FOCUS – Tra record in difesa e numeri da capogiro dei quattro tenori: la Lazio guarda con ottimismo al prossimo tour de force

 

di Niccolò Faccini

Urge scrollarsi di dosso l’ormai fastidioso appellativo di bella che non balla a dovere, l’etichetta ormai legittima di compagine che fa tutto bene per poi perdersi sul pi√Ļ bello. La bellezza come principio cardine di un gioco ai limiti del mellifluo travolta dalla nudit√† cruda dei risultati, che dicono che in stagione √® arrivata la quinta sconfitta consecutiva in Europa contro il Cluj sommata a due sconfitte entrambe brucianti seppur diverse in campionato: da Ferrara la rosa di Simone Inzaghi ha portato via la consapevolezza di non essere ancora grande, perdendo la partita a seguito di un primo tempo da ko tecnico per gli avversari, condotto a ritmi a tratti impressionanti per gli umani; da San Siro ha potuto evincere non per la prima volta che specchiarsi troppo pu√≤ rivelarsi davvero futile se scarseggia la concretezza: l’Inter di Conte √® passata sfruttando una delle pochissime chances concesse dai biancocelesti. Le convincenti vittorie senza faticare ottenute con Parma e Genoa (quest’ultima strabiliante per gioco e punteggio rotondo) hanno confermato infine la bont√† delle idee del tecnico, un impianto di gioco consolidato ma anche – a contrario rispetto alle altre gare in cui la soglia dell’attenzione in campo era calata – il vizio insopprimibile che si concretizza nel maledetto handicap di non riuscire a tenere alta la concentrazione per l’intero arco del match. Questione di una fragilit√† mentale ormai recondita, di un tocco di presunzione che talvolta pu√≤ lasciare sbalorditi, probabilmente anche di carenze di personalit√† e carisma, elementi che assistono soltanto alcune delle pedine di un parco giocatori che in estate non ha subito una rivoluzione quanto invece un aggiustamento di cui ancora faticano a vedersi i frutti. Quanto ai vecchi “nuovi”, Valon Berisha in questo primo scorcio di stagione ha potuto¬†vedere il campo soltanto in occasioni sporadiche e sempre nell’ambito di un 11 o stravolto e privo degli elementi di maggiore qualit√† (vedasi la sfida di Cluj-Napoca) o gi√† praticamente uscito dalla partita (√® il caso degli ultimi minuti di Inter-Lazio). Il calciatore appare visibilmente scosso¬†dalla difficolt√† ad incidere, ma √® stato impiegato in un ruolo¬†che non corrisponde esattamente a quello in cui √® abituato a stazionare, e lo scarso movimento senza palla dei compagni se non lo ha penalizzato ne ha comunque compromesso l’efficacia delle giocate. Danilo Cataldi √® stato chiamato in causa col contagocce e per lui vale un discorso simile a quello valevole per il kosovaro, legato soprattutto alle inevitabili complessit√† di guidare la squadra senza acquisire con costanza il ritmo partita. Denis Vavro √® ancora in una fase di necessario e legittimo ambientamento, ma in difesa ad oggi non si registrano le pi√Ļ gravose problematiche, tutt’altro. Mai infatti la compagine di Simone Inzaghi aveva cominciato il campionato con gli attuali numeri difensivi. Se nell’annata 2016/2017 una Lazio a trazione decisamente anteriore si era esposta a tre reti nel debutto a Bergamo con l’Atalanta in un pirotecnico 3-4 esterno per poi incassare gol anche da Juventus (1), Chievo (1) e Milan (2) per un totale di sette reti sub√¨te nelle prime sei sfide di Serie A, il dato aveva registrato un peggioramento nella stagione seguente, dovuto non tanto ai gol della bandiera concessi a Chievo e Milan (nel 4-1 interno al Diavolo guidato da Vincenzo Montella) quanto invece alle 4 marcature del Napoli in un match amaro e senza storia per gli aquilotti. Nel corso della scorsa fase iniziale di campionato l’obiettivo di Inzaghi appariva chiaro e sembrava voler¬†coniugare l’esplosivit√† offensiva del 2017/2018 (terzo attacco d’Europa e Immobile capocannoniere in campionato e in Europa League con 41 reti complessive in tutte le competizioni) con una maggiore copertura. In tal senso ben accette furono le due vittorie di misura su Frosinone ed Empoli, marchiate da positivi¬†“clean sheet“: porta inviolata e prime due vittorie stagionali per 1-0 dopo le delusioni iniziali contro le regine Napoli e Juventus. Sei reti in sei partite di campionato nel 2018/2019 che anticipano il migliore inizio sotto la gestione Inzaghi quanto a numeri della retroguardia. Trattasi dell’annata in corso, in cui la squadra si √® esposta soltanto a 4 reti, due delle quali sugli sviluppi di palla inattiva (rigore di Kolarov nel derby e rete di Petagna a Ferrara).

record difesa

FORTINO – Merito di meccanismi difensivi pi√Ļ oliati e soprattutto di un Acerbi in formato recordman. Francesco si √® ripreso anche la Nazionale e scalando le gerarchie ha superato anche Romagnoli, disputando una impeccabile performance anche nell’ultima sfida dell’Italia, quando con Bonucci ha composto una coppia (cui in realt√† si aggiungeva Armando¬†Izzo) che potrebbe aspirare ai ranghi della titolarit√† nei prossimi itineranti Europei. Merito per√≤ anche dell’esponenziale crescita di Quissanga Bastos,¬†che col passare del tempo acquisisce fiducia e limita gli errori di disattenzione, abbinando a grande quantit√† e velocit√† e ad innate doti fisiche anche una qualit√† che gli ha fatto guadagnare scroscianti applausi del pubblico biancoceleste. L’angolano riesce ormai anche ad attribuire all’avvio dell’azione grande pulizia e ad accompagnare la manovra con tecnica invidiabile. Un plauso non pu√≤ che esser poi riservato a Luiz Felipe Ramos, che viene da prestazioni in crescendo e tra Parma e Genoa ha entusiasmato tutti, Inzaghi (che lo ha elogiato in conferenza) in primis. Sempre maggiori le consapevolezze del brasiliano, le stesse che gli hanno permesso di essere tra i migliori calciatori del mese laziale e di inscenare una serpentina memorabile per mettere in porta Ciro Immobile per il definitivo 4-0 biancoceleste sui rossobl√Ļ. Discorso a parte per i magnifici quattro Luis Alberto, Correa, Immobile e Milinkovic. Il serbo √® protagonista di un inizio di stagione forse sottovalutato ma pregevole sotto tutti i punti di vista, dall’applicazione alla personalit√†; lo spagnolo √® in forma strepitosa e da solo sembra in grado di illuminare il gioco nella posizione di mezz’ala acutamente disegnata dal tecnico per lui che cos√¨ bene aveva reso anche alle spalle di Immobile da “sottopunta”. Se Ciro continua a vestire i panni della garanzia assoluta sotto porta, il Tucu continua imperterrito a mostrare giocate d’alta scuola ma a mancare colpevolmente nello spunto decisivo e a peccare di cinismo. Dai piedi di questi tenori passa tutta la Lazio: nessuno degli 11 gol siglati in campionato √® suscettibile di essere svincolato da una loro giocata.¬†

fab four

BOTTINO DA INCREMENTARE – Senza dimenticare Felipe Caicedo. Il numero 20 ha firmato il rinnovo del contratto non prima di essersi preso la squadra sulle spalle risultando il migliore in campo al Meazza contro l’Inter di Antonio Conte. Tante sponde e un lavoro di squadra incredibile, coronato da una rete in fotocopia a quella del derby di ritorno dell’anno scorso. L’ha realizzata al Genoa con un ingresso in campo superbo, √® stata anche la prima segnatura di stagione, dopo lo sfortunato palo colpito a Ferrara nella prima frazione di gioco. Eppure non √® tutt’oro quel che luccica. Perch√© se √® vero che le caratteristiche dell’ex Espanyol si sposano a meraviglia con quelle dei compagni, √® altrettanto corretto affermare, guardando i numeri, che ogni traguardo collettivo passer√† necessariamente per un incremento del bottino di reti. Felipe infatti, ad eccezione delle situazioni appena menzionate, non ha mai tirato in porta in stagione, e tra Cluj, Milano e Genoa ha scagliato solo un tiro (alto) verso la porta avversaria. Troppo poco. Se si osservano i dati relativi alle ultime cinque annate √® impietoso il¬†divario in tema di feeling con la porta rivale tra Immobile e gli altri. Il bomber di Torre Annunziata rimane sull’onorevole media di 21 gol a stagione, i compagni lo guardano a distanza di sicurezza. Ecco perch√© serviranno anche le reti degli esterni in rosa, ad oggi non certo la specialit√† di casa se si considera che Lazzari ha una media di un gol a campionato in Serie A e Lulic non ha mai garantito pi√Ļ di quattro o cinque reti a stagione. Inzaghi dovr√† trovare i gol dei centrocampisti, sperando che Luis Alberto e Milinkovic possano essere sistematicamente presenti sul tabelloni dei marcatori, e che Immobile sia assistito da ottime condizioni di salute. La crescita del reparto √® legata per√≤ al numero 11. Correa √® stato il capocannoniere delle amichevoli estive ma ad inizio ottobre √® fermo al solo gol alla Sampdoria. L’esplosione del Tucu nel senso di una maggiore confidenza con la rete √® la variabile che pu√≤ scombinare in positivo i piani della Lazio e delle concorrenti.

 

media gol attacco

TOUR DE FORCE – Gli esami in tal senso sono imminenti. Dopo Bologna e tra le due sfide decisive per il cammino europeo al Celtic Glasgow la Lazio √® attesa dai probanti test con l’Atalanta, la Fiorentina, il Torino e il Milan. Nelle ultime quattro sfide di campionato con queste squadre i punti raccolti non hanno superato l’unit√† (1-1 a Firenze, 1-0 di Kessie a San Siro, 1-3 orobico a Roma e 3-1 granata a Torino).¬†Ancora una volta i testa a testa in questione saranno decisivi per ponderare le velleit√† della squadra capitolina in una stagione che seppur cominciata¬†da poco vede gi√† una prima decisiva curva. Serve rimanere in pista e proseguire la corsa, per farlo ci sar√† bisogno di tutti. Siamo solo all’inizio, ma una buona fetta di stagione √® in ballo gi√† nel mese di ottobre.

calendario

N.F.

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