SORTEGGIO EUROPA LEAGUE – Lazio in prima fascia, ma può sorridere? Dal PSV al Lugano, dal Getafe al Rennes: ecco le 4 urne di Montecarlo!

 

di Niccolò Faccini

Il maestoso debutto in campionato al Marassi della Lazio vuole essere manifesto programmatico e non trasformarsi in un boomerang: favellare di una compagine quasi perfetta risulterebbe ampolloso e poco produttivo. Tuttavia, se è vero che i calciatori non dovranno cullarsi su una vittoria per certi versi fantascientifica, altrettanto impossibile è non soffermarsi sulla prova di forza andata in scena alle calende della Serie A. L’11 sceso in campo in Liguria somiglia molto alla formazione tipo delle aquile, con un Leiva in più almeno sulla carta pilastro irremovibile del centrocampo biancoceleste. Ma i capitolini saranno chiamati a disputare tre competizioni e già i mesi di settembre e ottobre saranno – calendario alla mano – onusti di impegni. Perché se il nostro campionato ha aperto i battenti, la fervente attesa per tornare a calcare i campi europei è agli sgoccioli. Tre settimane e la coppa delle Leghe Europee accenderà i riflettori.

L’EUROPA NON PUO’ ATTENDERE – Dopo due edizioni con esiti diametralmente opposti, leggasi rispettivamente l’ingresso nelle migliori 8 della seconda manifestazione continentale e poi la bruciante eliminazione già al primo turno della fase ad eliminazione diretta, la Lazio è pronta ad immergersi in una nuova appassionante avventura in UEFA Europa League. La debacle di Salisburgo e poi lo sfortunato accoppiamento col Siviglia, sono austriaci e andalusi ad aver interrotto bruscamente i sogni europei dei capitolini nelle ultime due annate. L’allenatore dei biancocelesti Simone Inzaghi ha sempre dimostrato di tenere enormemente alla competizione, rimarcando spesso nelle varie conferenze la soddisfazione per aver superato due volte la fase a gironi con due turni di anticipo. Dominato e vinto con merito il girone con Nizza, Vitesse e Zulte Waregem, il gruppo in cui la Lazio è stata inserita nel 2018/2019 è stato tra i più ostici del torneo: i capitolini furono inseriti per il rotto della cuffia all’ultimo posto della prima fascia nel sorteggio di fine agosto scorso grazie all’eliminazione degli svizzeri del Basilea per mano dei ciprioti dell’Apollon Limassol. Eppure essere tra le 12 teste di serie non si rivelò un vantaggio: oltre ai ciprioti l’abbinamento ha messo sulla strada di Immobile e compagni i finalisti del 2017/2018 del Marsiglia e la sorpresa Eintracht Francoforte, compagine che partiva dalla terza urna ma ha poi vinto il girone con 6 vittorie su 6 costringendo la Lazio ad accontentarsi del secondo posto e si è poi fermata solo in semifinale, quando gli uomini di Hutter sono stati estromessi dal Chelsea solo ai calci di rigore.

GLI ULTIMI SARANNO…IN PRIMA! – Al di là del precedente dello scorso anno, Inzaghi spera in un sorteggio morbido, e la storia sembra ripetersi. La Lazio è la dodicesima e ultima formazione inserita in prima fascia, ed eviterà così le undici squadre che il ranking UEFA indica come le più forti della competizione: le aquile non dovranno affrontare lo spauracchio Siviglia, gli inglesi dell’Arsenal e del Manchester United, il Porto (clamorosamente eliminato dal Krasnodar al terzo turno preliminare di Champions League), la Roma (che ha ottenuto il pass senza giocare in virtù dell’esclusione del Milan dalle manifestazioni UEFA), gli ucraini della Dinamo Kiev e i turchi del Besiktas, oltre a Basilea, Sporting Lisbona, CSKA Mosca e Wolfsburg. Queste compagini hanno tutte un coefficiente più alto dei biancocelesti, che però a loro volta vantano un coefficiente più alto di tutte le altre squadre che hanno raggiunto il tabellone della fase a gruppi. La Lazio deve dire grazie ad Olympiacos, Ajax e Club Brugge, che hanno passato il playoff di Champions League: greci, olandesi e belgi precedono i capitolini nel ranking e se fossero state retrocesse in Europa League avrebbero soffiato ad Inzaghi il piazzamento nella prima urna. I greci hanno liquidato i russi del Krasnodar già nella gara di andata del playoff, con un poker convincente, per poi ripetersi in Russia (1-2); l’Ajax pur non avendo brillato nel pari esterno del primo atto (0-0 al GSP Stadium, impianto in cui ha giocato anche la Lazio con l’Apollon il 29 novembre 2018, prima sconfitta di sempre di un’italiana in Europa contro un club cipriota) ha sfruttato il fattore campo contro l’Apoel Nicosia (2-0 ad Amsterdam) ed ha ottenuto il pass per la competizione di cui lo scorso anno ha rappresentato la favola eliminando Real Madrid e Juventus; il vecchio club di Wesley (che intanto trascina in Premier League l’Aston Villa alla prima vittoria stagionale contro l’Everton) aveva già ottenuto un importante successo per 0-1 all’andata sul campo del temibile LASK Linz (che aveva estromesso il Basilea nel terzo turno), reso definitivo dal 2-1 del ritorno, col talento Vanaken sugli scudi nel doppio confronto. Anche quest’anno quindi la Lazio sorride al fotofinish, e inizierà il percorso in Europa League tra le regine della competizione. Le sue rivali verranno decise dai bussolotti del Grimaldi Forum di Montecarlo domani venerdì 30 agosto alle ore 13. Il sorteggio provvederà a delineare i 12 gruppi della prima fase dell’Europa League. Come di consueto nella fase a gironi non potranno affrontarsi squadre provenienti dallo stesso paese. Le 24 squadre che passeranno alla fase ad eliminazione diretta vedranno scendere dalla Champions League le otto terze dei rispettivi gironi: queste 32 compagini coltiveranno la speranza di essere presenti a Danzica il prossimo 27 di maggio per l’agognata finale. Già stabilite le date della fase a gironi, con la Lazio impegnata il 19 settembre, il 3 e il 24 ottobre, il 7 e il 28 novembre e il 12 dicembre. Inzaghi si augura di essere protagonista anche al sorteggio della fase successiva, che si terrà il 16 dicembre a Nyon. “Se mi chiedessero di rigiocare una partita penserei allo scontro col Siviglia: siamo arrivati con gli uomini contati altrimenti probabilmente non saremmo andati fuori“. Ai sedicesimi di finale di febbraio la Lazio vuole prendersi una rinvicita. Prima però c’è da approdarvi, e le sfidanti dei biancocelesti usciranno dalla seconda, dalla terza e dalla quarta fascia. Ecco come saranno composte.

URNA – Le teste di serie sono come detto il Siviglia – che rimane regina della competizione pur essendo stata estromessa clamorosamente dallo Slavia Praga nell’ultima edizione dopo aver eliminato proprio la Lazio – e l’Arsenal di Emery, la nuova Roma di Fonseca, il Porto, il Manchester United, la Dinamo Kiev (già incontrata ed eliminata da Leiva e colleghi due anni fa), il Besiktas, il Basilea, lo Sporting Lisbona, il CSKA Mosca e i tedeschi del Wolfsburg, tutte compagini che assieme ai biancocelesti partiranno tra le favorite per aggiudicarsi il trofeo in attesa delle squadre provenienti dai gironi di Champions League (per la verità solitamente vincitrici del torneo senza troppi affanni). Scendendo di categoria e transitando nella seconda urna si entra nel novero delle papabili nemiche. A tal proposito non può non incutere timore la squadra olandese del PSV Eindhoven, che non più tardi di qualche mese fa ha inguaiato l’Inter in Champions ed ha perso il titolo d’Olanda solo al fotofinish. Arcigni anche i russi del Krasnodar, che negli ultimi anni si sono affacciati con continuità alla manifestazione e non possono più essere considerati una matricola. Discorso differente per Celtic Glasgow e Copenhagen, formazioni blasonate di Scozia e Danimarca, abituate a disputare gare di alta levatura anche in campo internazionale. Da evitare i tedeschi del Borussia Monchengladbach, già pescati dalla Lazio nel 2013, quando al Borussia Park fu 3-3 ma ad imporsi nella fase ad eliminazione diretta furono gli aquilotti in virtù della vittoria casalinga. Meno pericolosi i ciprioti dell’Apoel Nicosia, che hanno comunque fatto soffrire l’Ajax nel playoff di Champions. Fastidioso lo Young Boys di Berna: gli svizzeri sono una compagine giovane dotata di freschezza atletica e buona tecnica, e lo scorso anno riuscirono tra l’altro a sconfiggere la Juventus in Champions tra le mura amiche. Astana sarebbe una trasferta non certamente morbida, ed evitare il viaggio in Kazakistan potrebbe essere positivo per la Lazio, che invece potrebbe prendersi la rivincita sui bulgari del Ludogorets di Ratzgrad. Riflettori puntati sullo Sporting Braga: non è nome altisonante ma la squadra portoghese fa della compattezza e della qualità due punti di forza di rilievo, il perno della difesa è Bruno Viana (più volte accostato alla Lazio per il dopo Wallace) e a centrocampo le stelline sono Ricardo e Andrè Horta, fratelli di cui si parla un gran bene. Affascinante l’ipotesi Standard Liegi: il club belga disputa la Jupiler Pro League, ha una casa con capienza di 30mila posti e, nato nel 1898, può essere andare orgoglioso di una storia gloriosa e pluricentenaria di tutto rispetto alle spalle, un po’ come la Lazio. I maggiori pericoli saranno costituiti da quelle compagini che vantano una storia recente invidiabile ma che non essendo frequentatrici assidue delle competizioni europee non sono aiutate dal ranking: incrociare il Wolverhampton è un rischio non di poco conto, dato che la squadra inglese che ha eliminato il Toro parte dalla terza urna. Per non parlare del vecchio club di Caicedo, l’Espanyol, che ha eliminato gli ucraini dello Zorya, o della sorpresa Getafe, formazione che ha recitato un ruolo di assoluta protagonista nell’ultima Liga ed ha sfiorato l’ingresso in Champions League tramite il campionato proprio come accadde alla Lazio il 20 maggio 2018 contro l’Inter. Qarabag e Slovan Bratislava sono squadre abbinate spesso ad italiane: gli azeri hanno incontrato l’Inter tra l’ottobre e il dicembre 2014 facendo una buona figura ed anche in tal caso il problema più grande sarebbe logistico; mentre gli slovacchi qualche anno fa riuscirono nella impresa di eliminare la Roma già nei preliminari dell’Europa League. Il Feyenoord nel playoff si è sbarazzato dell’Hapoel Beer Sheva – altra vecchia conoscenza dell’Inter in Europa League – e si candida al ruolo di guastafeste per le compagini di prima fascia: pescare la squadra di Rotterdam come avversario del terzo slot sarebbe sinonimo di sfortuna. I tifosi olandesi non hanno buoni precedenti nella Capitale: nel febbraio 2015 incontrarono la Roma nei sedicesimi di finale di Europa League e devastarono la fontana della Barcaccia, capolavoro del Bernini da poco oggetto di restauro ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, con una serie di scontri in Piazza di Spagna che rappresentano una brutta pagina sicuramente non di sport. Il Malmo non è un rivale insormontabile, ma abbina giovani di prospettiva al “grande vecchio” Markus Rosenberg, 37enne centravanti svedese autore di un’ottima carriera tra Nazionale maggiore, Ajax, Werder Brema e Racing Santander. Grande attenzione meritano i francesi del Rennes. Fondato un solo anno dopo la Lazio, nel 1901, lo Stade Rennais non può contare su un palmarès importante fuori dai confini nazionali, ma lo scorso anno è tornato a vincere un trofeo a 48 anni di distanza. E che trofeo: i rossoneri hanno interrotto l’egemonia del PSG in Coppa di Francia, trionfando alla lotteria dei calci di rigore dopo aver rimontato un doppio svantaggio firmato da Dani Alves e Neymar. Non contenti, si sono ripetuti nella nuova Ligue 1, infliggendo un altro inatteso k.o. alla ben più quotata squadra parigina il 18 agosto. Il Roazhon Park è un catino e la squadra è votata all’attacco: lo scorso anno cadde soltanto per mano dell’Arsenal dopo aver stupito segnando ben 6 reti agli spagnoli del Betis Siviglia (che aveva vinto il girone del Milan) ai sedicesimi di finale. Scende dalla Champions League la compagine norvegese del Rosenborg, eliminata dalla Dinamo Zagabria nel playoff. La Lazio la conosce già: tra ottobre e novembre 2015 i biancocelesti affrontarono e sconfissero due volte su due nel gruppo G la società calcistica con sede a Trondheim: 3-1 all’Olimpico e 2-0 in Norvegia. Altra nobile decaduta dal playoff Champions è il Cluj. I romeni hanno già sfidato la Roma nella Champions League 2008/2009 senza perdere tra andata e ritorno, e saccheggiando la Capitale con un 2-1 all’Olimpico (doppietta di Culio), ma oggi – pur non avendo demeritato nella doppia sconfitta di misura con lo Slavia Praga – sarebbero un avversario morbido. Lo stesso dicasi per il Wolfsberger, società della Carinzia che si è distinta nella scorsa Bundesliga austriaca e sarà tra le meteore della competizione, a patto di non diventare scomoda e antipatica come fu la squadra lussemburghese del Dudelange (in cui nel 2018/2019 militava l’ex Lazio Bisevac) per il Milan. L’impianto – la Lavanttal Arena è tra i più piccoli dell’Europa League, con appena settemila posti a sedere. Bella la favola del Lugano. Il 3-3 finale nella Super League svizzera sul campo del Grasshopper nell’ultima gara della scorsa stagione è valso l’accesso ai gironi, un traguardo prestigioso per i bianconeri, la cui tana – lo stadio comunale di Cornaredo – conta appena 6mila unità. Trasferta vicina e comoda, la Lazio accoglierebbe un eventuale abbinamento con questo club con grande positività. Argomentazione non analoga per quanto riguarda l’Oleksandriya, club ucraino recentissimo che ha visto la luce solamente nel 1990. I colori sociali sono il giallo e il nero; la squadra del presidente Kuzmenko aveva già sfiorato la partecipazione al tabellone principale dell’Europa League nella stagione 2017/2018, quando furono i bielorussi del Bate Borisov ad infrangere un sogno che oggi è invece realtà. L’Istanbul BaÅŸakÅŸehir non desta enorme preoccupazione dalle parti di Formello, mentre il LASK Linz va tenuto in considerazione. Dopo il disastro di Salisburgo per Inzaghi è vietato sottovalutare formazioni austriache, e il LASK è appena retrocesso dai playoff di Champions League: il Linzer Stadion è un’arma in più per una squadra capace di rifilare due sconfitte e cinque reti al Basilea appena venti giorni fa. Il Gent in seconda fascia è competitor che la Lazio potrebbe affrontare con relativa serenità, mentre pescare per il secondo anno consecutivo l’Eintracht Francoforte sarebbe una circostanza decisamente sfortunata, pur avendo i tedeschi perso Jovic e Haller accasatisi rispettivamente al Real Madrid e al West Ham di Felipe Anderson. In quarta fascia Vitoria Guimaraes, Dudelange e Ferencvaros non sono novità assolute della manifestazione ma non rappresentano ostacoli di cui aver timore, mentre la trasferta di Trebisonda col Trabzonspor sarebbe un replay del 2013: nel club turco sono passati anche Eddy Onazi e quel Yazici che a lungo è stato corteggiato dalla Lazio come possibile nuovo Milinkovic. Grande romanticismo nell’ipotesi Rangers: Glasgow sta negli anni vedendo risorgere la sua nobile decaduta, che nel playoff ha eliminato il Legia Varsavia, altra compagine già nota alla Lazio. Steven Gerrard in panchina è una garanzia, e far visita all’Ibrox Stadium sarebbe davvero invitante.

FASCIA 1

Siviglia (Spa)

Arsenal (Ing)

Porto (Por)

Roma (Ita)

Manchester United (Ing)

Dinamo Kiev (Ucr)

Besiktas (Tur)

Basilea (Svi)

Sporting Lisbona (Por)

Cksa Mosca (Rus)

Wolfsburg (Ger)

Lazio (Ita)

FASCIA 2

Psv Eindhoven (Ola)

Krasnodar (Rus)

Celtic (Sco)

Copenhagen (Dan)

Braga (Por)

Gent (Bel)

Borussia Monchendbach (Ger)

Young Boys (Svi)

Astana (Kaz)

Ludogorets (Bul)

Apoel Nicosia (Cip)

Eintracht Francoforte (Ger)

FASCIA 3

St.Etienne (Fra)

Qarabag (Aze)

Feyenoord (Ola)

Getafe (Spa)

Espanyol (Spa)

Malmo (Sve)

Partizan Belgrado (Ser)

Standard Liegi (Bel)

Wolverhampton (Ing)

Rennes (Fra)

Rosenborg (Nor)

Istanbul Basaksehir (Tur)

FASCIA 4

AZ (Ola)

Vitòria (Por)

Trabzonspor (Tur)

Oleksandriya (Ucr)

Lask Linz (Aus)

Dudelange (Lus)

Wolfsberger (Aus)

Slovan Bratislava (Slovac)

Lugano (Svi)

Ranger Glasgow (Sco)

Cluj (Rom)

Ferencvaros (Ung)

 

 

Prima giornata: 19 settembre

Seconda giornata: 3 ottobre

Terza giornata: 24 ottobre

Quarta giornata: 7 novembre

Quinta giornata: 28 novembre

Sesta giornata: 12 dicembre

N.F.

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