Da Ferrara a Cluj: ecco cosa (non) è cambiato a distanza di pochi giorni

di MARCELLO BALDI

Bisognerebbe imparare dai propri errori. Invece la Lazio di Simone Inzaghi, a distanza di soli 5 giorni, cade esattamente nella stessa trappola che a Ferrara era costata i tre punti.
Contro la SPAL il tecnico aveva deciso di risparmiare Milinkovic-Savic, Correa e addirittura Bastos, scelte che già ad inizio gara avevano fatto sorgere qualche dubbio. Tuttavia, sono i risultati a dover far parlare. La Lazio scende in campo bene, nonostante le assenza, ma dopo il vantaggio vanifica molte delle palle gol create.
Nella ripresa il calo di prestazione è lampante e i padroni di casa, al primo pericoloso tiro in porta, trovano il pareggio con Petagna, su palla inattiva. Il gol di Kurtic, allo scadere è si rocambolesco e beffardo, ma mette in evidenza i limiti della retroguardia biancocelste, schiacciata ed impreparata sull’offensiva spallina.

Gli stessi episodi si sono riproposti questa sera: al vantaggio, nato dai piedi di Jony, unico sufficiente nella gara odierna ed autore di numerosi cross pericolosi, prima il pareggio su calcio di rigore, regalato nuovamente su palla inattiva da un ingenuo Lucas Leiva. Nella ripresa nuovo calo di rendimento, proprio come in campionato, e la squadra capitola al 75′: difesa sterile che permette agli avversari di arrivare in area a calciare in maniera indisturbata. La traversa salva Strakosha, ma è proprio l’albanese, inspiegabilmente, a sbagliare l’uscita sul pallone tornato in gioco e a permettere a Omrani di colpire di testa. In ritardo anche Acerbi, che non riesce a salvare.
Sul finale l’unico vero guizzo è di Cataldi, a cui viene miracolosamente negato il gol dal portiere avversario.
Anche oggi, forse più sensatamente, due big quali Immobile e Luis Alberto sono stati lasciati fuori. Non hanno saputo dimostrarsi all’altezza elementi come Correa, inconcludente in tutte le sue giocate, Lazzari, mai in partita ed autore di molte scelte discutibili, Caicedo, volenteroso ma poco brillante rispetto alla passata stagione.
Più positiva la prova di Milinkovic, responsabilizzato dalla fascia al braccio. L’impressione, tuttavia è che alla Lazio sia mancato un vero leader in mezzo al terreno di gioco, oggi in Romania come domenica scorsa a Ferrara.

 

M.B.

Follow LAZIALITA on Social
0