15 ANNI LOTITO – “La squadra sarà più forte dell’anno scorso. Non ho detto che Milinkovic andrà via”

Il presidente Claudio Lotito festeggia oggi i 15 anni alla guida della S.S.Lazio. Dopo Fortunato Ballerini, primo con 21 anni di militanza (1904-1925), Lotito è il presidente più longevo della storia biancoceleste. Da domani sarà presente ad Auronzo per seguire gli allenamenti della squadra e confrontarsi con Inzaghi anche su questioni di mercato.  Ai microfoni di Lazio Style Channel ha toccato tutti i temi più scottanti legati alla storia, all’attualità e al futuro della prima squadra della capitale. Di seguito uno stralcio della lunga intervista rilasciata ai canali ufficiali biancocelesti.

“La squadra di quest’anno sarà più forte di quella dell’anno scorso indipendentemente dalle uscite. Vogliamo dare grandi soddisfazioni ai tifosi sia in campo nazionale che internazionale”.

Lotito ritorna sul caso Radu e sulla frattura risanata con il difensore rumeno: “Può capitare un momento così,  Radu ha capito che la Lazio è la sua casa. I suoi tanti anni alla Lazio sono da tenere in conto. Per prenderlo andai personalmente in Romania.”

Incalzato sul mercato e su Milinkovic: “Non ho detto che Milinkovic parte, ho detto che per salvaguardare l’interesse di tutti dobbiamo comportarci come persone di buon senso. Ad oggi non ci sono segnali in questo senso, ma può accadere che nel futuro qualcuno per coltivare le proprie ambizioni personali voglia approdare a club più importanti. Dovremmo riuscire ad entrare nella top 10 dei club europei, in modo che queste situazioni con i giocatori forti non accadano più. La squadra sarà più forte dell’anno scorso, la gente deve stare tranquilla. Se andrà via un calciatore ne arriverà un altro di pari livello se non superiore”. 

Il presidente laziale rivendica lo scudetto del 1915: “Lo scudetto del 1915 ci spetta di diritto. Speriamo che le istituzioni si accorgano dell’ingiustizia. La Lazio è ente morale e si è distinta in un periodo storico molto difficile”. 

Sulla Supercoppa: “Stiamo discutendo su questo argomento, c’è un problema pratico. Lo dico senza troppi giri di parole: se noi andiamo a giocarla all’estero prendiamo più soldi. Sono sorte delle problematiche, io non ho problemi a disputarla a Roma o, più in generale, in Italia. Ma questo a patto che ci venga riconosciuto lo stesso importo che ci era stato promesso per la Supercoppa all’estero”.

Il presidente ha poi proseguito il suo intervento parlando della questione stadio: “Noi siamo partiti per primi nel panorama italiano poi siamo stati bloccati dall’istituzione capitolina dell’epoca che ha creato un grave danno alla Lazio e ai suoi tifosi, ha dimostrato di essere stata miope. Era un momento favorevole, ne avrebbero parlato in tutto il mondo perché sarebbe stato uno stadio che avrebbe avuto una stazione ferroviaria interna, uno svincolo autostradale un approdo con il battello. Speriamo sia solo una questione di tempo e di poterlo costruire, sarebbe fondamentale per avere un punto di riferimento aperto 365 giorni l’anno e fare un salto in avanti alla società”.

Sul futuro della società Lotito sembra avere le idee molto chiare: “Ho in testa di lasciare la Lazio a mio figlio perché rappresenta la continuità, la storia. Questo non significa penalizzare la Lazio perché mi sembra che in Italia ci siano società governate da aziende straniere che non hanno ottenuto alcun tipo di successo”.

Sulle critiche ricevute: “Bisogna vedere da dove le critiche vengono. Se a criticare è una persona autorevole bisogna ascoltare e prendere spunto per migliorare, se le critiche vengono fatte tanto per criticare restano fine a se stesse. Stiamo lavorando per migliorarci.”

Yazici e Llorente: “Noi prendiamo i giocatori di cui abbiamo bisogno sulla base delle scelte di Tare ed Inzaghi. La società non si è mai sottratta agli investimenti ma noi dobbiamo fare le cose in modo oculato rispetto a quelle che sono le nostre possibilità”.

In chiusura: “Da parte mia e della dirigenza sono consapevole che spesso non trapela l’affetto che abbiamo nei confronti della Lazio, sembriamo delle sfingi. Ma in realtà noi metabolizziamo le cose, come un padre di famiglia devo mantenere degli equilibri, devo salvaguardare gli interessi di tutti. Dobbiamo dare segnali di forza e fierezza, spesso a discapito della malinconia”.

 

 

 

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