CONFERENZE DERBY – Fonseca sorride: “Partita spettacolare”, Inzaghi storce il naso: “Sì, ma ci mancano due punti. Mai visti 4 pali di una squadra in 21 anni a Roma…”

 

di Niccolò Faccini

ROMA, STADIO OLIMPICO – Una partita pirotecnica, una gara dominata in lungo e in largo, tanta imprecisione nell’area di rigore avversaria e anche una buona dose di sfortuna. La Lazio di Simone Inzaghi a tratti surclassa la Roma, apparsa compagine ancora in costruzione, ma ha il demerito di non riuscire ad annichilirla, a piazzare il colpo del ko. “E’ un privilegio poter vedere partite con questo tipo di gioco, con questo livello di calcio, i tifosi sono stati deliziati”, ha dichiarato l’allenatore giallorosso Fonseca ai microfoni di Sky Sport a fine gara, lo ha fatto a ragione, perchĂ© l’11 di Inzaghi ha sciorinato una prestazione emozionante caratterizzata da linee di gioco studiate e ristudiate in settimana, con una qualitĂ  devastante nel fraseggio offensivo. Tuttavia la luciditĂ  sottoporta è un dato da registrare il prima possibile per gli aquilotti, perchĂ© una mole di gioco simile non può non essere concretizzata a dovere, se l’obiettivo stagionale è lottare per i primissimi posti. I quattro legni colpiti dai biancocelesti e i due pali colpiti da Zaniolo fotografano solo in parte l’andamento di una partita roboante quanto ad occasioni da gol, ma quasi a senso unico. La Lazio infatti ha costruito a tre a centrocampo trovando la verticalizzazione con costanza e riuscendo in piĂą circostanze a tagliare la retroguardia avversaria (ballerina come da pronostico).

I primi quindici minuti hanno visto due compagini affrontarsi a viso aperto, coi biancocelesti padroni della mediana ma spesso disattenti in fase di arretramento. Il palo di Leiva e quello di Correa derivano da gesti tecnici notevoli, quello di Immobile è un’occasione fallita. Le due chances per Zaniolo invece, seppur estemporanee, faranno accendere un campanello d’allarme per la difesa della Lazio, che ha permesso al trequartista avversario di arrivare al limite dell’area di rigore con eccessiva facilità. Ma Acerbi e compagni hanno difeso bene per tutto l’arco del match, pressando il nemico e rendendogli estremamente complessa l’uscita dalla fase difensiva. “Tanti gli errori in uscita”, ha rimarcato Fonseca in conferenza stampa nella pancia dell’impianto capitolino, “ma sono stati anche dovuti al fatto che la Lazio è una squadra con enorme qualità e potenziale. L’uscita da dietro? Abbiamo alternato uscite lunghe a uscite corte, spesso non hanno funzionato, ma a me piace iniziare l’azione da dietro”. Questione di filosofie, questione di mentalità. Il credo tattico di Inzaghi non è mutato, ma il tecnico piacentino dimostra ogni giorno che passa di evolversi ed aggiornare schemi e idee tattiche. La Lazio di questa stagione effettua un pressing più alto e feroce, accettando anche di scoprirsi un po’ a centrocampo sulle ripartenze delle avversarie, ma la fase difensiva sembra migliorata e i numeri delle occasioni da rete son cresciuti esponenzialmente. Nessuna squadra di Serie A aveva collezionato un maggior numero di tocchi di palla nell’area di rigore nemica rispetto alla Lazio formato derby, eppure il tabellino dice 1-1 e quindi non si può essere contenti. Ai microfoni di Sky Sport Inzaghi ha evidenziato: “C’è amarezza, perché abbiamo fatto 21 tiri e preso 4 pali, mi ricordo anche l’occasione di Lazzari che è stata clamorosa, poi quella di Correa. L’amarezza è davvero tanta, il rammarico è grande perché abbiamo tenuto bene il campo, forse all’inizio col gol di Leiva sarebbe cambiata la partita, invece il loro rigore gli ha permesso di abbassarsi e fare una gara diversa. Dovevamo avere un pizzico di cattiveria in più”. Già, perché la Lazio (come confermato dagli studi di Sky da Marocchi) “ha giocato da 10 per settanta minuti”, pur coinvolgendo pochissimo Lazzari nella prima frazione. “Kluivert rientrava spesso, Manuel era sempre pronto a ricevere e noi nel primo tempo non lo abbiamo servito bene, dovevamo essere più precisi, significa che dovremo lavorare meglio, Avremmo dovuto avere 6 punti, ne abbiamo solo 4, quindi dobbiamo lavorare”. Conferma Fonseca, che ha ammesso in sala stampa di dover correggere più di qualcosa nel settore centrale del pacchetto difensivo. Gli esterni giallorossi non hanno convinto in toto la nuova guida tecnica giallorossa. “Gli esterni della Lazio ci hanno messo in grande difficoltà, Lulic e Correa ci superavano spesso sulla fascia. Li abbiamo sfidati a viso aperto, ma abbiamo perso troppi duelli. In Serie A c’è tanta qualità, la mia squadra ha sofferto la tecnica della Lazio e non è riuscita a riportare sul campo tutte le cose che avevamo preparato. Sul piano difensivo però non mi sento di aver subìto tantissimo, i tiri della Lazio sono avvenuti soprattutto da fuori. Abbiamo gestito poco la sfera nella fase centrale del match, lo abbiamo fatto meglio nel finale. Poi è chiaro che non siamo stati perfetti: la Lazio è una grande squadra, e non ho problemi ad ammettere che se ci siamo abbassati troppo è perché loro ci hanno costretto a farlo.”.

La sensazione è che le due squadre si siano affrontate in momenti diametralmente opposti: la Roma “è ancora in una fase di ambientamento, di acquisizione di consapevolezze”, mentre la Lazio è apparsa chiaramente piĂą avanti in termini di gioco. Il che non può che acuire i rimpianti per tre punti che sarebbero stati meritati ma che sono rimasti solo in potenza. Inzaghi non può ancora crederci, e quando siede in conferenza scuote la testa. “Per come abbiamo giocato avremmo dovuto solo vincere. Dei nostri 21 tiri 13 sono stati nello specchio, il calcio è anche questo. Siamo stati bravi a reagire allo svantaggio, dispiace perchĂ© in 21 anni di Roma non ricordo 4 pali da parte di una sola squadra. Cambio di Milinkovic? Avrebbe potuto fare meglio, Parolo è entrato benissimo e ha preso una traversa, siamo in tanti, l’allenatore decide e a seconda del risultato poi si dice che la sostituzione è stata fatta bene o male. Milinkovic, Leiva e Luis Alberto hanno fatto discretamente. Io sono amareggiato, a volte si dice che quando non si può vincere bisogna tenersi il pari, questa volta non posso dirlo. La prova di oggi però aumenta l’autostima, così anche la prova di Marassi contro la Sampdoria. Dovevamo essere in testa alla classifica, perchĂ© oggi affrontavamo una squadra forte che però secondo me ha sfruttato molto il fatto di essere andata in svantaggio. Li abbiamo costretti ad abbassarsi, Fonseca di solito non gioca così. Avremmo dovuto però coinvolgere di piĂą Lazzari. Il rigore? E’ stato cercato il braccio di Sergej ed è stato trovato, dobbiamo adeguarci al piĂą presto altrimenti incontreremo calciatori importanti che saranno abili a sfruttare questo regolamento. Purtroppo stanno concedendo spesso questo tipo di rigori”. Un Inzaghi dalla mimica facciale palese, piĂą scuro in volto che soddisfatto della performance fornita. Un viaggio del genere andava concluso andando a meta, vincere avrebbe costituito un viatico per migliorare ancora e avrebbe voluto dire trascorrere la sosta con una ancora maggiore serenitĂ . Tuttavia, non c’è da disperare, giacchĂ© le trame di gioco e la freschezza vista in una giornata afosa e caldissima saranno la base di partenza da cui spiccare il volo dopo la pausa per le nazionali. “Adesso lavorerò con i pochi che rimarranno con noi a Formello, dovremo fare meglio”. E’ mancata solo la stoccata finale, la zampata risolutiva, che pure si era materializzata su un cross di Jony, purtroppo assistito da Correa quando era in offside. La Lazio esce con la certezza di poter competere con tutte, ma con l’assillo di dover imparare a concretizzare una superioritĂ  talvolta schiacciante. Trattasi di un neo che i capitolini si portano dietro da piĂą di qualche annata, e dal mercato non arriveranno nuovi innesti nel reparto offensivo. I sostenitori della Lazio si augurano che l’intesa tra gli avanti biancocelesti possa essere affinata al meglio e che la sfida odierna possa essere etichettata come la piĂą tipica delle gare stregate. Da Lazzari a Parolo, da Immobile a Correa, nessuno è riuscito a centrare la porta, così il grido dei tifosi è rimasto solamente strozzato. C’è da correggere la mira e da essere meno frenetici nell’area avversaria. Ma è solo l’inizio e c’è ancora tempo.

N.F.

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