. Non solo: 9 dei 33 gol che portano il nome del capitano della Lazio hanno avuto come vittime squadre emiliane. Inzaghi dovrebbe ancora sfruttare le doti di corsa del numero 19 preferendolo a Jony, che comunque avrà diverse occasioni per mettersi in mostra nei prossimi due mesi. La Lazio attende di far visita al Bologna col dubbio Correa, per mettere altri punti in cascina prima del rompete le righe per l’imminente pausa riservata alle nazionali.

N.F.

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