ESCLUSIVA – Lazialità incontra Cristian Ledesma: “Ecco la mia Academy, binomio di calcio ed etica. Anno zero per me e…per la Lazio!”

La dura legge del calcio, la bellezza del reinventarsi. Per ogni giocatore, prima o poi, arriva il momento di interrompere la propria carriera e pensare a cosa sia più giusto fare una volta appesi gli scarpini al chiodo. Sono molti a tentare, con alterne fortune, il percorso da allenatore mentre altri preferiscono quello dirigenziale. Solo poche eccezioni prendono la coraggiosa decisione di chiudere definitivamente un capitolo della loro vita per aprirne uno nuovo. Una di queste si chiama Cristian Ledesma. L’ex capitano della Lazio, in collaborazione con il Green Club di Roma, a partire da settembre inaugurerà la sua Academy, mettendo a disposizione dei più piccoli la grande esperienza e i profondi valori umani che possiede. L’iniziativa nasce dall’ardente desiderio di lavorare con i giovani, seguire i loro progressi dentro e fuori dal campo ed aiutarli a capire come si vive e ci si comporta all’interno di un gruppo, di una squadra. L’indimenticato centrocampista biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per raccontare le sue emozioni in vista di questo nuovo progetto, non sottraendosi ad un inevitabile commento sulla prossima stagione della sempre amata Lazio.

Cristian, come nasce il progetto Academy?

“L’idea di lavorare con i giovani è presente da molto tempo, per questo circa quattro anni fa ho iniziato a muovermi a Roma per cercare un posto che potesse consentirmi di realizzare quello che avevo in mente. Tutto nasce quando mio figlio ha iniziato a fare scuola calcio, dopo tre mesi ho visto che aveva cambiato il suo modo di correre. Guardando lui ho pensato a quanto sarebbe stato bello lavorare per lasciare qualcosa di tuo ad un ragazzo, vedendo nel giro di qualche mese i suoi progressi”.

Quali saranno le categorie che faranno parte dell’Academy? Ci sarà anche una sezione dedicata al calcio femminile?

“La nostra Academy è rivolta a tutti i bambini nati tra il 2003 e il 2015. Le iscrizioni stanno andando molto bene, a poco più di un mese dall’apertura siamo arrivati a circa 160 elementi. Ci sarà anche una sezione dedicata al calcio femminile, penso sia giusto dare anche alle ragazze la possibilità di fare questo sport. Porteremo avanti anche il calcio a 5. Tutte le attività verranno svolte al Green Club, una struttura molto bella ed importante composta da due campi da calcio a 11, due campi da calcio a 5 e un campo da calcio a 8”

Che tipo di rapporto hai deciso di instaurare con i genitori dei ragazzi? Che cosa ti chiedono quando vengono ad iscrivere il proprio figlio/a?

“Fin dall’inizio ho voluto tenere delle riunioni proprio con i genitori per spiegare loro quali sono le mie idee. Noi non vogliamo dividere i ragazzi in gruppi che vanno in base alle loro qualità. Vogliamo fare scuola calcio in senso stretto, il nostro scopo è che il bambino che viene da noi impari, si diverta e si impegni. Questi sono tre punti imprescindibili. Puntiamo molto sulla parte etica, sull’educazione, non vogliamo lasciare solo degli insegnamenti tecnico-tattici ma anche far capire come ci comporta all’interno di un gruppo, con delle regole che vanno rispettate e mantenute. La nostra idea è quella di non far assistere agli allenamenti i genitori solo per dare più autonomia ai loro figli, dargli la libertà di seguire quello che l’istruttore chiede senza cercare lo sguardo del papà o della mamma se si fa un bel gesto tecnico. Secondo me non è togliere qualcosa ai genitori ma è dare qualcosa in più ai ragazzi”.

Che differenza hai trovato tra i tuoi inizi nel settore giovanile e i ragazzi di oggi?

“Sicuramente manca tanto la strada, quella che noi avevamo. Si sente spesso dire questo, sembra una frase fatta ma è la realtà. I ragazzi di oggi giocano poco quindi bisogna dare loro un punto di riferimento e penso che nella scuola calcio si possa trovare quello che si cerca. C’è da dedicare tempo a chi si approccia per la prima volta al calcio, questa è la cosa primaria. Anche nella mentalità ci sono differenze rispetto al passato: oggi i giovani vogliono o ottengono tutto subito, senza sacrificio, senza sudore. I valori trasmessi dalla famiglia sono sempre i più importanti nella loro formazione”

C’è un allenatore che hai avuto in passato al quale ti sei si ispirato per questa tua nuova avventura?

“Mi piace ricordare il mio primo allenatore nel settore giovanile, Ugo Badini, che mi ha insegnato cosa significa stare all’interno di un gruppo di bambini che fanno sport. Non ricordo la parte tecnica o tattica, ricordo più i valori umani che ci ha trasmesso”.

Quali sono gli obiettivi futuri per quanto riguarda l’Academy?

“Per adesso l’obiettivo primario è organizzare la stagione e riuscire finalmente a partire per far vedere ai bambini e ai genitori come vogliamo lavorare. Il futuro più importante è quello immediato. Vogliamo vedere i ragazzi felici, vogliamo che abbiano voglia di venire al campo per impegnarsi ed imparare. Il futuro è questo”.

In chiusura una domanda sulla Lazio. Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

“Sembra un anno zero, non dico che si sia chiuso un ciclo ma sicuramente è terminato un primo step di Inzaghi al comando della squadra. Bisogna ripartire ma non è un anno dove si devono cercare conferme o meno. Sarà un campionato molto difficile, tutte le squadre stanno lavorando molto bene, anche chi si è salvato parte già da una base solida. Bisognerà capire quale sarà il futuro di Milinkovic, se verrà ceduto e se la società reinvestirà eventualmente quei soldi. Se le cifre e le squadre per il giocatore sono quelle scritte sui giornali credo diventi difficile trattenerlo, anche perché ritengo che un solo calciatore non possa cambiare il valore dell’intera rosa biancoceleste”.

Il nuovo corso intrapreso da Cristian Ledesma non è altro che una grande prova di determinazione e coraggio, virtù dimostrate durante tutta la sua lunga carriera. I suoi consigli, la passione smisurata per questo sport e la sua professionalità saranno armi vincenti per ogni bambino che avrà la fortuna di entrare in contatto con un uomo come lui. Buona fortuna Cristian!.

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