FORMELLO – Gruppo al completo e voglia di rivalsa, la Lazio ricomincia da Cluj-Napoca rifacendosi il look nella gara (verosimilmente) dai mille esordi

 

di Niccolò Faccini

FORMELLO – La Lazio si lecca le ferite e non ha tempo di rimuginare sul ko inflitto dalla SPAL in quel dell’ormai fatale Ferrara. Il brusco stop di domenica ha rappresentato la prima sconfitta stagionale nonchĂ© un campanello di allarme cristallino che ha spostato i riflettori sulle troppe volte in cui la Lazio giĂ  in passato ha commesso gli stessi identici errori in fotocopia. Si parla di cali fisici, ma anche e soprattutto di break mentali, oltre che di una personalitĂ  e cattiveria agonistica che spesso finiscono per latitare, per stessa ammissione di Senad Lulic – che nella zona mista del Paolo Mazza ha ammesso di non riuscirsi a spiegare la difficoltĂ  consolidata della squadra di imparare dalle proprie disgrazie sportive – e del tecnico Inzaghi, che inviperito ai microfoni di Sky Sport ha affermato che evidentemente la compagine biancoceleste non possa ancora considerarsi una “grande squadra” a tutti gli effetti. Una batosta che non ci voleva, che va ad incidere sull’umore e sulla classifica, che recita 4 punti, meno della metĂ  del bottino disponibile nelle prime tre di campionato. Una batosta che però va tramutata in rabbia e ferocia sul campo, una batosta da cui la Lazio vuole e deve uscire piĂą forte di prima. Il motivo è semplice: il passato è alle spalle e il futuro prossimo racconta di 6 gare in 18 giorni da qui alla prossima sosta per le Nazionali. Gli aquilotti sono in corsa su molteplici fronti, e conoscono i prossimi rivali a menadito. Lo stesso non può dirsi del luogo dove la Lazio disputerĂ  la Supercoppa italiana in gara secca contro la Juventus. A differenza di due anni fa (quando la banda di Inzaghi si impose sulla Juve pluricampione di Massimiliano Allegri) la sfida che mette in palio un prestigioso trofeo non si è disputata in estate ma si giocherĂ  in inverno. La meta quasi certa sembrava (e a tutt’oggi è) l’Arabia Saudita, ma in queste ore dal sindacato dei giornalisti Rai Usigrai e da Amnesty International – organizzazione non governativa per la tutela dei diritti umani – arrivano forti pressioni alla Lega e ai due club affinchè la partita possa avere uno scenario diverso da un paese che (si legge nella lettera) ignora i diritti civili, e la libertĂ  di stampa: è richiesta una “precisa e benvenuta assunzione di responsabilitĂ , oltre che un segnale che lo sport e il calcio in particolare possono essere un veicolo straordinario di valori e un esempio virtuoso di grande importanza per il pubblico e per i tifosi piĂą sensibili cioè i giovani”. L’assassinio del giornalista Khashoggi sarebbe “l’ennesimo colpo a chi crede nella libertĂ  di stampa” e nella fattispecie si configura come casus belli di una decisione che in ogni caso arriverĂ  a breve. Sindacato Rai e Amnesty International puntano sul fatto che il contratto siglato dalla Lega preveda lo svolgimento di tre gare di Supercoppa in 5 anni in Arabia Saudita, una delle quali ha giĂ  avuto luogo tra Milan e Juventus l’anno appena trascorso (1-0 per i bianconeri, rete decisiva di Cristiano Ronaldo, ndr): significa che optare per una location diversa non rappresenterebbe violazione contrattuale.

 

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UEL E CLUJ – Ma i romani sono impegnati come detto su piĂą tavoli, uno di questi risponde all’UEFA Europa League, competizione che vede la Lazio vera e propria habituè e che i biancocelesti si apprestano ad affrontare con velleitĂ  di arrivare in fondo. La squadra è stata inserita in uno dei gruppi piĂą ostici della manifestazione quantomeno sulla carta: trattasi infatti dell’unico raggruppamento in cui a spartirsi i primi due posti validi per l’accesso alla fase ad eliminazione diretta saranno 4 squadre titolate nell’ultima stagione. I campioni di Romania del Cluj, il temibile Rennes detentore della Coppa nazionale francese vinta ai calci di rigore dopo incredibile rimonta ai danni del PSG, i campioni di Scozia del Celtic Glasgow. Romeni e scozzesi si sono giĂ  affrontati nei turni preliminari di Champions League, il che contribuisce ad incrementare la dimensione del peso specifico di avversari che sulla carta partono quasi tutti alla pari. La Lazio non è nuova a sorteggi sfortunati, basti pensare che la scorsa stagione -dopo aver pescato il Marsiglia finalista dell’edizione precedente e i tedeschi dell’Eintracht partiti dalla terza fascia e poi eliminati dal Chelsea ai rigori solo nelle semifinali – Milinkovic e compagni sono stati estromessi dalla societĂ  con maggior numero di Europa League in bacheca da quando la manifestazione ha mutato denominazione, il Siviglia. Giustiziere dei biancocelesti era stato invece il Salisburgo nell’annata ancora precedente, in quel caso Inzaghi si fermò ai quarti di finale a causa di una dramma sportivo palesatosi nel 4-1 della gara di ritorno della Red Bull Arena della cittĂ  austriaca dopo un convincente 4-2 dell’Olimpico. L’avventura della Lazio comincia a Cluj Napoca, nel cuore della Transilvania, dove l’obiettivo è non incappare in altri scivoloni e non farsi intimorire dai vampiri: la squadra di casa è avversario piĂą abile di quanto non si possa pensare o di quanto possa dire il suo piazzamento nella quarta urna dei sorteggi di Montecarlo. La spina dorsale del Cluj è di tutto rispetto ed è composta dal portiere Arlauskis, da Burca e Cestor, centrali della consueta difesa a 4 di mister Dan Petrescu, dai centrocampisti Itu e Deac e dal talento di Omrani e Maxi Pereira. In avanti lo spauracchio è Lacina Traore, calciatore ivoriano classe 1990 originario di Abidjan protagonista sino ad oggi di un’ottima carriera con le maglie di Kuban Krasnodar, Anzhi, Monaco, Cska Mosca, Gijon e Amiens. E’ nato calcisticamente nel Cluj, dove ha militato dal 2008 al 2011, per poi farvi ritorno nella stagione in corso. Nel reparto offensivo dovrebbe fare le veci di Mario Rondòn, esperto centravanti venezuelano che è ancora ai box causa infortunio. Al di lĂ  dei nomi poco indicativi ai piĂą, sarĂ  impossibile per i biancocelesti sottovalutare l’avversario dopo quanto accaduto con la SPAL. “Ci servirĂ  da lezione”, ha ripetuto Inzaghi qualche giorno fa riferendosi all’ultima cocente delusione in Serie A. L’esame arriva soltanto quattro giorni dopo, e coincide con l’esordio nel gruppo E, in programma giovedì alle 18.55.

 

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ANTIVIGILIA E PROBABILE FORMAZIONE – Nella tana delle aquile a Formello va in scena l’allenamento dell’antivigilia agli ordini dell’allenatore Inzaghi, del vice Farris e dello staff. Domani è prevista la partenza e la conferenza stampa di presentazione del match da parte del tecnico e di un calciatore della lista dell’Europa League. Inzaghi fa sudare i calciatori nella parte atletica per poi procedere a schemi di possesso palla e ad esercitazioni sui cross dal fondo, siano essi alti o bassi, con Lazzari, Patric e Jony a scaraventare la sfera al centro dell’area di rigore e a chiamare a prodigiosi interventi a salvare i pali Guerrieri e Proto. Il custode della porta biancoceleste dovrebbe essere proprio il belga, che lo scorso anno ha giocato soltanto le prime due gare del girone di Europa League e ha trovato l’esordio in campionato e la seconda apparizione in Serie A solo nelle inutili trasferte di Cagliari (vittoria 2-1) e Torino (sconfitta 3-1). Lukaku lavora con i compagni al Fersini ma non fa parte della lista europea e dunque non sarĂ  arruolabile. Assieme a lui faticano anche Adekanye e Luiz Felipe, che non erano stati portati a Ferrara per i rispettivi acciacchi ed hanno puntualmente ripreso ad allenarsi ad inizio settimana come anticipato in sala stampa sabato scorso dal mister. Non verranno rischiati e saranno pronti per la sfida casalinga di campionato col Parma in programma domenica prossima. Il capitolo retroguardia non dovrebbe creare grossi grattacapi di formazione: la certezza è il solito Acerbi, che anche nell’ultima stagione non ha mai rifiatato nemmeno in Europa e sarĂ  l’ultimo baluardo difensivo. A sinistra Radu lascerĂ  con tutta probabilitĂ  il posto a Bastos, che sta ancora cercando l’intesa con la societĂ  capitolina per il rinnovo del contratto e a Ferrara non è nemmeno stato preso in considerazione, neppure al momento dell’uscita dal campo precauzionale di Patric, su cui pesava come un macigno un’ammonizione. La posizione di terzo centrale di destra è quella che desta maggiori perplessitĂ  ed ancora costituisce rebus irrisolto, ma Vavro dovrebbe essere in vantaggio su Patric, che nelle rotazioni potrebbe anche essere impiegato col Parma come accaduto lo scorso anno, quando lo spagnolo giocò col compito ingrato di marcare il velocissimo Gervinho. Il ballottaggio verrĂ  sciolto alla vigilia, ma qualora dovesse vincerlo l’ex Copenhagen allora andrebbe in scena il debutto assoluto da titolare per il difensore slovacco prelevato in estate nonchĂ© acquisto in difesa piĂą costoso dell’intera gestione Lotito. Anche sulle corsie laterali la questione dovrebbe essere molto semplice: a meno che Inzaghi non decida (improbabile) di optare per Patric come quinto di destra, non dovrebbe essere in discussione Manuel Lazzari (esordio in carriera in UEL), che non deve neanche vincere la concorrenza con Marusic, essendo il montenegrino squalificato per tre giornate a causa dell’espulsione rimediata al Sanchez Pizjuan di Siviglia nel febbraio scorso. Sulla sinistra capitan Lulic si accomoderĂ  in panchina per consentire l’esordio dal primo minuto di Jony Rodriguez, che ha calcato il terreno di gioco con la casacca biancoceleste solamente nell’ultimo quarto d’ora del derby di Roma di inizio mese. Jony avrĂ  anche incombenze difensive, ma giocherĂ  a tutta fascia e le sue scorribande saranno una fonte di gioco preziosa per la truppa biancoceleste. In mezzo al campo Leiva potrebbe rifiatare in favore di Danilo Cataldi, che potrebbe avere la chance di esordire in stagione dopo essere stato accantonato nelle prime partite. Il brasiliano però sta recuperando posizioni nella testa di Inzaghi, che potrebbe rinviare ancora l’esordio stagionale dell’autore del terzo gol nel derby di ritorno dell’annata scorsa. L’altra ipotesi è quella di un Parolo in cabina di regia, ma nel ruolo di play il centrocampista di Gallarate ha tanto bene reso a Marassi quanto faticato nel finale di SPAL-Lazio e anche a lui dovrebbe essere concesso un turno di riposo. Chi ci sarĂ  dal primissimo minuto è Sergej Milinkovic, che nelle ultime tre partite – comprendendo anche le due sfide con la Serbia – è stato oggetto di rinuncia dal 1’ in ben due circostanze. L’esclusione di Ferrara non è rimasta inosservata, e il numero 21 dovrebbe ora giocare dal primo minuto sia in Europa che nelle prossime ravvicinate gare di campionato. L’altra maglia in mediana potrebbe andare a Valon Berisha, che quest’anno non ha disputato nemmeno un minuto pur avendo brillato a Southampton nella sfida con l’Inghilterra, affrontata da leader del Kosovo nell’ultima sosta. La societĂ  ha deciso di tenere l’ex Salisburgo e di puntare molto su di lui, tanto da rinunciare definitivamente a Murgia e Badelj senza riempire altre caselle nel suo ruolo. Per il direttore sportivo Igli Tare il centrocampista sarĂ  agevolato dalle nuove idee tattiche dell’allenatore e dal modo di giocare piĂą spregiudicato ed improntato al pressing e al fraseggio della formazione laziale; per il tecnico Berisha sarĂ  una “risorsa che potrĂ  tornare molto utile alla rosa”, evidentemente giĂ  a partire da giovedì. Quando in attacco tornerĂ  il Tucu Correa, che delle 55 partite con Inzaghi ha giocato da titolare nemmeno i due terzi ed è desideroso di prendersi definitivamente la Lazio dopo essersi ritagliato uno spazio importante anche con l’argentina di Scaloni. Subentrato a mezz’ora di orologio dal fischio finale nel match contro la SPAL, giovedì dovrĂ  duettare quasi sicuramente con Felipe Caicedo. L’attaccante dell’Ecuador, anch’egli in attesa di un tanto vaneggiato rinnovo – le parole di Inzaghi alla vigilia della prima di campionato sono state supportate nelle settimane anche da quelle di Immobile, che si è detto fiducioso circa un prolungamento del collega e amico – è stato forse il migliore dell’11 biancoceleste in Emilia Romagna nell’ultima spedizione, e in quella occasione ha centrato l’ennesimo palo stagionale abbinandolo però a giocate di intelligenza e qualitĂ , prima di essere sostituito per gli ultimi assalti. L’esordio della Lazio in Europa League fu bagnato nella scorsa stagione da una prova superlativa del numero 20, che prima servì a Luis Alberto un pregevole assist col tacco ad eludere la marcatura dei difensori ciprioti dell’Apollon Limassol all’Olimpico, e poi si guadagnò il rigore del temporaneo 2-0 siglato da Ciro Immobile. L’avanti di Torre Annunziata (giĂ  miglior cannoniere della rosa in stagione con tre reti in altrettante sfide disputate) è stato spesso relegato tra i panchinari di lusso anche nelle due precedenti edizioni di Europa League sotto la gestione Inzaghi ed è altamente possibile che possa fornire un prezioso contributo nella ripresa. Inzaghi comunque si prende qualche altra ora per riflettere, perchè il cinismo e la concretezza sotto porta sono stati il tallone di Achille della primissima frazione di stagione, sulla scia delle troppe partite dell’ultima annata concluse con un tabellino che si “limitava” a segnare il numero “1” alla voce dei gol realizzati. ServirĂ  recuperare determinazione e bel gioco ma soprattutto gonfiare la rete ed essere pragmatici per tornare dalla Romania con un risultato coerente con gli esordi europei degli ultimi due anni, che parlano di una Lazio magari non in toto convincente ma solo e soltanto vincente (Vitesse-Lazio 2-3 e Lazio-Apollon 2-1).

N.F.

 

 

 

 

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