FOCUS – IL MERCATO DELLE ALTRE – Fuori il primo terzo della sessione estiva, tra cambi in panchina e investimenti…difensivi! Il punto su acquisti, cessioni e trattative delle 20 di A

 

di Niccolò Faccini

 

Se volessimo solo essere felici, sarebbe facile. Ma vogliamo essere piĂą felici degli altri, e questo è quasi sempre difficile, perchĂ© pensiamo sempre che gli altri siano piĂą felici di quanto sono. La lezione di Montesquieu rischia di divenire estremamente attuale con riferimento al calciomercato. La Lazio di Simone Inzaghi ha l’ambizione di migliorarsi per insidiare le prime della classe, per entrare a far parte di quello che il Presidente Lotito ha definito un ‘Olimpo internazionale’. Un progetto di ampio respiro, quello della squadra capitolina, che andrĂ  avanti con la guida tecnica e la direzione sportiva di sempre, senza soluzione di continuitĂ . Un mese fa appariva tutt’altro che scontato. Igli Tare è alla spasmodica ricerca dei profili ideali per portare la Lazio al traguardo dichiarato, la tanto ambita Champions League. Nella Capitale sono giĂ  sbarcati il terzo miglior assistman della scorsa Liga con la maglia dell’Alavès, Jonathan Rodriguez – che farĂ  parlare di sè semplicemente come Jony – e il gigante Denis Vavro dal Copenhagen, professione difensore centrale. Da mesi era stato prelevato “Bobby” Adekanye, ala nigeriana di passaporto olandese cresciuta nelle giovanili di Ajax, Barcellona e Liverpool, mentre l’approdo a Roma di Manuel Lazzari dalla SPAL è stato il frutto di un lungo corteggiamento conclusosi col lieto fine ed ha costretto la Lazio a privarsi di Alessandro Murgia, passato a titolo definitivo al club ferrarese. Diversi gli acquisti di secondo piano, da Casasola al promettente Sofian Kiyine, talentuoso centrocampista marocchino nato in Belgio prelevato dal Chievo e parcheggiato temporaneamente a Salerno. Numerose le trattative in corso e svariati i profili sul taccuino di Tare, perchĂ© – per riprendere Montesquieu – se l’obiettivo è la felicitĂ , mai come quest’anno bisogna anche valutare il grado di felicitĂ  degli altri. Alcune compagini infatti, sul mercato, sembrano correre piĂą di altre, e si sono giĂ  assicurate top-players o calciatori giĂ  affermati nel panorama calcistico europeo e non, incrementando un gap con le altre che potrebbe rivelarsi un’incolmabile voragine. Nell’estate delle rivoluzioni nelle case di Roma, Milan, Inter e Juventus (tutte hanno cambiato allenatore), la Lazio ha l’arduo compito di tenere il passo e non farsi risucchiare dal novero di squadre che sono solite abitare le parti meno nobili della classifica. Per riuscirci servirĂ  non farsi strappare i pezzi pregiati, non cedere alle avances di club blasonati, o eventualmente reinvestire il potenziale tesoretto in modo tale da ricostruire quasi ab nihilo una formazione che possa essere competitiva a grandi livelli senza stravolgere l’impostazione tattica disegnata accuratamente dallo stratega Inzaghi. ServirĂ  muoversi meglio delle concorrenti e sferrare i colpi giusti, rinforzando tutti i reparti. Molto ruoterĂ  attorno alla partenza di Sergej Milinkovic Savic, che appare in orbita Manchester United in una sorta di effetto domino che parte da Madrid e coinvolge anche l’ex Juve Paul Pogba. Capitan Lulic è stato chiaro ieri in conferenza: “Per puntare alla Champions dobbiamo rimanere questi e devono arrivare altri calciatori perchè la concorrenza fa solo bene“. In caso di (dolorosa) cessione del Sergente la Lazio avrĂ  la rara opportunitĂ  di prendere in mano la penna che in un modo o nell’altro scriverĂ  in maniera decisiva il futuro. O il definitivo avvicinamento al gruppo di testa o un lento e inesorabile scivolare verso la mediocritĂ . Tutto dipenderĂ  da quanto sarĂ  l’inchiostro e da quali nuove pedine porterĂ  in dote. Errata corrige: parecchio, non tutto. PerchĂ© se le intenzioni della societĂ  sono sportivamente bellicose come sembra, c’è un divario da colmare, e affinchĂ© non diventi abisso occorre ponderare attentamente anche le mosse delle altre.

 

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LE BIG CAMBIANO PELLE E…GUIDA TECNICA – A Torino, sponda bianconera, il ciclo di Allegri si è chiuso dopo una serie di annate vincenti, e Maurizio Sarri ha assunto il timone di una squadra che mira a mutare pelle ma non la sostanza, giacchè vincere è l’unica cosa che conta. Coniugare trionfi e bel gioco è la mission dell’ex allenatore del Chelsea, che con i Blues ha recentemente alzato nel cielo di Baku l’Europa League infliggendo un pesantissimo ko ai rivali londinesi dell’Arsenal. Per riuscirci la proprietĂ  gli ha regalato per la seconda volta consecutiva dopo CR7 colui che ha eliminato la Vecchia Signora dalla Champions League nell’ultima edizione, che risponde all’identikit di Matthijs de Ligt, centrale dell’Ajax classe 1999, tra i migliori prospetti del continente. 75 i milioni versati nelle casse dei Lancieri per assicurarsi le prestazioni di un baluardo difensivo che rappresenterĂ  il regista basso dello scacchiere sarrista, “compensati” (si fa per dire) da due operazioni low cost, quelle che hanno arricchito la rosa bianconera con Rabiot del PSG e Ramsey dell’Arsenal. Ma la Juventus pensa anche al futuro, ecco spiegato lo scambio con la Roma (Spinazzola in giallorosso, Luca Pellegrini in Piemonte) e l’acquisto di Romero (lasciato un anno al Genoa) e Traore dell’Empoli, che disputerĂ  l’annata ventura con la maglia del Sassuolo. Proprio dai neroverdi ecco Merih Demiral, nazionale turco classe 1998 su cui hanno messo gli occhi Roma e Milan. I sogni (destinati probabilmente a rimanere tali) sono il ritorno di Pogba e Sergej Milinkovic, mentre la pista legata a Federico Chiesa potrebbe riaprirsi da un momento all’altro. Folta la concorrenza sulla mediana e in avanti, con Khedira che dovrebbe salutare e Higuain in orbita Roma. Anche il futuro di Cuadrado, Mandzukic, Kean e Douglas Costa è tutt’altro che chiaro, mentre Dybala dovrebbe beneficiare della cura Sarri: potrebbe rivelarsi rigeneratrice la strategia di schierare l’ex Palermo come falso nove, sulla scia di quanto giĂ  fatto (con esiti grandiosi) a Napoli con Dries Mertens.

All’ombra del Vesuvio si annuncia un mercato che possa corroborare l’esponenziale crescita degli ultimi anni. De Laurentiis ha promesso colpi a sensazione, per adesso Ancelotti ha abbracciato nel ritiro di Dimaro Kostas Manolas e Giovanni Di Lorenzo, prelevati da Roma ed Empoli, mentre oggi ha svolto le visite mediche Eljif Elmas, gioiello macedone classe 1999 in arrivo dal Fenerbahce su cui aveva preso informazioni anche la Lazio. Il reparto offensivo sarà puntellato, e i nomi più caldi sono quelli di Pepè del Lille, Rodrigo del Valencia e Lozano del Psv, senza dimenticare Mauro Icardi, forse l’unico profilo in grado di oscurare quello che sarebbe il fiore all’occhiello della campagna estiva, la suggestione James Rodriguez: l’ex Bayern è fuori dal progetto tecnico di Zidane al Real Madrid, che preferirebbe cedere il colombiano in Italia piuttosto che rendere un omaggio ai rivali dell’Atletico Madrid. Il grave infortunio occorso ad Asensio (rottura del crociato) non dovrebbe cambiare le carte in tavola in questo senso. Tra le uscite da segnalare Diawara, ceduto alla Roma, e Rog, che dopo la non brillante parentesi al Siviglia ripartirà da Cagliari, dove sostituirà Nicolò Barella, accasatosi all’Inter. I nerazzurri hanno avviato il trend: le migliori difese d’Italia hanno tutte puntato moltissimo sulla…difesa! L’arrivo dell’uruguagio Godin a rafforzare una retroguardia già composta nei titolari da Skriniar e de Vrij costituisce la risposta all’incontestabile principio per cui nel nostro campionato ad arrivare sul podio sono sempre le difese meno perforate. Importante anche l’investimento fatto per l’esterno dell’Hertha Berlino Valentino Lazaro, ma ad aver impressionato nelle prime apparizioni è Stefano Sensi, arrivato da Reggio Emilia. Il colpaccio è però alla guida tecnica della squadra: il ritorno di Antonio Conte è garanzia di organizzazione tattica, cattiveria agonistica e spirito di sacrificio, un trinomio che l’11 meneghino saprà riversare sul campo mordendo le caviglie ad ogni avversario. Il rebus riguarda l’attacco: in questi giorni il nuovo mister si è mostrato visibilmente deluso dalle tempistiche e dal silenzio attorno ai conclamati obiettivi Edin Dzeko e Romelu Lukaku ed è partito per la tournee in Cina con Puscas, Longo ed Esposito a rispondere alla voce “centravanti”, con Lautaro ancora in vacanza dopo la Coppa America. Se arrivare al bosniaco della Roma non sarà un problema, il Manchester United ha lanciato un ultimatum alla presidenza Zhang per il bomber del Belgio, fratello del Jordan della Lazio. Il mercato in Inghilterra chiuderà l’8 agosto e dunque i Red Devils, qualora dovessero privarsi del loro ariete, avrebbero fretta di individuare il sostituto. Nutrito il capitolo cessioni: Nainggolan e Icardi sono stati esclusi e non verranno riaggregati alla squadra, mentre Perisic e Politano non sembrano dare al tecnico le garanzie per ricoprire i ruoli di esterno sinistro e destro a tutta fascia. Così il croato è stato provato da seconda punta e potrebbe essere sacrificato, magari per raggiungere Kolarov o un giocatore in grado di ricoprire la casella di quinto. Una sessione in fieri, con tante incognite ma nel segno di una certezza: l’Inter vuole essere competitiva affinchè il piazzamento Champions possa essere solo un trampolino di lancio e non un punto di arrivo come negli ultimi anni.

Rimanendo a Milano, anche in casa Milan si versa in acque prima sconosciute: il nuovo corso targato Marco Giampaolo è cominciato con l’estromissione del club dall’Europa League e con gli arrivi di Theo Hernandez (sfortunatamente interessato da un trauma distorsivo alla caviglia nell’amichevole persa col Bayern Monaco) dal Real Madrid via Real Sociedad e dell’asse portante del centrocampo dell’Empoli, l’algerino Bennacer fresco vincitore della Coppa d’Africa con l’Algeria e il bosniaco Rade Krunic. Alleggerita la rosa con gli addii di Zapata, Montolivo, Jose Mauri e Bertolacci, il direttore tecnico Maldini e il Chief Football Officer Boban hanno virato sul colpo ad effetto e di qualitĂ  per consegnare all’allenatore di Bellinzona il talismano dell’Atletico Madrid Angel Correa, vale a dire quel trequartista che è condizione imprescindibile per la reificazione del suo credo calcistico: da Saponara a Ramirez, Giampaolo in quel ruolo ha anche Lucas PaquetĂ  e partirĂ  dal 4-3-1-2 giĂ  sperimentato piĂą volte nell’arco della carriera, senza disdegnare nuovi accorgimenti basati sulle caratteristiche degli innesti. “Serve tempo” è la spassionata confessione del tecnico riferita all’apprendimento dei meccanismi di gioco da parte degli interpreti, estendibile alla pazienza dei tifosi per liberarsi degli esuberi: sembrava fatta ed invece la trattativa per portare Andre Silva al Monaco ha subìto una brusca frenata: dopo giornate frenetiche l’affare non è andato in porto ma non dovrebbe congelare l’ingresso di Correa, avvenuto sotto la sapiente regia di Mendes. Se Modric appare pura utopia, sono vive le piste Lovren del Liverpool e Upamecano del Lipsia per una difesa che dovrĂ  essere migliorata. Poi al resto, cioè a gonfiare la rete da rapace d’area di rigore, dovrĂ  pensare la rivelazione dello scorso campionato Krzysztof PiÄ…tek.

 

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Se Roma non venne costruita in un giorno, Paulo Fonseca ha molto da lavorare. Pallotta e Baldini hanno individuato nell’ex allenatore dello Shakhtar Donetsk il profilo perfetto per invertire la rotta a seguito di un’annata a dir poco burrascosa. I giallorossi saranno impegnati in Europa League e sono partiti forte puntando su calciatori che conoscono il nostro campionato: Diawara e Spinazzola rinforzano centrocampo e corsie esterne ma hanno abbracciato il Colosseo a fronte di cessioni sanguinose, col promettente Luca Pellegrini andato alla Juventus e Manolas al Napoli. Da assorbire l’addio di De Rossi, ecco spiegata la necessità di ripiegare su Jordan Veretout della Fiorentina, il metronomo di centrocampo il cui adattamento al 4-2-3-1 che è marchio di fabbrica del mister portoghese è comunque tutto da verificare. Tra i pali Olsen non ha convinto, da qui la necessità di puntare su un estremo difensore affidabile e di sicuro rendimento come Pau Lopez del Betis Siviglia, che con quasi 25 milioni di euro sborsati diventa il portiere più pagato della storia del club. Urge un esterno d’attacco che prenda il posto di Stephan El Shaarawy, trasferitosi allo Shanghai Shenhua, così spunta in questi giorni l’idea Deulofeu, vecchia conoscenza del Milan che in Premier si è preso la scena con la maglia del Watford ed ha lo stesso procuratore di Pau Lopez. L’alternativa più plausibile è ad oggi Ben Yedder, data la richiesta del Milan per Suso, che non scende al di sotto dei 35-40 milioni. Per abbassare le pretese del Milan avanza la candidatura di Schick in rossonero, con la punta ceca che al netto di ottime prestazioni nelle prime uscite amichevoli non è intoccabile. Così i romanisti sognano il colpaccio, che potrebbe essere uno tra Higuain e Icardi, per adesso poco convinti dalla destinazione. In difesa c’è da rifondare: Juan Jesus e Fazio rimarranno, ma le partenze di Marcano (tornato al Porto) e Manolas impongono di non fermarsi a Gianluca Mancini (quarto acquisto del nuovo ds Petrachi prima di Veretout) e potrebbero liberare un posto per uno tra Bartra del Betis e Alderweireld del Tottenham. Un centrale difensivo, un esterno d’attacco e due punte e poi la squadra inizierà ad assumere una fisionomia ben definita.

L’Atalanta di Gasperini è pronta ad immergersi in una stagione da Champions: in attesa del sorteggio europeo il nuovo impianto sta crescendo (si chiamerà Gewiss Stadium e si ergerà sulle rovine dello storico Atleti Azzurri d’Italia) e con esso la qualità dell’organico degli orobici. La conferma di Gasperini – era ad un passo dalla panchina della Roma – è stata il preludio di due colpi coi fiocchi: prima Luis Muriel dal Siviglia e poi il talento cristallino di Ruslan Malinovskyi dal Genk. Diffidare dei nomi non altisonanti: il secondo è un centrocampista dinamico molto tecnico e duttile, con doti aerobiche eccezionali e spiccata propensione al tiro anche sui calci piazzati, che si è messo in mostra anche con la nazionale maggiore Ucraina, trovando tra l’altro la prima rete contro l’Italia a Genova in amichevole. La Dea l’ha soffiato alla Samp, ha 26 anni ed è nel pieno della maturazione, potrebbe sorprendere. Sul taccuino dei nerazzurri c’è inevitabilmente un difensore, vista la partenza di Mancini, e Sergi Gomez del Siviglia potrebbe garantire quel mix di esperienza e senso della posizione che si abbinerebbe alla perfezione coi centrali attualmente tra le fila dei bergamaschi. Un altro nome che non lascia indifferenti è Biraschi, mentre Fofana è nel mirino per condire una mediana che la scorsa stagione ha visto incessantemente protagonisti i due stakanovisti de Roon e Freuler. Il riscatto di Pasalic e la permanenza del trio delle meraviglie Papu Gomez-Ilicic-Zapata dovrebbero far dormire ai sostenitori dell’Atalanta sogni tranquilli.

Lo stesso non si può dire per un’altra compagine, la Fiorentina del nuovo proprietario Commisso, che a dichiarazioni importanti, grande simpatia e un’attitudine vulcanica dovrà aggiungere investimenti consistenti per i gigliati. La Viola ha perso l’intero asse centrale della squadra, con Lafont (Nantes), Vitor Hugo (Palmeiras), Fernandes (Mainz) e Veretout (Roma) che hanno lasciato Firenze. A tener banco è la spinosa situazione di Federico Chiesa, che la nuova proprietà vorrebbe trattenere almeno un altro anno, rispedendo al mittente i sondaggi delle big (Juventus in pole position). Gli obiettivi rispondono a calciatori internazionali (da Llorente a Borja Valero, da Praet a Balotelli), ma la casella “acquisti” al 24 luglio è stata riempita dal solo Aleksa Terzic, diciannovenne proveniente dalla Stella Rossa di Belgrado. Di rientro dagli USA, Daniele Pradè è comunque intenzionato a mettere in scena i primi “botti”: Bonifazi del Torino e Lirola del Sassuolo dovrebbero essere i primi nomi di una lista che ad oggi comprende anche Rafinha del Barcellona e Mahele del Genk. La volontà del patron – che suscita grande ilarità per l’accentuato slang italo-americano e la ripetitività degli “okay” pronunciati in ogni intervista – è quella di allestire una formazione che allontani gli spettri della Serie B intravisti a fine maggio e in poco tempo sia all’altezza di riaffacciarsi all’Europa.

Altro giro di giostra, altra mini-rivoluzione. Anche la cittĂ  di Genova ha fronteggiato cambiamenti radicali se non epocali in panchina: la Sampdoria ha dato il benvenuto ad Eusebio Di Francesco, che dopo l’esperienza alla Roma ha deciso di rimettersi subito in gioco a Marassi. “La mia squadra deve osare”, ha dichiarato il tecnico come ad indicare sin da subito la retta via. PotrĂ  contare sull’ex Inter Murillo, acquistato dal Valencia e sul potenziale craque Gonzalo Maroni: è un promettente trequartista classe 1999 preso in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni dal Boca Juniors (ma l’ultimo anno lo ha giocato col Talleres). Ottimo dribbling e una buona visione di gioco, si ispira a Dybala e adora giocare col pallone tra i piedi. Dovesse esplodere, potrebbe trovare terreno fertile con un allenatore abituato a concedere opportunitĂ  ai giovani. Ride anche il Grifone, che dopo l’incubo retrocessione scampato proprio sul gong dell’ultima giornata di campionato ha optato per un’incisiva inversione di tendenza. Così il Genoa dell’era post-Prandelli ha annunciato Aurelio Andreazzoli e come spesso accade ha giĂ  cambiato volto a gran parte della rosa: gli acquisti di Barreca dal Monaco, Pinamonti dall’Inter, Zapata dal Milan e il rientro di Romulo sono solo l’inizio di un mercato che vede la societĂ  di Preziosi molto attiva sul fronte delle entrate: dopo il prestito al Cruzeiro il regista carioca Lucas Silva passerĂ  dal Real Madrid ai rossoblu, andando a rilevare Veloso e Bessa, passati all’Hellas Verona. Il piano è chiaro: porre le basi per una salvezza tranquilla da consolidare tramite un gioco godibile. E’ lo stesso scopo del Bologna, la cui stagione non avrebbe potuto cominciare sotto una peggiore stella. Sinisa Mihajlovic ha comunicato in una toccante conferenza di essere affetto dal temibile nemico della leucemia, ma il nuovo direttore sportivo Sabatini e il Presidente Saputo hanno ribadito tutta la vicinanza all’uomo e all’allenatore serbo. Le mere questioni di calciomercato – che inevitabilmente passano in secondo piano – evidenziano un animus pugnandi mai sopito, nemmeno sotto il profilo calcistico. Prima del colpo ufficializzato di recente – la promessa danese Skov Olsen arrivato dal Nordsjaelland e annunciato con un video shakespeariano dai canali ufficiali degli emiliani – il Bologna ha ritoccato la retroguardia inserendo in rosa l’arcigno Denswil del Brugges e Takehiro Tomiyasu, centrale pescato dal Sint-Truiden nonchĂ© pilastro della nazionale giapponese. Arriva con ottime credenziali ed era stato accostato anche alla Lazio. Non finisce qui: dopo Bani del Chievo è arrivato dall’Excelsior anche Jerdy Schouten, fantasista e mezz’ala olandese di qualitĂ  che ha stregato la dirigenza rossoblu e dovrĂ  affinare l’intesa con Riccardo Orsolini, riscattato dalla Juventus. Rientrato alla base (il Torino) Lyanco, anche Helander ha lasciato l’Italia per trasferirsi in Scozia: è un nuovo calciatore dei Glasgow Rangers.

 

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LE ALTRE – Il Torino di Walter Mazzarri che si appresta a disputare la prima sfida ufficiale nei turni preliminari di UEFA Europa League contro gli ungheresi del Debrecen ha affrontato l’inizio del ritiro forte di possedere una consapevolezza in piĂą dei tre quarti delle squadre di A: quella di non aver la necessitĂ  di cambiare tanto. Il 3-5-2 granata è ormai consolidato e i riscatti di Djidji e Ola Aina, sommati al rientro dalla SPAL di Bonifazi completano un pacchetto arretrato di tutto rispetto, che ha registrato anche il rinnovo di un ricercatissimo Armando Izzo. Qualche innesto riguarderĂ  il centrocampo e la trequarti, per aggiungere estro alla fantasia di Iago Falque e Berenguer. Verdi del Napoli e Politano dell’Inter i sogni proibiti, attenzione ad Emiliano Rigoni dello Zenit che potrebbe tornare in Serie A dopo la parentesi atalantina. In attacco Kouamè piace e non poco, ma per adesso non costituisce, così come Petagna, una pista percorribile. Chi entusiasma è Fares, ma il club di appartenenza lo ritiene incedibile. Trattasi della SPAL. A Ferrara infatti il grande sacrificato della sessione è stato Manuel Lazzari, che è finalmente giunto nella Capitale e sarĂ  la freccia della fascia destra della Lazio. Il suo sostituto sarĂ  Marco D’Alessandro, mentre Murgia e Petagna sono ormai a tutti gli effetti calciatori biancazzurri. In difesa è arrivato Igor del Salisburgo, mentre in porta Vanja Milinkovic-Savic, fratello di Sergej, è tornato al Torino per poi tentare l’avventura in Belgio allo Standard Liegi, così come Viviano ha fatto rientro allo Sporting Lisbona: il Presidente Mattioli ha così pensato ad un’altra vecchia conoscenza laziale, Etrit Berisha: sarĂ  l’albanese il nuovo custode dei pali. In panchina ancora Semplici, chiamato all’ennesima impresa dopo l’ultima annata in cui la squadra ha raggiunto una salvezza relativamente serena con un filotto di vittorie casalinghe importanti contro squadre del calibro di Lazio, Roma e Juventus. Dopo il fallimento dello spagnolo Velazquez, ad Udine hanno confermato in panchina Igor Tudor, e puntano su giovani scommesse. Cristo Ramòn Gonzalez, attaccante classe 1997 arrivato dal Real Madrid Castilla, è l’ultimo estroso calciatore approdato in Friuli; a fargli compagnia il roccioso ma agile difensore Rodrigo Becao, brasiliano ex CSKA Mosca. Il ds Pierpaolo Marino ha annunciato che sono tanti i nomi a bollire in pentola, su tutti Saponara e Nestorovski. L’Udinese è ancora in piena trasformazione.

Non hanno perso tempo il Cagliari di Giulini – che perso Barella (venduto all’Inter per 45 milioni di euro) ha subito provveduto ad acquistare Marko Rog dal Napoli ed è vicino a NĂ ndez del Boca Juniors, facendo tra l’altro un pensierino a Grogoire Defrel della Samp – e il Parma. I ducali sono tra le societĂ  piĂą vigili ed hanno iniziato col botto: Laurini dalla Fiorentina, Karamoh dall’Inter, Kulusevski e Cornelius dall’Atalanta (quest’ultimo ha giocato l’ultima stagione in Ligue 1 col Bordeaux), Pezzella dall’Udinese e la conferma di Roberto Inglese certificano le ambizioni della squadra di D’Aversa. Discorso simile vale per il Sassuolo di Roberto De Zerbi, che ha cambiato il centrocampo: Sensi è stato ceduto all’Inter, in compenso Obiang del West Ham e Traorè (dalla Juventus) sono calciatori che giĂ  conoscono il nostro campionato e non avranno bisogno di essere aspettati. Toljan del Borussia Dortmund (gli ultimi 6 mesi in prestito al Celtic Glasgow) è un terzino di spinta che suscita curiositĂ  mentre Caputo non ha bisogno di presentazioni, essendosi consacrato anche in Serie A siglando 16 reti nell’ultimo campionato con l’Empoli.

Infine, un occhio alle neopromosse. Il Lecce di Fabio Liverani si affiderà a Lapadula in attesa di capire se Burak Yilmaz sbarcherà in Italia. L’ex bomber del Galatasaray fu in passato protagonista di una trattativa formato telenovela con la Lazio, ma alla fine il suo trasferimento sfumò. Gabriel dal Perugia e Benzar dalla Steaua Bucarest gli altri volti nuovi di una squadra che ad oggi rischia di fare grande fatica nella massima serie; come il Brescia di Tonali e Alfredo Donnarumma. L’attaccante di Torre Annunziata (luogo di nascita di Ciro Immobile) è reduce da due stagioni da protagonista assoluto nella serie cadetta, una con la maglia dell’Empoli e l’altra con le Rondinelle: raggiunta la soglia delle 50 reti in B in due stagioni, nella Serie A troverà un banco di prova importante. Da segnalare l’arrivo dell’attaccante parigini Florian Ayè, ventiduenne che nell’ultima stagione ha messo a segno 18 reti col Clermont Foot in Ligue 2. Dulcis in fundo, l’Hellas Verona: le nuove pedine Badu (dall’Udinese), Gunter (dal Genoa) e Miguel Veloso non possono bastare per considerarsi al sicuro. Gli attaccanti Di Gaudio e Di Carmine rappresentano delle certezze in B, ma l’impatto con una Serie A il cui tasso di difficoltà va alzandosi anno dopo anno potrebbe costituire una nota dolente. Il tecnico Juric ha intrapreso questa nuova avventura, desideroso di cancellare le deludenti annate col Genoa; ripartirà dalla qualità e quantità di Mattia Zaccagni (leader tecnico della squadra) e potrebbe presto accogliere il centravanti Camillo Ciano, che col Frosinone non ha demeritato nella stagione 2018/2019.

 

Squadre ancora in costruzione, trattative sfiancanti, presentazioni di calciatori, ardente desiderio di rafforzarsi, rischio costante di indebolirsi. Cinque giorni ai calendari di Serie A, un mese ai sorteggi di Europa League, intanto il primo terzo di un calciomercato che in Italia chiuderà i battenti il 2 settembre se n’è andato. Ad oggi la Lazio è “felice”? E’ meno felice degli altri, o è la Lazio a pensare che gli altri sono più felici di quanto effettivamente non lo siano? Tutti interrogativi che troveranno risposta con l’inizio della nuova stagione. Quel che è certo è che molte delle competitor della Lazio stanno cambiando pelle, e chissà che non lo facciano anche i biancocelesti, giacchè – Schopenhauer docet – l’unica cosa ad essere eterna, perpetua ed immortale è anche quella che più spaventa e più è necessaria. Il cambiamento.

 

N.F.

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