IL MATCH – Una spumeggiante e consapevole Italia vince anche in Finlandia, Immobile la trascina e torna al gol. Giganteggia anche Acerbi e Mancini ride…

 

di Niccolò Faccini

Capoclassifica del gruppo J, l’Italia di Roberto Mancini affronta in trasferta la Finlandia per blindare il primo posto, valido per le qualificazioni al prossimo Europeo. Il terreno di gioco è il manto erboso del Tampereen Stadion, impianto che la Lazio conosce bene, avendo disputato proprio su questo campo il match di ritorno dei quarti di finale di Intertoto contro il Tampere United il 23 luglio 2005. Coi finlandesi la Lazio di Rossi pareggiò 1-1 grazie alla rete allo scadere di Roberto Muzzi, guadagnando così il pass per le semifinali, per poi essere estromessa dalla competizione dall’Olympique Marsiglia di un giovane Frank Ribery. Il commissario tecnico della nazionale azzurra si affida ad un undici quasi rivoluzionato negli uomini rispetto a quello che soltanto tre giorni fa si è imposto sul campo dell’Armenia in virtù delle reti di Lorenzo Pellegrini e Andrea Belotti (2). Tra i titolari partono infatti anche i due biancocelesti Acerbi e Immobile: il primo ha il compito di tenere a bada il temibile Pukki, centravanti finlandese in forma straripante nonché capocannoniere della Premier League (5 gol in 4 gare) dietro Aguero con la divisa del Norwich City; il centravanti di Torre Annunziata quello di dedicare al piccolo Mattia un gol anche con la maglia dell’Italia. Gli azzurri sono in testa al girone con 15 punti, e lo scontro di questa sera è una sfida al vertice, poiché i padroni di casa inseguono a 12. Armenia a 9, Bosnia a 6 (queste ultime due compagini si sono sfidate nella serata di ieri, successo armeno con doppietta del neoromanista Mkhitaryan), Grecia a 4 e Liechtenstein fanalino di coda a 0 completano il gruppo. Italia in campo con Donnarumma, Izzo, Bonucci, Acerbi ed Emerson, Jorginho alla regia assistito da Barella e Sensi, che sostituisce lo squalificato Verratti. In avanti Chiesa e Pellegrini a supporto del 17, Immobile.

LA PRIMA FRAZIONE – Privi di capitan Sparv, gli uomini di mister Kanerva partono col piede giusto e si rendono subito pericolosi dalle parti di Donnarumma: funzionano bene i meccanismi in ripartenza, Lappalainen e Kamara assistono il numero 10 Pukki con verticalizzazioni veloci. Su una di queste l’Italia si fa trovare scoperta, Emerson è decisivo in un allungo che gli costa però un problema al flessore. Cambio forzato per Mancini al minuto 8, entra Florenzi. Acerbi e Immobile pagano l’emozione dei primi 15 minuti, ma come tutta la squadra entrano in partita alla distanza. L’Italia fatica a trovare spazio tra le linee e carbura lentamente, così i finlandesi provano a impensierirla: Kamara prova il destro dal limite ma Acerbi è un muro e si oppone in scivolata, facendo arrivare il pallone comodamente tra le braccia di Donnarumma. Il difensore della Lazio gioca con la numero 3, si piazza sul centrosinistra e non disdegna di iniziare l’azione con cambi di gioco illuminanti per Chiesa o passaggi in profonditĂ  per Sensi e Immobile. Ciro partecipa alla manovra e si prende gli applausi della panchina. Crescono gli azzurri, e Sensi al 26’ impegna l’estremo difensore del Bayer Leverkusen Hradecky che è prodigioso a deviare in angolo il chirurgico destro al volo del folletto nerazzurro su assist di Chiesa. Fioccano le occasioni da rete nella seconda parte della prima frazione: Immobile al 30’ va in torsione di testa ma di pochissimo non trova la porta, mettendosi le mani tra i capelli. Ciro cerca da due anni il gol con la maglia azzurra. Il numero 17 è ancora protagonista quando si abbassa per cucire il gioco: da due sue ottime sponde nascono il destro a giro in caduta di Florenzi al 36’ e la chance del minuto 43 per Sensi, che sfrutta il lavoro sporco di Immobile e spara un missile terra aria col destro: portiere avversario battuto, ma la sfera esce di un soffio. Qualche istante prima un sontuoso Acerbi aveva sfiorato la via della rete con un sinistro preciso di collo ribattuto dalla difesa di casa. Squadre negli spogliatoi dopo due minuti di recupero, con l’Italia che meriterebbe il vantaggio in virtĂą di una seconda metĂ  di tempo disputata con qualitĂ  e quantitĂ . Preciso e puntuale in chiusura Acerbi, che gioca da veterano pur essendo alla prima gara ufficiale da titolare sotto la gestione Mancini (in precedenza aveva preso parte dal 1’ solo all’amichevole del novembre scorso contro gli Stati Uniti). Il 3 agisce da centrale di sinistra – il ruolo che ricopre alla Lazio quando Inzaghi opta per Luiz Felipe Ramos perno centrale – e la sua prestazione è fatta di chiusure importanti e grande concentrazione, visione di gioco e appoggi laterali per il subentrato Florenzi, oltre che di percussioni offensive. In fase di impostazione Francesco non sbaglia un pallone, e su ogni pallone sfodera personalitĂ  da vendere Anche Immobile al break può dirsi appagato: al netto del gol sfiorato di testa alla mezzora, l’attaccante laziale ha agito da riferimento mobile, svariando su tutto il fronte offensivo e aprendo numerosi varchi per i compagni.

 

RIPRESA: SI SBLOCCA CIRO – La ripresa si apre con un copione non dissimile dai primi quarantacinque giri di orologio. Acerbi continua a stazionare perennemente in proiezione offensiva e a chiudere ogni spazio con buone marcature preventive, come al 50’, quando rende di facile lettura un’azione offensiva sporadica ma di ottima fattura degli uomini di Kanerva. Tuttavia, come accaduto giĂ  nel primo tempo, l’impatto non è dei migliori e la squadra sembra meno spietata. Immobile è spesso costretto ad indietreggiare perchĂ© poco accompagnato dai colleghi di reparto. Al quindicesimo la svolta: Chiesa a testa bassa supera il diretto avversario e scaglia al centro dell’area di rigore un fendente che grazie ad una deviazione diventa un cioccolatino per la testa di Immobile, che con uno stacco imperioso svetta piĂą in alto di tutti e gonfia la rete. Una segnatura per nulla banale e da vero rapace d’area di rigore. L’ultimo gol con la Nazionale era datato 5 settembre 2017, la vittima in quel caso fu Israele. Ciro si scrolla di dosso un peso non da poco e festeggia a dovere, nel frattempo la panchina azzurra applaude e Mancini sorride compiaciuto. Il 17 è in palla ed esaltato dalla rete compie nel giro di un minuto due falli identici per l’eccessivo pressing dettato dalla foga agonistica. La sua generositĂ  è stata finalmente premiata. L’Italia continua a giocar bene e dominare, legittimando la supremazia, ma ha il demerito di non azzannare l’avversario e tenere aperto il match. Al 64’ Acerbi chiude senza troppi affanni sull’ennesima estemporanea iniziativa offensiva costruita sull’asse Lod-Pukki, ma un minuto piĂą tardi uno dei protagonisti fin lì piĂą brillanti, vale a dire Stefano Sensi, perde ingenuamente un brutto pallone in disimpegno e regala la sfera a Pukki, che sterza e viene steso dallo stesso centrocampista nerazzurro. Il direttore di gara non ha dubbi e senza esitazioni concede il penalty. Nella circostanza la linea difensiva azzurra ed Acerbi temporeggiano ed evita l’intervento, ma il fallo di Sensi è lampante e così sul dischetto si presenta il numero 10 finlandese. Soltanto trenta secondi prima l’ex Sassuolo si era dimenticato di servire un Immobile tutto solo per vie centrali che avrebbe avuto l’opportunitĂ  di involarsi indisturbato e presentarsi a tu per tu col portiere rivale. Come contro la Grecia dagli undici metri Pukki è implacabile e glaciale: Donnarumma si tuffa in anticipo, la soluzione centrale potente e precisa lo spiazza senza lasciargli scampo. A quindici dalla fine il commissario tecnico italiano richiama in panchina Immobile e inserisce la verve e la fisicitĂ  del Gallo Belotti, per sfruttare i centimetri dell’attaccante granata nell’assalto finale. Esce anche Chiesa, in campo con la 10 l’altro Federico, Bernardeschi. Passano tre minuti e quando il cronometro segna il “79” l’Italia trova il nuovo vantaggio. Sul tiro a botta sicura dall’area piccola di Barella una presunta respinta con la mano induce l’arbitro ad indicare nuovamente il dischetto del rigore. Restano parecchie perplessitĂ , ma come in Serie A anche in campo internazionale bisognerĂ  abituarsi a veder fischiare tante massime punizioni per falli di mano anche non lapalissiani. Jorginho dimostra ancora una volta le qualitĂ  da specialista e trasforma in scioltezza il penalty. Sulle ali dell’entusiasmo gli azzurri vanno vicini al terzo gol quando Bernardeschi vede l’eccellente taglio in profonditĂ  di Belotti e lo serve. Miracolo di Hradecky sul destro a botta sicura del numero 9 e speranze ancora intatte per la Finlandia, che intanto ha effettuato tutti i cambi ed è in campo con un 4-2-4 alla disperata ricerca del pari. Qualche disimpegno errato di troppo rischia di complicare ancora i piani di Mancini, ma la retroguardia è attenta e a centrocampo Barella giganteggia con numeri d’alta scuola abbinati a grande efficacia. I finlandesi tentano il tutto per tutto spedendo diversi palloni alti nella metĂ  campo azzurra e riversandosi in massa in attacco, ma si espongono a contropiedi fulminei dell’Italia che si traducono però in un nulla di fatto a causa di imprecisioni nell’ultimo passaggio. L’Italia soffre ma passa: è la settima vittoria consecutiva, una raritĂ  per gli azzurri e non solo nelle ultime annate.

SEGNALI POSITIVI – La formazione azzurra è apparsa concentrata e determinata ed ha centrato tre punti cruciali in chiave qualificazione. La classifica del gruppo J dice Italia a punteggio pieno con 18 punti sui 18 disponibili, il pass per Euro2020 è ipotecato. Immobile e compagni hanno fatto il vuoto, ma per l’aritmetica servirĂ  la prossima gara contro la Grecia. Gli ellenici in serata sono stati bloccati in casa dal modesto Liechtenstein e il 12 ottobre faranno visita agli azzurri allo Stadio Olimpico. A fare gli onori di casa penserĂ  Immobile, che a fine gara ha dichiarato ai microfoni della Rai: “Erano due anni di digiuno, il gol mi mancava e non posso negare che non esser riuscito a trovarlo rappresentava per me un grande peso. Si sono dette tante cose e si è spesso cercato di creare casi sul rapporto che ho col mister, la realtĂ  è che dovevamo smaltire la cocente delusione della mancata qualificazione ai Mondiali e che io ho sempre fatto il massimo. In Armenia ho riposato perchĂ© avrei giocato titolare oggi, fortunatamente è andata bene. Lo scorso anno ho avuto un periodo non brillante non solo in nazionale ma anche con la Lazio, ora sono ripartito bene con l’Italia e in Serie A”. Immancabile la scontata e doverosa dedica alla famiglia, alla moglie Jessica, alle figlie e al nuovo arrivato Mattia. Il segreto? “Sono rimasto sereno, questa rete è per i miei cari che hanno sofferto con me e mi sono sempre accanto”. Roberto Mancini può gonfiare il petto e fregiarsi del merito di aver creato un gruppo davvero vasto di giocatori tra cui poter scegliere con serenitĂ . “Oggi i nuovi (Izzo, Acerbi, Sensi, Immobile) hanno fatto tutti benissimo, sarĂ  una risorsa fondamentale poter avere soluzioni diverse per le prossime partite”, questa l’opportuna considerazione dell’allenatore di Jesi. La sua Italia vince, convince, ed è pronta a brindare ad un traguardo – quello della sicurezza di partecipare all’Europeo – che qualche mese fa era tutt’altro che prevedibile. La tranquillitĂ  con la quale la Nazionale ha dominato in casa e in trasferta nell’ultimo anno è un segnale positivo da cui ripartire per tornare protagonisti sui palcoscenici piĂą illustri ed affascinanti. La nuova Italia, seppur incline a cambiare spesso interpreti, assomiglia sempre piĂą ad una certezza.

 

N.F.

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