15 ANNI LOTITO – “Per Inzaghi e Tare questa è casa. Sergej? Ho meno armi da spendere…”

Il presidente della S.S.Lazio Claudio Lotito si è raccontato in una lunga intervista concessa a Sport Mediaset in occasione della ricorrenza dei suoi 15 anni di presidenza biancoceleste.

Tra i tanti argomenti trattati era inevitabile che si parlasse di mercato ed in particolare del caso Milinkovic.

Quale sarebbe l’offerta per far cedere Milinkovic?
“Non è un problema economico, sarebbe uno sminuire il rapporto tra la società e del giocatore. Milinkovic è attaccato alla maglia e noi consideriamo la Lazio come una grande famiglia dove tutti devono essere orgogliosi dei nostri colori. L’anno scorso ho avuto il coraggio di rifiutare offerte importanti. Quest’anno per gli impegni assunti con il giocatore ed il suo staff e per quello che ha dimostrato quest’anno avrei meno armi da spendere per mantenerlo. La società non sta facendo nulla per spingere perché ciò accada ne sta facendo qualcosa per bloccarla”.

Alla fine della stagione si erano rincorse voci di una partenza combinata di Inzaghi e Tare, direzione Milano, ma il presidente ha convinto entrambi a restare a Roma.

Ha parlato della Lazio come di una famiglia, le è dispiaciuto che Inzaghi abbia preso tempo prima di sciogliere le proprie riserve? Come ha convinto Tare a non andare al Milan?
“Per quanto riguarda Inzaghi, Simone è nato e cresciuto nella Lazio. Io gli ho dato la possibilità di esprimersi, perché ha capacità. Il blasone nasce dall’ambiente e non solo da quello che hanno rappresentato nel passato o quello che rappresentano allo stato attuale o nel futuro. Io spero che il blasone sia un ambiente familiare bene organizzato con orgoglio di appartenenza, dove uno si sente a casa propria e dove si possono esprimere al 100% le proprie possibilità che si  potrebbero tradurre anche con il conseguimento di risultati sportivi. Io penso sia stata giusta la scelta fatta da Inzaghi e Tare di completare un ciclo. Tare ha un grande senso di appartenenza alla Lazio e vuole rendere questa società un punto di arrivo, non solo un punto di partenza. È un elemento di stimolo, molte iniziative le ho intraprese anche sotto suo consiglio. Per lui la Lazio è come una casa, lasciare la società gli avrebbe consentito un maggiore guadagno, ma una soddisfazione minore”.

 

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