Il Messaggero – Lazio, nessuna rivoluzione e panchina corta

Si è chiuso il mercato senza nessun botto in entrata per la Lazio, che nell’ultimo giorno di trattative si è limitata a cedere Wallace in prestito allo Sporting Braga e ad acquistare il giovane Raul Moro dalla cantera del Barcellona, che giocherà con la Primavera. Inzaghi ha ottenuto la permanenza dei suoi due gioielli Milinkovic e Luis Alberto e l’ingaggio di un calciatore di sicuro rendimento come Lazzari, che aveva richiesto alla società anche lo scorso anno. Forse avrebbe gradito un attaccante in più il tecnico piacentino, dato che in caso di raffreddore o infortunio per Caicedo ed Immobile, ci sarebbe il solo Adekanye da poter affiancare a Correa in attacco.

Secondo Il Messaggero  il rischio per i biancocelesti è che la panchina non dia garanzie numeriche e qualitative per le tre competizioni da disputare. Avendo visto all’opera l’undici titolare nelle amichevoli estive e, soprattutto, nelle prime due partite di campionato, sembra che la scelta dei capitolini di cambiare poco o nulla nella rosa, possa essere un vantaggio, almeno all’inizio. I tifosi più lungimiranti guardano alla lunga stagione che ha davanti la Lazio, con circa 50 partite, almeno, da giocare. Vavro non sembra avere la piena fiducia dell’allenatore che gli ha preferito Luiz Felipe nei primi due match stagionali, Jony ha ottenuto il transfert poco prima del derby, ma nei minuti disputati ha dimostrato di poter dare il suo contributo. Se la fascia destra sembra essere più solida con Lazzari e Marusic, potenzialmente entrambi titolari, sulla sinistra Lulic per ora è il punto fermo. Dietro il capitano scalpitano appunto Jony, Lukaku e Durmisi che è rimasto a Roma.

 

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